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Tour della Sicilia con guida e Auto privata 15 notti/16 giorni

Il Tour della Sicilia con guida e auto privata è un’esperienza indimenticabile che ti permette di esplorare tutti i tesori di questa splendida isola nel Mediterraneo. Durante i 15 notti e 16 giorni di viaggio, sarai accompagnato da una guida esperta che ti condurrà attraverso le meraviglie naturali, culturali e storiche della Sicilia. Avrai l’opportunità di visitare le affascinanti città barocche di Palermo, Siracusa e Noto, esplorare le antiche rovine di Segesta e Agrigento, ammirare la maestosità del vulcano dell’Etna e perdersi tra le stradine pittoresche di Taormina. Inoltre, avrai il privilegio di gustare prelibatezze culinarie siciliane, come cannoli, arancini, pasta alla norma e pesce fresco. Con l’auto privata a tua disposizione, potrai muoverti in totale comodità e flessibilità, visitando luoghi fuori dai circuiti turistici e godendo di panorami mozzafiato lungo la costa e nelle campagne siciliane. Questo tour ti permetterà di vivere appieno l’autentica essenza della Sicilia, immergendoti nella sua cultura, storia e bellezze naturali, creando ricordi indelebili che ti accompagneranno per sempre.

Tour della Sicilia con guida e Auto privata 15 notti/16 giorni : ecco il programma completo

1° giorno: Catania

Giunti a Catania con i propri mezzi si procede con il trasferimento in hotel.

Nel pomeriggio si organizza la visita a Piazza Duomo, il centro della città, dove vi è il Duomo caratterizzata da un facciata con marmo bianco. Al suo interno è custodita la tomba di Vincenzo Bellini. Si procede poi con la visita in Via Etnea e poi ai Giardini di Villa Bellini. Segue il rientro in hotel, con la cena e il pernottamento.

2° giorno: Catania/Giardini Naxos/Catania (circa 50km)

Dopo la prima colazione si parte per Giardini Naxos. Si fa la visita del Parco Archeologico dove è possibile vedere edifici sacri anticipi, resti di mura diroccate . Segue la visita presso la Chiesa di Santa Maria della Raccomandata che risale al 18° secolo; la Chiesa di San Pantaleone e la a Chiesa di San Giovanni. Segue poi il rientro in hotel con cena e pernottamento.

3° giorno: Catania/Taormina/Catania (circa 60km)

Dopo la prima colazione si parte per Taormina. Si visita la città e poi si organizza un’escursione alle Grotte di Alcantara. Si tratta di un’esperienza incredibile. Nella prima parte delle gole vi è anche una piccola spiaggetta. Il Sentiero delle Gole costeggia la sponda sinistra del fiume e passa attraverso agrumeti e punti panoramici. Segue il rientro a Catania, con la cena e il pernottamento.

4° giorno: Catania/Etna/Catania (circa 60km)

Dopo la prima colazione si parte per l’escursione sull’Etna. La sera segue il rientro in hotel, con la cena e il pernottamento.

5° giorno: Catania/Siracusa (circa 80km)

Dopo la prima colazione, si parte per Siracusa. Si arriva in hotel e nel pomeriggio si visita la città. La cena e il pernottamento con incluso in hotel.

6° giorno: Siracusa

Dopo la prima colazione segue la visita all’Isola di Ortigia. Vi sono numerosi monumenti antichi, il tempo di Atena che risale al 5° a.C. e il Duomo in stile barocco. La sera segue il rientro in hotel con cena e pernottamento.

7° giorno: Siracusa/Noto, Modica/Ragusa (circa 100km)

Dopo la prima colazione, segue la partenza per la visita di Noto e Modica. Si procede per Ragusa. Segue quindi la cena e il pernottamento in hotel.

8° giorno: Ragusa/Agrigento (circa 140km)

Dopo la prima colazione, si visita la città di Ragusa e poi si parte per Agrigento. Dopo la cena in hotel si organizza una visita di sera nella città. Infine c’è il pernottamento in hotel.

9° giorno: Agrigento

Dopo la prima colazione, si organizza una visita della Valle Dei Templi. Al termine si rientra in hotel ed il pomeriggio è a disposizione. Segue la cena e il pernottamento in hotel.

10° giorno: Agrigento

Dopo la prima colazione, si fa una visita alla Scala dei Turchi. Si ritorna la sera ad Agrigento e si visita della città. Segue la cena e il pernottamento in hotel.

11° giorno: Agrigento/Selinunte (circa 98km)

Dopo la prima colazione, si parte per Selinunte, dove si visita la Riserva Naturale di Torre Salsa, ma anche la Spiaggia Eraclea Minoa e Sciacca. Al termine segue la sistemazione in hotel, con la cena e il pernottamento.

12° giorno: Selinunte/Trapani (circa 95km)

Dopo la prima colazione, si fa una visita al Parco Archeologico di Selinunte, al termine si procede Trapani dove è prevista la sistemazione in hotel e segue la cena e il pernottamento.

13° giorno: Trapani

Dopo la prima colazione si parte per Erice. Al rientro si visita Trapani, nota come la città delle Cento Chiese. Qui vi sono gli edifici barocchi, le chiese e i castelli che la circondano. Segue cena e pernottamento in hotel.

14° giorno: Trapani/San Vito Lo Capo/Scopello/Palermo (circa 110km)

Dopo la prima colazione si parte per San Vito Lo Capo, dove si visita della cittadina e si procede per Scopello, dove si organizza una visita alla riserva dello Zingaro. Si arriva quindi a Palermo dove è prevista la sistemazione, la cena e il pernottamento in hotel.

15° giorno: Palermo

Dopo la prima colazione, si visita il centro storico di Palermo, ma anche il Duomo di Monreale. Al termine non manca una passeggiata a Mondello. Segue la cena e il pernottamento in hotel.

16° giorno: Palermo

Trasferimento per la partenza di rientro e Fine dei nostri servizi.

NB. Il Tour può essere parzialmente frazionato per ridurne la durata. Contattateci per fissare un appuntamento (on line o presso la nostra sede) e per valutare la formula più adatta alle vostre esigenze in base al numero dei giorni.

Visitando la Sicilia

Catania

Situata a soli 20 chilometri da Acireale, Catania è una città dal ricco passato millenario, colma di monumenti e meraviglie da ammirare. Nel 2002, il suo centro storico insieme a sette comuni della vicina Val di Noto sono stati inclusi nell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO.

Tra le innumerevoli attrazioni di Catania spiccano:

  • Gli antichi monumenti risalenti all’epoca romana, come il Teatro Romano, l’Anfiteatro e le Terme.
  • U Liotru, lo storico stemma di Catania, un manufatto in pietra lavica raffigurante un elefante che sostiene un obelisco egiziano. Oggi è situato nella centrale Piazza del Duomo.
  • Il Castello Ursino, commissionato da Federico II e ora sede del Museo Civico di Catania, che ospita numerosi reperti che narrano la millenaria storia della città.
  • I monumenti barocchi di Catania, inseriti nell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO dal 2002. Questi affascinanti edifici sono principalmente concentrati lungo la centrale Via dei Crociferi e furono costruiti all’inizio del XVIII secolo in seguito a un violento terremoto che nel 1693 distrusse gran parte di Catania e delle città circostanti.

Tra i principali edifici barocchi della città si possono ammirare:

  • La magnifica Cattedrale di Sant’Agata, dedicata alla patrona della città, un’imponente struttura barocca che custodisce un’urna preziosa contenente le reliquie della santa.
  • La Badia di Sant’Agata, situata nelle vicinanze della cattedrale omonima, insieme all’ex monastero.
  • La Chiesa di San Benedetto, affiancata dall’omonimo convento, è un meraviglioso esempio di barocco siciliano, con abbondanti decorazioni in stucco e affreschi.
  • Il Palazzo degli Elefanti, attualmente sede del Municipio, prende il nome dalla particolare decorazione presente sulla sua facciata.
  • Palazzo Biscari, Palazzo Toscano e numerosi altri palazzi storici, testimonianze di prestigio legate al gusto dei potenti dell’epoca.

