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Campania in libertà

Campania in libertà

Hai deciso di trascorrere 7notti/8 giorni in una delle regioni più belle d’Italia? Scopri il tour Campania in libertà.

Campania in libertà: scopri il programma completo

Scopri di più sulla Campania.

1° giorno: Arrivo a Napoli

Ritiro dell’auto. La prima sosta prevede un tour dei luoghi più importanti di Napoli. Durante il primo giorno si visiteranno i principali musei, le più antiche chiese ed i tesori nascosti. Numerosi sono gli itinerari da seguire nel centro storico ed i luoghi di interesse culturale come ad esempio Castel dell’Ovo, Mergellina, il Duomo, le Catacombe, San Gregorio Armeno.

Cosa vedere nei dintorni di Napoli

Ecco quali sono le località più belle.

Pozzuoli

Oltre alla città di Napoli è possibile fare una breve sosta anche a Pozzuoli.

Pozzuoli è una vivace e affascinante cittadina situata sulle rive del mare, nel suggestivo Golfo omonimo.

Nel VI secolo a.C., i coloni greci fondarono Pozzuoli con il nome di Dicearchia, che significa “governo giusto”. Successivamente, per volere dei romani, la città prese il nome di Puteolis a causa dei “piccoli pozzi” che emettevano vapori sulfurei. Pozzuoli vantava un porto enorme, il più grande del Tirreno durante l’Impero Romano, che favoriva scambi commerciali di grande importanza con tutto il Mediterraneo.

Il centro storico potrebbe essere considerato un autentico borgo marinaro. File di pittoresche casette colorate sembrano abbracciare il porto. Stradine pedonali fiancheggiate da botteghe conducono al cuore della città, Piazza della Repubblica. Questa piazza è un vero e proprio salotto all’aperto, dove grandi e piccini si incontrano per trascorrere del tempo. Caffè, pizzerie, bar e altri locali animano questo spazio che si estende come un ampio rettangolo. Qui tutto si svolge serenamente, lontano dal caos del centro città. Nel centro storico, i commercianti aprono le porte delle loro botteghe al mattino, fanno una pausa a pranzo e poi ritornano intorno alle 17:00.

Un’altra curiosità, questa volta di natura religiosa, è che proprio in questo porto San Paolo sbarcò per la prima volta in Italia. Ancora oggi, una targa commemora questo evento di grande importanza per il Cristianesimo. Oggi il porto accoglie con le sue barche colorate chiunque decida di visitare Pozzuoli.

Il lungomare di Pozzuoli si estende dalla zona dei Gerolomini a quella dei Cappuccini, costeggiando il suggestivo Tempio di Serapide. Grazie ai recenti interventi di riqualificazione urbana, il lungomare è stato notevolmente migliorato e rappresenta ora una vera attrazione per abitanti e turisti. Qui si trovano campi da basket, aree verdi e giochi per bambini, bancarelle, caffetterie, pub e tanto altro, tutto con una splendida vista sul mare. Quando il sole tramonta e il cielo si colora di tonalità pastello o vibranti, la vista sul Rione Terra diventa ancora più affascinante e suggestiva.

Salendo nella parte alta di Pozzuoli, lasciando il mare alle spalle, raggiungiamo Villa Avellino, il polmone verde della cittadina. Situata proprio al centro tra l’antica area di Puteoli e la zona residenziale attuale, Villa Avellino un tempo era il giardino privato di una villa, abitata da diversi proprietari. Solo negli anni ’80 è diventata di proprietà comunale e quindi accessibile a tutti gli abitanti. All’interno del parco si trovano ancora secolari agrumeti e importanti testimonianze dell’epoca romana. È un luogo ideale per una piacevole passeggiata immersi nel verde, dedicata al relax.

Proseguendo oltre Villa Avellino, facciamo visita all’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli. Non tutti sanno che questo anfiteatro è il terzo più grande d’Italia, dopo il Colosseo e quello di Capua. Fu commissionato da Nerone e poi completato da Vespasiano tra il 69 e il 79 d.C. Qui si svolgevano, tra le varie attrazioni, le violente lotte dei gladiatori che attiravano e affascinavano oltre 40.000 spettatori durante gli spettacoli.

Il Santuario di San Gennaro è un luogo di venerazione non solo nel Duomo di Napoli, ma anche qui, a Pozzuoli. L’edificio religioso è costituito in una sola navata .

La Solfatara di Pozzuoli è un luogo che testimonia la tumultuosa forza geologica della zona. Qui, nel cuore dei Campi Flegrei, è possibile osservare un cratere ancora attivo: la Solfatara.

Il Lago d’Averno e la Grotta della Sibilla sono luoghi che meritano una visita al di fuori del centro cittadino, per immergersi nell’esplorazione del mitico “ingresso agli inferi”. Il Lago d’Averno, citato nell’Eneide di Virgilio come il luogo in cui Enea scese negli inferi.

Infine, il Parco Archeologico di Cuma rappresenta l’ultima tappa imprescindibile del nostro viaggio nella terra puteolana. Cuma è la più antica colonia greca fondata in Italia ed è protagonista di numerose leggende, che la rendono un’attrazione per numerosi visitatori, soprattutto per l’accesso alla leggendaria Grotta della Sibilla, uno dei santuari più importanti dell’antichità. Un luogo impregnato di storia e mitologia, in cui si fondono leggende, miti e narrazioni.

Incluso il tour a Napoli Sotterranea

Visita Napoli Sotterranea con guida e biglietto per la Cappella di Sansevero

1°/4° giorno: Napoli

Soggiorno di 3 notti, con prima colazione, in hotel centrale.

2° giorno: Capri, Ischia e Procida

Le isole del Golfo di Napoli sono delle riconosciute in tutto il mondo, per i loro panorami ed i paesaggi suggestivi. La visita dell’isola di Capri prevede anche una passeggiata attraverso il sentiero roccioso. Qui è possibile visitare anche i Giardini di Augusto e la mitica via Krupp. A Procida invece è possibile ammirare Terra Murata e Vivara.

Procida

L’isola del Golfo di Napoli, sebbene sia la più piccola e meno conosciuta, e di conseguenza meno frequentata dai turisti rispetto a Ischia e Capri, offre una vasta gamma di attrazioni che lasciano stupiti anche coloro che la visitano, tanto da chiedersi il motivo per cui non sia inclusa nelle mete turistiche più rinomate del Sud Italia.

La storia dell’isola è concentrata principalmente, ma non esclusivamente, nel suggestivo borgo medievale di Terra Murata e nella vicina Corricella. Particolarmente interessante è l’Abbazia di S. Michele, riccamente arredata e risalente addirittura all’anno mille. Già ai tempi dei Romani, infatti, si pensa che ci fosse una struttura abitata destinata all’esercizio dei culti religiosi. Inoltre, l’architettura dell’isola può essere definita “spontanea” e presenta affinità, seppur remote, con l’architettura greca.

luoghi più caratteristici dell’isola sono i casali, i porticcioli della Marina Grande e Chiaiolella, ma soprattutto la Corricella, che offre un panorama unico al mondo quando la si ammira da lontano. Questo luogo è stato reso famoso dal film “Il postino” di Massimo Troisi, così come da “Il talento di Mr. Ripley” e “Francesca e Nunziata” di Sofia Loren. L’architettura di Procida si contraddistingue per i suoi colori pastello tipici del Mediterraneo. Le scale definite “a giraffa”, le volte a “vela” o a “botte”, e gli archi sono presenti in diverse dimensioni e angolazioni (ancora oggi alcune università di architettura del nord Italia organizzano seminari sull’architettura peculiare dell’isola).

Procida offre la possibilità di piacevoli passeggiate lungo i sentieri di campagna, che talvolta si affacciano a picco sul mare, regalando panorami eccezionali. Inoltre, è possibile esplorare i ricchi e interessanti fondali marini dell’isola, che presentano una variegata fauna, flora e anche reperti archeologici. Non dobbiamo dimenticare l’escursione a Vivara, che era una stazione ornitologica e ora è un’oasi WWF, completamente disabitata e inaccessibile ai veicoli. È quindi ideale per piacevoli passeggiate naturalistiche, offrendo una vista panoramica spettacolare, poiché si trova quasi a metà strada tra Ischia e Procida, al punto più alto dell’isola.

Si giunge a Marina Grande appena si sbarca sull’isola. Percorrendo Via Roma sulla sinistra, notiamo il crocifisso ligneo del 1845, eretto dai marinai come simbolo della loro fervente fede. Lungo il percorso, troviamo anche la nuova via Libertà e le affascinanti case dai mille colori, che permettevano ai marinai di individuare la propria casa anche da lontano, mentre si trovavano sulle loro barche. Lungo il tragitto, ci sono vari caffè, pizzerie e ristoranti, molto apprezzati sia dai villeggianti che dai procidani per la loro semplicità.

