Cuba in auto

Mare e Rum nell’Isola di Cuba – Tour in Auto Privata – 14 Giorni/13 notti

Partenze: Giornaliere  

Durata: è possibile adeguare il programma su misura in base alle vostre esigenze, aumentando o riducendo il numero dei giorni, richiedete informazioni scrivendo a: prenotazioni@barbirottiviaggi.it

Quote a partire da: € 2.550,00 – a persona

Riepilogo dei Servizi inclusi nella quota base – servizi modificabili o cancellabili salvo diversamente indicato:

  • 1° Giorno: Trasferimento aeroporto/hotel Havana
  • 4°-7° Giorno: Auto con autista a disposizione (Havana/Vinales/Trinidad/Cayo Santa Maria)
  • 14° Giorno: Trasferimento da Cayo Santa Maria/aeroporto Havana
  • Assicurazione Top Booking Barbirotti: che include: Coperture spese Medico/Bagaglio e Annullamento

Routing Aereo:

DataVoloPartenza dahArrivo ahBagaglio
1° GiornoNeosRoma Fiumicino11.45Havana16.451Pc
14° GiornoNeosHavana20.55Roma Fiumicino14.351Pc – del 15°

Operativo Voli: Orari espressi in ora locale, suscettibili a variazioni. E’ Possibile prevedere Partenze e Arrivi da e in altri aeroporti.

Soggiorno:

LocalitàHotelArrivoPartenzaNottiBaseNote
HavanaEl Encanto de Perseverancia1° Giorno4° Giorno3Bb
VinalesHotel E Central Vinales4° Giorno5° Giorno1Bb
TrinidadHotel La Ronda5° Giorno7° Giorno2Bb
Cayo Santa MariaMelia Buenavista (VistaMar)7° Giorno14° Giorno7Ai

Legenda:Ob =Solo Pernottamento – Bb= Prima Colazione Hb = MezzaPensione Fb = Pensione Completa – Ai=All Inclusive

#= Giorno Successivo. – 1PC = 1 Collo da stiva – 0PC= Bagaglio a mano (in stiva da pagare a parte) – N.R. = Non Rimborsabile.

Valutazione personale dell’Agenzia Barbirotti relativa a questa proposta di Viaggio. Classificazione: Alta–Media– Bassa.
Servizi in generale: Medi (Alti a Cayo Santa Maria) + Sostenibilità: Alta. (vedi le Faq nel sito www.barbirottiviaggi.it).

Nell’esperienza vissuta c’è la saggezza della sicurezza.

Visitando Cuba

La provincia cubana La Habana è specialmente interessante perché costituisce nel suo insieme la capitale di Cuba e di tutti i cubani, capitale “federale” (si fa per dire, visto che a Cuba non c’è federalismo ma esiste una provincia-capitale come in molte federazioni) che d’ora in poi chiameremo semplicemente L’Avana. Insieme a Varadero, L’Avana è la meta turistica più raggiunta di Cuba.”Se mi perdo, cercami a Cuba” scriveva il poeta spagnolo Federico García Lorca. Sviluppatasi a partire dal 1519, con il nome originale di San Cristóbal de La Habana, è attualmente la città più grande dei Caraibi anche se conserva ancora un’atmosfera molto particolare che la rende unica al mondo. Capitale dal 1959, è il cuore politico, amministrativo, culturale ed economico di Cuba. La città de La Habana è suddivisa in 15 distretti: La Habana Vieja, Centro Habana, Plaza de la Rivolución, La Habana del Este, Playa, La Lisa, Marianao, Cerro, Diez de Octubre, Boyeros, Arroyo Naranjo, San Miguel de Padrón, Cotorro, Regla, Guanabacoa.

TRASPORTI: per spostarsi nei dintorni dell’Avana il mezzo migliore è il treno. La Estanción Cristina, situata a pochi km a sud-ovest del centro, smista tutto il traffico ferroviario entro l’area metropolitana.

I guaguas (gli autobus cittadini) talvolta vengono chiamati aspirinas, perché le loro rare apparizioni alleviano i dolori delle lunghe attese in coda. La mancanza di carburante e di pezzi di ricambio ha comportato il blocco di parecchi mezzi e in ultima analisi è causa di lunghi ritardi.

I taxi per turisti dotati di tassametro si trovano presso tutti gli alberghi di maggior livello; su una Nissan con aria condizionata si paga di più che su una Lada senza condizionamento.

Autobus: il servizio di autobus locali dell’Avana sta lentamente migliorando o andando in rovina, dipende a chi lo chiedete. I normali autobus urbani si chiamano guaguas, mentre i più grandi autobus metro sono i camellos per le due gobbe. Entro i confini urbani la corsa costa 20 centavos su un camello, e 40 centavos su un autobus normale; le monete vanno depositate nel contenitore accanto al conducente o pagate al bigliettaio. Purtroppo non esistono cartine con le linee degli autobus. Dovete osservare le colas (code) alle fermate degli autobus (paradas) anche se non sono immediatamente riconoscibili e per identificare il vostro posto chiedete di el último, così che all’arrivo dell’autobus salirete dopo di lui. Quest’ottimo sistema è anche efficiente e viene seguito (quasi) rigorosamente, tanto che chi infrange la “cola” dovrà vedersela con i suoi compatrioti. Per prendere un autobus diretto fuori città, per esempio a Cojímar, Guanabo e Guanabacoa, dovreste cercare di salire al capolinea, perché spesso gli autobus sono talmente gremiti che non fermano alle fermate successive.

Automobile: all’Avana si trovano numerose agenzie di autonoleggio, quindi se vi dicono che non hanno macchine o non ne hanno nella vostra fascia di prezzo, provate un altro ufficio. Tutte le agenzie hanno uno sportello al terminal 3 dell’Aeropuerto Internacional José Martí.

Ciclotaxi: i ciclotaxi a due posti vi porteranno ovunque in Centro Habana per uno o due dollari la corsa, breve o lunga, dopo aver contrattato. È molto più di quanto pagherebbe un cubano, ma più divertente ed economico di un taxi turistico. Una legge recente proibisce ai ciclotaxi di trasportare turisti, quindi il conducente preferirà passare da vie secondarie per evitare i controlli della polizia, offrendovi così un giro turistico a poco.

