Visitando New York

Informazioni di viaggio

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Telefono

da New York in Italia, comporre lo 01139 seguito dal prefisso e dal numero dell’abbonato. Es.: 01139/089/…….                                                                                                                                             

Per chiamare dall’Italia a New York, comporre lo 001 seguito dal prefisso della città 212 e dal numero dell’abbonato desiderato.

Trasporti

Quali sono i mezzi più usati?

Metropolitana

E’ il metodo più rapido ed economico per spostarsi in città, serve Manhattan, Brooklyn, Queens ed il Bronx e funziona 24 ore su 24. Si può fare il biglietto direttamente all’ingresso del binario (munirsi di monetine) o si può utilizzare un abbonamento. Il suo funzionamento è molto semplice e nella cartina, che potrete richiedere sia nel vostro albergo o agli ingressi della metropolitana, c’è la mappa completa delle diverse linee, le stazioni di arrivo e di partenza.

Autobus pubblici

Funzionano 24 ore al giorno, sono molto comodi, puntuali; si sale davanti, il biglietto si può fare a bordo, infilando le monetine in una cassetta accanto al conducente o si può utilizzare un abbonamento che va obliterato.

Sono consigliati se si ha voglia di girare per la città senza limiti di tempo o per brevi spostamenti. E’ possibile avere una piantina del percorso e delle fermate degli autobus, in albergo o, in genere, a quella della metro è abbinata anche quella dei bus.

Taxi

Generalmente è semplice fermare un taxi, li troverete lungo la strada, di fronte ai maggiori alberghi e presso le stazioni di treni e pullman, quelli autorizzati sono gialli. Vi consigliamo di prenderli da e per l’aeroporto, poichè risparmierete tempo e sono piuttosto economici. Prendete quelli all’esterno dell’ingresso dell’aeroporto, facendo la fila come i newyorkesi, sono più economici.

Consigli di viaggio

Vi consigliamo di acquistare un abbonamento:

Metrocard

che è utilizzabile sia sugli autobus che nella metro; esiste con validità di 1 giorno e costa circa $4 o di 1 settimana e costa circa $17.

CityPass

Consente l’ingresso a ben 7 attrazioni di New York: Museo di storia naturale, Guggenheim, Whitney Museum, Empire State Building, crociera attorno all’isola di Manhattan (n.b. è preferibile scegliere la tipologia che dura 1 ora), Museo di arte moderna ed il museo spaziale, considerate che solo l’ingresso al Guggenheim è di circa $11 a persona. Le biglietterie dei musei chiudono un’ora prima dell’orario riportato sul CityPass. Ci sono diverse tipologie di city-pass, in base ai giorni di utilizzo, il biglietto unico della metro fa accedere solo alle linee rossa, arancio, verde e a tutti gli autobus.

Gastonomia

La cucina newyorkese, nonostante se ne parli male, è accettabile, a volte anche gustosa, basta solo saper scegliere. Per strada non si può rinunciare ad un hot dog con senape o salsa di pomodoro; ai panini preparati con carne, formaggio ed insalata o con gli spiedini di carne, l’unico consiglio è quello di precisare prima che non volete alcuna salsa. New York è piena di ristoranti di tutti i tipi, per tutti i gusti e soprattutto di diverso costo. Vi consigliamo di vivere la città con tutta calma, è possibile mangiare a qualsiasi ora del giorno e della notte, per cui non partite alla ricerca di un ristorante particolare ma fermatevi quando avete fame anche solo a prendere un caffè o un dolce (ci sono tantissimi bar dove troverete inaspettatamente un buonissimo caffè italiano accompagnato da una varietà di dolci italiani e non) lungo la strada. Un pasto, nella maggior parte dei ristoranti, consiste in tre portate: l’antipasto, un piatto principale e il dessert. Praticamente tutti i ristoranti newyorchesi, tranne i fast-food, vi servono pane e burro appena vi sedete, come parte del servizio. In alternativa vi possono offrire un antipasto, come un piccolo assaggio di mousse o una fettina di quiche, prima che ordiniate. Gli antipasti nei ristoranti di lusso, sono spesso i piatti più creativi dello chef e molti clienti ne richiedono due al posto della portata principale. I menù italiani offrono una porzione di pasta come secondo piatto, ma la maggior parte degli americani non di origine italiana lo considera la portata principale. Il caffè viene servito alla fine del pasto in tutti i ristoranti e di solito è possibile averne più di una tazza. Il vassoio dei formaggi è una rarità nei ristoranti di New York: solo alcuni ristoranti francesi di classe ne dispongono, ma non rientra nelle abitudini americane. Assolutamente da provare le steak (bistecche buonissime, cotte alla griglia) che stranamente sono più buone nelle tavole calde che nei ristoranti. Se avete voglia di novità, New York offre i migliori ristoranti etnici del mondo specializzati in quasi tutte le cucine.

Di sera

New York è l’unica città degli USA che offra la più ampia varietà di scelta per chi ama la vita notturna.

Il music hall è lo spettacolo più tipico a cui si possa assistere senza eccessivi problemi linguistici. La maggior parte dei teatri di music hall sono in Times Square, gli spettacoli in genere iniziano alle h 20.00 e terminano alle h 22.30. Se non avete preferenze particolari, potete acquistare al botteghino dei teatri, i famosi biglietti Last Minute, a volte pagandoli anche il 50% in meno. Relax e musica moderna al Village, si può cenare in qualche piccolo locale dove suonano jazz.

Cosa vedere e cosa fare a New York

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New York

New York è la città più popolosa degli Stati Uniti d’America e si trova nell’omonimo stato, che ha per capitale Albany. Situata sulla costa orientale dell’America settentrionale, dirimpetto all’Atlantico, è ubicata alla foce del fiume Hudson (che costituisce il suo confine occidentale, separandola da una serie di sobborghi nel New Jersey), che è anche il punto dove la grande isola di Long Island è più vicina al Continente, da cui è separata solo dallo stretto East River.

Questa particolare topografia ha fatto sì che la città diventasse uno dei più importanti porti del mondo sin dall’epoca coloniale.

È interessante notare che delle 5 circoscrizioni (boroughs) in cui è divisa la città solamente uno (Bronx) si trova sul continente vero e proprio, mentre due (Brooklyn e Queens) occupano l’estremità occidentale di Long Island, e gli altri (Manhattan e Staten Island) occupano due isole omonime di dimensioni intermedie. Esistono anche numerose isole di dimensioni più piccole, come Ellis Island, l’isola in cui un tempo sbarcavano le navi piene di immigrati provenienti dall’Europa, e dove questi venivano tenuti in quarantena per un certo periodo prima di essere ammessi al resto degli Stati Uniti, o Liberty Island, l’isola dove è collocata la Statua della Libertà.

Manhattan

E’ il quartiere dei grattacieli, quello che, in genere, i turisti conoscono di New York perchè qui si concentra la vita culturale, artistica e commerciale della città.

Per raggiungerlo bisogna attraversare uno dei 12 ponti che lo collegano al resto della città, o uno dei 4 tunnel subacquei.

E’ indispensabile, prima di tracciare un percorso attraverso Manhattan, spiegare la topografia della città: è divisa a scacchiera con larghi viali (Avenue) che vanno da sud a nord, e che sono numerati da 1 a 12 partendo da est.

La Fifth Avenue (Quinta Strada) è l’asse della città e la divide in due settori:zona est dalla la alla 5a avenue, e zona ovest dalla  6a alla 12a. Le Street intersecano i viali da est ad ovest e sono contrassegnate da numeri progressivi che iniziano nella parte bassa della città. I numeri civici delle street partono sempre dalla Fifth Avenue e sono sempre contrassegnati da una E (est) o da una W (ovest), secondo il settore.  Pertanto è quasi impossibile perdersi avendo come riferimento le coordinate; es.: 34th Street all’incrocio con la Fifth Avenue (Empire State Building).

Convenzionalmente la città è anche suddivisa in 3 parti:

  • Downtown – città bassa, a sud
  • Midtown – centro, la parte centrale dove si trovano i grandi alberghi, i negozi di lusso, la zona dei teatri. Midtown è la zona più visitata, il cuore della città, inizia al Village e finisce all’ingresso della parte sud di Central Park.
  • Uptown – città alta, che comprende il parco centrale, la zona dei musei ed Harlem.

L’unica fantasia permessa è la Broadway, il vecchio sentiero indiano che attraversava l’isola e che ora attraversa la città in diagonale.

Nei vecchi quartieri, come il Village, le vie mantengono un nome ed hanno un percorso meno geometrico.

Empire State Building

Empire State Buildingl’ingresso per i turisti è sulla 34th Street, all’incrocio con la Fifth Avenue – consigliamo di salire all’osservatorio posto all’86° piano o in prima mattinata o in tarda serata (per evitare tempi di attesa piuttosto lunghi), sicuramente il panorama notturno è davvero mozzafiato!!!!

L’Empire State Building è probabilmente il più famoso grattacielo della città e forse del mondo. Con i suoi 381 metri di altezza (443 m se si considera anche l’antenna televisiva sulla sua cima), esso è stato il grattacielo più alto del mondo fra la sua costruzione (1931) ed il 1973, quando furono inaugurate le Torri Gemelle del World Trade Center, in seguito alla triste circostanza degli attentati terroristici dell’11 settembre 2001, esso è tornato ad essere l’edificio più alto della città ed il secondo più alto degli Stati Uniti (dopo la Sears Tower di Chicago). È stato proposto come una delle Sette meraviglie del mondo moderno.

St. Patrick’s Cathedral

sulla Fifth Avenue –  la cattedrale cattolica di New York, di stile neogotico.

Trump Tower

720 5th angolo 56th Street – edificio di 58 piani, apoteosi del lusso sfrenato, con una magnifica cascata interna.

Rockfeller Center

il simbolo del potere della città, è il primo complesso integrato con abitazioni, uffici, negozi, teatri, mai concepito in una città, culmina nel General

Electric Building

Electric Building e ingloba anche il Radio City Music Hall, il famoso teatro. Nella Lower Plaza vi è la famosa pista di pattinaggio sul ghiaccio all’aperto, che d’estate lascia il posto ad un caffè all’aperto. Oltre ai numerosi uffici il Rockfeller, che accoglie ogni giorno 175.000 visitatori e in cui lavorano 60.000 persone, comprende 30 ristoranti, dozzine di negozi al pianterreno e nelle gallerie sotterranee, studi televisivi e radiofonici (da uno dei quali viene trasmesso in diretta il popolare Today Show della NBC), sale per esposizioni e un museo che possiede oltre un centinaio tra affreschi, sculture e bassorilievi di una trentina di artisti. Si consiglia di entrare nel complesso dalla Fifth Avenue per la Promenade, detta anche, in riferimento alla Manica, Channel Gardens, in quanto separa gli edifici della Maison Française, a sinistra, dal British Empire Building, a destra.