Continuando il percorso, si raggiunge l’istituto nautico più antico d’Europa.

Intraprendendo il percorso lungo Via Roma, sulla sinistra si incontra un crocifisso ligneo del 1845, eretto con grande devozione dai marinai per testimoniare la loro fede. Accanto a esso, si estende la recente Via Libertà, affiancata da pittoresche case dai vivaci colori. Queste abitazioni permettevano ai marinai di riconoscere la propria dimora anche da lontano, quando si trovavano sulle loro imbarcazioni. Lungo il cammino, si trovano vari caffè, pizzerie e ristoranti, apprezzati sia dai villeggianti che dai procidani per la loro genuinità.

La Corricella rappresenta l’antico porto dei pescatori di Procida ed è l’immagine tipica da cartolina dell’isola. Le numerose e colorate case che digradano ripidamente verso il mare attraverso stretti vicoli e ripide scalinate costituiscono la particolarità di questa zona di Procida, dove regnano sovrani la tradizione mediterranea, la cultura e i sapori del mare. L’architettura del quartiere è stata concepita in base alle esigenze quotidiane dei pescatori che ancora oggi abitano questa zona.

Corricella

La parte inferiore del porto è caratterizzata da eccellenti ristoranti di pesce e dall’attracco temporaneo dei turisti con imbarcazioni da diporto che approdano per ammirare la suggestiva vista del quartiere dall’alto. Qui si trovano anche i “gatti”, affascinanti e furbi abitanti della Corricella. La parte superiore della Corricella è conosciuta come “La Madonna delle Grazie”, perché ospita la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, costruita nel 1679, con la sua imponente cupola bianca che domina il quartiere. La chiesa si trova nella Piazza dei Martiri, da cui si può ammirare una vista fantastica dall’alto sulla Corricella e sulla baia della Chiaia, dove in estate si trovano ancorate numerose piccole barche, motoscafi e grandi yacht.

Vivara

Da Chiaiolella, è possibile raggiungere la collina di Santa Margherita collegata con Vivara, la più piccola delle isole partenopee. Vivara rappresenta ciò che rimane di un cratere circolare, uno tra tanti nella composizione vulcanica dei Campi Flegrei. L’isola di Vivara costituisce la porzione occidentale del cratere vulcanico originario, delimitato dalla collinetta di Santa Margherita, dall’istmo parzialmente sommerso che la collega a Procida e dalla stessa Vivara. Questa conca, invasa dal mare, forma l’attuale Golfo di Genito.

Negli anni, Vivara è stata utilizzata come torre di segnalazione grazie all’accensione di fuochi e successivamente come territorio di passaggio dell’acquedotto campano che rifornisce di acqua Ischia partendo dalla terraferma.

Ristoranti di Procida
  • Girone (a’ comm c’ gira a cap!) – lungomare C. Colombo 20, Marina Chiaiolella
  • Ristorante “La Locanda” – Via Roma, 19 – il ristorante si trova accanto al Porto Turistico di Procida e offre un mix equilibrato tra la cucina tradizionale e quella moderna napoletana.
  • Ristorante Caracalè – Via Marina Corricella, 62

Incluso il tour

Traghetto e pranzo nell’isola scelta.

3° giorno: Napoli, Pompei e/o Napoli, Ercolano

Un viaggio nell’antica città di Ercolano è possibile sostare per qualche ore e poi visitare il Museo Archeologico Virtuale, innovativo ed apprezzato da tutti i turisti. Qui sarò anche possibile ammirare le antiche ville del luogo come ad esempio villa Campolieto, Vannucchi, , delle Ginestre ecc. Per chi fosse interessato è anche possibile prolungare l’itinerario verso gli scavi di Pompei

Pompei

LPompei, un importante porto e mercato mediterraneo nonché luogo di villeggiatura per i ricchi romani, rimane celebre per la straordinaria conservazione degli edifici civili che si ergono lungo le strade ben preservate. Tra questi spiccano la Casa del Chirurgo, la Casa del Fauno, la Casa dei Casti Amanti e la famosa Villa dei Misteri, così chiamata per le pitture murali che raffigurano i riti di iniziazione al culto di Dioniso.

Ercolano

Ercolano, oltre alle sue meraviglie, offre una varietà di scoperte affascinanti, come affreschi, mosaici, statue, centri commerciali e ville, che sono in un eccellente stato di conservazione, incluso il secondo piano, cosa che non si riscontra a Pompei. Oltre all’area archeologica principale, i visitatori possono esplorare il padiglione della barca di Ercolano, l’unica imbarcazione ritrovata sotto la lava nel vecchio porto della città. Secondo la ricostruzione storica, questa nave è l’unica del litorale che non salpò quel fatidico giorno di panico, probabilmente a causa di un difetto. Tutte le altre imbarcazioni, con i sopravvissuti di Ercolano a bordo, intrapresero la navigazione verso la salvezza. La maggior parte degli abitanti di questa città, che era un prospero centro residenziale dell’aristocrazia romana, riuscì a mettersi in salvo.

Incluso il biglietto di ingresso

Biglietto ingresso e visita con guida nel sito da voi scelto.

4° giorno: Napoli, Caserta, Salerno

Un itinerario alla scoperta da Caserta meravigliosa e riconosciuta in tutto il mondo. Nei dintorni della chiesa vi è anche il suggestivo borgo di Casertavecchia caratterizzato da vicoli stretti e case di pietra. Completano la visita la Reggia e il Complesso di San Leucio, entrambi Patrimonio Unesco. Arrivo a Salerno.

Incluso il biglietto alla Reggia

Biglietto ingresso e visita guidata della Reggia e del Complesso di San Leucio

4°/7° giorno: Salerno

Soggiorno di 3 notti, con prima colazione, in hotel centrale

5° giorno: Salerno

Visita di Salerno, dal Castello Arechi al Lungomare Trieste seguendo un percorso di trekking urbano che vi introdurrà in un luogo antichissimo, ovvero nella via dei Mercanti. Questa strada attraversa tutto il centro storico, fino a raggiungere il Duomo, la Pinacoteca Provinciale, il Complesso di Santa Sofia, dei Giardini della Minerva.

Inclusa la guida di trekking urbana

Guida per trekking urbano

6° giorno: Salerno, Paestum, Salerno

Itinerario alla scoperta dei magnifici Templi di Paestum e del Museo. Proseguimento per il Cilento, uno dei territori più belli della Campania che vanta numerosi luoghi di grande interesse turistico. Numerose le tappe da non perdere:

Grotte di Pertosa, Certosa di Padula, Grotte di Castelcivita e i numerosi paesini sulla costa.

Incluso il biglietti agli scavi e al Museo di Paestum

Biglietto ingresso e visita con guida degli scavi e Museo di Paestum.

7° giorno: Salerno, Costiera Amalfitana, Sorrento, Napoli

La Costiera appare come un balcone sospeso tra il mare blu cobalto e le pendici dei monti Lattari. Percorrendo questo suggestivo luogo è possibile ammirare le calette, le spiagge e le terrazze coltivate ad agrumi, viti e ulivi. Si tratta di un luogo tutelato dall’Unesco per il suo grandissimo valore culturale e naturale.

Massa lubrense

Massa Lubrense si tratta di una località marina ancora poco conosciuta ai turisti. Qui vi sono molte spiagge dove è possibile riposarsi e godersi il panorama.

Questo piccolo comune si trova all’estremità della penisola sorrentina, tra il Golfo di Napoli e il Golfo di Sorrento, come se volesse allungarsi fino a toccare Capri. Quindi, ci troviamo in un’area caratterizzata da paesaggi marini e costieri, con un totale di 20 km di costa che si estende tra i due golfi. Ci sono numerosi sentieri per esplorare, raggiungere nuove spiagge o ammirare il paesaggio non solo dalla spiaggia, ma anche dalla rigogliosa vegetazione circostante. Per gli amanti delle passeggiate, a Massa Lubrense ci sono oltre 100 km di sentieri di diversa lunghezza, difficoltà e tipologia, alcuni accessibili solo ai pedoni, altri che collegano diverse frazioni all’interno del comune, che conta addirittura 18 frazioni.

È uno dei modi migliori per trascorrere le vacanze, alternando giornate al mare con escursioni e passeggiate. Ci sono sentieri di ogni tipo, adatti a diverse abilità, che offrono panorami molto suggestivi, tra limoneti profumati, uliveti e coste ricoperte di macchia mediterranea. Ci sono molte calette lungo entrambe le coste, come la Marina di Puolo, la Cala di Mitigliano nel Golfo di Napoli, Marina del Cantone, la Baia delle Sirene e la Baia di Ieranto, Recommone e il Fiordo di Crapolla nel Golfo di Sorrento.