Taxi: tutte quelle belle carcasse parcheggiate davanti al Capitolio sono colectivos – taxi collettivi che portano sei o più persone su tratte fisse. Non dovrebbero far salire i turisti, ma molti lo fanno, chiedendo in genere un paio di dollari per la corsa Centro Habana-Vedado; ai cubani costa una frazione di tale cifra. Esistono tragitti diversi per Vedado, Alamar, Marianao, ecc. e quello per Vedado si trova verso l’estremità sud della fila di macchine. In alternativa, potete andare a piedi a ovest sulla Neptuno verso Av de Italia e fermare lì un colectivo. Di solito è più semplice e se parlate un pò di spagnolo potreste cavarvela con 10 pesos. Da Vedado provate a prendere un lungo Calle 23; quando rallentano chiedete “Habana?” o “Capitolio?” per accertarvi dove siano diretti.

Traghetti: i traghetti passeggeri fanno la spola da un lato all’altro del porto fino a Regla e Casablanca, partendo ogni 10 o 15 minuti da Muelle Luz, all’angolo fra San Pedro e Santa Clara, sul lato sud-orientale di Habana Vieja. Da quando i traghetti sono stati dirottati in Florida nel 1994 (ma poi sono tornati) e di nuovo nel 2003 (i dirottatori non sonno mai usciti dalle acque territoriali cubane), i controlli sono molto più rigidi.

Treni: dalla stazione Cristina partono tutti i treni locali entro i confini urbani. Cristina è stata la prima stazione ad essere costruita all’Avana, e merita valutarla se vi fermate a lungo in città e volete spostarvi con poco.

MERCATINI: all’Avana ci sono diversi mercati di souvenirs: il più vicino ma anche il più piccolo si trova lungo la calle 23, poco interessante. Il più grande e conveniente è quello che si trova nei pressi della Plaza de la Catedral nel cuore dell’Habana Vieja, ricco di dipinti, strumenti musicali, gioielli e oggetti dalle più svariate dimensioni. Nelle immediate vicinanze, nella Plaza de Armas ha

luogo il più grande mercato del libro usato della città, aperto dal mercoledì al sabato. Se compri dei quadri ricorda che se superano certe dimensioni occorre comprare anche il timbro per non avere problemi all’aeroporto, il costo è, salvo aumenti, di 3 cuc a dipinto.

La Habana Vieja: nel 1982 L’Avana Vecchia (La Habana Vieja) è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, stimolando così un processo di recupero iniziato subito dopo la rivoluzione, venti anni prima. Molti dei più pregevoli edifici sono stati trasformati in museo e la città ospita chiese, palazzi, castelli, monumenti alla rivoluzione e mercati in numero tale da soddisfare anche le più ambiziose esigenze culturali. Il recupero, tuttavia, non ha interessato le aree residenziali: quasi la metà delle abitazioni è fatiscente (ogni anno crollano circa 300 palazzi), e migliaia di residenti hanno dovuto abbandonare le loro case.
I luoghi che non potete mancare di visitare sono la Plaza de la Catedral, una delle più belle della città, che nei fine settimana accoglie un animato mercato d’artigianato, turisti intorpiditi e spazzini che trasformano il loro lavoro in una cerimonia. Le torri diseguali della Catedral de San Cristóbal de la Habana dominano l’intera piazza. Nei pressi sorge il Castillo de la Real Fuerza, la più antica fortezza coloniale del continente americano ancora esistente. La torre occidentale è sormontata da una banderuola di bronzo risalente al 1632, chiamata La Giraldilla: si dice che rappresenti Doña Inés de Bobadilla che invano attende il ritorno del marito, l’esploratore Hernando de Soto, partito per la Florida in cerca della Fonte della Giovinezza e mangiato dai cannibali.
La Plaza de Armas, tappezzata di palme, è da 400 anni la sede dell’autorità e del potere; nei fine settimana ospita un grande mercato di libri usati. Il maestoso Palacio de los Capitanes Generales, sul lato occidentale della piazza, è uno dei più imponenti edifici di Cuba. Fu residenza dei governatori spagnoli dell’isola e in seguito del governatore militare statunitense; divenne poi palazzo presidenziale, municipio e oggi è sede del museo cittadino. Calle Obispo, che si diparte da Plaza de Armas, è stato uno dei luoghi preferiti da Hemingway ed è oggi un’isola pedonale su cui si affacciano frivoli negozi di moda e caffè all’aperto. Nell’Avana Vecchia sorgono alberghi di ogni categoria, da quella lussuosa alla più infima. Lungo il Prado, punto d’incontro della società cittadina del XIX secolo, sorge oggi una serie di alberghi finemente restaurati e di sudici appartamenti, piante di alloro, panchine di marmo e habaneros che, con un pizzico di genialità, mendicano un po’ di sapone. Nella zona sono disponibili camere in affitto di varia qualità: dategli un’occhiata prima di prenotarle. Oltre ai ristoranti a gestione statale, nell’Avana Vecchia ci sono anche numerosi paladares (ristoranti privanti con un massimo di 12 coperti).

Plaza de la Catedral: è una delle piazze più dense di storia e di arte del centro storico. E’ uno dei simboli dell’Habana Vieja. E’ stata recentemente restaurata ed è il complesso architettonico più armonioso e omogeneo dell’epoca spagnola. Merita di essere vista anche di notte perchè offre uno spettacolo unico. La piazza prende il nome dalla barocca Catedral de La Habana che domina la piazza. Per anni la Cattedrale conservò le ceneri di Cristoforo Colombo. Queste furono riportate in Spagna dopo che Cuba vinse la sua guerra d’indipendenza nel 1899. La costruzione della cattedrale iniziò nel 1748 per opera dei Gesuiti, ma in seguito alla loro espulsione dall’isola per i contrasti con la corona spagnola, venne conclusa dai francescani nel 1777. Nel 1796 prende il nome di Catedral de San Cristobal de La Habana. Sul lato opposto alla Catedral, nel più antico palazzo della piazza, sorge il Museo de Arte Colonial. Nelle 12 sale al piano terreno e al primo piano sono esposti mobili, lampadari e suppellettili possedute dalla borghesia e dall’aristocrazia avanera nei secoli XVIII e XIX. All’interno è ospitata una notevole collezione di mobili in preziosi legni tropicali e una raccolta di vetrate e lucernai caratteristici dell’artigianato creolo. Il Seminario de San Carlos y San Ambrosio è sede di un’istituzione creata nel 1689 per la formazionie di sacerdoti cattolici. Altri palazzi che si affacciano sulla Plaza de la Catedral sono il Palacio del Conte Lombillo (1746) oggi sede del Museo dell’educazione che conserva documenti dall’epoca coloniale ad oggi e soprattutto della campagna di alfabetizzazione del 1961. Al suo lato sorge il Palacio de los Marqueses de Arcos, costruito nel Settecento oggi ospita una galleria d’arte dove è possibile acquistare oggetti di artigianato ed incisioni. Antica sede dell’ufficio postale, conserva ancora l’antica buca delle lettere di età coloniale. Sul lato opposto della piazza troviamo il Palacio de los Marqueses de Aguas Claras, costruito nella seconda metà del XVIII secolo, attualmente ospita il bar ristorante El Patio, con tavolini nel cortile interno e direttamente sulla piazza.