New York Public Library

Fifth Avenue angolo 42nd Street – famosissimo il suo ingresso con la coppia di leoni di pietra (Patience e Fortitude), all’interno è contenuta solo una parte della Public Library, che è a disposizione dei lettori anche se non soci. Entrare nella Public Library, vi da la sensazione di essere americano e di mischiarvi ai newyorkesy che consultano i vari testi.

Flatiron

Manhattan al n. 175 della Fifth Avenue, all’incrocio con Broadway e la 23rd Street – è un grattacielo di 22 piani che raggiunge l’altezza di 95 metri. L’edificio è stato il primo grattacielo autonomo fornito di un sistema antincendio e dotato di una centrale termica per la produzione di energia il cui vapore residuo viene utilizzato per riscaldare gli ambienti interni e per alimentare l’originale meccanismo di funzionamento dell’ascensore. All’epoca della sua costruzione era il più alto edificio di New York e detenne il primato fino al 1909, quando venne superato dalla Metropolitan Life Tower. Il nomignolo successivamente affibbiatogli (in italiano, ferro da stiro) è dovuto al suo particolare aspetto: il corso diagonale della Broadway costrinse infatti l’architetto Burnham

a disegnare un edificio dall’insolita e originale forma a triangolo, una caratteristica che ne fece, a inizio secolo, un simbolo di New York oltre che un soggetto particolarmente ricercato dai fotografi e dagli artisti.

Grand Central Station

42th e Park Avenuela vecchia stazione è stata salvata dalla distruzione negli anni ottanta, un soffitto di stelle, un’architettura particolare, sicuramente è da vedere, all’interno ufficio informazioni turistiche con depliants e piantine di New York, oltre a negozi e ristoranti.

Madison Square Garden

7th Avenue alla 32th Street – il tempio dello sport.

Grandi Magazzini

Ecco quali sono

BLOOMINGDALE’S

1000 3rd Avenue, tel. 212/705.20.00 – è l’istituzione di New York, con un incredibile dedalo di banchi di cosmetici, specchi e pareti nere al piano principale. Abbigliamento maschile e femminile di tutte le marche più prestigiose e famose del mondo.

Manhattan Mall

7th Avenue alla 32th Street, vicino Madison Square Garden – centro commerciale con molti negozi, diversi piani.

MACY’S

151W 34th St. – vicino all’Empire State Building, ottimo shopping, tutte le marche a buoni prezzi.

Insegne al neon

Le insegne al neon più mastodontiche e più bizarre del mondo, le più nuove sono quelle della Kodak Millenium Photo Gallery e del Con Edison Switch, entrambe sulla facciata dell’albergo Marriot Marquis.

Il grattacielo che fa da schermo virtuale alle quotazioni del Nasdaq (la borsa elettronica)

MACY’S

151 West 34a Street tra Broadway e 7th Avenue – nato nel 1858 è considerato un vero e proprio monumento della città ed è il più grande department store del mondo, all’interno di tutto di più.

High Line

è una lunga passeggiata pedonale, un parco lineare a 10 metri dal suolo che attraversa gli edifici di Chelsea a Manhattan, New York, offrendo spettacolari ed inedite vedute della città. High Line è una striscia di terra che ben si combina con la giungla urbana che la circonda. Lungo la High Line, sono stati inseriti con una certa cura artistica una serie di elementi artistici di matrice contemporanea, industriale e naturale, che compongono un perfetto mix per elevare la High Line più a un rifugio e a una fuga dall’ordinario. Più precisamente, la High Line si trova a Meatpacking District, situato tra West Village e il lato sud di Chelsea. Il nome di questo quartiere non è un caso. Qui erano presenti ben 250 mattatoi e oltre che per la carne era famoso anche per la cospicua presenza di prostitute transessuali e di vivacissimi sex club. Ovviamente se ne trovano ancora, ma grazie alla High Line sono proliferati anche molti wine bar alla moda, ristoranti, discoteche, negozi di design, costosi hotel e condomini.

Il progetto: voluta fortemente nel 1999 da un’associazione di residenti della zona, la Friends of High Line, in opposizione all’ipotesi di abbattimento della vecchia e abbandonata ferrovia sopraelevata che serviva per il trasporto delle merci. Il progetto è stato realizzato nel 2006 dagli architetti Diller Scofidio+Renfro e dallo studio di architettura del paesaggio James Corner Field Operations.

Il percorso: per attraversarla tutta, partite da Gansevoort Street fino alla 34th W. Gli ingressi si trovano a Gansevoort, sulla 14th, 16th, 18th, 20th, 30th e 34th strada. Se vi occorre l’ascensore, entrate dalla 18th Street.

Se avete tempo, dopo la High Line potete visitare il Whitney Museum of American Art, con opere fisse di grandi artisti americani come Edward Hopper e Mark Rothko, nonché una serie di mostre temporanee a rotazione.

Intrepid Sea, Air & Space Museum

Pier 86 – offre la possibilità di visitare nello stesso spazio un sommergibile, una portaerei, al cui interno vi è un simulatore di volo è un cinema 4 D, e poi osservare molti aerei, il concorde e soprattutto lo space shuttle.

Dove fare shopping

Midtown è la zona chic di New York, la Fifth Avenue è un susseguirsi di boutique griffate, la maggior parte italiane, di negozi curati nei minimi particolari, e la 47a strada, nel tratto fra la 5a e la 6a avenue, è nota come “la strada del diamante” perchè nelle sue gioiellerie si svolge 1’80% del commercio dei diamanti degli USA, attività esclusiva degli ebrei.

Immancabile una visita daTiffany727 Fifth Avenue angolo 56th Street. Da non sottovalutare, in particolare, Park Avenue e Madison Avenue, mentre Lexington Avenue dalla 52th alla 70th Streets, offre bei negozi, ma in una atmosfera meno caotica.

TOWER RECORDS AND VIDEOS –

720 5th angolo 56th Street, seminterrato della Trump Tower – ha un’ampia scelta di musica e video a prezzi competitivi.

HARLEY DAVIDSON OF NEW YORK

686 Lexington Avenue, 56-57 Streets, aperto tutti i giorni dalle h 09.00 alle h 20.30 – per tutti coloro che amano questo mito, troverete una esposizione di Harley, giacche, T-shirts ed accessori con questo marchio.

ABERCROMBIE & FITCH

Fifth Avenue (720 Fifth Avenue, 57th e 58th Street) e South Street Seaport – il top per la moda giovane

NIKE TOWN NY

6 E 57St. – tutto il mondo della Nike, possibilità di farsi fare su ordinazione le scarpe personalizzate

AMERICAN GIRL PLACE

75 Rockfeller Center – chiamarlo semplicemente negozio è riduttivo: è una sorta di parco divertimenti dove le bambine possono fare shopping, andare al ristorante, sistemarsi i capelli dal parrucchiere, mettersi in posa per un servizio fotografico o festeggiare il compleanno; tutto ovviamente insieme alla propria bambola. Una bambola che però si distingue dalla Barbie per alcune semplici ma sostanziali differenze, innanzitutto il costo oltre 100 dollari e ognuna di esse ha una storia vera. E per rendere in tutto e per tutto la bambola simile ad ogni bambina, dopo averla acquistata è possibile dotarla di accessori, come apparecchio per i denti, orecchini e occhiali e cambiarle la pettinatura presso l’hair salon. Ovviamente potete poi acquistare tutto il necessario per sistemare il look della vostra bambola anche a casa: ci sono pettini e accessori per cambiare l’acconciatura, extension, ciocche colorate e bigodini. E il trattamento di bellezza non finisce qui perché potete portare la vostra bambola dall‘estetista per una maschera al viso o per fare la manicure.

DISNEY STORE

711 5th Av. – il negozio della Disney di Manhattan

SHOPPING: il Village è sicuramente il posto in cui potrete trovare negozi nei quali campeggiano i vecchi dischi in vinile:

Kim’s Video and Audio

6 St. Mark’s Pl tra 2nd e 3rd pl – 3 piani di intrattenimento alla moda, qui trovate di tutto.

House of Oldies

33, Carmine Street – il più rifornito negozio di dischi in vinile con oltre 1 milione di album.

Dove mangiare a New York

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Rosa Mexicano

18nd Street, tra Fifth Avenue e Broadway – ristorante di buona qualità a prezzo medio, menù vasto, naturalmente birra messicana.

TOSCANA49

143 E 49th Street –  cucina italiana, ambiente elegante ma non troppo raffinato ma casual, gentilezza, cortesia e buona cucina.  Prezzi medi.

AMARONE

686 9th Ave #1, Hell’s Kitchen – buona cucina italiana.

OYSTER BAR

42nd Street e Vanderbilt Avenue, al piano inferiore della Grand Central Station –  uno dei locali più famosi di New York, dagli anni ‘60, solo cucina a base di pesce e servizio impeccabile.

SMITH & WOLLENSKY

797 3rd Avenue, angolo 49th Street – rinomata steack house di Manhattan, la specialità della casa è la bistecca dry-aged, che secondo gli intenditori è la migliore di New York, necessaria la prenotazione.

Torre di Pisa –

19 West 44th Street – considerato il migliore ristorante italiano di Manhattan.

Mad Fish

2182 Broadway – questo grande ristorante di pesce ha il tetto aperto e divertenti murales raffiguranti feste con pesci come invitati.

SERENDIPITY

225 East 60th Street, tel. 212.838.3531 – famoso per il film, posticino romantico per pasti veloci e dolci super.

PALM

837 2° Avenue, angolo 45esima – steakhouse, ottima carne, contorni.

SHAKE SHACK

dimenticatevi Burger King e Mc Donald’s quando mettete piede a New York! Shake Shack è la catena americana di fast food dove andare! Qui gli hamburger sono davvero strepitosi, a detta di molti sono i migliori di tutta New York.  La carne è squisita e di qualità, l’equilibrio con le salse e gli altri ingredienti è perfetto. Senza contare il prezzo, che è da fast-food, quindi hamburger a circa 5 dollari. Vi è facile capire quindi perchè negli Shake Shack di maggior passaggio c’è la fila fin fuori del locale. Non lasciatevi scoraggiare però, il servizio è veloce. La catena ha origini newyorkesi e il primo Shake Shack è stato aperto a Madison Square Park. Ne troverete molti in giro per tutta Manhattan e oltre. Consigliatissimo!