Oltre alle splendide spiagge, a Sorrento ci sono molti luoghi naturali e non, che offrono un’atmosfera di relax, sole e un clima mai troppo rigido. A Massa Lubrense si trova anche un antico edificio religioso dedicato alla Madonna della Lobra, patrona del luogo, che dà il nome al paese. Il piccolo porto, situato in una baia naturale, è affollato di barche da diporto e da pesca.

Vico Equense

Vico Equense è una graziosa e accogliente località, nonché il comune più esteso della Penisola Sorrentina, caratterizzato da ampie spiagge e incantevoli insenature, con un’altitudine che raggiunge i 1400 metri sul massiccio del Monte Faito. Passeggiare nel centro è un piacere, permettendovi di immergervi fin da subito nell’atmosfera unica della Costiera, con alberi di agrumi, bar, ristoranti e pizzerie.

La prima tappa obbligatoria, una volta arrivati a Vico Equense, è la splendida Chiesa della Santissima Annunziata.

Nell’antichità, diverse etnie italiche si sono susseguite a Vico, lasciando testimonianze e reperti di inestimabile valore. Il Castello Giusso, un castello medievale costruito alla fine del XII secolo e ampliato nel XVI secolo, è una delle numerose testimonianze di questo passato.

A Vico Equense c’è anche il Museo Mineralogico Campano, ovvero un’ istituzione culturale che fu inaugurata nell’ ottobre 1992, che rappresenta uno dei musei scientifici più importanti della Regione Campania.

Il nostro consiglio per organizzare un tour in Costiera Amalfitana

Escursione in canoa con istruttore da una delle località della Costiera Amalfitana.

Costiera Amalfitana è Patrimonio dell’Unesco

La meravigliosa Costa Amalfitana trae il suo nome, come facilmente intuibile, da Amalfi, che rappresenta il cuore pulsante sotto molteplici aspetti. Questo tesoro è protetto come Patrimonio dell’UNESCO e si estende per circa 50 chilometri, dal suggestivo Positano fino a Vietri sul Mare, attraversando 13 affascinanti comuni. Quindi, la risposta più ovvia alla domanda “cosa visitare sulla Costiera Amalfitana” è proprio questa: esplorare e ammirare tutti i pittoreschi villaggi che la compongono.

Un autentico tesoro che sfoggia paesaggi mozzafiato, un mare dal blu intenso, una cucina fantastica e uno stile di moda unico. Positano, amata dai personaggi famosi sin dagli anni ’60, ha creato una tale tendenza da dare il nome a un vero e proprio modo di vestire che ancora oggi rimane in voga, rappresentando un autentico stile di vita. Queste caratteristiche le conferiscono un fascino enorme e unico, che la rendono inconfondibile rispetto ad altre località. Un’altra peculiarità che la contraddistingue è la sua verticalità, con le sue case colorate che si estendono lungo le pendici rocciose dei monti Lattari.

Positano

Una fantastica giornata a Positano non può che iniziare con una colazione squisita, soprattutto considerando che la città è caratterizzata da una disposizione verticale che richiede di salire e scendere molte scale, con un grande dispendio di energie. È un’ottima occasione per fermarsi in un locale storico come La Zagara (o qualsiasi altro tu preferisca) e deliziarsi con una pasta, una fetta di torta o una brioche. La location stessa è una scusa perfetta: la terrazza con un incantevole pergolato di agrumi offre una piacevole ombra durante le calde giornate estive e regala una vista mozzafiato sul mare e su Positano che si snoda lungo la montagna, con tutti i suoi colori vibranti.

Chiesa di Santa Maria Teresa dell’Assunta

Risalente al X secolo, è praticamente l’emblema di Positano. La sua cupola maiolicata accoglie i visitatori provenienti dal mare ed è il cuore pulsante del paese. È davvero splendida, brillante sotto la luce del Mediterraneo, con le sue maioliche gialle e verdi che richiamano il Sole e la vegetazione di Positano.

Un’altra particolarità è che sotto la chiesa sono stati scoperti i resti di una villa romana sepolta dalle ceneri durante l’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., come accadde a Pompei. È stato addirittura rinvenuto un ampio salone con un prezioso mosaico e affreschi a tema marino.

Spiagge di Positano

Le spiagge di Positano offrono paesaggi incantevoli. La principale più famosa è la Spiaggia Grande.

Fornillo è un’altra spiaggia del paese, più piccola ma completamente attrezzata e più tranquilla. Altre spiagge da visitare includono La Porta, Arienzo e Laurito.

Le torri saracene, tipiche lungo tutta la costa, furono costruite nel XVI secolo come difesa contro i pirati (che tempi turbolenti!). Le torri rilevanti erano Trasita , Sponda e Fornillo. Quando la torre principale, Torre Campanella, riceveva l’allarme, le sentinelle avvisavano la popolazione di rifugiarsi risalendo la montagna verso i villaggi più alti o nelle foreste. Oggi queste torri rimangono come testimonianza di un’epoca davvero tempestosa.

La moda di Positano potrebbe essere definita “hippy chic degli anni ’60”. Abiti, tuniche e camicie in lino, San Gallo o cotone leggero, di colori bianchi o pastello, accompagnati da cappelli in paglia a tesa larga e decorazioni. Gli immancabili sandali piatti in pelle, con perline o elementi marini applicati, completano il look. Per gli uomini, oltre agli abiti in lino, un elegante borsalino. Gli artigiani locali creano sandali unici e di grande stile, senza tempo. Insomma, la moda di Positano unisce eleganza e comfort in uno stile chic e facile, senza trascurare la classe nonostante l’atmosfera informale da “sono in vacanza al mare”. È un equilibrio tra semplicità e fascino. Mentre passeggi per i vicoli del paese, troverai numerose botteghe e negozi dove potrai trovare un’ampia selezione di prodotti, ma ti consiglio di puntare soprattutto sui sandali, perché sono l’oggetto più famoso e gli artigiani li realizzano su misura e secondo il modello che desideri. Non dimenticare di dare un’occhiata alle ceramiche, sono bellissime ed è difficile resistere all’acquisto! Troverai una vasta scelta di oggetti per decorare la tua casa, dalla cucina al salone alla camera da letto.

Cosa mangiare in Costiera Amalfitana

Ci sono molte deliziose opzioni da considerare per un pasto delizioso. Puoi gustare la fresca mozzarella avvolta nelle foglie profumate del limone, o provare il pesce preparato in molteplici modi. Gli spaghetti alle vongole sono un classico da non perdere, così come il polpo e le cozze. Se sei alla ricerca di un piatto unico, la pasta alla colatura di alici di Cetara, un bellissimo villaggio sulla Costiera, è un’ottima scelta. Per un sapore insolito, puoi assaporare le melanzane al cioccolato. Non dimenticare di accompagnare il pasto con un fresco limoncello. E per concludere in dolcezza, non puoi perderti la delizia al limone, un dolce tipico preparato con pan di Spagna imbevuto di limoncello e una delicata glassa di crema al limone.

Amalfi

Il semplice nome di Amalfi evoca immagini di pittoresche casette dai colori pastello incastonate nelle rocce, con una splendida vista sul mare blu. I balconi dei vicoli del centro sono adornati da giardini di limoni e fiori, aggiungendo un tocco di bellezza. Questa antica Repubblica marinara, da cui prende il nome l’intera Costiera Amalfitana, è stata dichiarata patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO, ed è davvero una meraviglia da esplorare per assaporare la dolce vita. Inoltre, Amalfi può essere il punto di partenza ideale per un indimenticabile viaggio lungo la Costiera Amalfitana, attraverso eleganti ville affacciate sul mare, affascinanti conventi, sentieri immersi nella natura e panorami mozzafiato che non ci si stanca mai di ammirare.

Per esplorare Amalfi nel modo migliore, non c’è niente di meglio che perdersi tra i suoi vicoli nel centro storico, immersi nella bellezza dei fiori e nell’aroma dei limoni. Camminate lungo via Lorenzo d’Amalfi, via Capuano e l’affascinante via dei Mercanti, curiosando tra i vicoli, le scalinate e i passaggi a volta, mentre ammirate le piazzette adornate da fontane. Il centro storico è un piccolo labirinto che merita di essere esplorato a piedi.

Una tappa imprescindibile è il Duomo di Amalfi, noto anche come Cattedrale di Sant’Andrea, che sorprende con la sua imponente scalinata nella piazza Duomo. La chiesa risale al nono secolo, è realizzata in stile arabo-normanno e al suo interno vi è la tela del Martirio di Sant’Andrea.

L’Arsenale della Repubblica era il cantiere navale dell’antica Repubblica marinara di Amalfi, dove venivano costruite e riparate le navi.

Il Rione Vagliendola è uno dei quartieri più caratteristici di Amalfi, dove è piacevole passeggiare tra antiche case aristocratiche e torri fino ad arrivare all’ex Convento di San Pietro della Canonica, che ora è l’Albergo dei Cappuccini. In questo rione si trovano anche il Monastero della SS. Trinità e la chiesa di Sant’Antonio. Tuttavia, il vero fascino del quartiere risiede nelle sue botteghe, nei negozietti nascosti tra i vicoli e nelle invitanti pasticcerie.