Il Centro de Arte Contemporaneo Wifredo Lam, all’angolo nord ovest della piazza è intitolato al famoso artista cubano Wifredo Lam (1902-1982) presenta mostre artistiche in occasione della Biennale d’Arte de l’Avana.

Plaza de Armas: è la piazza più antica dell’Avana, durante il giorno questa piazza ospita il più grande mercato di libri usati che si possa trovare in città e un grande mercato artigianale che si estende nelle vicinanze dove poter acquistare souvenirs di ogni tipo. Nel centro della piazza alberata (Parque Céspedes), si erge una statua di Carlos Manuel de Céspedes, leader della prima guerra d’indipendenza del 1860.

A nord est c’è il Castillo de la Real Fuerza, (calle Tacon e/ Obispo y O’Reilly) una delle più antiche strutture difensive europee delle Americhe (1558-1577) ben presto si mostrò inefficace dal punto di vista difensivo, a causa della posizione troppo interna alla baia. Nel 1634 sulla torre di vedetta fu issata la Giraldilla, banderuola segnavento che divenne in breve tempo il simbolo della città. Attualmente il castello ospita il Museo nazionale della ceramica artistica. Il castello fu residenza di governatori, militari e personalità di alto rango per 200 anni sino alla costruzione del Palacio del Segundo Cabo di fronte a esso. Oggi il palazzo è sede dell’Istituto Cubano del Libro e di tre librerie. L’imponenza di questo forte, con mura spesse 6 metri non bastò a impedire l’invasione dell’Avana da parte degli inglesi nel 1762.

Nell’angolo a sud ovest c’è il popolare Ristorante “La Mina”, ex scuola per ofanelle.

Il Palacio del Segundo Cabo a nord e il Palacio de los Capitanes Generales, sede del Museo de la Ciudad nonchè una delle più interessanti attrazioni della città. Tra il 1791 e il 1898 qui vissero più di 60 rappresentanti della Corona spagnola e nel 1999, durante il vertice iberoamericano dell’Avana il re di Spagna si sedette sulla poltrona reale nella Sala del Trono. All’interno del museo si trovano pezzi storici quali antiche carrozze, artiglieria e oggetti d’arte funeraria e religiosa. Di fianco al Castillo si trova El Templete – Calle Baratillo y O’Reilly, Plaza de Armas – il più antico edificio neoclassico dell’Avana. El Templete sorge nel luogo dove, sotto un leggendario albero di ceiba, venne fondata l’Avana il 16 novembre 1519, con la prima messa e il primo consiglio cittadino riprodotti in alcuni dipinti del pittore francese Vermay e custoditi all’interno della cappella. L’edificio del XX secolo a sud della piazza che oggi ospita il Museo Nacional de Historia Natural era, un tempo, sede dell’Ambasciata USA.  Il lato est della piazza è dominato dalla Casa del Conde de Santovenia trasformata in hotel nel 1867, sede del lussuoso hotel Santa Isabel.

Bodeguita del Medio Calle Empedrado 207 – a metà di una tipica stradina dell’Avana Vieja, a pochi passi dalla cattedrale la Bodeguita del Medio è ormai una meta turistica.

Aperto nel 1942 da un commerciante di generi alimentari come spaccio, il locale fu dotato di un bancone per la mescita delle bevande alcoliche e divenne ritrovo di intellettuali, artisti e politici. Oggi è un ottimo ristorante dove assaporare la cucina criolla e bere i tipici coktails cubani.  I suoi muri sono un insieme di foto, disegni, graffiti e firme dei visitatori, fra cui anche illustri personaggi come Nat King Cole, Garcia Marquez, Pablo Neruda, e Ernest Hemingway, che ne era un frequentatore abituale.

Plaza de San Francisco: risale al 1628, confinante con il porto è di gusto ispano andaluso, in passato era un’antica insenatura ricoperta dall’acqua della baia. La piazza è dominata a sud ovest dalla Basilica Menor de San Francisco de Asis costruita fra il 1580 e il 1591 come sede della comunità francescana, con il suo imponente campanile alto 42 metri dal quale si gode di una splendida vista sulla città, a nord dalla Lonja del Comercio (ex borsa) del 1908 sulla cui cupola svetta la statua del dio Mercurio, oggi ospita le più importanti aziende straniere che operano a Cuba, e dalla Aduana General de la Republica (dogana) e a est dal terminal della compagnia di navigazione Sierra Maestra. Al centro della piazza c’è la Fuente de los Leones, in marmo di Carrara, scolpita nel 1836 dall’artista italiano Giuseppe Gaggini e per anni rifornì di acqua potabile le navi che attraccavano al porto.  Nella piazza può capitare di imbattersi in qualche elegante ragazzina che festeggia il quindicesimo compleanno e offre mangime ai piccioni.

Plaza Vieja: risale al XVI secolo, circondata da eleganti palazzi coloniali ha subito un recente restauro dopo che negli anni ‘50 era stata trasformata in parcheggio per automobili. Quando venne edificata nel 1559 venne chiamata Plaza Nueva, nell’800 dopo l’espansione di Plaza de Armas venne chiamata “Vieja”. Il luogo migliore per iniziare la visita della Plaza Vieja è l’interessante Camara Oscura situata in cima all’Edificio Gomez Vila, nell’angolo nord est della piazza, a 35 metri di altezza, la Camara Oscura fornisce una panoramica immagine in movimento dell’Habana Vieja e della baia a 360 gradi. Unica nel suo genere in America è un dono della città spagnola di Cadice. La struttura più antica della piazza è la Casa del Conde de San Juan de Jaruco in cui soggiornò la contessa di Merlin, scrittrice romantica cubana naturalizzata francese, situata sul lato sud oggi sede della galleria d’arte La Casona, uno dei maggiori spazi espositivi cubani, si occupa principalmente di mostre personali.