Indirizzo: tantissimi punti in tutta New York, tra cui Grand Central Terminal – Madison Square Park – 366 Columbus Ave – 691 8th Ave – 215 Murray St

DR. JECKYL & MR. HIDE CAFE’

57esima, girate all’angolo con la Sesta Avenue (Avenue of the Americas) – questo ristorante vale ben più di una veloce visita e vi consigliamo quindi di intrattenervi per cena. All’ingresso un singolare usciere vi farà accomodare in una spettrale sala d’attesa, dove all’improvviso comincerà ad abbassarsi il soffitto. Quando sembrerà che non avrete più scampo si aprirà la porta di accesso al ristorante. Al bancone del bar vi confonderete tra gli avventori veri e gli scheletri che sorseggiano birra, per cui accomodatevi ad un tavolo ed ordinate le buffalo wings (ali di pollo in salsa western) e godetevi il perfetto ambiente horror: i quadri alle pareti si animeranno, e dei bravi attori vi intratterranno per tutta la serata a base di spettacolini ed effetti speciali. Su tutti vi segnaliamo la spettacolare nascita di Frankenstein. Abbiamo voluto segnalarvi solo pochi ristoranti classici che troverete a midtown, perchè New York offre davvero un’ampia scelta per tutti i gusti e le esigenze, inoltre ogni zona ha una sua peculiarità culinaria. Se avete voglia di un hot dog, i migliori sono quelli venduti dall’ambulante di fronte al Madison Square Garden.

BUBBA GUMP

1501 Broadway – ovviamente dedicato a Forrest Gump, veramente carino e si mangia benissimo, soprattutto gamberi

MAGNOLIA BAKERY

all’angolo tra Bleecker Streeet e la 11th Street (ci sono altre due sedi a Manhattan ma questa è la più famosa), gli appassionati della fortunata serie Sex&TheCity non potranno mai dimenticare la puntata in cui Carrie per consolarsi del suo ritrovato status da single si confida con la amica Miranda a suon di cupcake ed effettivamente come può non tirare su il morale gustare uno dei muffin più buoni di Manhattan? Da Magnolia Bakery è possibile trovare una lunga fila di persone che arriva quasi al block successivo. In vetrina si ammirano delle torte affiancate da mazzi di fiori profumatissimi e una serie di muffin imperdibili: soffici, pannosi, delicati, come il mio preferito dalla pasta rosa ciclamino ricoperto di vaniglia. Un altro motivo per recarsi da Magnolia è la scatola in cui verrà chiuso il vostro dolce gioiello: un elegantissimo parallelepipedo colorato con la scritta “Magnolia Bakery New York City”. L’incontestabile eleganza della semplicità.

M&M World

1600 48Th & 49th Broadway – mega store di gadget, dedicato ai confetti al cioccolato più famosi del mondo.

MACELLERIA RESTAURANT

48 Gansevoort St. tel. 212.741.2555 – nel vecchio quartiere dei macelli, zona top ristorante italiano

BURGER JOIN

2175 Broadway, tel. 212.362.9238 – nella hall del Parker Meridien, piccolo ma super, casual, divertente self service con i più buoni hamburger di NYC (costa pochissimo, ma occhio alla fila … sempre pieno di americani)

Cosa fare la sera a New York

C’è solo l’imbarazzo della scelta!!!! Un musical, musica o spettacoli, basta semplicemente girarsi intorno. Scopri di più.

CAFE’ CARLYLE

Madison Avenue, tra 76th e 77th Avenue – locale per un dopocena ultra chic, dove si esibiscono musicisti e cantanti famosissimi, tra cui anche il virtuoso clarinettista Woody Allen. La prenotazione è obbligatoria: il costo per lo spettacolo ed un drink è di circa 45$ a testa.

BROADWAY

Times Square è una piazza formata solamente da due vie che si incrociano, nessun monumento se non quelli consacrati alla pubblicità, nessun angolo di verde, illuminata a giorno, di notte e di giorno, trafficatissima da macchine e da persone, piena di turisti e di newyorkesi…È il centro dell’immenso formicaio NYC, un fiume di luce scorre lungo le arterie che l’attraversano; qui un essere umano può soddisfare tutti i suoi bisogni primari. Oltre ad innumerevoli negozi e ristoranti, la piazza è servita da alberghi, mega negozi, studi televisivi e uffici, sedi di giornali (celebre la nuovissima sede del New York Times) e teatri. E’ il cuore di Broadway e prende il suo nome dal quotidiano New York Times, è l’ombelico del mondo, con la sua confusione surreale, con le immagini che rimbalzano da un megaschermo all’altro e con il flusso continuo di persone che ogni giorno affollano questi pochi metri quadrati per succhiare l’energia che si sprigiona da ogni angolo di strada. Broadway è la strada dei teatri, del famoso Actor’s Studio e delle speranze di tanti aspiranti attori, ma è soprattutto un posto dove l’irreale diventa tangibile, dove il sogno è realtà e dove la finzione diventa quotidianità. Lungo le strade niente di più facile è vedere lunghissime limousine all’interno delle quali siedono attori e rock star famose, oppure osservare gli abbigliamenti più stravaganti o vedere l’insieme di luci e di colori più sfavillante del mondo.

Planet Hollywood

1540 Broadway (situato tra la 45th e la Broadway a Times Square) – sicuramente conoscerete quelli italiani, dimenticateli, qui è davvero un’altra cosa. All’interno, che è visitabile anche senza mangiare, vi sono delle teche con gli abiti originali indossati dagli attori nei film americani.

MARS 2112

1633 Broadway (51st Street) – preparatevi ad un viaggio particolare, vi verrà data una carta d’imbarco per un volo New York-Pianeta Rosso, ed a bordo della navicella simulatore proverete delle emozioni uniche!!!!! Una volta a tavola potrete farvi servire da un cameriere vestito da marziano i cibi più prelibati di …….Marte!!! Il locale è una trasposizione di quella che gli ideatori di questo bizzarro ristorante immaginano essere una colonia terrestre su Marte in un futuro non molto lontano. All’ingresso vi verrà consegnata la carta di imbarco del vostro volo per il pianeta rosso. Poi verrete fatti accomodare in una sorta di navicella-simulatore, che vi porterà da New York a Marte in un viaggio non propriamente rilassante: combatterete contro navicelle aliene ed eviterete fasci di asteroidi, ma alla fine atterrerete incolumi e potrete gustarvi il meritato pasto. Mentre state mangiando (buonissimi i dolci) verrete informati di quanto succede sul pianeta attraverso vari bollettini di bordo, dagli oblò vedrete le astronavi partire e atterrare e verrete bombardati da una tempesta di meteoriti. Ma niente paura, si tratta di realtà virtuale.

ELLEN’S STARDUST DINNER

1650 Broadway – dove i camerieri (che sperano di lavorare nei teatri di Broadway) servono cantando e ballando nei vari momenti della serata!!

GREENWICH VILLAGE

Per i newyorkesi è familiarmente “The Village“, per gli studenti della New York University è il campus, per i turisti è una vera e propria mecca di negozi, ristoranti, locali notturni, bar e piacevoli stranezze. Nel suo groviglio di strade, che sfuggono alla linearità della soprastante Uptown, è facilissimo perdersi, ma ancora più facile desiderare di non essere più ritrovati. La vita qui comincia più tardi che nel resto della città. Prendete la Subway (linea arancione, B-D-F-Q, direzione Downtown) all’altezza di Broadway e la 34esima Street, verso le h 09.30 e scendete alla stazione di West 4th Street. Siete nel cuore del Village. Noterete subito la differenza: dal traffico caotico della città che ferve già da ore, vi ritroverete nella calma sovrana di una città che si sta svegliando. Il Greenwich Village è un altro mondo, con le sue leggi ed i suoi abitanti e gli studenti dell’università ne sono il vero cuore pulsante. Ecco qualche consiglio per vivere al meglio una giornata in quella che è, a tutti gli effetti, una “città nella città”.

Greenwich Village non sarebbe quell’affascinante miscuglio di piazze, di strade alberate e di casette antiche, se i suoi abitanti non si fossero opposti, nel 1817, all’ordinanza di abbattimento per dare unassetto più ordinato alla città, vinsero la battaglia ed il Village è rimasto com’era, mantenendo anche i nomi delle sue strade.

Da sempre considerato il quartiere degli artisti, mantiene fede alla sua fama, lungo le vie piccoli caffè che si affacciano sulla strada, negozietti stretti ed angusti dove si vendono oggetti di gran gusto, ristorantini accoglienti ed intimi, ma anche club dove si ascolta dell’ottimo jazz rigorosamente dal vivo e locali fumosi e rumorosi dove ci si incontra per socializzare o per scaricare la tensione accumulata durante la giornata. Di giorno vale la pena passeggiare tra le sue strade e fermarsi a guardare alcune curiosità, come per esempio la casa più stretta75 di Bedford Street, larga circa 3 metri, alta tre piani e dove ha abitato anche Cary Grant, o i fantasmi che molti giurano di aver visto al 7 di Leroy Street, dove si aleggia lo spirito di una cameriera, amante del padrone, uccisa dalla padrona, che si aggira nella casa come una furia rompendo piatti e bicchieri.

Curiosità: per gli appassionati di fumetti, Martin Mystère abita al 3 di Washington Mews.

Gli somiglia almeno un pò l’East Village, che però ha strade perfettamente ortogonali ed una pianta ben ordinata. Il fascino dell’East Village è ancora più forte, dovuto soprattutto ai suoi trascorsi di zona di confine, infatti il quartiere era residenza di famiglie molto ricche che però verso la seconda metà dell’800 scapparono via quando sbarcarono i primi emigranti, irlandesi, italiani, tedeschi e russi, che diventarono i padroni. Qui nel 1874 vi fu la prima manifestazione dei lavoratori contro lo sfruttamento, qui si insediarono i primi hippy ed ancora oggi la grande energia dei suoi abitanti non è ancora spenta. 

Di sera, quando gli uffici del Financial District si svuotano e le orde di turisti abbandonano la 5th Avenue, i riflettori della “città che non dorme mai” si spostano sul Village. Qui, dopo le 20.00, le strade si riempiono, il traffico si moltiplica, i negozi, che restano aperti fino all’alba, cominciano a riempirsi, la musica dei locali invade le strade e scandisce il ritmo della notte.  Quando l’ora di cena si avvicina, non c’è posto migliore del Village. Qui i ristoranti si toccano uno dopo l’altro senza soluzione di continuità e spesso, d’estate, quando i tavoli all’aperto affollano i marciapiedi, si riesce a stento a distinguere quali appartengano ad un ristorante e quali a quello attiguo. La massima concentrazione la trovate in Bleeker Street, McDougal Street e Hudson Street, sono in maggior parte ristoranti italiani e, a seguire, francesi, messicani e americani.