La Grotta dello Smeraldo fu scoperta casualmente nel 1932 da un pescatore e prende il nome dal colore smeraldo dell’acqua, che riflette la luce che penetra tra le rocce. La Grotta dello Smeraldo può essere visitata sia via terra, tramite ascensore o scale, sia via mare, con le barche dei tour operator locali che partono da diversi porti, tra cui Amalfi. Il nome della grotta deriva dalla meravigliosa tonalità turchese smeraldo delle sue acque, così intensa da sembrare quasi irreale. La luce che illumina la grotta proviene dalle profondità marine, creando un effetto unico. A rendere la grotta ancora più affascinante, c’è anche un suggestivo presepe sottomarino e rocce con forme fantasiose.

Il porto e le spiagge

La spiaggia ad Amalfi è quella di Marina Grande raggiungibile a piedi dalla piazzetta. Poco più lontana vi è la spiaggia del Duoglio, con mare pulito e quindi è ideale per fare il bagno. Si raggiunge percorrendo circa 400 gradini ma vale la pena andarci.

Cosa mangiare

Riservate del tempo per scoprire le prelibatezze culinarie di Amalfi. In cima alla lista delle delizie vi sono i limoni, diventati il simbolo della Costiera Amalfitana, che è punteggiata di limoneti sin dall’XI secolo. Il limone è l’ingrediente magico che arricchisce numerosi piatti a base di pesce o primi piatti come il risotto al limone. Da questo prezioso frutto si ottiene anche il famoso limoncello, la cui origine è oggetto di controversia tra Sorrento, Amalfi e Capri, ognuno dei quali rivendica la propria ricetta autentica.

Tra le altre specialità gastronomiche consigliate vi sono le alici di Cetara, il coniglio all’Ischitana, gli ndunderi di Minori (una sorta di gnocchi conditi con pomodoro fresco) e, naturalmente, gli scialatielli all’amalfitana (una pasta lunga tipica condita con frutti di mare e pomodorini).

A piazza ad Amalfi, troverete un delizioso e autentico ristorante-pizzeria chiamato “Da Maria”, che attira una folla di turisti provenienti da tutto il mondo ma è anche frequentato dalla gente del posto. Qui potrete gustare la classica pizza napoletana con condimenti di ottima qualità, mentre il pesce è sempre fresco. Se vi fidate dei consigli dello staff, potrete assaporare il pesce appena pescato, selezionato in base alla stagionalità. La cucina è semplice e casalinga, mentre l’atmosfera è informale e divertente. Non dimenticate di provare gli antipasti fritti misti. I prezzi sono nella media.

Immaginate uno stabilimento balneare al di fuori delle tradizionali rotte turistiche di Amalfi, incastonato tra le rocce, dove è possibile gustare un’ottima cucina senza spendere troppo. Questo luogo esiste ed è chiamato “Lido delle Sirene”. Qui potete trascorrere una giornata al mare o semplicemente recarvi a pranzo, lasciandovi consigliare tra i numerosi piatti di pesce e non solo. La cucina è semplice e casalinga, i dolci sono fatti in casa e l’atmosfera è conviviale. Non dimenticate di assaggiare i paccheri al limone e gli scialatielli ai frutti di mare!

Ravello

Ravello è considerato uno dei luoghi più belli e affascinanti della Costiera. Questa è la città della musica ed è stata apprezzata da numerosi artisti e personaggi di spessore come Toscanini, Wagner, Rostropovich, Bernstein, Escher, Grieg, Turner, Mirò, Virginia Wolf e molti altri.

Terrazze che si affacciano su panorami magici e di straordinaria bellezza, giardini magnifici un tempo appartenuti a potenti famiglie della Costa d’Amalfi, luoghi di culto risalenti a epoche remote, sentieri suggestivi che permettono di immergersi nella natura della macchia mediterranea e importanti eventi culturali ospitati in luoghi da sogno: Ravello offre agli esploratori infinite possibilità di svago, divertimento ed emozioni indimenticabili.

Durante la primavera e l’estate, questo bellissimo paesino si anima di vita ed è perfetto da visitare per coloro che amano immergersi nella vita cittadina. Proprio in questo periodo, il borgo ospita numerosi eventi e mostre di ogni tipo, tra cui il celebre Festival di Ravello, che offre al pubblico un vasto programma di concerti all’aperto, rendendo l’esperienza ancora più coinvolgente.

Duomo di Ravello

Il Duomo di Ravello rappresenta un’importante testimonianza storica tra gli antichi edifici della città. Questa antica cattedrale, tra le più antiche d’Italia, sembra risalire addirittura al 1086. Dedicato a Santa Maria Assunta e San Pantaleone, il Duomo mescola due stili architettonici: il romanico e il barocco, con ricche decorazioni. Nel corso degli anni, la cattedrale ha subito demolizioni e aggiunte, risultando nella sua attuale configurazione con due amboni in marmo intarsiato al centro della chiesa che narrano la storia di Nicola di Bartolomeo da Foggia e del profeta Giona. La visita al Duomo può essere abbinata alla visita dei suoi due musei: uno situato nella cripta, dedicato a elementi scultorei, materiali lapidei e antiche parti della chiesa, e l’altro nella navata sinistra, una pinacoteca che ospita una interessante collezione di dipinti provenienti dalle chiese della zona.

Imperdibile è anche la visita alla cappella seicentesca di San Pantaleone, situata a sinistra del presbiterio, che contiene le reliquie del santo insieme all’ampolla del suo sangue, la quale si dice si liquefaccia annualmente, come avviene anche nella vicina Napoli.

Villa Rufolo

Villa Rufolo, considerata la vera gemma di Ravello, è una delle attrazioni assolutamente da visitare, ammirare, vivere e immortalare nella città. Situato in Piazza Duomo, questo palazzo storico si trova nel cuore di Ravello, offrendo una magnifica vista sul golfo. L’edificio si sviluppa su tre piani, è caratterizzata da una terrazza a strapiombo.

Villa Cimbrone

Villa Cimbrone e la Terrazza dell’Infinito offrono uno spettacolo unico con stili architettonici di diverse epoche. Questa opera è raggiungibile dal centro del paese o attraverso un sentiero di poco più di 700 metri, uno dei più belli della costiera.

Villa La Rondinaia

Villa La Rondinaia è un’altra villa di rilievo a Ravello, nota per il gran numero di ville che hanno accolto la borghesia e la nobiltà in diverse epoche storiche. Costruita con grande sforzo all’inizio del XX secolo, prende il nome dalla sua incastonatura nella roccia che la fa assomigliare a un nido di rondini. Grazie alla sua posizione difficilmente accessibile, che garantisce la privacy degli ospiti, la villa è stata un punto di incontro per molti scrittori inglesi e americani, incluso lo scrittore Gore Vidal, che ne è stato anche proprietario. Sebbene ora sia un lussuoso resort che ospita solo i turisti più facoltosi desiderosi di visitare Ravello, purtroppo la villa non è più visitabile internamente. Tuttavia, vale la pena ammirare questa meravigliosa struttura incastonata nella roccia e circondata dalla natura dall’esterno.

Auditorium Oscar Niemeyer

L’Auditorium Oscar Niemeyer è un luogo imperdibile per gli amanti della musica classica. Costruito nei primi anni del 2000, è la sede del famoso Ravello Festival, che da 65 anni ospita artisti di fama internazionale della musica classica. Negli ultimi anni, il festival ha ampliato le sue prospettive, offrendo anche concerti di musica più moderna e ospitando i migliori musicisti jazz e selezioni di musica folk internazionale.

Santuario dei Santi Cosma e Damiano

Il Santuario dei Santi Cosma e Damiano, costruito sul sito di un edificio religioso precedente, è una delle numerose chiese di Ravello che si distinguono per il loro stile e la loro storia. Questi due santi sono molto venerati in Campania poiché, essendo medici, furono tra i primi a curare i malati nel 300 d.C. senza chiedere nulla in cambio.

Cosa mangiare a Ravello

Ravello, insieme ad Amalfi e agli altri comuni della Costiera Amalfitana, è rinomato per la sua cucina di alta qualità. Come nella tradizione culinaria della Campania, considerata tra le migliori al mondo, qui potrete gustare piatti eccellenti. Essendo situati in una città affacciata sul mare, vi consigliamo di optare per piatti a base di pesce, sia caldi che freddi.

Ci sono alcune prelibatezze che non dovete assolutamente perdere. Ad esempio, i calamari farciti o grigliati: un piatto classico preparato con calamari appena pescati, cotti su una griglia e serviti con un filo d’olio. Oppure potete provare i calamari farciti con una deliziosa miscela di pane raffermo, formaggio e spezie, poi cotti al forno. Le insalate di pesce sono un’altra delizia da assaggiare. Si tratta di un piatto fresco e freddo composto da una varietà di pesci come gamberi, polipetti, polpo, cozze, vongole, salmone, tonno e altri ancora, conditi con un filo d’olio, succo di limone e un pizzico di sale.

