Visitano il Giappone

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Giappone, ecco cosa sapere

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FUSO ORARIO

+7 ore durante la nostra ora legale (primavera/estate) e di +8 ore durante i mesi invernali.

VALUTA

Yen. Esistono monete da 1, 5, 10, 50, 100 e 500. Banconote da 1.000, 2.000, 5.000, 10.000.

DOCUMENTI

Passaporto valido almeno 6 mesi dalla data di scadenza.

Non è richiesta nessuna vaccinazione. Quando sbarcate in Giappone, dovete esibire al controllo passaporti, la vostra carta di sbarco che vi viene consegnata dal personale a bordo dell’aereo. Le nuove norme di controllo e di sicurezza prevedono inoltre una fotografia a mezzo busto e le impronte digitali al vostro arrivo in aeroporto.

LINGUA

Giapponese. L’inglese è abbastanza diffuso nei giovani e le insegne e cartelli stradali riportano la doppia scrittura: giapponese/inglese.

TELEFONO

Per telefonare dall’Italia in Giappone comporre lo 0081 seguito dal prefisso (senza lo zero iniziale) e dal numero che si intende raggiungere, Tokyo (prefisso 03) seguito dal numero dell’abbonato. Per chiamate interne in Giappone comporre il prefisso della città seguito dal numero dell’abbonato.

per telefonare dal Giappone in Italia comporre lo 01039, il prefisso italiano, il prefisso della città italiana desiderata, seguito dal numero dell’abbonato: es. Salerno: 01039/089/……….

Il sistema di telefoni pubblici in Giappone è molto sviluppato. Le chiamate locali costano 10 Yen per un minuto. Le monete da 10 Yen inutilizzate vengono restituite, mentre non viene dato il resto dalle monete da 100 Yen parzialmente utilizzate. I telefoni pubblici accettano anche le carte telefoniche che sono più comode, si possono acquistare in tutti i negozi autorizzati e mostrano sempre il credito residuo quando inserite nel telefono.

CELLULARI

GSM non è disponibile in Giappone, richiesta tecnologia UMTS (smartphone, I Phone funzionanti in Giappone).

ELETTRICITA’

In Giappone il voltaggio elettrico è di 100V, 50Hz (nell’est del paese), 60Hz (nell’ovest compresa Nagoya, Kyoto e Osaka). È indispensabile utilizzare un trasformatore di corrente per gli strumenti elettrici portati dall’Italia.

MANCE

Sino a pochi anni fa ufficialmente in Cina non si davano mance, ma la realtà in rapida evoluzione ha portato ad un dilagare del fenomeno, è bene avere a portata di mano banconote di piccolo taglio, ci si può regolare in questo modo: mezzo dollaro per persona al giorno all’autista, un dollaro al giorno alla guida, mezzo dollaro al facchino.

CLIMA

Poiché il Giappone è un arcipelago che si estende per oltre 3000 km da nord a sud, il suo clima varia molto e si passa da zone con clima sub-artico (Hokkaido) a zone con clima sub-tropicale (Okinawa). Nella regione di Honshu l’inverno è generalmente rigido mentre l’estate è afosa ed umida, nelle altre regioni sono abbastanza distinte le 4 stagioni caratterizzate dalle esplosioni di colore soprattutto durante la primavera (fioritura dei ciliegi) e l’autunno (arancio delle foglie degli aceri).

ABBIGLIAMENTO

Il clima in Giappone è variabile a seconda della stagione e della zona in cui ci si trova: abbigliamento leggero nell’Honshu centrale e nella zona meridionale del Paese in estate; abbigliamento pesante ad Hokkaido e nell’Honshu settentrionale in inverno, tenendo presente che può essere fresco anche d’estate. Generalmente, in questo paese se fa caldo (e la temperatura è simile a quella del Sud-Italia) il tasso di umidità può arrivare anche al 100%.