Se avete tempo, dopo la High Line potete visitare il Whitney Museum of American Art, con opere fisse di grandi artisti americani come Edward Hopper e Mark Rothko, nonché una serie di mostre temporanee a rotazione.

Dove mangiare e divertirsi

DAR-BAR

46 Street, tra Lexington avenue e 3a avenue – molto buono il buffet di 10 pietanze, dalle h 11.30/16.00, al prezzo fisso di circa 11$.

COWGIRL HALL OF FAME

519 Hudson Street – cucina ed un ambiente tipicamente americani. Il locale è caotico e ricorda un ranch texano, con i suoi tavoloni in legno ed i cimeli country appesi alle pareti. Si mangia a base di hamburger, bistecche, insalatone, uova e si bevono litri di birra e root beer (una bibita analcolica ricavata dalle radici degli alberi…agli americani piace…). La musica country ovviamente regna sovrana.

Cajun

129 8th Avenue 16th Street – ristorante con specialità creole, musica dal vivo.

KASHMIR E TANDOORI

East Village, 304 East 6th Street vicino alla 2nd Avenue, tel. 1/212/5298250 – ristorante indiano, molto accogliente, si mangia molto bene, economico e molto simpatico il proprietario.

Serafina

4th Street incrocio Lafayette – per chi non rinuncia al cibo italiano, ottima pizzeria/ristorante italiano, poco costoso e ben frequentato, il mercoledì attrici e top modelle

JAPONICA

University Place alla 12a street, due isolate a sud di Union Square – ristorante giapponese di alto livello. Ottima la tempura di gamberi e verdure fritte molto leggere, la teriyaki steak, il sashimi deluxe, il sushi

BLUE NOTE JAZZ

131 W. 3 th Street – uno dei locali più interessanti del Village: nomi famosi del jazz suonano ogni sera. Ci sono due spettacoli serali alle h 21.00 ed alle h 23.00, alla domenica i brunch è servito alle h 13.00 ed alle h 15.30.

CAFE’ SOCIALISTA

505 West St. – tel. 212.9294303 – nel West Village, uno dei locali più trendy

VILLAGE VANGUARD

178 7th Ave. tel. 212.255.4037 – una serata jazz a Greenwich Village

DOWNTOWN

E’ il cuore finanziario di Manhattan, ma è anche il luogo dove si respirano atmosfere diverse nei quartieri di Chinatown, Soho, Tribeca eLittle Italy

CHINATOWN

In molte città degli Stati Uniti esistono delle “chinatown”, ma quella di New York è probabilmente quella più grande. Il numero di orientale che vivono in questo zona è stimato tra i 75.000 ed i 150.000. Il quartiere è in continua espansione ed è avvolto da un’atmosfera orientale con pubblicità e cartelli con ideogrammi cinesi, telefoni pubblici decorati come piccole pagode ed “odori” intensi. Bastano pochi passi attraverso Canal Street e si entra nel quartiere cinese, delimitato a nord da Canal Street, a est da Allen Street, a sud da Worth Street e ad ovest da Broadway, 35 blocchi dove vivono 150.000 cinesi, file di negozietti con la mercanzia

appesa sulla strada, carretti che vendono pesce, verdure e video cassette contraffatte.  Camminando per le strade affollate si nota subito l’attività frenetica e caotica che lo caratterizza.  Famosa per il suo diamond district (lungo Canal St. e Bowery) Chinatown offre anche, con i suoi numerosi negozi e bancarelle, la possibilità di uno shopping decisamente economico, tra cui le riproduzioni di orologi famosi a 15 dollari. È qui che durante le prime settimane dell’anno si svolge la “Festa della Primavera”. Il quartiere, chiuso al traffico e invaso da migliaia di persone, diviene l’enorme palcoscenico di questa coloratissima festa che ha fatto anche da sfondo a films famosi quale “L’anno del Dragone”. Canal Street è la via principale dei commerci, un paradiso dello shopping per chi ama le imitazioni, che si trovano all’interno dei microscopici bugigattoli; per contrattare si usano gesti, nessuno sembra parlare inglese. Svoltando in Mott Street ecco comparire un luccichio di ideogrammi al neon, in vetrine di anatre appese, in suoni e musiche orientali. Quasi ogni negozio mostra in vetrina una bacinella d’acqua, che significa prosperità, e piccoli altari buddisti carichi di arance per richiamare abbondanza. Prima di lasciare Chinatown, dovete fermarvi al Sara Roosevelt Park, dove decine di anziani praticano l’antica arte marziale Tai Chi. Un consiglio: se siete consumatori di Ginseng, o di altri prodotti orientali, thè e tisane, conviene comprarli qui, pagherete un terzo del costo in Italia.

SOHO

Significa South of Houston Street, ed è il simbolo della New York di inizio millennio, delimitato a nord daHouston Street, a est da Lafayette Street, a ovest dalla Sixth Avenue ed a sud da Canal Street. Palazzi dalle incredibili facciate in ghisa (cast Iron), erano abbandonati ed il quartiere verso la meta degli anni ’60 risultava essere pronta alla demolizione, ma un gruppo di artisti decise di utilizzare i magazzini abbandonati come laboratorio per le proprie opere monumentali. Nel giro di un decennio il quartiere si animò, con gli artisti arrivarono le gallerie d’arte, con esse il pubblico e di conseguenza ristoranti e negozi. A Soho persiste un’atmosfera impregnata d’arte e di glamour, famosi i suoi loft, appartamenti nati da vecchie fabbriche e basati sul principio degli spazi aperti, presenti oltre 100 gallerie e la nuova sede del GUGGENHEIM MUSEUM di Soho dedicata ai lavori sperimentali ed all’avanguardia dell’arte digitale.

Girovagando per Soho, fermatevi al CRESTANELLO GRAN CAFFE’ ITALIANO – 475, Fifth Avenue, tra la 40th e la 41th Streets, di fronte all’ingresso Public Library (quello con i leoni) – caffè espresso, cappuccino e dolci della migliore tradizione italiana.

Un negozio che vende un pò di tutto, molto particolare: ANTHROPOLOGY

Other Music

15 East 4th Street tra Lafayette Street e Broadway – se cercate dischi in vinile

PUBLIC RESTAURANT

  210 Elizabeth Street, tel. 212.343.7011 – a Soho, alternative, american style, buono

BALTHAZAR

80 Spring St.  tel. 212.966.7402 – ottimo trendy, buona brasserie francese … per incontrare i Vips di Soho

BAR 89

89 Mercer St. tel. 212.274.0989 – moderno, famoso per i bagni trasparenti …  ottimi hamburger, localino divertente

TRIBECA

Sta per Triangle Below Canal, un triangolo delimitato a nord da Canal Street, a ovest dall’Hudson River, a est dallaBroadway e a sud da Barkley Street. Nato come clone di Soho, il quartiere non è mai decollato ed il suo fascino sta nel suo aspetto dimesso che, specie lungo il fiume Hudson, fa rivivere una New York dimenticata dal tempo. E’ divenuta la dimora di personaggi famosi che vogliono sfuggire al caos di New York, come Robert De Niro che qui ha stabilito la sede della sua casa di produzione ed ha aperto anche un ristorante, il TRIBECA GRILL – 375 Greenwich Street, angolo Franklin Street.

LITTLE ITALY

Che dal 1850, per oltre un secolo, si è estesa tra Canal Street e Houston, è oggi ridotta ad un’unica strada, Mulberry Street, che è divenuta una sorta di set cinematografico di un’Italia che non esiste più, i ristoranti presentano ricette italiane stravolte da interpretazioni americane, questo perchè gli italiani immigrati in America nei primi anni del ‘900, si sono perfettamente integrati ed hanno abbandonato ciò che gli aveva permesso di vivere all’inizio. E’comunque divertente sedersi in un caffè ed ascoltare le persone che si esprimono in dialetto calabrese e siciliano senza capire una parola di italiano.

Un consiglio: entrate in una salumeria, fatevi preparare un panino con i prodotti italiani e scappate a mangiarlo al City Hall Park, un’area verde molto graziosa, si raccomanda di comprare dei semini per i numerosi scoiattoli che vi abitano e che vi avvicineranno per mangiare.

KATZ DELI

205 E Houston St. tel. 212.254.2246 – il più vecchio delicatessen (1880) di NYC, ottimi panini, atmosfera verace

BATTERY PARK

Ilparco sulla punta meridionale di Manhattan, all’ombra dei più grandi grattacieli di New York, e di fronte al braccio di mare che separa la città dall’isola dove sorge la Statua della Libertà, è così chiamato a causa delle batterie di cannoni, erano 28, un tempo piazzate a difesa del fortino costruito nel 1812 e chiamato Castle Clinton. E’ uno dei punti più panoramici per osservare la confluenza dell’Hudson con l’East River.  Nel parco, che si prolunga lungo le rive dell’Hudson nel Battery Park City formato con il materiale di risulta degli scavi del World Trade Center e del World Financial Center, si incontrano numerose statue, che ricordano momenti della storia newyorkese: quella dedicata a Giovanni da Verrazzano, scopritore della baia di New York; un gruppo bronzeo dinanzi a Castle Clinton che rende omaggio agli immigrati di tutte le nazioni; l’East Coast Memorial in onore di tutte le guardie costiere morte durante la II Guerra Mondiale.  Dalla zona di Battery Park partono ed arrivano i traghetti per Ellis Island e la Statua della Libertà, nonchè le imbarcazioni che fanno il giro intorno a Manhattan, vi consigliamo di andarci piuttosto presto la mattina, per evitare code all’imbarco ed anche perchè l’escursione è piuttosto lunga. Consiglio: daBattery Park spostatevi a Brooklyn, (con i pullman o con un taxi), da dove attraverserete il Ponte di Brooklyn, che vi ricondurrà a Downtown, dove proseguirete la vostra passeggiata aSEAPORT.

Highline Meatpacking District: sulla Highline, i binari della vecchia metropolitan sopraelevata convertiti di recente in giardini pensili e in polmone verde dove si può passeggiare. Si consiglia di completare la visita nel quartiere di SoHo (South of Houston) considerato tra i più cool e alternativi di New York. Una sosta al ristorante potrebbe essere nell’italiano Pepe Rosso in Sullivan Street.

LOWER MANHATTAN

Financial District e Wall Street: ubicata nella parte sud dell’isola di Manhattan, tra l’East River e l’inizio di Broadway, Wall Street, affollatissima durante la settimana lavorativa, ma quasi deserta di sera, nei week-end e nei giorni festivi, è universalmente considerata il centro dell’alta finanza americana e mondiale, oltre che il simbolo della potenza economica statunitense. La strada ha preso il suo nome (wall, muro) da una palizzata fatta erigere dal governatore olandese per proteggere l’insediamento di New Amsterdam dagli assalti dei pellerossa; questa precaria recinzione venne in seguito sostituita dagli inglesi con un vero e proprio muro difensivo.