Per gli amanti della natura, consigliamo una piacevole passeggiata nel Giardino Bellini, un autentico polmone verde nel cuore della città, oppure una visita al Boschetto della Plaia, che si estende lungo gran parte della costa catanese.

Non dimenticate di visitare il Rettilario Mediterraneo, dove troverete numerose specie di rettili europei ed esotici.

Piazza Armerina

Il centro storico di Piazza Armerina si presenta davvero incantevole, con numerosi palazzi e chiese da ammirare. Nella piazza Garibaldi spiccano il Palazzo di Città settecentesco, caratterizzato da splendide balconate in ferro battuto, e la chiesa di San Rocco risalente al XVII secolo, con un raffinato portale barocco scolpito nel tufo e una maestosa finestra.

Il Duomo, costruito nel 1604 sulle fondamenta di una chiesa preesistente, conserva ancora il campanile con finestre ad arco caratteristiche nei primi due ordini. All’interno, sono presenti suggestivi stucchi dorati, mentre nella cappella di sinistra è custodita una Croce lignea del XV secolo dipinta su entrambi i lati. Nelle vicinanze, si può ammirare anche il Palazzo Trigonia in stile barocco del XVIII secolo. Il Castello Aragonese, un tempo utilizzato come prigione, è ora di proprietà privata.

Tuttavia, l’attrazione principale di Piazza Armerina è la Villa Romana del Casale, situata a circa 5 chilometri dalla città. Questa grandiosa struttura, che si estende su circa 3.500 metri quadrati, risale alla fine del III secolo d.C. ed è splendidamente decorata con meravigliosi mosaici. Scoperta alla fine del XIX secolo e riportata alla luce nella metà del XX secolo, la villa era probabilmente una sontuosa residenza privata appartenente a una potente famiglia romana. I tasselli dei mosaici sono estremamente piccoli, permettendo la creazione di immagini dettagliate e ricche di colori e sfumature. Una delle questioni più interessanti e oggetto di curiosità tra gli studiosi e il grande pubblico è l’identità del proprietario originale della Villa Romana del Casale, su cui sono state avanzate diverse ipotesi.

Agrigento

Agrigento è una delle località siciliane dove la storia è ancora viva e tangibile. Questa città, con quasi 60.000 abitanti, è il capoluogo di provincia e vanta una storia millenaria. Nel corso degli anni, il suo nome è stato modificato: Agrigentum per i Romani, Kerkent per gli Arabi e Girgenti per i Normanni. Ancora oggi, Girgenti è il nome utilizzato principalmente nel dialetto locale, ma ufficialmente, dal 1929, la città è chiamata definitivamente Agrigento.

Agrigento attrae visitatori per la sua storia, la sua cultura e i suoi splendidi paesaggi, che si mostrano in tutto il loro splendore durante i periodi estivi e non solo. La meta più popolare per i turisti è la Valle dei Templi, un sito archeologico che risale al periodo della Magna Grecia. Dal 1998rientra trai beni patrimonio dell’ dell’UNESCO. La Valle dei Templi ha al suo interno i seguenti templi :

  • Il Tempio di Giunone, dedicato alla dea omonima, solitamente utilizzato per le celebrazioni matrimoniali.
  • Il Tempio della Concordia, il meglio conservato dei sette templi, prende il nome da un’iscrizione latina trovata nelle sue vicinanze. Fu costruito anch’esso nel V secolo a.C.
  • Il Tempio di Eracle, il più antico dei templi, dedicato al dio Eracle (o Ercole). Oggi rimangono solo otto colonne, poiché fu danneggiato da un terremoto.
  • Il Tempio di Zeus Olimpico, costruito per onorare Giove dopo la vittoria del 480 a.C. contro i cartaginesi.
  • Il Tempio dei Dioscuri (chiamato anche Tempo di Castore e Polluce), simbolo della città di Agrigento.
  • Il Tempio di Vulcano, del V secolo a.C., è il più danneggiato
  • Il Tempio di Esculapio, un luogo di pellegrinaggio per i malati in cerca di guarigione. Fu costruito lontano dalle mura della città.

La Valle dei Templi rappresenta solo una delle numerose attrazioni che Agrigento ha da offrire ai visitatori desiderosi di scoprire la sua ricca storia e cultura.

La Valle dei Templi

Nella Valle dei Templi si trova anche la tomba di Terone, un monumento di tufo a forma di piramide presumibilmente eretto in memoria dei caduti della Seconda guerra punica. Tuttavia, Agrigento custodisce ancora altre testimonianze del suo passato.

L’Ipogeo del Purgatorio è un complesso sistema di cunicoli che si sviluppano da un tunnel centrale scavato nella roccia. Fa parte delle strutture di drenaggio e alimentazione idraulica che si collegano all’acquedotto di Feace.

È possibile scegliere tra diverse opzioni di biglietti:

  • Visita all’area della Collina Orientale, all’area del Tempio di Zeus e al Quartiere Ellenistico Romano (escludendo la grotta Fragapane e l’Antiquarium Paleocristiano): biglietto intero a 8 euro, ridotto a 4 euro.
  • Visita all’Antiquarium Paleocristiano: biglietto a 3 euro, ridotto a 1,50 euro.
  • Visita alla grotta Fragapane: biglietto a 3 euro, ridotto a 1,50 euro.
  • Visita al Parco-Museo: biglietto a 10 euro, ridotto a 5 euro.
  • Visita notturna alla Collina dei Templi: biglietto intero a 8 euro, gratuito per i minori.
  • Visita notturna guidata all’area Zeus-Dioscuri (disponibile solo da luglio a settembre e su prenotazione): biglietto a 8 euro.
  • Visita al Parco Kolymbetra (disponibile solo da luglio a settembre e su prenotazione): biglietto a 10 euro.

Scegli l’opzione che preferisci e immergiti nella magia e nella storia di questa affascinante destinazione.

Sciacca

Sciacca, una città affacciata sul mare, offre una ricca varietà di monumenti e chiese che vale la pena visitare, sia durante l’estate, magari dopo un tuffo nelle acque azzurre e una giornata di sole sulle bellissime spiagge di sabbia fine, sia durante l’inverno, quando viene organizzato lo spettacolare Carnevale, il più famoso della Sicilia.

Le origini di Sciacca risalgono all’antichità, molto probabilmente all’epoca dei Sicani o dei Fenici. I Saccensi, gli abitanti della città, ritengono che l’antico insediamento si trovi nella valle tra il Monte Nadore e il Monte San Calogero, a circa 6 km dal centro abitato attuale. Numerosi reperti fossili di scheletri umani e resti di massi intagliati, probabilmente utilizzati come sedili o letti, testimoniano la presenza di insediamenti umani in questa zona sin dai tempi antichi. Importanti scoperte sono state fatte nella Grotta Stufa, situata sulla cima del Monte San Calogero, da cui sgorgano le acque termali.

La consapevolezza tra la popolazione locale che le acque sulfuree fossero benefiche sembra risalire a tempi antichi, e persino nella mitologia greca si parla di grotte vaporose e stufe sul Monte Kronio (oggi Monte San Calogero) scolpite da Dedalo. Notizie più concrete si hanno riguardo all’Eremo medievale di San Calogero, utilizzato sia per scopi religiosi che per curare i malati attraverso l’uso delle stufe termali. Oggi, un moderno complesso termale offre una vasta gamma di trattamenti specializzati, con una grande piscina pubblica alimentata da acqua sulfurea, mentre un altro complesso di piscine si trova nella zona di Molinelli.

Tour della città

Sciacca è un autentico gioiello all’aperto che custodisce numerose opere d’arte, che vale la pena visitare. Partendo dalle sue antiche mura di difesa risalenti al 1330 circa, cui si sovrapposero le più recenti del 1550, conosciute come Mura De Vega in onore del viceré Giovanni De Vega. La città aveva tre porte d’accesso: la Porta Palermo, vicino a Piazza Sturzo, ricostruita nel 1753, con eleganti colonne coronate da un’aquila imponente in stile barocco; la Porta San Salvatore, del XVI secolo, situata in Piazza Carmine, arricchita da splendide sculture rinascimentali; e la Porta San Calogero, del 1536, che si trova nell’omonima piazza.