Le alici sono un’altra specialità da non perdere.

Se amate i primi piatti, vi consigliamo i paccheri alla rana pescatrice. Questa prelibatezza consiste in un tipo di pasta regionale, i “paccheri”, cotta insieme alla rana pescatrice, un pesce delizioso, in una salsa leggermente rosata con olio, aglio e pomodoro, che condisce il primo piatto in modo perfetto. Gli spaghetti o le linguine ai frutti di mare sono un altro primo piatto molto apprezzato sia dai locali che dai turisti. I frutti di mare più comuni utilizzati sono le cozze, le vongole, i fasolari, le capesante, i datteri di mare, i canestrelli e le ostriche. Il pesce e la salsa che arricchisce il piatto vengono spesso sfumati con un ottimo vino bianco, che conferisce un sapore unico a questo primo piatto.

Non dimenticate di accompagnare il vostro pasto con un vino campano DOC. Un buon aglianico o una falanghina di qualità saranno perfetti per esaltare i sapori dei vostri piatti.

Il Flauto di Pan

Il Flauto di Pan vi offre un’atmosfera fiabesca all’interno della famosa villa neoclassica Villa Cimbrone, ed è il ristorante monostellato perfetto per voi a Ravello. Il talentuoso chef Lorenzo Montoro ha creato una cucina che si ispira principalmente all’entroterra, con tocchi di mare. Potrete scegliere di prenotare sul belvedere per un’esperienza diretta sul mare, oppure potrete rilassarvi al cocktail bar, dove troverete finger food d’autore e interessanti cocktail che includono un ricco assortimento di erbe mediterranee raccolte personalmente dallo chef durante il foraging.

Ristorante Belvedere

Al Ristorante Belvedere, potrete scegliere un tavolo sulla panoramica terrazza o nella sala interna, dove luci candele e sottofondo di pianoforte creeranno l’atmosfera romantica perfetta per gustare i piatti dello chef Mimmo Di Raffaele. La sua creatività vi conquisterà, offrendo una fusione di genuinità, passione, ricerca e perseveranza, sempre radicata nel forte legame con la sua amata Campania, che si riflette in ogni piatto.

Mimì Pizzeria

Se siete in cerca di una buona pizza, Mimì Pizzeria e Cucina in Via S. Francesco 12 è l’indirizzo ideale. Qui troverete un impasto eccellente, lievitato con maestria, e ingredienti attentamente selezionati, per un risultato che vi lascerà pieni di gioia ad ogni morso.

Bar Al San Domingo

Il Bar Al San Domingo è la scelta perfetta per una golosa colazione, uno sfizioso aperitivo o un babà da gustare durante la merenda. Situato nella piazzetta centrale di Ravello, offre tavoli all’aperto da cui potrete godere di una vista straordinaria. Qui troverete anche cocktail interessanti se siete pronti a osare un po’ e sperimentare nuovi gusti.

Minori e Maiori

Sospese tra cielo e mare, come tante delle loro celebri vicine come Amalfi o Positano, le cittadine di Minori e Maiori rappresentano la meta perfetta per coloro che desiderano esplorare a fondo la Costiera Amalfitana. Separate da circa 2 km l’una dall’altra, queste località offrono uno sguardo meno patinato e più autentico su uno dei luoghi più affascinanti d’Italia.

Veri angoli di paradiso, entrambe si distinguono per le splendide architetture e i profumati limoni che emanano un aroma unico al mondo.

Durante la visita a Minori, non potete perdervi la villa romana. Questa dimora marittima del I secolo d.C., con le sue diverse anfore conservate e una suggestiva piscina, rappresenta uno dei più brillanti esempi di architettura residenziale romana.

Perdersi tra le mura del Duomo dedicato alla santa patrona di Minori, Santa Trofimena, è un’esperienza da non perdere. Questo maestoso edificio religioso è il principale luogo di culto della città e richiama l’attenzione di tutta la comunità di Minori.

Una tappa golosa è la visita alla pasticceria De Riso, probabilmente la più celebre di tutta la Costiera Amalfitana, una vera istituzione conosciuta in tutto il mondo per i suoi deliziosi dolci. Provate l’incredibilmente gustosa “delizia al limone”, un dolce soffice e fragrante con il tipico aroma degli agrumi più rinomati e coltivati in Costiera. Ma le specialità di De Riso non si fermano qui, offrendo una vasta selezione che include liquori, gelati, conserve e vari tipi di pasta fresca. Dimenticate la dieta e immergetevi in questo regno del buon cibo, perfetto sia per una dolce pausa veloce che per una sostanziosa colazione o un aperitivo con vista mare. Il vostro soggiorno a Minori sarà indimenticabile!

Non potete lasciare Minori senza degustare il limoncello presso il liquorificio Carlo Mansi, situato in via Vescovado 1. Qui avrete l’opportunità di assaggiare le specialità locali, tra cui il delizioso limoncello, che si differenzia dalle altre varietà commerciali.

Cetara

Tra i suggestivi paesi che caratterizzano la Costiera Amalfitana, uno dei più autentici è senza dubbio Cetara, un autentico borgo di pescatori che mantiene ancora salda la sua connessione con il mare. Situata nella provincia di Salerno, Cetara si adagia sulle pendici del monte Falerio. Il suo affascinante centro storico si estende in discesa dalla sommità di questa piccola valle fino ad arrivare al mare, con le sue pittoresche case colorate che sembrano comporre un mosaico. I luoghi da visitare a Cetara si concentrano principalmente lungo il corso principale che conduce alla spiaggia “Marina di Cetara” con la sua suggestiva torre. Lungo il Corso Garibaldi, si incontrano numerosi ristoranti, botteghe artigiane che vendono prodotti tipici, diverse chiese e molto altro, il tutto immerso in un’atmosfera tipica di un autentico borgo marinaro che conserva intatte le sue tradizioni.

Cetara e la sua tradizione di pesca

La pesca è sempre stata l’attività primaria di questo piccolo comune, come suggerisce l’origine del suo nome. Infatti, Cetara deriva da “Cetaria”, che significa “tonnara”. Non tutti sanno che questo villaggio è rinomato per la prelibatezza dei suoi tonni sin dal Medioevo. I pescatori di Cetara passavano mesi interi in mare per catturare i migliori esemplari di tonno. Le acciughe, invece, dalle quali deriva la famosa colatura di alici, per la quale Cetara è particolarmente conosciuta, vengono pescate durante la notte con l’ausilio di lampare. Questa attività è più recente rispetto a quella del tonno e ha avuto inizio nel primo quarto del Novecento. Tra tutti i paesi del Golfo, Cetara è sempre stata il centro della pesca di acciughe più importante e ancora oggi la sua flotta è una delle più significative del Mediterraneo. Tonno e alici sono quindi i prodotti tipici di questa regione e rappresentano gran parte della cucina locale di Cetara. La diffusione di questi prodotti tipici ha certamente contribuito alla crescita del turismo, anche se quello sviluppatosi a Cetara non è ancora un turismo di massa, a differenza di molti altri borghi costieri che vengono letteralmente presi d’assalto. Pertanto, se si desidera scoprire un borgo dai sapori marinari antichi, con una bellezza paesaggistica autentica e allo stesso tempo stare lontani dalla folla di turisti, allora Cetara è la meta ideale per trascorrere una giornata all’insegna del buon cibo e del relax.

Marina di Cetara

L’immagine di Cetara, quando si guarda verso il mare, è abbracciata dalla sua deliziosa spiaggetta che si estende dalla storica torre da un lato al caratteristico porticciolo dall’altro. Le case dai colori pastello si aggrappano alle rocce circostanti e qualche tradizionale gozzo riposa sulla riva. Questo incantevole scenario sembra uscito direttamente da una cartolina, ma è la vera realtà di Marina di Cetara, la spiaggia del paese. Un luogo tranquillo e poco affollato fuori stagione, dove è possibile fare un bagno nelle sue acque cristalline. Parte di questa spiaggia è attrezzata con lettini e ombrelloni, e se le condizioni climatiche lo permettono, il lido rimane aperto anche durante i mesi meno estivi, offrendo la possibilità di noleggiare una sdraio per godersi anche solo un po’ di sole.

Torre Vicereale di Cetara

Questa maestosa torre si erge ai piedi di Marina di Cetara ed è il simbolo per eccellenza del paese. Il suo fascino domina l’intero borgo e contribuisce ad aggiungere un tocco pittoresco a questo caratteristico villaggio di pescatori. La Torre, risalente al XIV secolo, aveva la funzione di difendere la costa dagli attacchi dei Turchi durante le invasioni del 1400. Con la sua forma cilindrica e la costruzione interamente in pietra, la torre originariamente disponeva di 3 cannoni e tre “petrieri” che potevano essere puntati verso il basso per colpire il nemico. Nel corso degli anni, ha subito diverse modifiche, come l’aggiunta di un piano superiore durante il periodo aragonese e l’aggiunta di altri due piani nel XIX secolo.