TRASPORTI

Le città principali offrono una vasta gamma di trasporti pubblici quali treni, autobus e metropolitana. Si possono acquistare i pass giornalieri che sono più comodi e convenienti. Gli autobus sono abbastanza frequenti ma non sono molto comodi per i turisti in quanto le indicazioni sono spesso in giapponese. I taxi sono ovviamente il mezzo di trasporto più comodo, ma sono abbastanza cari. La metropolitana è il mezzo di trasporto urbano facile, comodo e veloce per il turista. Le tariffe della metropolitana variano a seconda delle distanze da percorrere. Il modo più facile per acquistare un biglietto è quello di acquistare il più economico e saldare eventuali differenza alla stazione di arrivo.

SANITA

Non esistono particolari obblighi per quanto riguarda le vaccinazioni. È consigliato stipulare un’assicurazione di viaggio che copra anche quella sanitaria. È bene informarsi sui costi che a volte sono molto elevati rispetto alla permanenza del viaggio. Gli ospedali in Giappone sono molti efficienti e costosi..

SICUREZZA

Sebbene il Giappone sia un paese sicuro, anche di notte e sui mezzi pubblici, è tuttavia sempre opportuno usare le normali precauzioni a salvaguardia della propria sicurezza. In particolare, si segnala che si sono recentemente registrati casi di rapina ai danni di stranieri, dopo che questi avevano assunto bevande alcoliche presumibilmente alterate con sonniferi in alcuni locali dei divertimenti notturni di Roppongi, a Tokyo. Si registra anche ed un aumento degli scippi nell’area metropolitana della capitale. Il Giappone è considerato un paese ad alto rischio sismico. Le autorità giapponesi predispongono dei volantini che illustrano i piani di emergenza da adottare in caso di terremoto anche in lingua inglese. I principali alberghi del paese dispongono di istruzioni plurilingue per la clientela straniera. I residenti stranieri sono invitati a raccogliere le informazioni sui piani d’emergenza presso gli uffici competenti per quartiere.

SAPER VIVERE

Di seguito, elenchiamo alcune regole comportamentali, o usanze giapponesi, delle quali sarebbe bene tener conto nel caso si avesse intenzione di fare un viaggio in Giappone, o in ogni occasione in cui ci si trova ad interagire con giapponesi. 