Adiacente a La Casona ha sede il Museo de Naipes dove poter ammirare una collezione di tutte le carte da gioco che si possono immaginare, di tutte le dimensioni e forma Sul lato ovest c’è la Casa del Conde Lombillo, sede del Museo dell’educazione, che conserva documenti dell’epoca coloniale, in particolare della campagna di alfabetizzazione del 1961; il Centro de Desarrollo de las Artes Visuales sull’angolo nord ovest espone opere d’arte cubana contemporanea. Sul lato orientale c’è l’edificio sede della Fototeca de Cuba del XVIII secolo, che ospita mostre fotografiche.

Al centro della piazza è stata rimessa una fontana del 1796 con lo stemma della città e del conte di Santa Clara, all’epoca governatore dell’Avana.A sud di Plaza Vieja si trovano alcune importanti chiese tra cui il Convento de Santa Clara che fu sede di un convento fino al 1920. Successivamente il complesso fu trasformato nella sede del Ministero dei Lavori Pubblici ed oggi è sede dell’ente per il restauro della città vecchia. Oltre visitare il convento e il cimitero delle suore, prenotando c’è la possibilità di passare qui la notte.
La chiesa più antica dell’Avana è l’Iglesia Parroquial del Espiritu Santo in calle Acosta 161 angolo calle Cuba.
L’Iglesia y Convento de Nuestra Señora de la Merced, ricostruita nel XIX secolo, contiene dipinti antichi molto belli e il chiostro adiacente merita di essere visitato. L’Iglesia de San Francesco de Paula, restaurata di recente, era sede dell’ospedale femminile risalente alla metà del XVII secolo.

Casa Natal de José Martì: 1853-1895 – Calle Leonor Perez n. 314 – modesto edificio dell’800, vicino al porto, trasformato in museo. L’eroico scrittore morto in combattimento durante la guerra d’indipendenza contro gli spagnoli vi era nato nel 1853. Nel 1925

l’edificio acquistato dalla città venne trasformato in museo e conserva mobili, quadri, prime stesure di opere dello scrittore oltre a numerosi oggetti interessanti.

Strade storiche

Calle Oficios: anticamente la strada serviva da collegamento tra il centro militare di Plaza de Armas e il mondo commerciale e portuale con riferimento a Plaza San Francisco. E’ una delle vie più carateristiche dell’Avana coloniale. Venendo da Plaza de Armas si incontrano tre palazzi che meritano di essere visitati. Il primo al numero 8, sede del Museo numismatico, è un edificio del fine del ‘700 che la leggenda vuole abitato dal fantasma di una dama in bianco vestita come ai tempi della colonia. Al numero 16 si trova la Casa de los Arabes, palazzo settecentesco dove sono esposti bronzi, tessuti, tappeti e mobili ispano-arabi del ‘700 e dell’800. L’edificio ospita anche l’unica moschea di Cuba e un ristorante andaluso. Il terzo palazzo, all’angolo con Calle Baratillo, è sede del Museo del auto antiguo, dove si conservano storiche Cadillac, Rolls-Royce, Ford degli anni ‘30 e la Chevrolet Bel-Air del Che.Calle Obispo: la strada più animata e rappresentativa dell’Avana Vieja si estende da Plaza de Armas, cuore barocco della zona antica, sino quasi al Parque Central, per l’esattezza in Avenida Bélgica, nella zona più moderna, davanti al ristorante Floridita.
Ristrutturata recentemente è l’ideale per una passeggiata. E’ circondata da negozi e bar, ristoranti e chioschi e conserva l’eleganza, la vivacità e i colori dell’età coloniale. L’Hotel Ambos Mundos tra i suoi ospiti ha avuto Ernest Hemingway che cominciò a scrivere “Per chi suona la campana” nella stanza 511. La stanza è stata restaurata come un piccolo museo contenente la scrivania di Hemingway e gli autentici mobili dell’epoca. Alla fine della strada c’è El Floridita dove è nato il daiquiri dalle abili mani del barman Costante, locale reso famoso da Hemingway che ne era un assiduo frequentatore. Ad un paio di isolati nord, lungo la Avenida Belgica si trova l’Edifico Bacardi, in stile art deco, costruito nel 1930 per l’azienda Bacardi oggi è sede di uffici.

Calle Obrapia: deve il suo nome a un palazzo abitato da Martin Calvo de la Puerta y Arrieta, nobile spagnolo che ogni anno donava una generosa dote a cinque povere orfane, la Casa de la Obra Pia, con i suoi lussuosi saloni un tempo utilizzati per la presentazioe in società delle signorine della nobiltà.  Di fronte alla Casa de la Obra Pia si trova la Casa de Africa sede di un museo che raccoglie una nutrita serie di oggetti relativi alla storia dell’Africa e delle etnie giunte a Cuba in schiavitù.

Centro Habana: prima della rivoluzione la zona era un quartiere a luci rosse, ma oggi i colori che la identificano sono molto più tenui: si tratta di un’area con strade in pessimo stato, cani semi-randagi e rottami di automobili mangiati dalla ruggine e abbandonati sul ciglio della strada. Molti visitatori tendono a restare alla larga da questa zona, preferendo invece il più vivace e turistico Vedado oppure l’iconografico paesaggio dell’Avana Vecchia. Ma il quartiere ha comunque molto da offrire. Il monumentale Capitolio Nacional domina l’intera zona; simile al Campidoglio americano di Washington, ma più ricco di particolari, il Capitolio fu sede del Congresso cubano fino al 1959 e ora ospita l’Accademia Cubana delle Scienze e la Biblioteca Nazionale di Scienza e Tecnologia. Una delle più antiche fabbriche di sigari dell’Avana, in cui lavorano oltre 400 persone, si trova sul lato occidentale del Capitolio; all’interno sono possibili le visite. In questa zona, già molto animata da barbieri di strada e mercati di ogni genere, sorge anche la Chinatown della città.

Paseo del Prado (Paseo de Martì): fu il primo viale costruito fuori dalle mura cittadine. Completato nel 1772, divenne popolare presso la borghesia cubana per fare passeggiate, incontrarsi e sfoggiare gli abiti europei alla moda. Al momento è una delle strade più turistiche dell’Avana, affollata di monumenti tra i quali spicca il Capitolio situato nella estremità meridionale del viale.
Capitolio: è una copia ridotta del Campidoglio di Washington, costruito tra il 1926 e il 1929 da Enrique Garcia Carrera. La sua cupola di 62 metri è stato il punto più alto della città fino al 1958, quando fu superata dal monumento di José Marti nella piazza della Rivoluzione. Le scalinate che conducono all’ingresso sono fiancheggiate da numerose statue di bronzo dello scultore italiano Angelo Zanelli, sua è anche la statua all’interno, alta 17,7 metri e che è la terza statua al coperto più alta del mondo. Il diamante da 24 carati inserito nel pavimento di fronte alla statua è una copia.