Imperdibile è il Castello dei Conti Luna, situato nella zona orientale della città, con le sue alte e robuste mura e la grande torre quadrangolare, di cui rimane solo la base, e la torre cilindrica a due piani, ancora ben conservata. Poco resta anche del Palazzo del conte, ma dalle sue finestre si può ammirare un bellissimo panorama su Sciacca. La città è anche ricca di numerose chiese, tra cui la Chiesa dei Gesuiti, del 1626, dedicata a San Giovanni Battista, situata in Via Roma. È una delle chiese più belle e grandi della città, con una struttura architettonica elegante, composta da un’unica ampia navata affiancata da cappelle intercomunicanti e nove altari, tutti in stile barocco. All’interno, si possono ammirare opere d’arte di grande valore, tra cui dipinti come “San Giovanni Battista”, “San Giovanni che battezza Gesù”, “La Decollazione di San Giovanni”, “I Re Magi”, un crocifisso ligneo di origine barocca e una tela raffigurante l’Incoronazione di Maria, solo per citarne alcune.

La Chiesa Madre, costruita nel XII secolo e successivamente ricostruita nel 1658 su progetto dell’architetto Michele Blasco, è un’altra importante attrazione. La facciata è incompleta e manca uno dei due campanili, ma sulle tre porte frontali sono posizionate tre statue in marmo raffiguranti Santa Maria Maddalena, San Pietro e San Paolo. Sulle porte laterali sono presenti altre due statue, raffiguranti San Calogero e San Giovanni, attribuite ad Antonio e Gian Domenico Gagini.

La splendida Chiesa Madre è suddivisa in tre navate da due file di colonne ioniche e presenta dieci cappelle oltre all’altare maggiore. Sulla volta della navata centrale si erge l'”Apocalisse” di Tommaso Rossi, mentre sulle pareti laterali sono rappresentate le scene della vita di Maria Maddalena.

La suggestiva Grotta di San Calogero, in cui il santo visse per 35 anni dopo il suo ritorno dall’Africa e che successivamente fu trasformata in chiesa, è un’altra attrazione degna di nota. L’interno della grotta è costituito da un’unica navata con otto altari e ospita opere d’arte interessanti, come il dipinto del “Battesimo di Gesù” di Padre Marelli e il dipinto di “San Girolamo” di Mariano Rossi, oltre ad altre opere. Sull’altare maggiore si trova una statua di San Calogero scolpita intorno al 1535 da Antonello Gagini e suo figlio Giacomo.

Tra le altre chiese da visitare a Sciacca, vale la pena menzionare quella del Carmine, una delle più antiche della città, risalente al 1089. All’interno, le tre navate sono affrescate da artisti come Vincenzo Manno, Gianpaolo Fondulo e Tommaso Rossi. La Chiesa di Santa Margherita, invece, fu commissionata da Eleonora d’Aragona nel 1342 ed è stata restaurata, ma attualmente viene utilizzata per eventi culturali anziché scopi religiosi.

La splendida Chiesa di San Michele, costruita nel 1620, presenta una pianta a croce latina e tre navate separate da colonne che reggono archi a tutto sesto.

Menzione speciale va alle Chiese di San Domenico in Piazza Scandaliato, San Francesco di Paola del 1700, San Leonardo del 1393 e Santa Caterina, tutte di grande bellezza e importanza artistica.

Nel suggestivo contesto ai piedi del mitico monte Kronio, in cui mistero e natura si fondono, sorge il famoso “Castello Incantato”, dimora dell’artista Filippo Bentivegna.

Filippo Bentivegna, un personaggio inquietante e dal carattere unico, rappresenta una delle figure più emblematiche nella storia di Sciacca. Qui, tra gli ulivi secolari, si percepisce ancora la presenza del suo creatore, che ha trasformato questo luogo in un regno tutto suo. Alla corte di questo regno, migliaia di teste scolpite testimoniano la sua autorità sovrana, con uno scettro particolare: un bastone corto con alcune teste scolpite che terminano in una sorta di fallo, conosciuto come la “chiave dell’incanto”. L’artista trascorse gran parte della sua vita in questo luogo e vi rimase fino alla morte nel 1967, all’età di 78 anni.

Nel cuore delle teste che si susseguono lungo i viottoli del Castello Incantato si trova la casa in cui Bentivegna visse in compagnia dei suoi cani, delle sue fantasie e dei suoi fantasmi.

Terme di Sciacca

Le acque termali della zona di Sciacca vantano una lunga storia risalente all’antichità, ma solo verso la metà dell’Ottocento venne inaugurato uno stabilimento termale nella Valle dei Bagni, al di fuori del centro storico (attualmente in attesa di restauro e riapertura). Il Nuovo Stabilimento Termale, un imponente complesso costruito nel 1938 in stile neo-liberty, si trova a sud-est della città, di fronte al mare e immerso in un suggestivo parco. Qui l’acqua sulfurea viene utilizzata per trattamenti come la fangoterapia (indicata per l’artrosi), la balneoterapia (utile soprattutto per l’osteoartrosi e le patologie cutanee) e le terapie inalatorie. Inoltre, è possibile sperimentare l’Antroterapia, praticata nelle Stufe di S. Calogero sul Monte Kronio, e le vasche termali di Molinelli, alimentate da acqua salso-bromo-iodica che mantiene una temperatura costante di 34°C. Queste ultime due terapie sono particolarmente indicate per curare disturbi dermatologici.

Entroterra di Sciacca

Per esplorare l’entroterra di Sciacca, si consiglia un percorso di circa 110 km che richiede almeno mezza giornata.

Caltabellotta

Da Sciacca, si procede verso nord-est in direzione di Caltabellotta (19 km). Lungo le due strade che conducono a Caltabellotta si possono ammirare splendide viste sulla vallata circostante. In particolare, il percorso che passa da Sant’Anna offre panorami mozzafiato. Caltabellotta si trova in una posizione superba, a circa 900 metri di altitudine. Il suo nome, di origine araba, Kalat-al-ballut (Rocca delle querce), evoca l’immagine di questo paese arroccato su uno sperone roccioso. La sua posizione dominante e difficilmente accessibile nel corso dei secoli l’ha resa un rifugio sicuro e una base militare. È qui che, nel 1302, fu firmata la resa degli angioini al termine della Guerra del Vespro. Sulla cima si trovano la cappella e l’eremo di San Pellegrino e i resti del castello normanno che si fondono quasi con il paesaggio circostante. Ai piedi del castello si trovano ancora la vecchia Chiesa Matrice di stile arabo-normanno e la Chiesa del Salvatore con un bel portale tardo-gotico. Si ritorna indietro fino al bivio e, a circa 13 km, si gira a destra. Seguendo la strada S 624 si raggiunge Sambuca (29 km).

Sambuca di Sicilia

Sambuca di Sicilia è delicatamente adagiata su una dolce collina, e il suo corso Umberto I è fiancheggiato da nobili palazzi. Alla fine del corso, una scalinata conduce a una terrazza panoramica. Alle spalle si trova la chiesa matrice, attualmente in fase di restauro. Da Sambuca, seguire le indicazioni per gli Scavi di Monte Adranone (7 km).

Scavi di Monte Adranone

Gli Scavi di Monte Adranone rivelano un insediamento greco del VI secolo a.C. sovrapposto a un insediamento più antico di origine indigena. Il sito, situato sulla cima della montagna, gode di una posizione dominante.

Scopello

Scopello, un luogo incantevole ricco di storia e leggenda. La tonnara di Scopello si erge in uno scenario mozzafiato, tra mare e rocce, con due imponenti torri che dominano il panorama. Una delle torri, risalente alla fine del 1500 e progettata dall’ingegnere fiorentino Camillo Camilliani, si trova su un piccolo promontorio, mentre l’altra, di origine duecentesca, è ridotta a pochi ruderi e si aggrappa a una rupe scoscesa.