  • Soffiarsi il naso in pubblico:in Giappone, dovunque ci si trovi, è sconsigliato soffiarsi il naso in pubblico. Se siete in un ristorante, appartatevi (possibilmente andando un attimo alla toilette) per liberare le vostre narici! Ma anche se vi trovate in altri luoghi, in compagnia di altre persone, cercate sempre un posto appartato per soffiare nel fazzoletto. 
  • Hashiwatashi:…ovvero, passarsi qualcosa con le bacchette. Questo gesto si effettua nei riti funebri, quando alcune ossa del defunto, dopo la cremazione, vengono raccolte e passate da un membro all’altro della famiglia con le bacchette. E’ quindi vivamente sconsigliato ripetere lo stesso gesto a tavola!
  • Infilzare le bacchette in verticale nel riso: anche questo gesto è legato alla spiritualità. Le bacchette si infilzano nella ciotola di riso quando viene offerto cibo agli spiriti. Si sconsiglia vivamente di ripetere il gesto in un ristorante… 
  • Maioibashi: quando si è a tavola, e si hanno davanti diversi piatti e diversi cibi, è vivamente sconsigliato indicare ciò che si ha davanti con le bacchette, spostandosi da un piatto all’altro senza prendere niente. Il maioibashi (ovvero “vagare con le bacchette”), è un gesto che può dare fastidio o disturbare i commensali: il vostro gesto ingombrante, infatti, potrebbe impedire loro di attingere al piatto o potrebbe causare degli “scontri” di bacchette. In conclusione: prima decidete cosa prendere e poi prendetelo con un gesto deciso. 
  • Bacchette per il cibo (Hashi):le bacchette sono strettamente personali, come uno spazzolino da denti (tanto per intenderci). Evitate di scambiarle o di pretendere che qualcuno vi faccia mangiare dalle sue bacchette. 
  • Togliersi le scarpe:in quasi tutte le abitazioni in Giappone, ed in un gran numero di ristoranti, togliersi le scarpe è d’obbligo. Le scarpe, infatti, sono considerate, ovviamente, sporche e, per le radici culturali derivanti anche dallo scintoismo e dal buddismo, queste non vanno indossate poichè vanno ad “infettare” la purezza di determinati luoghi. Non dimenticate assolutamente di togliervi le scarpe quando entrate in un tempio o quando dovete camminare su un tatami, ed in tutte quelle occasioni in cui tutti gli altri se le tolgono. Non cercate di fare gli “alternativi” perché sareste considerati altamente scostumati e scortesi.
  • Come salutare: il saluto mattutino è ohayou gozaimasu  “buongiorno” si traduce con konnichiwa e “buonasera” si traduce in konbanwa . “Ci vediamo” si traduce in mata neja mataed “abbi cura di te” (molto usato in Giappone) si traduce in ki wo tsukete. Quando ci si saluta dopo aver fatto qualcosa insieme (compagni di lavoro, seminaristi, ecc) si preferisce salutare con otsukaresama deshita. Il “ciao” non ha una vera e propria traduzione, proprio perché in Giappone bisogna sempre fare attenzione alla persona con cui si sta parlando. Molto confidenzialmente può essere associato ad un saluto come doumoo o yahoo.
  • Disattivare la suoneria dei cellulari sui treni: in Giappone l’uso del cellulare è diffusissimo, ma ricordatevi sempre di disattivare la suoneria quando siete su metropolitane, treni o autobus. In questi luoghi, infatti, molti giapponesi riposano durante il viaggio. Se il vostro cellulare squillerà, sarete molto probabilmente giudicati come persone irrispettose degli altri.
  • Evitare di scambiarsi effusioni amorose in pubblico: in Giappone non è rispettoso e comunque non è opportuno scambiarsi effusioni amorose in pubblico. Camminando per le strade, infatti, noterete che le giovani coppie, al massimo, si tengono per mano o sotto braccio, ma difficilmente vedrete qualcuno scambiarsi baci appassionati in pubblico. Evitate, quindi, di dare troppo nell’occhio!

ARTI GIAPPONESI

Basta dire Ikebana, arte della composizione floreale per capire quanto sia raffinato ed elegante il Giappone.
L’arte della cerimonia del the, o più precisamente la via del the che insieme all’ Ikebana rappresentano forme di culto del Buddismo Zen. La cerimonia del the ha condotto anche alla creazione artistica di ceramiche e porcellane giapponesi. L’arte Noh, drama giapponese,è un genere d’arte teatrale. Gli attori indossano delle maschere ed i loro movimenti creano un contrasto con la ricchezza dei costumi. Kabuki, genere teatrale di tradizione antica è caratterizzato da un trucco molto vistoso, costumi e scenografie di grande impatto ed un’azione drammatica che unisce la danza ai combattimenti con le spade. Bunraku, teatro di marionette rappresentato al teatro nazionale di Tokyo e di Osaka

SHOPPING

Vi è mai capitato di essere in un paese straniero e di voler portare a casa qualche souvenir, ma di non essere in grado di decidere cosa comprare? In Giappone, questo può essere un argomento interessante, poiché ci sono veramente centinaia di opzioni..

Porcellana giapponese

Ci sono circa 18 i principali stili di ceramica giapponese, molti dei quali con più sotto-stili, quindi c’è una grande varietà di ceramiche e porcellane giapponesi disponibili. Qualche prodotto presenta stili dei vecchi maestri ceramisti, mentre ce ne sono altri più moderni o addirittura quelli che replicano gli stili cinesi. Quindi avete un sacco di opzioni tra cui scegliere, in base alle proprie preferenze.

Repliche di katane

Le repliche delle spade dei samurai non possono mancare da un elenco di souvenir giapponesi. Sono disponibili in tutte le dimensioni, da piccole miniature a repliche in scala 1:1, e con diversi gradi di dettaglio e finiture.