New York Stock Exchange

La borsa più influente del mondo, il New York Stock Exchange, che qui chiamano NYSE, è visitabile dal lunedì al venerdì dalle h 09.15/h 16.00, con la sua facciata in stile neocorinzio; alla sua destra la statua di George Washington posta davanti al Federal Hall National Memorial, un tempo dogana, poi tesoreria federale ed oggi museo di sè stesso. Alle spalle del NYSE, il grattacielo della Chase Manhattan Bank, 243 metri, una città di 15.000 persone che vive dalle ore 09.00/17.00. Fino all’11 settembre 2001, tra Wall Street e la Broadway, s’innalzavano le Twin Towers delWorld Trade Center, ora all’ingresso persistono ancora fiori, biglietti, bandiere, messaggi ed al suo posto sorge il MEMORIAL 9/11,una vasta area urbana di Lower Manhattan che occupa 8 dei 16 acri dell’ex complesso del World Trade Center. Il memoriale è stato costruito per ricordare ed onorare le migliaia di vittime innocenti tra uomini, donne e bambini che furono uccise dai terroristi nel corso degli orribili attentati che colpirono le Torri Gemelle l’11 Settembre del 2001. Il fulcro è rappresentato da due enormi piscine artificiali a pianta quadrata, le Reflecting Pools, ricavate da quelle che una volta erano le fondamenta delle Twin Towers, ed attorno alle quali sono stati piantati oltre 400 alberi di quercia che rendono questa enorme piazza una delle più ecologiche mai costruite al mondo.

CENTURY 21 – davanti a GROUND ZERO – grande magazzino non bello ma grandi marche super scontate

PONTE DI BROOKLYN

È un capolavoro dell’architettura, per eleganza e stabilità, costruito tra il 1867 ed il 1883, sospeso ad un’altezza di 40 metri dall’East River, il Brooklyn Bridge, che collega Brooklyn conLower Manhattan, è lungo quasi 488 metri e largo 26.

A fianco della sede stradale è collocata una passerella pedonale (per percorrerlo a piedi occorrono circa 20 minuti) con punti di osservazione da cui è possibile ammirare il panorama. Sostenuto da un’unica campata retta da due piloni di granito con doppie arcate, il ponte è dotato di un sistema di cavi d’acciaio, di cui 4 portanti, e di tiranti.

SOUTH STREET SEAPORT

Questa zona era, durante il 1800, un porto molto trafficato e lo è stato fino a quando i velieri non sono stati abbandonati come mezzo di trasporto. Poi ha subito un forte degrado. Nel 1983 è stata completamente restaurata ed ora il suo aspetto è quello originale del XIX secolo. Fulton St. è la via principale di questa area e prende il nome da Robert Fulton che nel 1814 inaugurò un servizio di traghetti da questo punto di Manhattan a. Robert Fulton è stato il progettista della prima nave a vapore.  Attualmente questa via, nel tratto compreso tra Water St. e l’East River, è un’isola pedonale costituita da alcuni negozi, un food-market, un museo (South Street Seaport Museum) ed un centro commerciale (Pier 17) che si può raggiungere proseguendo verso l’East Side fino all’East River.

Il centro si sviluppa su tre piani ed è costruito sulle fondamenta di uno dei tanti moli di New York (Pier 17 per l’appunto). All’interno negozi di abbigliamento come The Gap o Banana Repubblic, di articoli sportivi come Foot Locker e Champs, un rivenditore Swatch ufficiale ed altri ancora.  Ideale dopo la visita alla Statua della Libertà, per uno spuntino, economico e soprattutto multietnico, all’ultimo piano la zona ristoro, molto affollata durante l’ora di pranzo, quando moltissimi impiegati della vicina zona finanziaria vanno a consumare il loro lunch e con tanti tipi di cucina (pasta, pizza, cinese, insalate, hamburger, bistecche, ecc.) che si possono gustare comodamente seduti all’interno del centro o fuori sulla terrazza, godendosi una splendida vista sui famosi Manhattan Bridge e Brooklyn Bridge. Da questo molo partono anche dei battelli che compiono un tour di circa tre ore nella baia, durante il quale è possibile ascoltare musica dal vivo. È consigliabile fare questo tour al tramonto, quando il cielo spesso si colora di un rosso intenso.

UPTOWN

Comprende Central Park, la zona dei musei ed Harlem.

CENTRAL PARK

E’ il polmone verde di New York, lungo più di 4 km e largo 800 metri per un totale di 337 ettari. Una volta al suo interno si perde piano piano la percezione della metropoli: i grattacieli emergono solo qua e là dalle fronde degli alberi, gli scoiattoli ti passano davanti ai piedi e si ha quasi l’impressione di essere in un ambiente naturale dove ossigenare i polmoni e liberare la mente. Per girare il parco bisogna avere almeno un paio d’ore, entrando dalla Fifth Avenue tra la 66th e la 67th Streets, si scende lungo una stradina asfaltata con le ringhiere in metallo, al primo incrocio di stradine si risale fino al monumento in bronzo dell’eroico cane Balto, che nel 1925, alla testa di un branco di huskies, trasporto per oltre 1000 km, fino all’isolata città di Nome in Alaska, il vaccino antidifterite, salvando la vita ad un migliaio di persone; senza andare oltre il monumento si scende per pochi metri andando verso sinistra, per poi salire alcuni gradini a destra e percorrere una stradina che conduce ad un attraversamento pedonale oltre il quale si imbocca la stradina per The Dairy, uno dei 4 visitor centre, dove potrete avere tutte le informazioni e le piantine del parco.

PUNTI DA VISITARE

all’altezza della traversa della 79th – è un complesso di edifici e terrazze, riproduzione di un castello medievale, costruito in cima a Vista rock, da cui si gode un bellissimo panorama del parco e della città circostante di cui spuntano gli edifici.  Vicino al castello si trova il Belvedere Lake sulle cui rive in primavera fioriscono i Ciliegi. Attualmente all’interno del Belvedere è ospitato la stazione meteorologica “New York Meteorological Observatory”, ed è anche la sede per l’istruzione degli Urban Park Rangers. Apertura: Marzo – Novembre dalle 11.00/17.00 dal martedì alla domenica.

Belvedere Castel

Novembre – Marzo dalle 11.00 alle 16.00 dal martedì alla domenica.

The Mall

il lungo viale alberato costellato di panchine e statue di personaggi famosi.

Bethesda Terrace

si affaccia sul lago e sulla zona boscosa del Ramble che le sta di fronte, è il cuore architettonico di Central Park. Dal livello superiore si può scendere nell’Arcade, al cui centro si trova la famosa fontana con la scultura in bronzo dell’Angelo delle Acque, sicuramente il monumento più fotografato del parco.

Il Lago che occupa una superfice di circa 8 ettari è lo specchio d’acqua più accessibile di tutto Central Park, milioni di persone giungono qui ogni anno per riposarsi sulle sue sponde, remare nelle acque calme, o anche solo per viverne l’atmosfera.

Bow Bridge

– è un delizioso ponticello in ghisa (dei sette presenti in Central Park) che collega il Rambìe con Cherry Hill: venne completato nel 1862 su progetto di Calvert Vaux e Jacob Wrey Mould. Le sue balaustre lunghe 43 metri sono riccamente decorate a fiori, foghe e spirali.

Il centro del ponte è un eccellente punto panoramico, con vista sul parco e sugli edifici che lo costeggiano.

Strawbeny Fields

è un “giardino internazionale della pace”, con 161 specie vegetali, provenienti da ciascun Paese del mondo. Il restauro di quest’ area, a forma di lacrima, fu un omaggio di Yoko Ono aJohn Lennon (abitavano nel Dakota Building che guarda proprio in questo punto del parco). Il cantante è ricordato anche da un mosaico in bianco e nero, dono della città di Napoli, che si apre sull’asfalto della stradina, con al centro la parola Imagine, la più famosa canzone di Lennon.

LE ATTRATTIVE

Wildlife Center and Zoo:

è una delle più popolari attrazioni di New York a pochi passi dalla Fifth Avenue, all’altezza della 64th Street. Ospita 450 animali, appartenenti a più di 100 specie, divisi in tre zone climatiche, da quelli della foresta tropicale (tucani, piranha, scimmie), a quelli dei climi più freddi (leoni marini, orsi polari e pinguini).

The Conservatory Garden:

è uno dei gioielli del parco e l’unico giardino “formale”, situato sulla Fifth Avenue all’altezza della 105th Street. E’ diviso in tre settori caratterizzati da migliaia di arbusti e fiori (solo i tulipani sono 20.000) tra fontane e statue.

E’ aperto dalle h 08.00 fino al tramonto.

Belvedere Castle:

si eleva alla sommità della Vista Rock a nord della 79th Street Transverse, e da lassù si gode una splendida vista sul parco. La costruzione è un misto di stili.

POLO RALPH LAUREN

– 650 Madison, tel. 212.715.0146 – proprio all’inizio di Central Park

ZONA DEI MUSEI

Guggenheim Museu

– 1071 5th Avenue, giovedì chiuso – la visita non può prescindere dalla sua struttura, una delle più note architetture del ‘900: un bianco cono rovesciato che si innesta in una serie di parallelepipedi e cilindri. All’interno sono esposte opere impressioniste: Cezanne, cubiste: Picasso, astrattiste: Kandinskij; sono presenti anche gli artisti della pop art come Andy Warhol.

The Museum of Modern Art (MoMA)

11 West 53 Street, mercoledì chiuso – all’interno oltre 100.000 opere tra pittura, sculture, disegni e fotografie a cui vanno aggiunte film e 80.000 libri. Le collezioni sono disposte su quattro piani: le opere sono esposte con  criterio rotativo e quindi non si può tracciare una mappa della loro collocazione. Tra gli artisti esposti; Paul Klee, Piet Mondrian, Salvator Dalì, Renè Magritte. La peculiarità dei musei newyorkesi è che di sera si trasformano in sale da concerto, teatro ed ospitano anche conferenze e ricevimenti, ciò la dice lunga sul modo di vivere degli americani, tutto può essere utilizzato per tutto e per tutti.

Metropolitan Meseum of Arts:

è davvero meraviglioso visitarlo anche per i non addetti ai lavori, anche soltanto per la sua vastità (in completa adesione al concetto di spazio in america) e quantità di oggetti d’arte di ogni cultura e di ogni specie.