Parque Central: il Parque è il cuore del centro della capitale, al centro della piazza si può ammirare la statua di José Martì in marmo di Carrara, scolpita a Roma da José Villalta y Saavedra. Questa zona viene denominata la “esquina caliente” perchè verso sera si radunano gruppi di persone che danno vita ad accese discussioni riguardanti lo sport. Il parco divide i quartieri dell’Avana Vieja e Centro Avana. Davanti all’Hotel Inglaterra, albergo storico nato nel 1875, è possibile trovare alcune delle più belle auto statunitensi degli anni Cinquanta in attesa di clienti.

Castillo de San Salvador de la Punta: in passato svolgeva una funzione cruciale per difendere la città insieme al ben più grande Castillo de los Tre Reyes del Morro sull’altro lato della baia. Progettato da Giovanni Battista Antonelli, Jun de Tejeda e Cristobal de Roda e costruito tra il 1589 e il 1610. Una grande catena galleggiante di anelli in legno e bronzo collegava le due fortezze e veniva tesa appena si avvistava una nave nemica per impedirne l’accesso al porto. Nel piazzale davanti alla fortezza sono visibili i tre cannoni a cui era fissata la catena. Al centro si erge la statua equestre del Generalissimo Maximo Gomez, eroe delle guerre di indipendenza.

Malecon: il lungomare dell’Avana è conosciuto anche come avenida Antonio Maceo. Non c’è un luogo che meglio rappresenti l’Avana del Malecon, assolutamente da non perdere la baia dell’Avana al tramonto.

Il Malecon è stato costruito nel 1901 dagli americani come un viale pedonale alberato con grandi luminarie. Il vento e la forza del mare obbligarono a modificare il progetto.

Inizia dal Castillo de la Punta all’Habana Vieja, si sviluppa per una lunghezza di 8 chilometri e tocca i quartieri dell’Avana Vieja, del Centro Avana e del Vedado, termina presso la Chorrea, il castello che sorge alla foce del Rio Almendares. A questo punto il viale diventa un tunnel che corre sotto il fiume. Da qui ha inizio il quartiere Miramar e la strada prende il nome di Avenida 5.

Sul Malecon si affacciano case dai colori pastello scolorite dal sole, dalla salsedine e dalle intemperie oltre a palazzi del XX secolo, spesso a due o tre piani con porticato e loggiato superiore in cui si possono notare stili diversi.

Oggi è uno dei luoghi dove gli habaneros si incontrano, per divertirsi e per scambiarsi effusioni amorose. Durante il fine settimana, di notte, il Malecon si trasforma in una grande festa dove tantissima gente si riversa per ballare e bere rum. Alla sera i vecchi lampioni d’epoca rendono il lungomare suggestivo, punto d’incontro ideale per gli innamorati ma anche degli scocciatori Le case che si affacciano sul lungomare, trascurate per molti anni e messe a dura prova dalle intemperie e dalla salsedine, ora sono sottoposte a restauro. E’ spettacolare la scena delle onde che si infrangono sul Malecon bagnando passanti e macchine.

L’edificio delle Cariatidi, appena restaurato, è uno dei più significativi del primo tratto del Malecon. Costruito nei primi decenni del XX secolo, prende il nomedalle inconfondibili figure femminili in stile Art Déco che sorreggono il loggiato.

A metà del lungomare si trova il monumento ad Antonio Maceo, una grande statua in bronzo dell’eroe rivoluzionario del XIX secolo.
In uno degli slarghi che si aprono sul lungomare del Vedado, dove gli edifici sorgono più indietro rispetto al mare, si trova il monumento al Maine, innalzato nel 1926 in memoria dei marinai morti nel 1898 nell’esplosione dell’omonima nave da guerra statunitense nella baia dell’Avana. All’estremità orientale del Malecon si può ammirare il castillo del Morro. Un poderoso castello e una fortezza si ergono sul canale della baia.

Castillo de Los Tres Reyes del Morro: detto “El Morro” è la struttura più antica sul lato orientale della baia, costruita a partire dal 1589 per arginare le scorrerie dei pirati. Fu progettato dall’ingegnere italiano Giovan Battista Antonelli per volontà del governatore Juan de Tejeda. E’ situato su un’impervia altura di roccia, posizione che gli permise di resistere molte settimane durante l’assedio dei britannici nel 1762. 

Il Faro del Morro, eretto sul “Morrillo”, è un simbolo dell’Avana ed al tramonto offre una vista magnifica della città essendo il punto più alto della collina, fu ricostruito più volte, fino a che nel 1845 il generale Leopoldo O’Donnel fece edificare quello che si vede ancora oggi, interamente in pietra, che conserva la lampada originale che sparge la propria luce su tutta l’Avana. Dalla fortezza si gode una splendida vista della capitale e del porto. Nel 1763, alla fine dell’occupazione britannica, iniziò la costruzione della Fortaleza de San Carlos de la Cabaña per fortificare la collina. Questa fortezza lunga 700 metri è la più grande delle Americhe.

Oggi la dimora ospita un piccolo museo, la Comandancia del Che, che espone vari cimeli del Che come le armi, la macchina fotografia, gli occhiali; si può inoltre visitare il Museo Monografico, che racconta la storia della fortezza ed espone oggetti, documenti e fotografie. Nella Calle della Marina si trova il Museo de Armas y Fortificaciones.  La Cabaña è più grande e imponente del Morro ma non offre la stessa incredibile vista sul mare dello stretto di Florida. I bastioni di 12 metri di spessore l’hanno resa inespugnabile. Nello scenario della fortezza una salva di cannone viene fatta esplodere ogni sera alle 20.45 da soldati che indossano la tradizionale uniforme delle truppe cubane in lotta con gli spagnoli durante le guerre d’indipendeza. Questa cerimonia prende il nome del “Cañonazo”. Anche all’epoca della colonia alla fine della giornata si sparava una cannonata a salve per avvisare l’intera città della chiusura delle porte e del canale di accesso alla baia con una catena.