Aquiloni

I primi aquiloni sono stati portati in Giappone dai monaci buddisti e sono stati utilizzati per scopi religiosi. Nei tempi moderni, gli aquiloni sono diventati un mezzo di intrattenimento popolare e di solito vengono offerti ai bambini giapponesi come regali del nuovo anno. Gli aquiloni giapponesi venduti come souvenir sono spesso dipinti con raffigurazioni di eroi popolari o divinità.

Coltelli da cucina giapponesi

Un altro elemento che può essere di grande utilità nella cucina di casa è il coltello tradizionale giapponese. In realtà, ci sono due tipi di coltelli tradizionali giapponesi, i coltelli honyaki, realizzati interamente in un materiale, il carbonio, e i kasumi, composti da due materiali fusi in strati, proprio come le katane. Indipendentemente dal metodo di fabbricazione, i coltelli giapponesi sono considerati i migliori al mondo.

Koma

Un giocattolo tradizionale giapponese è il koma, una trottola che può essere fatta girare in equilibrio su un punto, un’asse o un filo. Le trottole koma sono scolpite in legno, accuratamente dipinte con motivi diversi. I costruttori giapponesi hanno raggiunto un grado molto elevato di artigianalità e raffinatezza, con nuovi progetti che escono ogni anno.

Maschere buffe

Alle feste tradizionali spesso è possibile trovare bancarelle che vendono maschere divertenti, che rappresentano una grande varietà di personaggi della cultura pop giapponese, anime o manga. Queste possono rappresentare un souvenir interessante, soprattutto per gli amanti dei fumetti giapponesi.

GASTRONOMIA

Sussiste forse ancora il luogo comune che in Giappone si mangi soltanto pesce e precisamente sushi. Magari questa convinzione dipende anche dal fatto che in Italia ci sono molti sushi bar o ristoranti che propongono solo piatti noti come la tempura o il sashimi. Invece la cucina giapponese è molto varia e nutriente oltre che gustosa, ed esistono diversi tipi di ristoranti

Shokudō

Ristorante che serve diversi tipi di cucina; solitamente propone piatti economici o menu a prezzo fisso, con la riproduzione dei piatti esposti in vetrina. È un tipo di ristorante molto diffuso e potete trovarlo dappertutto. I menu a prezzo fisso, chiamati in Giappone teishoku (oppure in inglese lunch set, pron. giapponese ranchi setto) comprendono generalmente un pasto composto da un piatto principale, una ciotola di riso bianco, una ciotola di zuppa di miso, sottaceti (tsukemono) e cavolo. Il piatto principale può essere a base di riso o di tagliolini (questi ultimi possono essere udon o soba, i primi sono degli spaghetti di grano saraceno un po’ grossi e i soba sono più sottili e più scuri), oppure a base di pesce o carne. Per citare alcuni piatti:

  • katsu-don: cotoletta di maiale fritta servita con riso, uovo e condimenti vari giapponesi;
  • ten-don: riso con verdure e tenpura (pesce o gamberi in pastella, fritti);
  • oyako-don: riso con uovo e pollo.

Izakaya

Locale che può essere paragonato a una birreria o a una taverna, quindi dove si beve principalmente ma dove servono anche da mangiare. Deriva da “saka-ya”, locale che serve il sake. Nelle Izakaya oltre ai tavoli con le sedie ci sono spesso anche i tavolini bassi dove si mangia seduti sul pavimento, alla maniera giapponese, solitamente vi fanno accomodare in una saletta solo per voi. Questi locali sono spesso frequentati dagli impiegati (sararimen) dopo il lavoro. Potete trovarli un po’ ovunque, ma i migliori non si trovano vicino alle stazioni, quindi addentratevi senza paura nei quartieri e quando vedete una lanterna rossa significa che avete davanti un izakaya.

Kaiten-zushi

Ristorante specializzato in sushi dove potete servirvi direttamente al bancone dal nastro trasportatore. Infatti sul nastro scorrono i piattini dal colore diverso in base al tipo di sushi e sashimi e a ogni colore corrisponde un prezzo. E’ un’ottima scelta per chi vuole mangiare ottimo sushi a prezzi ragionevoli. Negli altri ristoranti di sushi si può arrivare a spendere anche 10.000 yen (circa € 70) per un pasto, in quelli di media categoria intorno ai 5000 yen a persona.