La riserva naturale e il mare che lambisce le sue coste, grazie alla loro posizione geografica e alla profondità delle acque, offrono ancora incontri straordinari. Non è raro, soprattutto durante la primavera e l’autunno, imbattersi in gruppi di stenelle gioiose, avvistare i maestosi cetacei oceanici e osservare le dolci evoluzioni dei possenti e rauchi capodogli, o persino delle tranquille balene. Tuttavia, sono i fondali a regalare le emozioni più intense agli subacquei: spugne, anemoni e coralli dai colori vivaci adornano grotte e cunicoli. Le colonie di astroidi illuminano le pareti più ombrose, le gorgonie si distinguono con i loro frondosi rami e gli spirografi mostrano i loro ciuffi piumosi dai colori sgargianti.

La riserva dello Zingaro

Nel tratto costiero tra San Vito Lo Capo e Castellammare del Golfo, i pendii collinari che si affacciano sul mare segnano l’inizio della meravigliosa Riserva Naturale dello Zingaro, un paradiso naturale intatto nella sua straordinaria bellezza.

Piccoli sentieri ben tracciati si snodano lungo i dirupi, che si immergono nelle acque o si inerpicano sulle montagne, permettendo di esplorare uno degli ambienti più spettacolari del Mediterraneo. Lungo il percorso, si alternano pareti a strapiombo sul mare, promontori selvaggi, magnifiche calette, spiagge dorate, grotte e tunnel sottomarini, stretti valloni che si riflettono in un mare incontaminato dai colori mutevoli e sempre cristallino. La Riserva Naturale dello Zingaro, istituita nel 1981, è la prima riserva naturale della Sicilia e si estende lungo la costa che va da Scopello a San Vito Lo Capo.

In questi sette chilometri di costa, risparmiati dalla speculazione edilizia e dalla costruzione di una strada “panoramica” che avrebbe dovuto sorgere qui agli inizi degli anni ’80, natura, storia e tradizioni popolari si fondono regalando al visitatore uno scenario unico.

Lo Zingaro affascina con la sua bellezza selvaggia, i colori del mare dalle calette bianche e le sfumature turchesi. Invita i visitatori a scoprire la natura incontaminata, la flora e la fauna locali, nonché i siti archeologici preistorici, dove le tracce dell’interazione tra l’uomo e la natura, sia nel passato che nel presente, sono evidenti come mai prima.

La riserva può essere accessibile da due ingressi, uno dalla parte di Scopello e l’altro da San Vito Lo Capo. In entrambi i punti è possibile parcheggiare l’auto o la moto e proseguire a piedi lungo i sentieri ben segnalati. È possibile ottenere il regolamento e la mappa della riserva presso i punti di accoglienza situati presso entrambi gli ingressi.

Essendo la prima riserva naturale istituita in Sicilia, lo Zingaro è un ambiente di notevole interesse dal punto di vista vegetazionale e floristico, con la presenza di piante rare ed endemiche.

Percorso 1 – Costiero

Percorso della Mente

Itinerario: Centro visitatori – Museo Naturalistico – Area Attrezzata – Cala Capreria

Partendo dal centro visitatori (percorso facile), si può iniziare l’esplorazione del Percorso della Mente. A pochi metri di distanza si trova il Museo Naturalistico, un edificio recuperato con cura e rispetto della tipica architettura locale. All’interno del museo sono esposte tutte le specie faunistiche presenti nello Zingaro, con una sezione dedicata al mare, alle scogliere e alle piattaforme a vermeti.

Proseguendo lungo il percorso, si raggiunge l’Area Attrezzata, una zona con tavoli e panche ombreggiati, dotati di punti cottura. Qui è sempre disponibile legna pronta all’uso per cucinare alla brace ciò che si desidera.

Continuando ancora, si arriva a Cala Capreria, una bellissima caletta con ghiaia bianchissima, dove il mare dalle tonalità di zaffiro e smeraldo accoglie i visitatori nel suo abbraccio caldo da maggio ad ottobre. Qui si può vivere appieno la magia racchiusa nella parola Zingaro.

Durante il percorso, si può immergersi nella bellezza della natura e lasciare che la mente si liberi, godendo di panorami mozzafiato e di una connessione profonda con l’ambiente circostante.

Percorso 2

Percorso degli Occhi
Itinerario 1

Sentiero principale vicino al mare, sosta a Cala del Varo, Cala della Disa, Museo Etnografico, Stalla, Museo delle Attività Marine. (Percorso di media difficoltà) Lunghezza Km 6 circa Durata 5 ore circa

Il percorso degli Occhi si snoda lungo il sentiero principale, che segue l’antico tracciato della strada asfaltata mai realizzata tra Castellammare del Golfo e San Vito Lo Capo. Grazie alla determinazione della popolazione locale, questo tratto di costa fu salvato e divenne la prima area protetta in Sicilia. Durante il percorso si può ammirare la vegetazione pioniera degli scogli e gli splendidi esemplari di Palma Nana, simbolo della riserva. Si possono anche osservare i coltivi recentemente ripresi, che producono mandorle dal guscio duro e olive dal sapore e odore unici.

La prima sosta si effettua a Cala del Varo, dove è possibile dissetarsi con l’acqua delle sorgenti dello Zingaro, offerta dai gestori in recipienti di argilla che mantengono la freschezza senza alterarne il sapore.

Proseguendo, si arriva a Cala della Disa, dove è impossibile non fermarsi ad ammirare gli splendidi esemplari di Palma Nana, che nonostante la potatura hanno raggiunto altezze considerevoli, superando i cinque metri.

Lungo il percorso si incontra il Museo Etnografico, che espone strumenti agricoli tradizionali e ospita maestri intrecciatori che lavorano le fibre vegetali per creare oggetti di vario genere.

Un’altra tappa interessante è la Stalla, dove è possibile osservare gli animali utilizzati per il trasporto dei materiali nello Zingaro, come muli e asini di razza pantesca. Questa razza, che era considerata estinta, è stata recuperata dall’Azienda Forestale e ora viene utilizzata dove altri mezzi di trasporto non possono essere introdotti.

Infine, il percorso porta al Museo delle Attività Marine, che espone immagini delle specie marine locali e attrezzature tradizionali per la pesca. Qui si può ammirare una riproduzione in scala della tonnara, con le sue reti che guidano i tonni fino alla camera della morte, dove vengono arpionati.

Durante il Percorso degli Occhi, gli occhi saranno catturati dalla bellezza del paesaggio, dai dettagli naturali e dalle testimonianze delle tradizioni locali, regalando una vera esperienza visiva all’interno dello Zingaro.

Itinerario 2 – Percorso della Tradizione

Marcato Ficara. Il Marcato Ficara è una struttura che svolge una duplice funzione: ospita il bestiame e funge da luogo per la trasformazione del latte, poiché l’allevamento è l’attività principale dello Zingaro. Esistono diverse di queste strutture lungo il percorso.

Pianello. Questo è l’unico bosco artificiale di conifere presente nella riserva. È costituito da pini d’Aleppo piantati prima dell’istituzione della riserva.

Monte Speziale. Questo punto panoramico offre una vista spettacolare su una vasta porzione del territorio della riserva. Qui si possono ammirare alcune delle piante rare catalogate dai botanici.

Borgo Cosenza. Si tratta di un antico borgo contadino dove diverse famiglie hanno vissuto fino alla fine del XIX secolo, creando un’economia autosufficiente che poteva prescindere dai centri abitati per lunghi periodi. Oltre all’allevamento, nei terreni circostanti il borgo venivano coltivati tutti i generi alimentari necessari agli abitanti. Recentemente, queste coltivazioni sono state riprese e sono stati ricostruiti gli antichi frutteti con cultivar ormai rare, il vigneto con l’uva dolcissima dell’inzolfa e il tradizionale cataratto, nonché il campo seminativo con il frumento Rossello e i capeiti, il cui grano viene macinato e trasformato in pane secondo metodi tradizionali.