HARLEM

Fino a qualche anno fa, questo quartiere era considerato il ghetto dei neri al pari del Bronx, l’ingresso ai bianchi era vietato, gli edifici fatiscenti ed il tenore di vita molto basso, da ciò ne conseguiva delinquenza e droga.

Harlem sta ora affrontando la sua rinascita, grazie soprattutto al volere dei residenti che riacquistato il loro orgoglio di afro-americani hanno riaperto il quartiere, riordinandolo e restituendogli l’antico splendore di centro culturale grazie ai suoi famosi teatri, tra cui l’Apollo (nella foto), ed ai suoi club, indimenticabile il Cotton Club che fu il trampolino di lancio dei più grandi nomi del jazz, da Duke Ellington a Count Basie a Cab Calloway.

E’ consigliabile andare ad Harlem il mercoledì o la domenica, poichè in questi giorni è possibile assistere ai gospel, i cori con cui la gente di colore accompagna le funzioni in chiesa, i fedeli fanno cortesemente posto ai turisti sui banchi di legno, e consentono di seguire le preghiere, la lettura della Bibbia e soprattutto il canto, uno spettacolo di profonda suggestione che la nuova Harlem offre volentieri a chi viene da lontano per conoscere ed amare la “capitale nera d’America”.

Questa escursione può essere effettuata con un tour organizzato prenotabile tramite il nostro corrispondente il cui costo si aggira intorno ai $40 a persona, ma noi vi consigliamo di effettuarla da soli, oltretutto il costo dell’ingresso per ascoltare i gospel è di circa $1 a persona, sono tante le chiese del quartiere in cui ciò è possibile, tra queste l’Abyssinian Baptist Church, 132 West 138th Street.

Anche Harlem ha il suo punto di osservazione: la Riverside Church, è il campanile della chiesa, con i suoi 120 metri ad essere il punto di osservazione privilegiato, per la zona nord di New York. La chiesa costruita tra il 1927 ed il 1930, possiede una bellissima torre in stile gotico che ospita ben 74 campane, per questo motivo il campanile è da sempre considerato uno dei più importanti al mondo. Il cuore di Harlem è la125th Street, affollata, piena di vita, di monumenti (il teatro Apollo), negozi e ristorantini, e rende pienamente l’idea del grande cambiamento che è avvenuto.

DOVE MANGIARE

SYLVIA’S SOUL

328 Lenox Avenue tra 126th e 127th Streets – uno dei più famosi di Harlem, propone soul food del Sud degli USA, dolci e musica dal vivo, aperto per colazione, pranzo e cena.

Se volete mangiare in modo particolarissimo e spendendo veramente pochissimo, potrete andare, nei pressi dell’Apollo, di fronte ad un piccolo parco, in una grossissima pescheria, nella quale sceglierete il vostro pesce congelato che vi sarà cucinato (soprattutto fritto) in pochissimi minuti.

L’ALTRA META’ DELLA MELA

Nel 1898, per organizzare una popolazione in rapida crescita che si espandeva ben oltre i confini di Manhattan, fu creata la Grande New York, un’entità urbanistico-amministrativa che governa oggi poco meno di 8 milioni di persone ed è suddivisa in 5 borough o contee. Le principali per peso sociale, economico e culturale sono Manhattan e Brooklyn, le altre, Queens, Bronx e Staten Island sono zone poco battute dal turismo, ma sicuramente in grande espansione.

BRONX

è il quartiere settentrionale della città, l’unico che si trova sulla terraferma, verso il 1960 iniziò ha subire un forte degrado a causa anche di una speculazione edilizia. Attualmente ci sono dei luoghi decisamente pericolosi come il South Bronx, dove vive una popolazione di bassa condizione sociale, assai numerosa, con molti immigrati latinoamericani. Il Bronx offre molte attrazioni, dai parchi naturali ai quartieri residenziali alberati, dalle deliziose mete culinarie alle accoglienti comunità in riva al fiume. Lo straordinario Zoo del Bronx è il più vasto zoo metropolitano degli Stati Uniti, ospita 6.000 animali, la maggior parte dei quali vivono all’aria aperta, in ambienti strutturati come parchi.  Il favoloso giardino botanico, New York Botanical Garden, si estende per più di 100 ettari e possiede fra le sue meraviglie floreali 230 varietà di rose e 16 ettari di foresta. La deliziosa Wave Hill offre non solo fantastici panorami del fiume Hudson e 11 ettari di boschi, giardini e serre, ma anche una villa del 1843 in cui abitarono Mark Twain, Theodore Roosevelt e Arturo Toscanini. C’è una Little Italy, chiamata Belmont, la cui strada principale è Arthur Avenue; vari luoghi di importanza storica, come l’Edgar Allan Poe Cottage; City Island, che ricorda un villaggio di pescatori del New England; il Bronx Museum of the Arts; famosi campi da golf; e lo Stadio degli Yankees, che è possibile anche visitare.

STATEN ISLAND

èun quartiere ancora molto verde, zona residenziale della classe medio-alta, con belle case circondate da giardini e con belle spiagge. Si trova a sud di Brooklyn cui è collegato con il ponte Da Verrazzano, uno dei ponti sospesi più lunghi del mondo. Staten Island ha il minor numero di abitanti rispetto agli altri distretti di New York (nonostante sia due volte e mezza Manhattan). Il distretto è ricco di storia, attrazioni culturali e bellezze naturali. Già arrivarci è un divertimento in sé, a bordo del traghetto di Staten Island. La corsa gratuita della durata di 20 minuti trasporta quotidianamente i passeggeri da e per Lower Manhattan, offrendo vedute aperte del porto di New York e della Statua della Libertà. A Staten Island c’è l’Historic Richmond Town, un villaggio storico ricostruito nei minimi dettagli e simile a Colonial Williamsburg; Fort Wadsworth è una delle più antiche installazioni militari del paese; in una posizione spettacolare in cima ad una collina sorge il Jacques Marchais Museum of Tibetan Art, il museo d’arte tibetana; ed un autentico Chinese Scholar’s Garden (“giardino del dotto cinese”) al Giardino Botanico di Staten Island. Il giardino è parte del quartiere storico nazionale d’architettura americana, lo Snug Harbor Cultural Center, che in 33 ettari di estensione ospita 28 edifici storici, un museo per bambini e un museo marittimo.  Staten Island ha anche uno zoo, un magnifico stadio del baseball per gli Staten Island Yankees (“farm team” dei New York Yankees) e chilometri e chilometri di parchi e spiagge, inclusa la Greenbelt (una riserva naturale costituita da 1.130 ettari di terreno boscoso e paludi, che racchiude una zona protetta per gli uccelli) e la famosa spiaggia di New York, la South Beach (con una passeggiata di più di due chilometri, la quarta più lunga al mondo).

QUEENS:

è l’enorme quartiere che si stende sulla Jamaica Bay, a est di Manhattan; è residenziale, esistono ancora discrete aree verdi e dove si trovano i due aeroporti di New York: il Kennedy e il La Guardia che serve soprattutto il corto raggio. Il suo centro nevralgico è il Flushing Meadows-Corona Park, per dimensioni secondo solo a Central Park, al suo interno ilQueens Museum, nel quale vi è un gigantesco plastico di New York, un museo della scienza, lo Shea Stadium, casa della squadra di baseball dei Mets.

Un viaggio attraverso Queens è come un giro intorno al mondo. Dalle sue differenti enclavi si possono realmente sperimentare altre culture. Ad Astoria le taverne greche competono con i ristoranti di Atene. Sulle strade di Jackson Heights non si possono non notare i colorati sari indiani o le sonorità spagnole. Se passate per Flushing, troverete una fusione di sapori asiatici.

BROOKLYN

potete attraversare i 1.833 metri del Ponte di Brooklyn per godervi un meraviglioso panorama della città, e poi incamminarvi lungo la passeggiata diBrooklyn Heights ed esplorare graziosi quartieri storici.  Prospect Park misura 212 ettari, e accanto ci sono il Brooklyn Botanical Garden e il Brooklyn Museum. C’è da divertirsi per i bambini di tutte le età al museo e all’acquario, il Brooklyn Children’s Museum e il New York Aquarium.  Coney Island è un luna-park che si affaccia sulla spiaggia, con il Cyclone – le montagne russe di legno, giochi da fiera, e uno stadio dove gioca la “farm-team” dei Mets, i Brooklyn Cyclones. Per una buonissima birra artigianale, pizza e panini di buona qualità, oltre ad una location veramente carina: Circa Brewing Co – 141 Lawrence St, tra Willoughby St and Fulton St.

Brighton Beach è soprannominata “Piccola Odessa” per la sua vasta popolazione russa, e Sheepshead Bay è il centro di pesca ricreativa della città. Bay Ridge è dove le promesse spose vanno a caccia dell’abito perfetto, da Kleinfeld. Williamsburg e D.U.M.B.O. (Down Under the Manhattan Bridge Overpass, sotto il ponte di Manhattan) ci sono quartieri molto hip dove vivono gli artisti, e Green-Wood Cemetery, il cimitero di Sunset Park, che si estende per 193 ettari, offre un panorama spettacolare del porto, quattro laghi, ed è inoltre il luogo in cui sono sepolti Leonard Bernstein e Samuel Morse. Fra le meraviglie gastronomiche ci sono THE RIVER CAFE’  e TORRES CHOCOLATE.

Brividi, sorrisi e……….. storie di diavoli

Martin Mystère, il Detective dell’impossibile del mensile a fumetti pubblicato da Sergio Bonelli Editore, vi racconta tutti i “misteri” e gli aneddoti più curiosi che riguardano New York.

La Grande Mela: perché?

Da dove ha origine il curioso soprannome con cui è stata battezzata Manhattan? Incredibile ma vero, nessuno lo sa. L’appellativo è stato lanciato negli anni ’60 in un’azione di public-relations (la stessa che diffuse anche il marchiettoI love New York con un cuoricino al posto della parola love), ma era già noto prima di allora: la sua prima menzione scritta risale agli anni ’20, quando un quotidiano della Louisiana definì The Big Apple il cinodromo newyorkese.

Nessuno però ha mai scoperto la ragione di quel nomignolo.

Le case stregate

I fantasmi non sono un’esclusiva del Vecchio Continente: la modernissima New York vanta un invidiabile campionario di spettri e case stregate, come laJumel Mansion, i sinistri Dakota Apartments o la Old Merchant’s House della Bowery, in cui i caminetti si accendono da soli ed emettono un’inquietante luminosità. L’attrice June Havoc, che negli anni quaranta abitava al 428 della 44th Street, lamentava frequenti visite di un fantasma, che, oltretutto, “non la degnava di uno sguardo”; sempre dal mondo dello spettacolo provengono i molti spettri di attori e produttori che frequentano Broadway; uno di essi, di stanza al Papp, Theatre, si presenta recitando poesie. Presso la residenza di Edgar Allan Poe compare il fantasma di un pompiere; al 12 di Gay Street si ode il ticchettio della gamba di legno di Peter Stuyvesant, sindaco della città quando ancora, nel XVII secolo, si chiamava Nuova Amsterdam.