Museo de la Revolucion: il museo è allestito nell’ex palazzo residenziale del dittatore Fulgencio Batista. Il museo in una parte espone documenti, fotografie e cimeli che danno una visione completa delle lotte cubane per l’indipendenza dall’età coloniale in poi e in un’altra parte viene dato ampio risalto alla Rivoluzione, dalla lotta armata alle conquiste del governo socialista, alle imprese di Camillo Cienfuegos, Ernesto Che Guevara e Fidel Castro, il culto del quale qui emerge come in nessun altro posto nel Paese. All’esterno si trova una riproduzione del Granma, la nave usata da Fidel e dai suoi seguaci per sbarcare a Cuba nel 1956
Museo Nacional de Bellas Artes: istituito il 23 febbraio 1913 grazie all’impegno profuso dall’architetto Emilio Heredia, suo primo direttore. Dopo aver subito varie modifiche e spostamenti, l’attuale Museo è suddiviso in due sedi, il palazzo originario e il Palacio del Centro Asturiano, nel Parque Central che ospita le opere provenienti da altri paesi con sale dedicate all’arte inglese, italiana, tedesca, olandese e fiamminga, francese, asiatica, spagnola, latino americana e nordamericana e antica (greca, romana ed egizia).
Il Palacio de Bellas Artes (Calle Trocadero) è interamente dedicato all’arte cubana con opere suddivise in vari settori, le opere rappresentano cinque secoli di storia dell’arte e costituiscono un vero e proprio patrimonio artistico del paese.

Iglesia del Sagrado Corazon: Avenida Simon Bolivar – con l’alto campanile che tocca i 77 metri la chiesa è visibile da molti punti della città. La facciata è dominata dalla statua di un grande Cristo e all’interno la luce filtra attraverso vetrate che raffigurano la vita di Cristo, sull’altare maggiore si trova un Sacro Cuore in stile bizantino.

Avenida Carlos III: conosciuta anche con il nome di Avenida Salvador Allende, costruita per permettere il passaggio delle truppe e dei mezzi armati.

Callejon de Hammel: nel rione popolare di Cayo Hueso, la strada è un vero e proprio santuario afrocubano all’aria aperta. Deve il suo nome al leggendario Fernando Hammel, prima trafficante di armi e poi commerciante che prese sotto la sua protezione l’intero quartiere. Il grande murale lungo 200 metri, realizzato dal pittore Salvador Gonzales nel 1990, è ricco di simboli, frasi e immagini delle divinità africane. Al sabato la via diviene teatro di esibizioni di gruppi di rumba. Alla domenica mattina, verso le h 11.00, si celebrano i riti della santeria, i partecipanti danzano vorticosamente ai ritmi della rumba freneticamente con canti che servono ad invocare gli spiriti degli Orichas.

Barrio Chino: un tempo era uno dei quartieri più importanti economicamente dell’America Latina, oggi occupa una zona ristretta tra le strade san Nicolas, Dragones, Zanja e Rayo. All’interno del Barrio sorge la Iglesia de la Caridad del Cobre, dedicata alla patrona

di Cuba nel 1913. Il quartiere conserva il suo mercato alimentare costituito in gran parte da bancarelle di frutta e verdura e circondato da singolari ristoranti, ed è pervaso da quella curiosa mescolanza di gusti e di stili, tipica di Cuba e dell’Oriente, che conferisce al luogo un’atmosfera unica.

Vedado: il quartiere residenziale del Vedado, situato a ovest del Centro Habana, è il cuore economico della capitale cubana. Il suo nome significa “vietato”, poiché all’epoca della colonizzazione spagnola la popolazione non poteva salire sulla collina su cui, in

seguito, è sorto il quartiere. Salire sul colle significava, infatti, aprire un varco nella foresta che ricopriva l’area fra il Torreón de San Lázaro e l’Almendares e quindi rendere la città più vulnerabile all’attacco dei pirati.

La costruzione degli edifici in questa zona della città risale agli inizi del ‘900, quando la foresta fu diradata per lasciare spazio alle nuove case che dovevano segnare il distacco con il passato coloniale.

Oggi il quartiere si presenta con ampie strade perpendicolari, begli edifici di diverse epoche, negozi, uffici e un notevole via vai, soprattutto nelle sue arterie più famose, come la Calle 23, parte della quale è soprannominata La Rampa, e la Calle L.

Qui si trovano le sedi di tutte le maggiori attività economiche e commerciali della città, delle istituzioni, della televisione e della Radio di Stato, oltre ai ministeri, molti dei quali sono situati nella Plaza de la Revolución.

Si trovano al Vedado anche molti hotel prestigiosi, come l’Hotel Habana Libre e l’Hotel Nacional, la Universidad de la Habana, numerosi musei e il Cementerio Cristóbal Colón, l’enorme cimitero monumentale cittadino.

 Plaza de la Rivolucion: a sud del Vedado, lunga un chilometro, è il centro politico di Cuba. E’ il luogo dove si svolgono le sfilate del 1° maggio e di altre festività e qui il Papa ha celebrato la messa nel suo primo viaggio a Cuba nel gennaio 1998. Ha una capienza di un milione di persone. Nonostante sia un luogo spoglio riveste un’importanza elevatissima ed è considerato il luogo simbolo della Rivoluzione cubana. E’ infatti dal lontano 1959 teatro dei grandi momenti della storia di questo paese. Sulla piazza si staglia il monolito monumento a Martì. E dal lato opposto la famosissima effige di Che Guevara contempla la piazza dall’edificio del Ministero degli Interni.

Memorial Jose Martì: il gigantesco monolito dedicato a José Martì a forma di stella in marmo grigio proveniente dall’Isla de la Juventud, si erge al centro della piazza con i suoi ben 146 metri di altezza offre la vista più elevata della capitale. Fu iniziato nel 1953 in occasione del centenario della nascita dell’eroe nazionale di Cuba. All’interno dell’edificio si trova un museo dedicato al poeta con due sale dedicate a ritratti, manoscritti e oggetti di Martì, una terza sala dedicata alla storia del monumento e della piazza e una quarta sala che ospita mostre di pittura contemporanea.

Necropolis Cristobal Colon: progettato dall’architetto spagnolo Calixto de Loira, costruito tra il 1871 e il 1886 su 55 ettari di terreno è il cimitero più importante di Cuba e il terzo del mondo. Disposto a griglia e diviso in calles e avenidas con al centro la Cappella Centrale. Nel cimitero ci sono le tombe (quasi un milione), i monumenti e le statue di molti artisti cubani e martiri della rivoluzione. E’ stato dichiarato monumento nazionale, tuttavia, pur essendo una sorta di museo di arte funeraria, rimane il camposanto di tutti i cittadini e per tutti i cittadini. La gente vi entra per visitare i propri morti o soltanto per passeggiare. E’ possibile visitare il cimitero in coco taxi.