Tonnarella dell’Uzzo. Si tratta di un antico deposito per gli attrezzi utilizzati nella pesca dei tonni, provenienti dalla più grande tonnara di Scopello. Oggi ospita immagini delle specie marine locali e attrezzature tradizionali per la pesca, tra cui una riproduzione in scala della tonnara con la sua struttura di reti che guidano i tonni fino alla camera della morte, dove vengono arpionati.

L’itinerario del Percorso della Tradizione permette di immergersi nella cultura e nelle tradizioni del territorio dello Zingaro, scoprendo le attività agricole, l’allevamento e la pesca che hanno caratterizzato la vita della comunità locale nel corso dei secoli.

Percorso 3 – Percorso dei Sensi

Durata approssimativa: 5 ore

In questo percorso non verrà seguito un itinerario tradizionale, ma si verrà condotti attraverso un viaggio sensoriale alla scoperta della natura. I visitatori avranno l’opportunità di interagire con il tavolo sensoriale, dove troveranno un cartello insolito con la scritta “si prega di toccare”. Potranno imparare a riconoscere l’animale più pericoloso della Terra e ammirare i deliziosi piatti del ristorante della madre natura. Saranno invitati a fotografare le piante dello Zingaro senza l’ausilio di una macchina fotografica e ad esplorare il flusso dell’energia attraverso un gioco di luce solare. Alla fine di questa esperienza, potrebbero non aver imparato i nomi delle piante presenti allo Zingaro, ma avranno imparato ad utilizzare un sottoscopio e a catturare gli odori. Avranno anche l’opportunità di degustare il vino di carrubo e il miele prodotto dalle api.

Per raggiungere la Riserva Naturale dello Zingaro: Lato San Vito Lo Capo: Prendere l’autostrada A29 e uscire a Castellammare del Golfo. Alla fine dello svincolo, seguire la statale SS. 187 in direzione di Trapani. Dopo circa 25 km, prendere la deviazione per San Vito Lo Capo. Arrivati a San Vito, seguire le indicazioni per la Riserva dello Zingaro.

Lato Castellammare del Golfo: Prendere l’autostrada A29 e uscire a Castellammare del Golfo. Alla fine dello svincolo, seguire la statale SS. 187 in direzione di Trapani-Scopello. Dopo circa 4/5 km, prendere la prima uscita per Scopello – Riserva dello Zingaro. Dopo circa 6 km, si arriverà all’ingresso est della riserva.

INFORMAZIONI UTILI: Telefono: 0924/35108 Orario di apertura: Dal 1 maggio al 30 settembre: lunedì e martedì dalle ore 12:00 alle 20:00, mercoledì/domenica dalle ore 09:00 alle 20:00. Negli altri giorni, dalle ore 09:00 alle 16:00.

San Vito Lo Capo – Un’esperienza di sole, mare, storia e cultura

Questa perla luminosa, orgoglio della provincia di Trapani, è un antico borgo marinaro che conserva ancora forti influenze arabe. Si trova a 39 km da Trapani.

A pochi passi da piazza Santuario si trova via Savoia, il cuore del centro storico che si apre verso il mare. Questa strada è pedonale, offrendo ai visitatori la possibilità di passeggiare tranquillamente, ammirando le splendide piante rampicanti di bouganville, coloratissime fioriere e simpatici murales. Durante le serate estive, il centro storico si anima con concerti musicali, congressi e convegni, offrendo una varietà di eventi culturali da apprezzare.

San Vito Lo Capo – Un connubio tra mare, cultura e bellezze storiche

Durante la visita a San Vito Lo Capo, non si può assolutamente perdere il Museo del Mare situato in via Savoia 57. Qui vi è anche Palazzo La Porta.

Il Santuario, situato nella piazza principale, è uno splendido edificio che risale al 1450. Con dimensioni imponenti – 104 metri di base, 16 metri di altezza e mura spesse da un massimo di due metri e mezzo a un minimo di venti centimetri – il Santuario presenta ancora l’antico abside della chiesa di San Vito Martire, attualmente cappella di San Vito. Qui è possibile ammirare una statua in marmo raffigurante il giovane Santo, datata alla fine del XVI secolo e attribuita al famoso scultore Gagini.

Il Faro è un altro simbolo di San Vito Lo Capo, la cui luce notturna può essere vista per oltre venti miglia marine, rendendolo uno dei fari più importanti di tutta la Sicilia. La presenza del Faro nel corso dei secoli ha contribuito a evitare numerosi naufragi sulle rocce affilate che hanno visto infrangersi navi romane, fenicie, arabe e normanne.

Il mare cristallino e la spiaggia bianchissima sono l’incantevole cornice che fa di San Vito Lo Capo una vera perla del Mediterraneo.

Spiagge e calette – Un paradiso di sabbia e mare cristallino

La spiaggia di San Vito Lo Capo si estende per circa 3 chilometri, offrendo ampi tratti di sabbia finissima dai colori lucenti e caldi. La sua peculiarità risiede nella dolce e graduale inclinazione verso il mare, creando un’atmosfera quasi esotica e fondali quasi paradisiaci.

Grazie alla posizione particolare della spiaggia, le correnti marine hanno un impatto limitato sul golfo di San Vito, garantendo un’acqua quasi immobile e tranquilla. Questo rende la spiaggia di San Vito Lo Capo il luogo ideale per le famiglie con bambini che preferiscono fondali bassi e calmi.

Un altro tratto distintivo della spiaggia di San Vito Lo Capo è la presenza di numerosi stabilimenti balneari attrezzati. Queste strutture di qualità offrono servizi e comfort per coloro che desiderano vivere la spiaggia in modo più organizzato, senza rinunciare alla bellezza naturale dei luoghi.

Oltre alla spiaggia principale, la zona offre anche incantevoli calette nascoste tra le rocce, accessibili attraverso sentieri panoramici. Queste calette offrono angoli di pace e tranquillità, perfetti per chi cerca un po’ di privacy e un contatto più diretto con la natura.

La combinazione di spiagge sabbiose, mare limpido e servizi di qualità fa di San Vito Lo Capo una meta imperdibile per gli amanti del mare e del relax, dove è possibile vivere indimenticabili giornate di sole, balneazione e svago in un’atmosfera unica.

Dove gustare prelibatezze culinarie

Tha’am – Situato in Via Duca degli Abruzzi, contattabile al numero 0923/972836, questo ristorante è specializzato nella cucina siculo-araba. È uno dei locali più rinomati di San Vito Lo Capo, grazie alla sua cucina raffinata e di alta qualità. Lo chef Piera Spagnolo, che per diversi anni ha fatto parte della rappresentativa italiana al “Cous Cous Fest”, ti delizierà con le sue creazioni culinarie. Potrai assaporare le diverse versioni del cous cous, straordinarie zuppe e grigliate di pesce, sempre preparate con ingredienti freschissimi.

Isnello – Questo affascinante borgo, punto di partenza per escursioni a piedi, si erge in una posizione scenografica, abbarbicato alle rocce in una stretta gola circondata da ripide pareti calcaree. Le sue strette stradine svelano l’antica struttura urbana medievale. All’ingresso del paese, potrai ammirare “La Madre Madonita”, una magnifica opera in bronzo realizzata nel 1987 dallo scultore isnellese Pietro Giambelluca. Questa scultura rappresenta un simbolo dell’identità culturale del paese, una rappresentazione simbolica delle sue radici e della volontà di crescita e riscatto.

Ritornando verso il santuario, al bivio di Piano delle Fate, svoltare a sinistra per imboccare un tratto panoramico di strada. Lungo il percorso, si attraversano i pittoreschi paesini di Gratteri, che conserva ancora un aspetto medievale, e Lascari, prima di raggiungere la costa e fare ritorno a Cefalù.

San Vito Lo Capo e i suoi dintorni offrono non solo splendide spiagge e bellezze naturali, ma anche una ricca offerta culinaria e la possibilità di immergersi nella cultura e nelle tradizioni locali. Che tu voglia assaporare la cucina siculo-araba o esplorare i borghi medievali circostanti, troverai una varietà di esperienze che arricchiranno il tuo viaggio in questa affascinante parte della Sicilia.