Yakitori-ya

Ristorante che serve yakitori (spiedini di carne e verdure). In genere sono locali piccoli e i giapponesi mangiano gli yakitori per accompagnare il sake o la birra. Il sakè si beve caldo d’inverno e freddo d’estate. Il costo degli yakitori è abbastanza economico. Anche gli yakitori-ya, come gli izakaya, si riconoscono per la lanterna rossa all’esterno (e naturalmente per il profumo di carne arrosto).

Rāmen

Chi di voi non conosce i rāmen, almeno di nome? Sono dei tagliolini di origine cinese, vengono serviti in brodo di carne o di miso (vegetale) in un’ampia ciotola dove potete scegliere tra vari ingredienti tra cui carne di maiale, uova sode, gyoza (ravioli cinesi) e verdure tipiche come i porri. In questi ristoranti sentirete il classico rumore di chi mangia aspirando i ramen in brodo, in perfetto accordo con il galateo giapponese.

Tempura

Ebbene sì, esiste anche il ristorante specializzato in tempura, dove vi consiglio di ordinare un piatto a prezzo fisso (teishoku), che include oltre alla frittura di pesce, crostacei o verdura, il riso bianco, i tsukemono e una ciotola di miso. I pezzi di tempura si mangiano intingendone la punta in una salsa scura.

Okonomiyaki

In questi ristoranti i clienti si siedono attorno a una piastra, chiamata teppan, su cui viene cucinato l’okonomiyaki, ossia una sorta di frittata a base di farina, acqua e uova e condita con vari ingredienti a scelta del cliente, per esempio verdure e carne, calamari oppure misto pesce, ecc. La peculiarità di questi ristoranti è che il cliente può cucinare da sé l’okonomiyaki o aggiungere solo qualche ingrediente, in modo da essere coinvolto anche nella preparazione.

Sukiyaki e shabu shabu

Anche nei ristoranti specializzati in questi piatti, i clienti possono cuocersi gli ingredienti da sé al proprio tavolo. Il Sukiyaki consiste in sottili fette di manzo cotte in un brodo chiamato shōyu, fatto di sakè e zucchero, accompagnato da varie verdure e tōfu. Dopo la cottura, gli ingredienti vengono bagnati in un uovo sbattuto per poi essere gustati subito dopo. Lo shabu shabu si distingue dal sukiyaki perché dopo la cottura gli ingredienti si mescolano in un brodo leggero e poi in speciali salse. Questi ristoranti si riconoscono solitamente dall’immagine di una mucca nell’insegna e i prezzi possono essere un po’ cari.

Kaiseki

Questo tipo di ristorante offre una cucina di alto livello e precisamente si tratta dell’alta cucina tradizionale di Kyoto. Costituita da numerose portate, è in tutto e per tutto un pasto completo anche dal punto di vista della presentazione, in quanto viene mostrata tutta l’arte estetica culinaria giapponese. Questo tipo di cucina viene servito anche durante la cerimonia del tè ed è principalmente vegetariana, ma spesso viene servito anche del pesce.

A questi ristoranti di cucina tradizionale si aggiungono ovviamente i fast-food come le catene americane McDonald’s e Burger King

e quelle giapponesi come MOS Burger. I panini e i piatti hanno però sempre qualche tocco particolare, una salsa prettamente giapponese infatti potrà rendere speciale un panino che invece è uguale a Roma e Parigi, a New York e a Londra.

Questi sono i principali tipi di ristoranti in Giappone ma ce ne sono ancora tanti altri, per esempio quelli che servono soba e udon (simili ai ramen), quelli dove si cucinano unagi (anguille), le pasticcerie.

BEVANDE

Il sakè giapponese, il tè, il shochu, sono solo alcune delle bevande del Giappone. Le bevande tradizionali, il Sakè e il tè, sono parte integrante della storia della nazione, parte di quei rituali a cui noi occidentali vorremo assistere almeno una volta nella vita.