La tomba più visitata è quella della Milagrosa (la Miracolosa) dove riposano i resti di Amelia Goyri de la Hoz, morta di parto nel 1901, insieme alla figlia con cui fu sepolta. La leggenda racconta che quando, qualche anno dopo, venne riaperta la tomba, il corpo della giovane era intatto e fra le braccia stringeva la figlia. Il ”miracolo” insieme al fatto che il vedovo della donna si recava ogni giorno sulla tomba e se ne andava senza voltarle le spalle, rese Amelia un simbolo dell’amore materno. E’ ora meta di pellegrinaggio di future madri che le chiedono la benedizione.

La Rampa: calle 23 – vitale e affollata a ogni ora del giorno e della notte, La Rampa (zona in salita della Calle 23 che si trova nel tratto tra Calle L e il Malecon) è il posto migliore per esplorare il Vedado. La Rampa è ricca di bar, locali come il Tikoa club, discoteche, cinema, il più famoso e il Cinema Yara, ristoranti, hotel e un grande jazz club “La Zorra y el Cuervo” e la gelateria più grande e famosa della città “Coppelia” (Calle 23, e/ L) dove c’è sempre una fila lunghissima per assaporare il celebre gelato.

Parque Lenin: è la più grande aera verde della città.

Quest’area comprende il grande lago artificiale Embalse Paso Sequito, uno stadio utilizzato per i rodei, un cinema (il più grande di Cuba) e diverse gallerie d’arte. Parque Lenin è il luogo ideale per trascorrere una giornata all’insegna della tranquillità immersi nel verde con la possibilità di noleggiare una barca a remi per fare un giro sul lago o di visitare il Jardín Botánico Nacional o il Parque Zoológico Nacional, ubicati nelle immediate vicinanze.


Miramar: in questo quartiere residenziale, ad ovest del Vedado, oltre il fiume Río Almendares, si trovano le rappresentanze diplomatiche e commerciali internazionali, moderni alberghi, ristoranti e cabaret.  Da non perdere, per gli amanti del mare, la Marina Hemingway, da dove si possono organizzare escursioni in barca a vela, battute di pesca ed immersioni. La notte prende vita la discoteca della Marina Hemingway, luogo molto apprezzato sia dai turisti che dai cubani. Rinomati cabaret come il Tropicana, il Parisièn – Hotel Nacional de Cuba – e il Turquino – Hotel Habana Libre Tryp – sono ritrovi unici per chi vuole vivere la noche de Cuba.

DOVE MANGIARE

Los Nardos – di fronte al Capitolio – il ristorante offre cucina spagnola e tutte le sere la fila degli avventori arriva sul ciglio della strada. Bisogna chiedere chi è “el último” e aspettare pazientemente il proprio turno.

Anche al Barrio Chino ci sono ristorantini all’aperto con piatti di pescado di livello accettabile.

Lluvia de Oro – Calle Obispo – fa ottime pizze e spiedini di pesce, e offre entusiasmanti concerti dal vivo di gruppi che suonano flauto e congas e il cantante tiene il ritmo con le immancabili maracas. Da non dimenticare la propina, mancia, di 1 CUC alla fine del concerto!

DI SERA: una dei chekpoint fissi dai turisti che visitano l’Avana è il cabaret più spettacolare di Cuba la “Tropicana“: un paraiso bajo las estrellas (un paradiso sotto le stelle). Fu costruito nel 1939 nel quartiere Marianao dell’Avana, dal quel momento in poi fu caratterizzato per il suo grande arco di cristallo.

La crescita del locale fu intensa nei primi anni, passando da ristorante con animazione, a night club per più di 300 persone. In un periodo aggiunsero anche i giochi diventando uno dei casinò più frequentati in tutta centro america. A la Tropicana ci si può assistere a gli spettacoli più suggestivi e particolari mai visti in altre parti del mondo, con balli esotici, vestiti stravaganti, luci, musica. L’unico contro è il prezzo e poi le consumazioni costano parecchio… ma non dimenticate… il prezzo lo vale tutto, è uno di quei posti dal quale non vi vorresti mai andare via!

DINTORNI DELL’AVANA 

Nei dintorni della mitica Capitale cubana ci sono ottimi luoghi da visitare ed anche la possibilità di effettuare escursioni giornaliere con base a l’Habana. Prima cosa, forse non tutti sanno, che a l’Habana non c’è il mare balneabile, infatti la spiaggia dove tutti i residenti della Capitale si ritrovano è quella a Playas del Este, distante 20 chilometri dal centro. Anche se il mare non è quello dei sogni, soprattutto se paragonato a quello di Varadero, Santa Lucia o qualche isola lungo la costa, l’unico lato positivo è la tranquillità di passare giornate tranquille in pieno Relax.

Percorrendo la Via Blanca, strada costiera che unisce La Habana a Varadero, si incontrano le spiagge più famose della città note come le Playas del Este. Santa María del Mar e Guanabo sono i centri turistici più importanti delle Playas del Este. Mentre Santa María del Mar la maggior parte delle strutture sono riservate ai turisti stranieri Guanabo si rivolge, in particolar modo, al turismo Cubano.

La “Playa del Este” consiste in quattro spiagge sulle quali sorgono due piccole città che prendono il nome delle spiagge – Playa del Este e Santa Maria del Mar.

Playa del Este è inoltre una meta turistica molto importante per i turisti nazionali e internazionali. Nei pressi delle spiagge sono situati i migliori hotels della località, che mantengono il famoso stile cubano e mettono a disposizione dei propri ospiti spettacoli folkloristici approfittando della loro vicinanza al mare. 

Da e per Playas del Este

Da l’Avana

In autobus: ce ne sono molti, ma comportano una notevole perdita di tempo. Il numero 400 va direttamente a Guanabo e parte alla stazione dei pullman vicino alla stazione ferroviaria di La Habana Vieja. Anche i pullman Viazul servono la tratta delle spiagge del Este con partenze alle 7.45, 14,20 e 18. Ritorni alle 9, 15,50 e 19,30. l prezzo indicativo del biglietto è intorno ai 5 cuc.
In camion: numerosi camion fanno servizio di trasporto a prezzi vantaggiosi. Il loro terminal si trova di fianco alla stazione centrale dell’Avana tra calle Arsenal e calle Mision.