Mazara del Vallo: un percorso tra le sue bellezze

Mazara del Vallo è il primo porto peschereccio d’Italia, nonché uno dei principali porti del Mediterraneo.

Parcheggiando l’auto in Piazzale G.B. Quinci, puoi iniziare il tuo percorso lungo il Lungomare Mazzini, per circa 300 metri, fino ad arrivare alla scalinata che conduce a Piazza Mokarta. Proseguendo lungo Via San Giuseppe, potrai visitare la chiesa omonima risalente al 1630. Continuando verso Piazza della Repubblica, a destra potrai esplorare Santa Caterina del 1318, situata nella sua piazzetta. Attraversando l’Arco del Tocchetto, arriverai in Piazza, dove potrai ammirare la Cattedrale del 1093. A destra troverai il Palazzo Vescovile del 1596, mentre al centro della piazza si erge la statua di S. Vito Martire, Patrono della città, opera del Marabitti. Dalla cattedrale, uscendo dalla porta rivolta verso il mare, potrai goderti la vista della villa comunale con i suoi ficus secolari e il portale della Cattedrale con il Conte Ruggero a cavallo (1584). Tornando a Piazza della Repubblica, imbocca Via Garibaldi e gira in Via Pino, dove potrai ammirare i resti di Casa Scuderi. Arriverai poi in Piazza Santa Veneranda, con la chiesa omonima del 1680. Proseguendo per Via San Michele, raggiungerai Piazza San Michele, dove si trova l’omonima chiesa risalente all’XI secolo, ricostruita nel 1696.

Un avvincente itinerario in macchina vi invita a esplorare Mazara del Vallo e i suoi dintorni. Partendo dal Lungomare Mazzini, Hopps e San Vito, potrete raggiungere Bocca Arena, attraversando il nuovo ponte ad arcate che conduce verso Capo Granitola. Lungo la costa rocciosa sulla destra, potrete ammirare il luogo scelto dai Saraceni per i loro sbarchi, noto come Quarara. A circa 5 chilometri sulla sinistra, troverete il bivio per i Gorghi Tondi. Prima di proseguire, vi consiglio di fare una sosta nell’antico borgo marinaro di Torretta-Granitola, un angolo di tranquillità incantevole. Durante il ritorno, prendete la strada verso i Gorghi Tondi, dove si trova la Riserva Naturale Integrale “Lago Preola e Gorghi Tondi” gestita dal WWF. Qui potrete ammirare il Gorgo Basso, abitato da varie specie di uccelli acquatici, come folaghe, gallinelle, moriglioni, germani reali, alzavole, tuffetti e marzaiole. Il Gorgo Medio e Alto ospita le rare anatre marmorizzate. Il Lago Preola, che si sviluppa in lunghezza, è un luogo ideale per la nidificazione dei germani reali e di altre specie. Potrete osservare la flora e la fauna in uno spettacolo primaverile affascinante. Inoltre, potrete incrociare volpi, istrici, tartarughe di acqua dolce, poiane e upupe. Proseguendo verso Mazara, prendete la SS 115 in direzione Trapani. Attraversate la collina di Zano e poi percorrete la circonvallazione esterna della città fino a Via Falcone e Borsellino. Qui potrete visitare Madonna dell’Alto, una chiesa di stile arabo-normanno risalente al 1100. Continuando sulla stessa strada, al nuovo rondò con l’albero a spirale, girate a destra in direzione Costiera, dove potrete visitare l’antico borgo contadino e il sito archeologico di Roccazzo, che si estende su 34 ettari e comprende tombe dell’età neolitica. Tornando in città, dirigetevi verso la spiaggia di Tonnarella, in direzione Capo Feto, dove potrete esplorare la riserva naturale. Questa zona umida palustre di acqua salmastra si estende su 453 ettari ed è il regno del giunco, del giglio marittimo e della carota spinosa. Potrete osservare il germano reale, l’airone cinerino e il cavaliere d’Italia. Continuando lungo il mare, lungo il Lungomare Fata Morgana, arriverete al Porto Nuovo, dove troverete i famosi pescherecci di Mazara del Vallo, la prima città peschereccia del Mediterraneo.

Marinella di Selinunte: un luogo ricco di attrattive e bellezze naturali

Marinella di Selinunte si estende lungo un suggestivo litorale sabbioso nella parte sud-orientale della provincia di Trapani, nella parte più occidentale della Sicilia. Incastonato tra la foce del fiume Selino, vicino all’Acropoli di Selinunte, e la foce del fiume Belice, si trova all’interno della riserva naturale della pineta.

Le spiagge di Selinunte, nel lato est di Marinella, si estendono per 5 chilometri, arrivando fino al promontorio di Porto Palo di Menfi. Queste spiagge sono dotate di stabilimenti balneari e ristoranti che restano aperti fino a tarda sera. Le loro posizioni sono davvero suggestive: alcune si trovano sotto l’acropoli, dominati dal tempio di Era, altre si inseriscono nella riserva naturale incontaminata del Belice, mentre altre ancora si trovano nei pressi del pittoresco porticciolo turistico. Selinunte è rinomata anche per le prelibatezze gastronomiche che si possono gustare nei numerosi ristoranti. Oltre al pesce sempre fresco, i prodotti tipici locali amati in tutto il mondo includono il pane nero di Castelvetrano, le olive schiacciate condite, le olive nere di Castelvetrano e l’olio extravergine di oliva Nocellara del Belice, che cresce solo nelle campagne circostanti la rinomata Valle del Belice.

Marinella di Selinunte è anche una base ideale per esplorare altri luoghi interessanti in Sicilia, grazie alla sua posizione geografica e alla vicinanza all’autostrada A29. Ad esempio, ad una distanza di 90 chilometri in direzione di Agrigento, si trovano luoghi come il Teatro di Eraclea Minoa, Sciacca con le sue terme Selinuntine e Caltabellotta.

La costa del Belice: un paradiso naturalistico da scoprire

La meravigliosa costa del Belice, che comprende Selinunte, Marinella, Porto Palo, Lido Fiori, Serrone del Cipollazzo, Capparrina di Mare, Solette di Porto Palo e la Riserva Naturale della Foce del fiume Belice, offre un itinerario di rara bellezza per gli amanti della natura. Questa fascia costiera si caratterizza per tratti di costa pianeggianti, intervallati da dune sabbiose che si estendono per centinaia di metri verso l’entroterra, e tratti frastagliati di grande valore ambientale. Queste spiagge sono considerate tra le più belle e selvagge della Sicilia, incorniciate da scogli bassi dove le onde cristalline si infrangono in un mare che sfoggia sfumature che vanno dall’azzurro al turchese.

Le “Solette” di Porto Palo di Menfi si estendono per circa 25 ettari, con il vallone Gurra di Mare che si apre sul mare, offrendo una spiaggia che conserva suggestivi aspetti di naturalezza. Il “Serrone Cipollazzo” è un’area collinare ricoperta di sabbia che raggiunge un’altezza di 60 metri, sembrando una gigantesca duna. È completamente ricoperta da una fitta vegetazione di canneto, con la presenza di specie vegetali tipiche del clima mediterraneo.

L’Acropoli di Selinunte: un tesoro archeologico da scoprire

L’antica colonia greca di Selinunte in Sicilia è una delle zone archeologiche più rilevanti d’Europa.

Selinunte, una città marittima aperta alle influenze puniche, elimi e sicani, è un’imponente testimonianza delle antiche civiltà greche dell’isola. L’assetto urbanistico di Selinunte, realizzato tra il 409 e il 250 a.C., si è conservato perfettamente, con le mura difensive coeve che ancora circondano il sito. Selinunte vanta alcuni dei templi più significativi del mondo greco in termini di dimensioni, come il tempio G dedicato a Giove, e di purezza delle forme, come il tempio E dedicato ad Era. La città conta numerosi templi, un ricco patrimonio scultoreo come le metope di Selinunte, vaste e diverse necropoli. È quindi un centro di grande interesse per studiosi, archeologi e visitatori, offrendo testimonianze insostituibili nella storia e nell’archeologia del mondo antico, sia nel campo dell’urbanistica, dell’architettura militare templare, della scultura che dell’arte funeraria.