Altre spiagge di Cetara

Scendendo una rampa di scale dalla Torre Vicereale di Cetara, si arriva alla spiaggia chiamata “Lannio”. Secondo una leggenda, il nome si riferisce alle “lagne” dei monaci che furono trucidati in questo luogo durante le lotte con i saraceni. La spiaggia è lunga circa 110 metri ed è principalmente sabbiosa, tranne per l’ultimo tratto con piccoli scogli. Al di là del porticciolo di Cetara, si trova la spiaggia del porto. Questa spiaggia si è formata negli anni ’80, quando fu utilizzata come deposito di materiali per la ricostruzione del paese a seguito di un terremoto. Grazie alle correnti, ai detriti e ai sassi che si sono accumulati, si è sviluppata l’attuale spiaggia che vediamo oggi. La spiaggia non è molto grande, ma grazie alle correnti l’acqua in questa zona è estremamente limpida.

Cupola della Chiesa di San Pietro Apostolo

Lasciando il mare alle spalle, procediamo lungo la salita del Corso Garibaldi per scoprire altre attrazioni di Cetara. Uno degli inconfondibili simboli del borgo di Cetara è la colorata cupola di maioliche della chiesa di San Pietro, che si nota già durante le curve della costa prima di arrivare al borgo. La Chiesa di San Pietro è la chiesa patronale del paese ed è una delle prime cose da visitare entrando nel centro storico di Cetara. Le prime informazioni su questa chiesa risalgono al 988, anche se l’edificio che vediamo oggi è il risultato di modifiche successive, soprattutto per quanto riguarda la sopraelevazione. Il campanile e la cripta sono invece di epoca precedente.

L’interno della chiesa è costituito da un’unica navata con una pianta a croce latina e cappelle laterali. In fondo si trova il transetto e sopra di esso svetta la cupola maiolicata di cui abbiamo parlato in precedenza.

Chiesa di San Francesco

Lungo il corso principale di Cetara, salendo una scalinata si raggiunge una terrazza dove si trova la Chiesa di San Francesco, che fa parte dell’omonimo complesso conventuale risalente al 1585. La facciata di questa chiesa è semplice, con un portale del 1600, una nicchia centrale che ospita l’immagine dell’Immacolata insieme a San Francesco e Sant’Antonio, e un timpano triangolare con il simbolo del santo. All’interno, si trova un’unica navata coperta da volte e una cupola emisferica, decorata con affreschi del XVII secolo. Lungo le pareti laterali della navata si trovano altari e nicchie sormontati da archi, e al di sotto si trovano statue di santi, di Cristo e della Madonna. Da notare anche l’altare maggiore in marmo policromo, coronato da una tela raffigurante la deposizione di Cristo di Benincasa datata al 1745. Come da tradizione, le statue di San Francesco e dell’Immacolata Concezione vengono portate in processione per le strade di Cetara il 4 ottobre e l’8 dicembre. Adiacente alla chiesa si trovava il vecchio Convento di San Francesco, ma oggi al suo posto c’è un rinomato ristorante chiamato “Al Convento”. In questo luogo molto conosciuto è possibile gustare le prelibatezze tipiche di Cetara, tra cui tonno e piatti a base di alici. Durante i mesi più caldi, parte dei tavoli viene allestita sulla terrazza adiacente, che offre una bella vista sul corso di Cetara. Le sale interne del convento ospitano invece gli uffici del comune.

Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli

Alla periferia del paese, nella parte più elevata di Cetara, vale la pena dare un’occhiata alla piccola chiesetta di Santa Maria di Costantinopoli. Questa chiesa risale ai primi anni del XIX secolo e probabilmente ha sostituito un precedente edificio del XVI secolo intitolato sempre a Maria di Costantinopoli, ma più noto come Santa Maria d’o Puopolo. Questa zona di Cetara è conosciuta come rrione Casale.

Cosa mangiare a Cetara

La gastronomia locale di Cetara è dominata chiaramente dal pesce, con il tonno e le alici che si distinguono in particolare. Con questi deliziosi ingredienti vengono preparati diversi piatti che vale assolutamente la pena provare, tra cui i celebri spaghetti conditi con la colatura di alici. In alternativa, si può optare per i ristoranti del centro storico di Cetara e lasciarsi deliziare dai piatti preparati dai loro chef. Pesce fresco del giorno, cuoppo fritto o anche un semplice panino al tonno: c’è qualcosa per tutti i gusti e le preferenze gastronomiche.

La colatura di alici di Cetara

Cetara è famosa per la sua colatura di alici, il prodotto tipico per eccellenza. Ma di cosa si tratta esattamente? Dopo essere state pescate utilizzando lampare, le alici vengono sventrate e disposte a strati alternati in un contenitore di legno chiamato “terzigno”, dove vengono coperte con il sale. Questi contenitori vengono poi pressati con pesi appositi e, dopo sei o nove mesi, quando il processo di maturazione è completato, il liquido viene raccolto utilizzando un attrezzo chiamato “vriale”. Ciò che ne risulta è un liquido ambrato, dalla consistenza densa e dal sapore intenso, pronto per essere utilizzato. Si dice che questa salsa sia una derivazione del Garum romano, una salsa di pesce già utilizzata dagli antichi Romani e di cui parlava anche Plinio. Una volta pronta, la colatura viene utilizzata come condimento per contorni o per condire piatti di pasta, come gli imperdibili spaghetti alla colatura di alici. Se la colatura di alici conquista il vostro cuore, non dimenticate di fare scorta presso le numerose botteghe lungo la via principale di Cetara. Potrete deliziare il vostro palato con questa prelibatezza.

Vietri sul mare

“Prima Perla” lungo la Costiera Amalfitana, nel viaggio da Salerno, ci si imbatte in Vietri sul Mare. Questo piccolo villaggio costiero, riconosciuto come Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, è famoso in tutto il mondo per la sua affascinante ceramica artistica, prodotta almeno a partire dal XVII secolo e ammirata nel rinomato Museo della Ceramica di Vietri sin dal 1992. Nel centro storico, non si può fare a meno di notare la maestosa cupola della Chiesa di San Giovanni Battista, decorata con splendide maioliche dai vivaci colori giallo e blu. Questa cupola è diventata il simbolo riconoscibile di Vietri sul Mare e, vista dall’alto, sembra quasi sospesa tra il cielo e il mare.

La visita alla suggestiva Vietri sul Mare inizia dal suo incantevole centro storico, situato lungo il viale principale, Via Umberto I, che attraversa l’intero paese, includendo due splendidi belvedere. È qui che si possono ammirare le mattonelle, i vasi, i piatti e le ceramiche di ogni tipo esposti nelle numerose botteghe che si incontrano ad ogni angolo di Vietri sul Mare. I laboratori artigianali di Vietri vantano un’antica tradizione e producono oggetti di ceramica dai vivaci colori mediterranei. Entrare in questi luoghi e curiosare tra gli oggetti esposti è come immergersi in un turbine di colori che alimenta la fantasia.

Continuando il percorso, si arriva alla Villa Comunale di Vietri e alla rinomata fabbrica di Solimene, da cui si affacciano diversi palazzi con eleganti facciate lungo il centro storico. Ci si inoltra quindi in stradine ombreggiate fiancheggiate da piccole case con tetti in cotto, fino ad arrivare infine a Piazza Duomo, dove si trova la Chiesa di San Giovanni Battista.

Raggiungiamo il punto più alto del centro storico di Vietri sul Mare per visitare il Duomo, la Chiesa di San Giovanni Battista, con la sua famosa cupola maiolicata che si erge sul paese. Questa chiesa, inizialmente costruita nel X secolo come chiesa privata, fu successivamente ricostruita dopo essere stata distrutta dai saraceni. L’attuale edificio risale al XVII secolo, con una pianta a croce latina e un campanile sporgente sul lato sinistro della facciata, opera di Matteo Vitale.

Duomo di Vietri sul Mara

La porta d’ingresso del Duomo di Vietri sul Mare è delimitata da due colonne di tufo, e nella parte superiore è inserita la figura dipinta su ceramica del santo patrono, Giovanni Battista, con lo sfondo raffigurante Vietri. Gli altari all’interno della chiesa sono tutti decorati con maioliche e ceramiche, ad eccezione dell’altare maggiore, che è adornato con marmi. Tra le molte opere conservate al suo interno, si trova un dipinto d’altare raffigurante la Vergine insieme a San Giovanni e Santa Irene, oltre a un pregiato polittico che rappresenta la Madonna nell’atto di allattare Gesù Bambino, eseguito nella bottega del Sabatini.