In taxi: se non si dispone di un’auto è la soluzione migliore, mediamente una corsa costa sui 15 cuc per raggiungere Santa Maria del Mar.
La spiaggia di Santa Maria del Mar è situata a cira a 15 minuti dal centro di Havana, è la più famosa tra le spiagge situate ad est dell’Avana, si estende per circa 4 km con ombrelloni di paglia e lettini, circondata da lagune, palme e bellissime mangrovie. E’ sicuramente la spiaggia dell’est più amata dai turisti che vengono accolti in grandi alberghi dotati di comfort e divertimenti quali discoteca, bar e ristoranti concentrati soprattutto sul lungomare, l’Avenida de las Terrazas. Sulla spiaggia sono presenti numerosi ristoranti, caffè, bar, nonchè attrezzature per vari sport aquatici una farmacia una piccola clinica per infortuni un supermercato e un negozio di sigari. Gli autobus giungono costantemente sulla spiaggia di Santa Maria del mar fornendo sia un servizio diurno che notturno per una maggiore comodità per gli ospiti della zona.

Dove mangiare
El Brocal – Calle 5ta C Avenida angolo 500 – ai margini del centro abitato, verso est ha prezzi elevati ma un’ottima cucina.
La Caleta – Avenida de las Terrazas – all’aperto con tetto in foglie di palma e musica dal vivo.
Mi Casita del Coral – Avenida de las Terrazas – sul lato opposto della Caleta

Cojímar: è un villaggio di pescatori situato a circa 8 km da La Habana che deve la sua fama al racconto “Il vecchio e il mare” di Ernest Hemingway. Cojímar è luogo tranquillo adatto ad una escursione di un giorno per vivere a contatto con la realtà dei pescatori locali. Per coloro gli amanti di Hemingway una tappa obbligatoria nellavicina San Francisco de Paula, alla Finca Vigia, la bella villa trasformata in Museo Ernest Hemingway nel 1961, dopo il suo suicidio ancora conservata come era al momento della sua morte.

DINTORNI

Varadero: si colloca nella provincia di Matanzas sulla Penisola di Hicacos (appena 1,2 km di larghezza) separata dal resto dell’Isola di Cuba dal Canale Kawama. Varadero conta circa 25.000 abitanti.

I cubani sostengono che Varadero sia la più bella perchè oltre alle sconfinate e bianchissime spiagge ed un mare cristallino si può trovare molto più che in qualsiasi altra località di mare. 

I tesori nascosti di Varadero

Visitare Varadero è assolutamente consigliato perché sebbene non rappresenti il vero spirito e la vera anima cubana, è una destinazione che offre moltissime opzioni per il turista. La città vanta una serie di luoghi di immenso fascino, a poca distanza si trovano le più belle destinazioni di Cuba e le spiagge qui non hanno paragoni.  

Spiagge 

La spiaggia è sicuramente una delle ragioni primarie per visitare Varadero. Il litorale si estende per oltre 20 chilometri: sabbia fine, acque cristalline e tanto divertimento caratterizzeranno le vostre giornate a Varadero. Sono tante le attività a cui potrete partecipare: sport acquatici, pesca, sci nautico, gare di tuffi e tanto altro ancora sono a disposizione del turista. Sì anche alle immersioni subacquee, approfittando del fondale marino di Varadero, davvero magnifico. C’è spazio anche per gli sport non acquatici: chi ama il tennis e il golf troverà a Varadero pane per i suoi denti: ci sono moltissimi campi dispersi in lungo e in largo per questa località. 

I parchi e gli spazi naturalistici 

Due sono i parchi principali della città, i polmoni verdi: il Parque Central e proprio vicino il Parque de las 8000 Taquillas. In entrambi prende vita il mercato dell’artigianato: è il più grande mercato della città, ideale per chi vuole compare souvenir o ricordini della propria vacanza. E ancora il Parque Josone, che per dimensioni è uno dei parchi più grandi di Varadero: al suo interno si trova un bel laghetto attraversato da diversi ponti che lo rendono un parco molto romantico. Si trovano qui anche ristoranti e bar, per tutti coloro che vogliono fermarsi tutta la giornata. Tra gli spazi verdi cittadini si ricorda anche il Parco di Honson che si può visitare anche a cavallo: si tratta di una zona molto animata, spesso vi si svolgono eventi di ogni sorta, teatrali, culturali e musicali. Ma per chi ama la natura le destinazioni sono multiple: si va dalla Riserva Varahicacos al Parco Rio Canlmar, senza dimenticare la Riserva della Biosfera del Parco Naturale Penisola di Zapata. Una visita alla riserva Varahicacos è assolutamente consigliata: è questo l’unico posto per ammirare il vero paesaggio incontaminato cubano. All’interno di questa riserva ecologica potrete ammirare la famosa Cueva de Ambrosio: si tratta di una grotta di 300 metri all’interno della quale sono state scoperte, negli anni Sessanta, diverse pitture precolombiane. E ancora da visitare la Cueva de Musulmanes (dove sono state trovate ossa umane che risalgono a 2500 anni fa) e il Sendero a La Laguna, un percorso che vi permetterà di visitare un cactus secolare di oltre 500 anni e un antico magazzino del sale.

I musei 

Da non perdere il Museo Municipal cittadino che mette in mostra una serie di oggetti e di mobili d’epoca e ricostruisce attraverso di questi la storia della città di Varadero. 

Architettura: palazzi e chiese 

La chiesa di Santa Elvira di stampo coloniale è una delle attrazioni architettoniche sacre: si trova vicino al Parque Central. Proprio di fronte si erge un monumento ai caduti durante la rivoluzione. Da ammirare il palazzo DuPont, che oggi altro non è che un Bed&Breakfast di grande fascino architettonico, situato vicino a un campo da golf. 

Delfinario 

Se vi piacciono i delfini non perdetevi l’occasione di fare una nuotata insieme a loro, all’interno del Delfinario, un luogo che attira grandi e piccini e che è aperto tutti i giorni dalle 9 alle 17.

Escursioni fuori porta 

Avana, Santa Clara, Trinidad sono a portata di mano: se volete potete organizzare gite in giornata o weekend prolungati in una di queste località per vedere con i vostri occhi una parte diversa di Cuba, lontano dal turismo e dall’impronta statunitense che vige a Varadero.

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