Castellammare del Golfo: una gemma costiera da esplorare

Castellammare del Golfo è una pittoresca cittadina costiera che si affaccia sullo splendido Golfo omonimo, situato nel nord-ovest della Sicilia, ed è la meta ideale per le vostre vacanze in Sicilia. Il suo porto, dominato dal suggestivo castello, rappresenta la principale attrazione del paese. Al mattino presto, potrete osservare i pescatori salpare in mare a bordo delle loro caratteristiche imbarcazioni da pesca bianche e blu, che al loro ritorno porteranno pesce fresco per i mercati locali e i ristoranti.

Il nome di Castellammare, che richiama la splendida fortezza che si affaccia sul mare azzurro, è legato a una costruzione difensiva i cui primi nuclei risalgono all’epoca degli Arabi, che giunsero qui all’inizio del IX secolo e chiamarono il centro Al Madarig, ossia “la Scalinata”, forse facendo riferimento alla serie di gradini che dalla sommità della fortezza conducevano al porto. Costruito su uno sperone di roccia, il Castello era collegato alla terraferma da un ponte di legno ed è stato successivamente ampliato dagli Svevi e dai Normanni. Nel corso dei secoli, ha cambiato più volte proprietario fino a diventare oggi una proprietà pubblica. Questo castello rappresenta uno dei luoghi simbolo del comune e un itinerario locale non può che iniziare da qui.

Le architetture civili di Castellammare includono anche Palazzo Crociferi, originariamente un convento, che oggi ospita il Municipio e funge da Sala Consiliare. Tuttavia, è nel campo religioso, come spesso accade nei piccoli comuni delle province siciliane, che si riscontra ancora un notevole fervore. A Castellammare si tiene ogni due anni una rievocazione storica che rappresenta l’attacco al porto da parte della flotta inglese e la sua presunta sconfitta grazie all’intervento di Santa Maria del Soccorso, che oggi è la patrona del paese.

Oggi, il simulacro della patrona è conservato nella Chiesa Madre, costruita sulle rovine di un edificio precedente e inaugurata nel 1726. La chiesa presenta tre navate impreziosite da affreschi pregevoli, la statua maiolicata della Madonna di cui abbiamo appena parlato e una fonte battesimale del XVII secolo. Vicino al Castello si trova l’antica Chiesa della Madonna del Rosario, che sembra risalire al 1100, periodo normanno, e ha una caratteristica speciale: custodisce una Madonna Nera con bambino, un vero gioiello all’interno di questo piccolo edificio.

Notevole importanza storica hanno anche la Chiesa del Purgatorio, risalente al XIV secolo e arricchita da opere d’arte dei secoli XVI e XVIII, e la Chiesa di Maria Santissima Annunziata, costruita nel XVI secolo, che un tempo era annessa a un convento carmelitano oggi scomparso.

La costa di Castellammare del Golfo è particolarmente bella, con la sua spiaggia di sabbia finissima della Playa, tratti rocciosi e calette a nord-ovest del centro abitato. Ma accanto al mare si trova anche il Monte Inici, che custodisce diverse grotte: dalla Grotta di Santa Margherita a quindici metri sul livello del mare, alla Grotta dell’Eremita che si estende per ben 4500 metri, senza dimenticare la grotta subacquea della Ficarella nella riserva naturale dello Zingaro. Tra queste grotte, la Grotta di Santa Margherita è particolarmente sorprendente, infatti sono state rinvenute pitture sacre medievali e antiche rovine di una postazione per la lavorazione del pesce e la preparazione del garum, la bevanda a base di pesce amata dai Romani, sulla cui composizione ancora persistono incertezze per i moderni.

Castellammare si trova alle pendici settentrionali del Monte Inici, la seconda cima più alta del complesso dei “Monti di Castellammare del Golfo”, che raggiunge i 1064 metri sul livello del mare. Il tesoro di Castellammare non si esaurisce qui: la visita può estendersi anche alle varie frazioni, da Balata di Baida con il suo presepe vivente organizzato dai suoi 250 abitanti, a Castello di Baida con i resti di antiche mura e torrioni ottagonali, a Guidaloca con la sua spiaggia a forma di arco formata da ciottoli, custodita da una torre del Cinquecento, e a Scopello che prende il nome dai suoi faraglioni. Il mare, come si può vedere, è protagonista in ogni punto di vista da cui si ammira Castellammare. Non a caso, in passato Segesta la scelse come suo porto commerciale, un Emporion, come lo chiamavano Greci e Romani. Pertanto, si può affermare che la storia di questi luoghi risuona ancora del passato, considerando che le navi che andavano e venivano da Segesta non potevano fare a meno di fare scalo su queste coste ancora oggi di straordinaria bellezza. E le vicende successive della comunità di Castellammare sono sempre legate al mare, crescendo sempre di più in epoca moderna fino a diventare il gioiello attuale della provincia di Trapani.

Lipari

Lipari, con la sua superficie di poco più di 37 km², non solo è la più grande delle Isole Eolie, ma è anche il suo cuore pulsante. La sua massima lunghezza è di 9,5 km e dista circa 42 miglia nautiche dalla costa siciliana. L’isola è caratterizzata da montagne e coste frastagliate, raggiungendo la massima altitudine con il monte Chirica (602 m), seguito dal monte S.Angelo .

L’isola di Lipari conta circa 12.000 abitanti e comprende le frazioni di Canneto, Acquacalda, Quattropani e Pianoconte.

Escursioni via mare

Lipari si trova logisticamente al centro dell’arcipelago e risulta essere l’isola più accessibile per chiunque voglia visitare le altre isole in escursioni di un giorno, utilizzando i mezzi di linea come navi ed aliscafi. È anche l’isola più ricca di servizi e meglio attrezzata per il turismo e i suoi servizi correlati.

L’escursione via mare intorno all’isola di Lipari è un’esperienza imperdibile. Navigando lungo le coste, si possono ammirare gli spettacolari paesaggi marini e le splendide fondali: lungo il percorso si incontrano grotte, spiagge incantevoli, bellissime baie e maestose rocce a picco sul mare. L’itinerario inizia da Marina Corta e, procedendo verso Canneto, si completa superando il promontorio di Monte Rosa.

Durante il giro dell’isola, è possibile ammirare la Spiaggia Bianca, caratterizzata dalla sabbia bianca dovuta alla presenza di depositi di pomice. Proseguendo, si raggiunge Punta Castagna, una suggestiva promontorio di ossidiana, e successivamente si giunge ad Acquacalda.

Un’altra tappa da non perdere è la Spiaggia di Valle Muria: dopo aver superato Punta delle Fontanelle e Punta delle Grotticelle, si può ammirare questa incantevole spiaggia. Proseguendo il viaggio, si incontrano i Faraglioni di Pietra Lunga e Pietra Menalda.

Infine, lungo il percorso si giunge a Marina Corta, dove è possibile ammirare la suggestiva spiaggia chiamata Praia di Vinci. Da qui, si susseguono baie e insenature rocciose fino a raggiungere il porto di Marina Corta.

Escursione via terra

Un’opzione interessante per esplorare Lipari è fare escursioni via terra. Una delle prime attività da svolgere appena si arriva è il giro dell’isola, che copre una distanza di 26 km e permette di apprezzare la sua vastità e urbanizzazione. A circa 4 km da Lipari si trova Canneto, situata in un’insenatura delimitata a sud-est dal Monte Rosa e a nord dal Monte Pilato. Da Canneto, seguendo la strada che porta alla chiesetta di Pirrera, si raggiungono luoghi come Forgia Vecchia, le Rocche Rosse e il Campo Bianco, famosi per le colate di ossidiana e le distese di pomice.

Proseguendo lungo la strada che porta ad Acquacalda, si arriva a Porticello, caratterizzato dai suoi depositi di pomice bianca. Superando il promontorio di Punta Castagna, si incontra Acquacalda, dove una spiaggia è sovrastata dalle cave di pomice.