Molti spettri popolano la valle dell’Hudson, il fiume che prese nome dal capitano inglese scopritore di Manhattan: c’è quello del “Vescovo pazzo”, così battezzato perché uccise cinque giovani donne; nell’Octagon House, un palazzo ottagonale fatto costruire da un sedicente sensitivo che campava leggendo le bozze frontali dei clienti anziché la loro mano, appare lo spirito di una donna annegata, mentre nella casa di un certo dottor Bernard, che in vita amava gli elefanti, appaiono gli ingombranti fantasmi dei pachidermi.

Capitano di… sventura

Lo stesso capitano Hudson è protagonista di una storia di fantasmi. Era giunto nella baia che porta il suo nome a bordo della nave Halve Maen della Dutch East India Company nel 1609, e si era subito scontrato con gli abitanti dell’isola di Manhatta (i pellerossa Manhates), i quali erano penetrati a bordo della sua nave e “avevano rubato un cuscino e due camicie”. Dopo aver preso possesso del territorio a nome dell’Olanda, continuò le sue peregrinazioni, finché fu abbandonato in mare a seguito di un ammutinamento. Ritornò, almeno in veste di fantasma: Rip Van Winkle, protagonista dell’omonimo racconto di Washington Irving (1819), si avventurò in un bosco che i pellerossa dicevano abitato da creature ultraterrene e in effetti, esse gli apparvero con l’aspetto di Henry Hudson e del suo equipaggio. Caduto in un sonno profondo, Rip si svegliò in quella che lui riteneva la mattina seguente, per poi scoprire invece che erano trascorsi addirittura vent’anni.

La creatura maledetta

Non proprio a New York, ma nel vicino New Jersey, si scatenò all’inizio del secolo scorso una misteriosa creatura battezzata popolarmente Leeds Devil o Jersey Devil. “Mamma” Leeds era una donna madre di undici figli che viveva a Pine Barrens, quando si accorse di essere di nuovo incinta maledì la creatura che aveva in grembo sostenendo che doveva trattarsi del diavolo. E, in effetti, “Mother” Leeds partorì un essere orribile, con il muso equino, le ali da pipistrello e il corpo di un rettile.

La “Cosa maledetta” fuggì nei boschi, e non se ne sentì più parlare per 150 anni, finché, nel 1909, un poliziotto fu assalito da un essere con quelle caratteristiche presso il fiume Delaware, in Pennsylvania. Si scatenò una caccia che coinvolse tre Stati; poi la “Cosa” fu localizzata a Morrisvilie, circondata dalla folla e costretta a rifugiarsi in un granaio che venne prontamente chiuso, ma quando un gruppo di cittadini vi penetrò per catturare il Diavolo del Jersey, questi era inspiegabilmente scomparso, e pronto – come i protagonisti dei migliori film dell’orrore –  a ritornare in un sequel al momento opportuno.

Un’isola da ribaltare

Nel 1824 New York fu teatro di incredibili truffe. Una falda di argilla sotto la parte sud di Manhattan aveva creato piccoli e non preoccupanti cedimenti del terreno dalle parti di Wall Street; un certo Lozier e un certo “Uncle” John De Vor, rispettivamente ex carpentiere ed ex macellaio, decisero di approfittare del fatto. Falsificando un’ordinanza del sindaco Stephen Allen, riuscirono a far credere a un vasto gruppo di ingenui che l’unico modo di salvare Manhattan consisteva nel segare in due l’isola a circa due terzi della sua lunghezza, quindi nel ribaltare la parte tagliata portando, cioè, la punta sud a nord e la zona del taglio a sud con l’aiuto di grandi remi. Lozier & De Vor lucrarono sulla vicenda lasciandosi corrompere per assegnare gli appalti dei lavori di quanto necessario alla titanica impresa: seghe, remi e scalmi giganteschi e persino otto chilometri di taffettà rosso e blu per tappezzare il grande palco delle autorità che avrebbero dovuto intervenire alla cerimonia di avvio dell’opera.

L’ARTE A NEW YORK

L’Arte a New York è ovunque, potete tastarla con mano in alcuni prestigiosi antiquari, in qualche negozietto di oggetti usati, vederla nello stile di chi a New York ci vive, osservarla con sguardo incredulo e stupito nei suoi musei e nelle sue splendide gallerie. In breve tempo vi renderete conto da soli che tutto non vi viene detto per un esercizio di retorica ma che tutta la città non è altro che un enorme contenitore di artisti e opere d’arte.

Basterà passeggiare per le strade della città, scendere nelle affollate stazioni della metropolitana o fermarvi ad osservare la gente dal dehor di un caffè, per sentire il feeling. Scoprite l’Arte dove meno vi aspettavate di trovarla, osservate i tombini, gli spazi nascosti, le persone, noterete un tocco magico ovunque. Qui come in pochi altri posti al mondo, l’Arte è realmentepresente nella vita di tutti i giorni ed è, nelle sue molteplici interpretazioni possibili, un bene di tutti e per tutti, compresa nell’audacia di un graffito o nell’ironia di una scultura. Questa è New York City, lasciatevi trasportare dalla vostra curiosità e non ne rimarrete delusi.

GRANDI MUSEI

Grandi come città, alcuni richiederebbero settimane per poter essere visitati nella loro integrità, racchiudono storie millenarie e milioni e milioni di oggetti, dipinti, sculture e pezzi d’arte senza prezzo.

Volendo restringere il campo (per i turisti frettolosi) riteniamo assolutamente da non perdere il METROPOLITAN, il MoMa ed il GUGGENHEIM MUSEUM.

Questi tre musei si completano ed integrano alla perfezione, consentendo una conoscenza senza eguali dell’intero corso dell’arte dalla metà dell’800 in avanti. La carenza di uno viene sopperita dall’altro, creando un gioco di corrispondenze che quasi obbliga a visitarli tutti. Questi grandi contenitori d’arte sono attrezzati secondo ilperfetto stile newyorkese, facendo sentire a proprio agio il visitatore: tour guidati, percorsi tematici, grande attenzione dello staff, guide e piantine gratuite, audio tour in lingua. A disposizione anche bar, ristoranti (alcuni tematici) e punti ricreativi dove rilassare la mente ed il corpo.Preparatevi per un tuffo indietro nel tempo ed una viaggio virtuale attraverso tutti i continenti e le arti della storia umana.Prima ancora di una buona cultura personale, per affrontare il viaggio nei grandi musei, armatevi di scarpe comode, vestiti leggeri d’inverno, di una felpa d’estate; d’estate impera l’aria condizionata e d’inverno il riscaldamento. È molto importante dedicare del tempo alle vostre visite e non correre per visitare più musei per volta. Riservate alcune ore alla visita approfondita di ogni museo, evitando di effettuare visite troppo frettolose e superficiali.

METROPOLITAN MUSEUM OF ART

1000 Fifth Avenue e 82nd Street, Upper East Side (subway 4, 5, 6, fino 86th Street) – più semplicemente MET, è il più grande museo d’America; solo il Louvre, il British Museum e l’Ermitage di San Pietroburgo gli sono davanti nella classifica mondiale. Tutto iniziò a Parigi, un piccolo gruppo di ricchi americani ebbe l’idea di creare un museo che potesse competere con i grandi musei europei. Grazie a sovvenzioni filantropiche vennero acquistate opere da collezionisti e, nel 1870 nacque il Metropolitan Museum of Art. 10 anni dopo si installò nell’elegante quartiere dell’Upper East Side ospitato all’interno di un magnifico edifico neoclassico dell’inizio del XX secolo.

Il museo appartiene alla città di NY, mentre le collezioni appartengono al museo, finanziato per il 75% da fondi privati. La collezione nel complesso ospita circa due milioni di pezzi d’arte e abbraccia le culture di America, Europa, Africa, Estremo Oriente e Mondo Arabo.

Il MET oltre ad essere il museo più grande del Nord America, è un vero e proprio simbolo e punto di aggregazione. Richiama ogni anno cinque milioni di persone che affollano le scalinate che portano all’ingresso principale. Un brulicare di persone, turisti, giovani, bambini, stranieri e new yorkesi che danno vita ad una nuova concezione di museo.

Il MET oltre ad avere un fitto programma di incontri e meeting su vari temi, venerdì e sabato sera rimane aperto fino a tardi, per cocktail e serate. Dalle h 17.00 alle h 20.00 nella Great Hall Balcony potete sorseggiare qualcosa godendovi un concerto di musica classica dal vivo. A disposizione dei visitatori anche un ristorante, aperto fino alle 10pm; l’ambiente è decisamente elegante e le cene sono accompagnate da un morbido suono di pianoforte. Non accontentavi di una visita affrettata, consigliamo di pianificare attentamente i vostri spostamenti. Se preferite affidatevi ai volounteers che vi guideranno nell’immensità del museo. Le visite guidate hanno luogo tutti i giorni dalle h 10.15/16.00 e venerdì e sabato sera alle 19.30; durano da 45min a un ora. Alcune visite sono tematiche e riguardano una precisa galleria altre (Highlights of the Museum), presentano una campionatura di opere e permettono di imparare molte cose sulle sale poco visitate. Se preferite fare da soli sappiate che esiste una sola entrata, una volta dentro vi troverete nella Grande Hall; da qui partono tutti i tour e potrete ricevere informazioni dettagliate. Di fronte a voi, la parte del museo più visitata e considerata l’attrattiva principale da molti visitatori: la Galleria dei dipinti europei.

All’Arte Moderna è dedicata la sala dietro la Galleria Rockfeller, che si sviluppa su due piani.

Il primo piano inizia con un’esposizione di dipinti recentemente acquisiti, prosegue con una raccolta d’arte Americana ed Europea che spazia dal 1905 al 1940 (Charles Demuth, De Chirico, Klee, Modigliani, Braque e Klimt.

Sempre al primo piano si incontra la sala completamente dedicata alle opere del grande Picasso. Proseguendo al secondo piano si incontrano le pitture Europee ed Americane dal 1945 ai giorni nostri, in questa sala trovano giusto riconoscimento gli Espressionisti e gli artisti Pop della storia. Nell’ ampio spazio espositivo lo sguardo corre tra le opere più significative dell’Arte Moderna: Last self Portrait del 1986 di Andy Warhol, Spectrum V di Ellswoth Kelly, John Ford on his Deathbed di R.B. Kitaj per citarne alcuni.