Proprio accanto al Duomo di Vietri si trova l’Arciconfraternita della Santissima Annunziata e del Santissimo Rosario, la più antica della città. Questo edificio risale al XVII secolo ed è decorato esternamente con belle ceramiche dipinte, mentre all’interno è completamente affrescato con dipinti del XVIII secolo.

Museo delle Ceramiche di Vietri

Qui vi è Il Museo delle Ceramiche di Vietri presenta una disposizione tematica e cronologica suddivisa in tre sezioni:

  • Nella prima sezione sono conservati oggetti di carattere spirituale, religioso e devozionale, come acquasantiere e targhe votive risalenti al XVII secolo.
  • Nella seconda sezione si possono ammirare oggetti di uso quotidiano, come vasellame dell’Ottocento.
  • Nella terza sezione sono esposte opere del “periodo tedesco”, durante il quale numerosi artisti provenienti da tutto il mondo hanno collaborato con gli italiani e i vietresi.
Biblioteca del Museo

Nella zona in cui si trova la Biblioteca del Museo, è possibile consultare testi relativi alle collezioni più importanti di ceramica moderna e alle pubblicazioni promosse dal Museo stesso. Nell’area dell’Auditorium è possibile assistere a proiezioni legate al periodo tedesco. Negli ultimi anni, il Museo di Vietri ha ampliato le sue collezioni con l’acquisizione di opere provenienti dalle collezioni Di Marino, Camponi, Dolker, Di Martino e molte altre, contribuendo a definire sempre più questa struttura come un punto di riferimento di grande importanza per il sud Italia.

Scendendo dalla parte alta del paese, si arriva alla Marina di Vietri, una zona con una storia non molto felice da raccontare. Nel 1954, Vietri fu colpita da una violenta alluvione che portò a un avanzamento della spiaggia di circa 100 metri, creando così un nuovo tratto sabbioso. Questa è la spiaggia più recente di Vietri e anche la più frequentata, specialmente durante l’estate, quando è presa d’assalto dai turisti e dagli abitanti. L’arenile è diviso in due parti dal fiume Bonea: da un lato, ci sono diversi stabilimenti balneari che offrono numerosi servizi, mentre dall’altro lato la spiaggia è completamente libera. Da qui partono anche diverse compagnie che offrono tour per visitare la Costiera Amalfitana.

Spiaggia di Vietri sul mare

Oltre alla famosa spiaggia di Marina di Vietri, a Vietri sul Mare ci sono anche altre spiagge meno conosciute, ma con acque cristalline. Lungo il tratto da Vietri a Cetara, si trovano circa 6 spiagge che spesso possono essere raggiunte solo via mare. Alcune delle altre spiagge, accessibili anche via terra, sono:

  • La spiaggia di Baia, la prima che si incontra provenendo da Salerno. È una delle poche marine con un fondo sabbioso e si estende per circa 400 metri. A causa della sua vicinanza al porto e alla città di Salerno, l’acqua non è delle più limpide, ma è comunque facile da raggiungere in auto o con i mezzi pubblici, e offre numerosi stabilimenti balneari attrezzati.
  • La spiaggia Crespella, che si trova prima della Baia di Salerno, prende il nome dalla torre Crespella del Cinquecento che la rende ancora più suggestiva. Qui si possono trovare 120 metri di spiaggia, sia attrezzata che libera. La Spiaggia della Crespella è raggiungibile a piedi da Vietri sul Mare, prendendo comodamente un autobus dal centro del paese o seguendo le indicazioni per una discesa apposita.
  • La Marina di Albori è la spiaggia principale di Albori, una frazione di Vietri e uno dei borghi più belli d’Italia che merita una visita.


I due scogli chiamati “i due fratelli” sono un altro simbolo di Vietri sul Mare, oltre alle ceramiche e alle maioliche. Questi due imponenti scogli, praticamente identici, si ergono nel mezzo del mare. Ci sono due leggende legate alla loro origine che vogliamo raccontare. La prima leggenda, di natura molto romantica, ci arriva dalla tradizione greca e narra che due pastori, mentre pascolavano il loro gregge, avvistarono una giovane donna che nuotava in mare. Improvvisamente, si scatenò una violenta tempesta e i due pastori si gettarono in acqua per salvarla, ma purtroppo annegarono entrambi. La ragazza, figlia del dio del mare, Poseidone, sopravvisse e il padre, per onorare il sacrificio dei due ragazzi, trasformò i loro corpi nei due scogli che vediamo oggi.

La seconda leggenda racconta un episodio più leggendario, durante l’assedio da parte dei saraceni per conquistare la città di Salerno. Dopo mesi di guerra, lo scontro finale si ridusse a un duello tra due avversari: il conte Umfredo dei Landolfi, rappresentante dei salernitani, e il principe Rajan, guerriero saraceno. I due condottieri combatterono con ardore fino a quando, esausti, decisero di riposarsi per un attimo su due scogli. A causa delle loro pesanti armature, tuttavia, finirono per essere catapultati in mare. Destinati a annegare, si resero improvvisamente conto di avere lo stesso stemma sulla corazza, scoprendo così, poco prima di morire, di essere in realtà due fratelli. In loro onore, gli scogli sui quali si appoggiarono furono chiamati “I Due Fratelli”.

Cosa mangiare a Vietri sul mare

A Vietri sul Mare, grazie alla sua splendida posizione sul mare, è possibile gustare una varietà di piatti a base di pesce fresco. Tra questi, da provare assolutamente i “piscitielli è criatur”, un piatto insolito a base di frutti di mare, così come la parmigiana di alici e i paccheri con vongole e patate.

Cosa vedere a Salerno

Le origini di Salerno rimangono ancora oscure, ma ci sono testimonianze precise degli insediamenti etruschi nel territorio circostante, provenienti dalla vicina Fratte. Successivamente, nel 197 a.C., la città venne fondata come colonia marittima chiamata “ad Castrum Salerni”. La colonia acquisì sempre maggiore importanza, tanto che nel IV secolo d.C. divenne sede ambita dei “Correctores” di Lucania e dei Bruzii. Questo dato è stato confermato nel corso degli anni dai reperti archeologici ritrovati in varie parti del centro storico, molti dei quali sono visibili al Museo Archeologico di Salerno. Nel III secolo d.C., la città fu colpita da una violenta alluvione che la distrusse in gran parte. Una lapide conservata oggi presso il Museo Archeologico Provinciale commemora la generosità di “Arrio Mecio Gracco”, che contribuì alla ricostruzione della città. Dopo questo evento, le informazioni sulla Salerno romana diventano più rare, ma sappiamo che il primo vescovo della città fu San Bonosio. Nel 560, durante un assedio da parte dei Longobardi, la città riuscì a concludere una pace onorevole. Nel VIII secolo, Arechi II, già duca di Benevento, divenne il primo principe di Salerno. Tra i suoi meriti, fu un magnifico costruttore: infatti, fece erigere una sontuosa reggia che sembra abbia ispirato Carlo Magno nella costruzione di Aquisgrana. Presso il suo palazzo, fece costruire la chiesa di San Pietro a Corte e potenziò le difese della città. Nel IX secolo, il principe Guaiferio decise di costruire un nuovo palazzo nella zona alta della città, chiamata Plaium Montis, accanto al quale vennero costruiti un monastero e un ospedale dedicati a San Massimo. Nel 871, durante il principato di Guaiferio, si svolse una feroce battaglia tra l’esercito salernitano e quello saraceno nei pressi della Carnale, dalla quale uscì vittoriosa la schiera salernitana. Con Gisulfo II, nel 1075, terminò il dominio longobardo e il potere passò nelle mani del normanno Roberto il Guiscardo. Con il Guiscardo, si aprì un’epoca di grande rinascita. Nella zona di San Benedetto, fece costruire la sua reggia chiamata “Castel Terracena”, eresse palazzi in diversi luoghi, restaurò torri e potenziò le fortificazioni. Tuttavia, l’opera più prestigiosa fu sicuramente la costruzione della cattedrale dedicata a San Matteo, consacrata nel 1085 da Papa Gregorio VII. Con gli Svevi e successivamente gli Angioini, la città entrò in un periodo di declino. Salerno divenne un feudo di potenti famiglie, tra cui i Colonna, gli Orsini e infine i Sanseverino.

Salerno è un’affascinante sintesi di ciò che il Mediterraneo può offrire a coloro che desiderano conoscerlo da vicino. La città si sta sempre più affermando come una comunità accogliente per i turisti e i visitatori provenienti da tutto il mondo. La sua provincia è la più estesa della Campania e comprende la splendida Costiera Amalfitana, l’importante area archeologica di Paestum e la meravigliosa regione incontaminata del Cilento, che include l’ampia piana attraversata dal fiume Sele e dai suoi affluenti, nonché il suggestivo Vallo di Diano.