La cerimonia del tè (che abbiamo trattato in dettaglio nella sezione intitolata arte e cultura in Giappone) costituisce ancora oggi un forte rito sociale; il tè giapponese è chiamato O-cha ed è riferito al tè verde, bevanda di base quotidiana di tutta la popolazione, nei momenti d’incontro tra amici, ma anche in famiglia a colazione, pranzo o cena, servito freddo o caldo. Il tè verde raccolto in Giappone agli inizi di maggio si divide in due varietà: il gyokuro dalle foglie tenere, dolci e molto pregiate, e il sencha, il più comune, la cui raccolta potrebbe iniziare anche a giugno; esiste un’altra varietà, estiva, bancha, la cui raccolta avviene infatti ad agosto. A questi si aggiungono anche il maccha, il tè in polvere comunemente usato nelle cerimonie, il houjicha, fatto da foglie in precedenza tostate e contenenti teina. In genere, i giapponesi amano preparare il tè servendosi di foglie sfuse inserite in una teiera (Kyusu) a cui si aggiunge acqua calda o poco raffreddata (a seconda della varietà) per poi essere versato in ogni singola tazza (Yunomi o Chawan) senza manico. Per tradizione il tè verde va bevuto senza zucchero e la tazza va tenuta con una sola mano, l’altra è posta sotto la tazza con tatto leggero.

Il sakè giapponese è l’altra maggiore bevanda della nazione. Di tipo alcolico, viene prodotto dalla  pastorizzazione e fermentazione di riso e acqua, una tradizione legata allo scintoismo e parte integrante della cultura del Giappone. La qualità dell’acqua è molto importante per fare un buon sakè, che a sua volta deve possedere determinati elementi di dolcezza, asprezza, amarezza ed altri robustezza olfativa e astringenza. L’alcol in esso contenuto è del 15% del prodotto totale. Il sakè matura in botti di legno di cipresso, viene servito in contenitori di ceramica chiamati Tokkyuri, per poi essere servito in piccole ciotole dette sakazuki. La bevanda può essere servita fredda (hiyazake) o calda (immergendo la bottiglia di ceramica in acqua calda di circa 50º) nel cui caso viene chiamata atsukan. Il sakè in Giappone viene in generee bevuto (solo dai 20 anni in su, il limite legale per bere alcolici) in dei particolare bar chiamati Izakaya, nei quali è possibile gustare anche piccole pietanze di cibo tradizionale.

I tipi di sakè giapponese sono diversi, troviamo il nigori (dall’aspetto torbido), il nama (abbastanza grezzo) e il comune (molto più limpido) che può a sua volta essere di qualità tokkyu (superiore), ikkyu (di prima scelta) e nikkyu (di seconda scelta). Esiste anche la versione dolce del sakè (amacuchi) e secca (karakuchi). Tra le qualità prodotte di sakè le più conosciute troviamo il Hoz-jozo di Gekkeikan, il jinjo di Nihonsakari e il Dai-gijo di Tsukasa Botan.

Tra le altre bevande di consumo in Giappone, vi troviamo anche il Shochu, un distillato liquoroso fatto con orzo, cereali o anche patate e allungato con acqua calda o limone e soda. Il contenuto alcolico è molto alto e varia dai 40 ai 90 gradi. Molto usato anche per fare l’Umeshu, un liquore di albicocche.

Al sochu, si aggiungono altre bevande più comuni per gli occidentali: la birra, la seconda bevanda dopo il tè più bevuta in Giappone (Kirin, Asahi, Saporo, Suntory), il wisky (ottimo quello di Saporo), il vino le cui maggiori produzioni le troviamo a Nagano, Hokkaido e Yamanashi. In Giappone è consumato anche il caffè (kohii), nonostante non sia proprio economico.

Bibliografia consigliata:

“Autostop con Buddha. Viaggio attraverso il Giappone” di Ferguson Will

La Cartella del Professore” di Hiromi Kawakami

Filmografia consigliata:

Babel” di Alejandro González Iñárritu

The Ramen Girl”di Robert Allan Ackerman

Qualcuno da amare” di Abbas Kiarostami

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