GUGGENHEIM MUSEUM

1071 Fifth Ave e 89th Street, Upper East Side (subway 4, 5, 6 fino 86th Street) –  è uno dei più importanti musei di arte europea del mondo.  Venne creato per contenere la collezione di Solomon Guggenheim, ricco collezionista e magnate dell’industria del rame. Inizialmente la collezione era ospitata in un vecchio salone di automobili sulla East 54th Street ma la si andava ingrandendo sempre di più e urgeva un luogo degno di contenere tutti quei capolavori.  Alla base della collezione vi erano le nuove forme artistiche emerse dal talento di artisti del calibro di Vasily Kandinsky, Paul Klee e Piet Mondrian.

Nel 1937si costituì la Guggenheim Fondation ma il Museo venne creato solo due anni dopo. Peggy Guggenheim, una cara nipote del celebre Solomon, nel 1970 donò la sua residenza veneziana il Palazzo Venier dei Leoni sul Canal Grande e la collezione in esso contenuta, alla Solomon R. Guggenheim Foundation.

Dopo la morte di Peggy Guggenheim, nel 1979, la Fondazione si occupò del Palazzo Venier e delle opere, creando la Peggy Guggenheim Collection, comprendente capolavori unici di stile Cubista e Surrealista, Astrattista ed Espressionista.

Completa e stupenda, come è naturale, la sezione di arte americana, con capolavori di tutti gli artisti più significativi: Jackson Pollock, Willem de Kooning, Mark Rothko, Franz Kline, Adolph Gottlieb, Sam Francis, Morris Louis, Frank Stella, Robert Rauschenberg, Roy Lichtenstein, Andy Warhol, ecc. Molto meno prevedibile, invece, il grandioso complesso di arte europea: Francis Bacon, Jean Dubuffet, Jean Fautrier, Pierre Soulages, Henri Michaux, Julius Bissier, Antoni Tàpies, Hans Hartung, Lucio Fontana, Alberto Burri, Yves Klein, Ben Nicholson, Karel Appel, Pierre Alechinsky, Asger Jorn.

Il discorso non si limita però al primo dopoguerra. Attraverso una sistematica campagna di acquisti e grazie a donazioni e prestiti, il Guggenheim Museum ha raggiunto un livello di completezza sorprendente anche relativamente all’arte contemporanea più recente. All’inizio degli anni ’90 è stato siglato l’acquisto da parte del museo della parte più consistente della collezione di Giuseppe Panza di Biumo. Essa comprende opere dei maggiori autori americani del minimalismo e di area concettuale: Robert Morris, Donald Judd, Richard Serra, Dan Flavin, Bruce Nauman, Robert Mangold, Maria Nordman, Robert Irwin, James Turrell, ecc.

Gran parte della notorietà del Guggenheim Museum è legata anche all’intensa attività espositiva. Le mostre abbracciano ogni campo della produzione artistica visiva del secolo, e si svolgono in parte nella sede del Guggenheim Museum SoHo. Agli spazi del Guggenheim molti autori devono gran parte della loro valorizzazione in terra americana e a livello internazionale.

Le limitate dimensioni dell’edificio di Wright obbligavano, in occasione delle mostre temporanee, alla presentazione in maniera minima della collezione permanente. Né sembra avere ovviato al problema il recente ampliamento terminato nel 1992. Per cui, la linea di condotta intrapresa dalla Guggenheim Foundation sembra essere quella di reperire o realizzare nuove sedi nei più svariati angoli dell’universo: Venezia, Bilbao, Berlino, Las Vegas. Recentemente sono stati presentati i piani per la realizzazione della nuova sede newyorkese.

MUSEUM OF MODERN ART

11 West 53rd Street tra Fifth e Sixth Avenues, Midtown (subway E, V fino Fifth Avenue-53rd Street) –  meglio conosciuto come MoMa, ha aperto le porte nel Novembre del 1929, dieci giorni dopo lo storico crack finanziario degli Stati Uniti. L’ iniziativa fu di tre ricchi collezionisti (tra cui la moglie di Rockfeller) decisi a reagire contro il conservatorismo del Metropolitan Museum. Il MoMa era il primo museo d’arte moderna del mondo, in un momento in cui l’America risultava completamente indifferente a questo nuovo concetto estetico, un’impresa veramente audace. Il suo primo scopo era quello di far conoscere gli impressionisti e post-impressionisti francesi, esponendo Cèzanne, Van Gogh, Gauguin, Seurat.

La collezione si è ingrandita nel tempo grazie anche a numerose donazioni, ed oggi è la più importante del mondo. Oltre alla famosissima collezione pittorica vi si trovano anche altri esempi di arti visive, divise anch’esse per collezioni: Architecture and Design (Design Contemporaneo – Mies van der Rohe Archive), Drawings (6000 lavori su carta), Film and Media (19.000 film), Painting and Sculpture (3.200 opere a partire dalla fine del IX secolo ad oggi), Photography (più di 25.000 opere), Prints and Illustrated Books (più di 50.000 pezzi a partire dal 1880 ad oggi fanno di questa collezione la più ampia del mondo).

Nel 2002 il Moma ha traslocato nel Queens (MoMA QNS), con un trasloco colossale la sede storica di Manhattan è stata temporaneamente svuotata per completare i lavori di ampliamento e la ristrutturazione globale dei vecchi spazi, secondo i progetti dell’architetto Yoshio Taniguchi.  La sede temporanea nel Queens, una vecchia fabbrica dell’ex quartiere industriale sull’East River, ha contribuito a spostare le rotte turistiche al di fuori di Manhattan, continuando la progressiva rivalutazione delle aree esterne. Il trasloco verso il Queens, e viceversa, è stato una vera e propria impresa, il trasporto è stato effettuato per via fluviale con ingenti misure di sicurezza; per l’occasione è stato addirittura costruito un molo per lo scarico delle casse contenenti le opere d’arte. I lavori sono costati circa 860 milioni di dollari e la superifice del museo dedicata alle esposizioni, dopo i lavori che sono durati 4 anni, è pari a 80.000 metri quadrati.  Taniguchi ha concepito il museo in un involucro che non rubi la scena alle opere d’arte. Molto vetro, linee pulite, angoli retti, per assecondare la grandezza delle opere che custodiscono. L’edificio punta a essere una “Manhattan in miniatura”.

Nel 1995 il MoMA ha acquisito il Dorset Hotel e altri edifici vicini per potersi ingrandire, nel 1998 grazie ad una donazione di650 milioni di dollarisono partiti i lavori di ristrutturazione affidati all’architetto giapponese Yoshio Tanigushi.

Nel 1999 il MoMA ha deciso di fondersi con il PS1 Contemporary Art Center.

FRICK COLLECTION

1 East 70th Street, Upper East Side (Aperto da martedì a sabato dalle h 10.00/18.00 e domenica dalle 13.00/18.00). Entrando in questo museo avrete la sensazione di entrare in casa di qualcuno. In effetti la Frick Collection è ospitata all’interno dell’incredibile residenza che fu di Henry Clay Frick (1849 – 1919), un ricco industriale di Pittsburgh, magnate dell’industria dell’acciaio e del carbone. La progettazione della residenza fu commissionata dallo stesso Frick agli architetti Carrère e Hastings; gli stessi che progettarono la New York Public Library. Nel 1914, dopo anni di lavoro, terminò la costruzione del palazzo in stile “Francia IIX secolo”, che poté ospitare i tesori collezionati negli anni da Mr. Frick e la residenza dello stesso.

La residenza, costata 5 milioni di dollari, faceva bella mostra di sè nel Millionaire’s Row (la strada dei milionari), lungo la Fifth Avenue. Al contrario di molte altre dimore, che dovettero essere demolite dalle generazioni successive a causa degli eccessivi costi di mantenimento, alla morte di Mr Frick (1919) la reggia fu donata alla nazione con un aiuto di 15 milioni di dollari per le spese di mantenimento. La reggia conteneva una quantità di opere eccezionali; il magnate che tanto aveva fatto parlare di sè e della sua spietatezza in affari apparve incredibilmente sensibile, così circondato dall’arte e dal bello. Due volte al mese, solitamente ogni domenica alle h 17.00, si tengono dei concerti di musica da camera molto suggestivi; il mercoledì verso le h 17.30, avete la possibilità di assistere a delle letture. Il tour guidato in italiano vi sarà molto utile, richiedete gli auricolari all’ingresso.

Il museo presenta una straordinaria collezione di opere d’arte raccolte in 40 anni dal celebre Frick, le opere sono pressoché impossibili da citare per intero, di seguito indichiamo le sale più importanti.

Boucher Room

porcellane e mobili del XVIII secolo più numerose opere realizzate per Madame Pompadour

Dining Room:

pittura inglese

Fragonard Room:

La stanza espone tele di Fragonard ed un notevole numero di mobili francesi del IXX secolo.

Living Hall

troviamo il ‘San Francesco nel Deserto’ di Bellini e cinque dei più importanti dipinti de El Greco (XVI secolo), di Holbein, e di Tiziano.Bronzi Rinascimentali, porcellane e tappeti persiani. Questa stanza è la più importante ed è considerata il cuore della collezione.

Oval Room

è una delle stanze aggiunte negli anni ’70; grazie alla disposizione asimmetrica i ritratti di Van Dyck e di Gainsborough si confrontano direttamente, quasi a voler dimostrare quanto l’artista inglese emulasse il suo predecessore nel dipingere i ritratti, evidente soprattutto nelle pennellate dell’opera The Hon.

The Garden

come deciso nel 1939 vennero piantate tre splendide magnolie nel giardino che si affaccia sulla Fifth Avenue. I due alberi del livello inferiore sono Magnolia soulangeana mentre le specie del livello superiore sono Magnolia stellata.

West Gallery 1 e 2

troviamo ‘San Giovanni Evangelista’ del Piero della Francesca e arredi appartenenti al Rinascimento Italiano, predominantemente del XVI secolo. Le sale sono utilizzate prevalentemente per le collezioni temporanee. Ricordiamo che i bambini dai 10 ai 16 anni devono essere accompagnati dai genitori e per i minori di 10 anni è vietato l’ingresso.

Nel 1935 la residenza venne aperta al pubblico grazie all’impegno degli eredi e di John Russel Pope, che curò la ristrutturazione. Nel 1977 venne aggiunto un giardino disegnato da Russel Page sul lato della 70th Street; venne anche aggiunta una sala all’ingresso disegnata da Harry van Dyke, John BarringtonBayley, eG. Frederick Poehler.

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