Clima di Salerno

Dal punto di vista climatico, Salerno gode di numerosi vantaggi grazie alla sua vicinanza al mare, che mitiga le escursioni termiche, e alla presenza delle montagne alle sue spalle, che la proteggono dalle irruzioni di aria fredda durante l’inverno. Ciò regala alla città un clima mite e piacevole anche nel mese di gennaio, con temperature massime intorno ai 10°C. Durante l’inverno, può essere un incantevole spettacolo osservare i Monti Lattari imbiancati di neve che creano un affascinante contrasto con le palme del lungomare. I mesi più piovosi sono l’autunno e l’inverno, con un picco precipitativo in novembre e dicembre, mentre durante in estate le temperature sono calde.

Centro storico di Salerno

Il centro storico di Salerno rappresenta un notevole esempio di urbanistica medievale, e uno dei monumenti più significativi è senza dubbio il Duomo. Questa opera fu realizzata da Roberto il Guiscardo, su iniziativa del vescovo dell’epoca, Alfano I, che avviò i lavori nel 1080. L’accesso al Duomo avviene attraverso una scalinata settecentesca e superando la splendida Porta dei Leoni. L’interno del Duomo si presenta con tre navate, e nelle parti terminali della navata centrale si trovano due preziosi amboni: l’ambone D’Ajello e l’ambone Guarna. Il coro del Duomo ospita una magnifica iconostasi. Scendendo nella cripta barocca, si possono ammirare diverse tombe e reliquie, tra cui spicca la venerata tomba di San Matteo, l’evangelista.

Castello di Arechi

Dal Castello di Arechi, una costruzione di origine bizantina che fu successivamente ampliata dai Longobardi e dai Normanni, si può ammirare una splendida vista panoramica del centro storico di Salerno e dell’intero golfo. Posto su una collina alta 300 metri, sotto la quale l’autostrada A3 transita in un tunnel che si sporge sopra il centro storico e il porto, il castello offre anche belle vedute sul quartiere “Planum Montis”, dove sorse la celebre Scuola Medica Salernitana, e sulla suggestiva chiesa di Santa Maria delle Grazie. Un’altra fortezza, il Forte La Carnale, di origine aragonese risalente al XVI secolo, si trova invece più vicina alla costa, non lontano dalla foce del fiume Irno. Anche da questa posizione si può godere di un bellissimo panorama sulla città e sull’intero golfo di Salerno, con una vista ancora più affascinante dal vicino Colle Bellara.

La via più caratteristica del centro storico è Via dei Mercanti, con antichi palazzi e chiese lungo il percorso. Partendo dall’Arco di Arechi, si snoda parallelamente alla costa in direzione est ed è diventata il cuore dello shopping salernitano. All’interno del centro storico medievale si trova il Museo Archeologico Provinciale, situato nelle vicinanze dell’ex monastero di San Benedetto. Lungo Via dei Mercanti si trovano anche il Museo Didattico della Scuola Medica Salernitana e la Pinacoteca Provinciale, mentre il Museo Diocesano si raggiunge in Largo Plebiscito.

Chiese di Salerno

Tra le altre chiese da segnalare nel centro storico vi sono la Santissima Annunziata, la Chiesa di San Giorgio, la Chiesa di San Pietro a Corte e la Chiesa di San Benedetto. Ognuna di queste chiese rappresenta un prezioso tesoro artistico e storico per la città di Salerno.

Acquedotto medievale di Salerno

Un elemento particolare del centro storico di Salerno è l’Acquedotto medievale, conosciuto anche come Arco dei diavoli, che fu costruito nel IX secolo. Questo acquedotto era inizialmente destinato a fornire acqua al monastero di San Benedetto, ma in seguito venne esteso per coprire anche altre zone della città. I due rami dell’acquedotto si incontrano all’incrocio tra le attuali via Arce, via Gonzaga, via Velia e via Fieravecchia. La sua struttura è costituita da archi di diversi stili, come archi a tutto sesto, ad ogiva e asimmetrici, testimonianza delle varie influenze culturali presenti a Salerno, una città portuale e sede della celebre Scuola Medica. È probabile che siano stati proprio gli archi a sesto acuto, all’epoca una novità, a spingere la gente a chiamarlo “Archi (o ponti) del Diavolo (o diavoli)” a causa del loro aspetto spettrale. Da qui probabilmente nacque la leggenda che l’acquedotto fosse stato costruito in una sola notte dal mago salernitano Pietro Barliario con l’aiuto del Diavolo.

Stazione Marittima di Salerno

La Stazione Marittima di Salerno è un luogo di grande interesse per i turisti, situata sul molo Manfredi nel porto commerciale. Nel 2013 è stata inclusa tra i progetti architettonici di alta qualità. La stazione è stata commissionata nel 2000 dal sindaco Vincenzo de Luca per soddisfare la crescente domanda di sbarco crocieristico da parte di varie compagnie. L’architetto Zaha Hadid è stato incaricato di realizzare una stazione marittima moderna e funzionale. Oggi rappresenta un punto di approdo ideale per i turisti grazie alla sua posizione strategica tra la Costiera Amalfitana, la Costa Cilentana e le isole di Capri e Ischia. L’edificio si sviluppa al centro e si protende verso il mare, con una forma simile a un’ostrica e geometrie accattivanti e moderne.

Piazza della Libertà di Salerno

La Piazza della Libertà è il punto di connessione tra il Lungomare, il Porto turistico e commerciale e la Stazione Marittima. È stata realizzata una riqualificazione di un’area portuale degradata nei pressi della Villa Comunale, creando così un punto di accesso alla città. Questo intervento è stato caratterizzato da polemiche riguardo alla correttezza della realizzazione, sia dal punto di vista amministrativo che estetico/funzionale, ma è stato finalmente completato con l’inaugurazione avvenuta il 20 settembre 2021.

Villa Comunale di Salerno

Non lontano dalla Villa Comunale, troviamo il Parco Irno, un luogo più recente ma ideale per riposarsi e godere di frescura estiva all’ombra di alberi centenari. Qui si trova la fontana di Don Tullio. L’Orario di apertura del Parco Irno e del Parco Pinocchio è da Martedì a Domenica dalle 09.00 alle 13.30.

Parco Irno e Parco Pinocchio di Salerno

Il Parco Irno e il Parco Pinocchio si estendono lungo le sponde del fiume Irno e hanno trasformato un’area della città poco frequentata in spazi verdi pubblici. Il fiume Irno è parte integrante dell’identità di Salerno, tanto che secondo alcuni storici ha dato il nome alla città (probabilmente è vero il contrario). Il Parco Irno sorge sul sito di una vecchia fabbrica di laterizi chiamata Salid ed è un mix affascinante di archeologia industriale, spazi culturali e orto botanico. Adiacente al Parco Irno, troviamo il Parco “Terme Campione”, che prende il nome da un antico stabilimento termale presente nella zona ed è comunemente chiamato “Parco Pinocchio” grazie alla presenza di una statua in bronzo raffigurante Pinocchio, realizzata dall’artista Antonio Petti. L’ingresso principale è caratterizzato da una monumentale fontana, un pergolato di glicini, palme e un sistema di illuminazione artistica. Il parco si estende lungo un viale principale, da cui si diramano numerosi percorsi secondari che conducono al prato e all’area dedicata alle attività all’aperto. Al centro dell’oasi verde si trova un grande anfiteatro utilizzato per eventi e attività di intrattenimento per i più piccoli. È presente anche un edificio architettonicamente integrato con l’ambiente circostante, che ospita un punto ristoro e una sala polifunzionale per diverse attività.

Ristoranti di Salerno
  1. Il Ristorante Portovecchio si trova in Via Molo Manfredi 38, vicino all’antico ingresso del porto. È un locale luminoso e accogliente, con un personale preparato e gentile. Il menu offre una vasta selezione di piatti a base di pesce, anche se prevalentemente proveniente da allevamenti. Inoltre, il ristorante vanta una ricca lista dei vini.
  2. Il Ristorante Pazza Marea, situato in Via Giovanni Ruggi D’Aragona 3, propone piatti delicati e squisiti a base di pesce. L’ambiente è molto accogliente e il prezzo si mantiene nella media, offrendo la possibilità di gustare pesce fresco nel cuore di Salerno. Il menu è vario e il personale è estremamente cordiale.
  3. Il Ristorante Botte Pazza, che si trova sempre in Via Giovanni Ruggi D’Aragona, presenta le stesse caratteristiche della Pazza Marea, ma offre anche piatti tipici salernitani nel suo menu. Un aspetto caratteristico di questo locale è la possibilità di riempire direttamente la brocca del vino dalla fontana.
  4. Il Ristorante Mediterraneo, situato in Via M.Testa 31/33, si concentra principalmente sui piatti a base di pesce, offrendo un menu vario. Il prezzo si mantiene nella media.

7° giorno: Napoli

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