Tornando sulla strada principale, si arriva al suggestivo Belvedere di Quattrocchi, da cui si può ammirare le pittoresche insenature con coste alte, lo splendido panorama dei Faraglioni e lo sfondo dell’isola di Vulcano. Ritornando sulla strada principale, proseguendo verso Lipari, una deviazione interessante è il sentiero che attraversa i vigneti del Monte Guardia. In cima al monte si trova l’osservatorio geofisico internazionale, da cui è possibile godere di una vista panoramica mozzafiato.

Visita al Castello

Durante la visita a Lipari, una tappa imprescindibile è il Castello, che rappresenta il nucleo del centro storico. Costruito nel XVI secolo dagli Spagnoli, all’interno della cittadella si possono ammirare numerosi resti di antiche costruzioni. Il Castello ospita il Museo Eoliano, uno dei più importanti musei archeologici d’Europa.

A circa un quarto d’ora da Pianoconte si trova il Parco Archeologico delle Terme di S. Calogero, costruite nel 1867 e famose sin dall’antichità per le loro virtù terapeutiche. Qui si trova la “Tholos” di S. Calogero, una struttura termale costruita durante l’Età del Bronzo (circa 1430 a.C.) ispirata alle tholoi funerarie micenee. Le terme sono state utilizzate anche durante l’epoca greca e romana, come testimoniano le vasche e le piscine presenti.

Dal Monte S. Angelo, che si trova sulla cima di una montagna, si può godere di una vista spettacolare. È infatti uno dei punti panoramici più belli di Lipari. Alla sommità del monte, che raggiunge i 594 metri, si trova una costruzione in cemento utilizzata per la raccolta dell’acqua piovana.

Escursioni subacquee

Le escursioni subacquee a Lipari offrono emozioni uniche, tra cui l’immersione a Punta Castagna. Questa zona presenta un fondale ricoperto di polvere bianca proveniente dalle cave di pomici lungo la costa. I canali che si dipartono dal fondale conducono a una parete verticale che si inabissa in un fondale blu profondo, creando un suggestivo scenario. Durante l’immersione è possibile osservare saraghi, spugne, cernie e gorgonie rosse.

Un’altra immersione suggestiva è quella presso la Pietra del Bagno, che consiste nel fare il giro dello scoglio. Questa immersione è adatta a tutti i subacquei, anche a quelli meno esperti. Le pareti colorate dello scoglio ospitano una varietà di specie marine, tra cui cernie, scorfani rossi, polpi, saraghi e margherite di mare. È particolarmente consigliata per i fotosub, che potranno catturare splendide immagini durante l’immersione.

Cosa fare a Lipari

A Lipari, non potrete resistere a fare una piacevole passeggiata per le vie del centro, esplorando i numerosi negozi e godendovi un caffè all’aperto. Durante l’estate, il centro viene chiuso al traffico e le due strade principali, Corso Vittorio Emanuele e Via Garibaldi, diventano un luogo di passeggio, un grande salotto all’aperto.

Per la serata, il luogo più frequentato a Lipari è Marina Corta. Questo antico porto dei pescatori è uno dei punti di ritrovo più popolari dell’isola. Qui troverete ristoranti, bar e gelaterie con tavolini all’aperto sempre affollati, dove potrete deliziarvi con i famosi cannoli, le granite fresche o un ottimo gelato artigianale.

Cosa comprare a Lipari? Mentre passeggerete per il paese, vi imbatterete in numerosi negozi che offrono oggetti artigianali e specialità gastronomiche locali. Tra i prodotti dell’agricoltura locale, non potete perdervi il cappero, coltivato in abbondanza qui, e la celebre Malvasia, conosciuta come l’oro delle Lipari, un vino bianco passito da gustare con i dolci tipici siciliani o la pasticceria secca. Altri prodotti tipici eoliani realizzati ancora artigianalmente includono biscotti ricoperti di sesamo da intingere nella Malvasia, liquori alle prugne, al mandarino, amari e olio extravergine di oliva. Non dimenticate di assaggiare i dolci tradizionali come i nacatuli e le spicchitedda, oltre ai deliziosi gelati locali.

Gastronomia delle Eolie

Se state cercando un posto dove mangiare a Lipari, ecco alcune scelte interessanti:

  • Ristorante La Ginestra – Località Pianocante, Via Stradale Pianoconte 10 – Questo ristorante offre un generoso buffet di antipasti sempre freschi e, oltre alla deliziosa cucina isolana, propone anche numerose e originali pizze. La carta dei vini presenta una selezione di 50 etichette siciliane e nazionali.
  • Hotel Giardino sul Mare – Via Maddalena 65 – Situato in una posizione privilegiata sulla scogliera, questo hotel permette di godere appieno delle bellezze di Lipari. Qui potrete gustare pasti panoramici sulla terrazza a bordo piscina, con piatti come gli spaghetti al cilucco.
  • Ristorante La Piazzetta – Piazza Monfalcone – Un piacevole ristorante amato dagli artisti locali e non solo. Durante la bella stagione, è consigliabile prenotare per godere appieno dell’atmosfera. La carta dei dolci, dei formaggi e degli oli presenta una selezione di 10 pregiati prodotti regionali.
  • Ristorante La Nassa – Via Franza 36 – Situato nei pressi del centro storico, questo delizioso ristorante offre una bella terrazza caratteristica per il servizio estivo. Tra i piatti, rigorosamente di tradizione, si segnala la splendida caponata di melanzane dal profumo di zucchero e aromi vari.
  • Ristorante La Cambusa – Via G. Garibaldi 72 – Qui potrete gustare piatti siciliani o eoliani, immergendovi nei sapori del mare. Questo piccolo locale nel centro del paese è decorato con una collezione di oggetti e foto d’epoca. I tavoli sono piccoli e ravvicinati, e il servizio è gestito in modo familiare, con la moglie in cucina e il marito in sala.
  • Ristorante E Pulera – Via Isabella Vainicher – Questo ristorante è un’oasi di tranquillità, un luogo poetico e romantico. Immerso in un vero giardino di limoni, aranci e mandarini, offre pochi tavoli fissi di ceramica d’autore che celebrano con i loro colori le isole del felice arcipelago eoliano. Qui potrete gustare pesce fresco e piatti locali autentici.

Scegliete uno di questi ristoranti e deliziatevi con la gastronomia delle Eolie durante la vostra visita a Lipari. Buon appetito!

Curiosità sulle Isole Eolie

La macchina da presa ha svolto un ruolo fondamentale nella scoperta delle Isole Eolie da parte dei turisti. Negli anni ’40, la Panaria Film, fondata da Alliata, Maraini e Moncada, realizzò una serie di documentari sulle Eolie, tra cui “Bianche Eolie”, “Isole di Cenere” e “Cacciatori Sottomarini”, che includerono le prime riprese subacquee mai realizzate. Successivamente, la storia d’amore tra Rossellini e Bergman esplose durante le riprese di “Stromboli, terra di Dio”, suscitando scalpore e attirando l’attenzione dei media dell’epoca. Questo evento contribuì a far conoscere le Isole Eolie in tutto il mondo.

Nel 1949, registi come ad esempio William Dieterle e come Roberto Rossellini girarono i film “Vulcano” e “Stromboli”, con Anna Magnani e Ingrid Bergman.

Negli anni ’80, i fratelli Taviani ambientarono parte del film “Kaos” nelle cave di pomice di Porticello a Lipari.

I Murales di “Supra a terra”: Nel centro storico di Lipari, vicino a Marina Corta, alcuni artisti hanno dato nuova vita alle mura delle antiche abitazioni eoliane realizzando splendidi murales. Questa zona è conosciuta come “Sopralaterra”.

O Scecco: A Lipari, le strade furono asfaltate solo dopo la Seconda Guerra Mondiale. Fino agli anni ’60, gli asini (chiamati “o Scecco” in dialetto) venivano utilizzati per trasportare materiali da Pianoconte e Quattropani a Lipari.

Queste curiosità arricchiscono ulteriormente l’esperienza di visitare le affascinanti Isole Eolie.