Visitando l’Islanda

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Islanda: informazioni di viaggio

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ORA LOCALE

– 2 ore con l’ora legale.

DOCUMENTI

Documento d’identità valido per l’espatrio per almeno 3 mesi dalla data d’ingresso nel Paese.

LINGUA

Islandese, la più antica delle lingue scandinave, diffuso è l’inglese e nelle zone di maggiore afflusso turistico anche il francese.

VALUTA

Corona islandese (ISK), sono accettate le maggiori carte di credito. Le banche sono aperte dal lunedì al venerdì dalle h 09.15 alle h 16.00.

CORRENTE ELETTRICA

La corrente elettrica in Islanda è di 220 volt con prese a spine bipolari.

DA E PER L’AEREOPORTO

Un servizio di collegamento bus tra Reykjavik e l’Aeroporto Internazionale di Keflavik funziona regolarmente. I bus partono da Reykjavik dall’Hotel Loftleiòir 2 ore prima della partenza di ogni volo. Il trasferimento da e per l’aeroporto è di 40-50 minuti. Il biglietto costa 1000 ISK solo andata per adulti e 500 ISK per bambini dai 2-12 anni.

TRASPORTI

Sebbene l’Islanda sia un paese piccolo e abbia un sistema di trasporti pubblici molto sviluppato, il suo interno è scarsamente collegato; inoltre una piccola parte della Strada Nazionale n° 1 (conosciuta come Hringbraut o “Strada circolare”) non è ancora asfaltata. La Bifreidastod Islands, il consorzio delle linee degli autobus a lunga percorrenza in Islanda, copre il paese con una rete di trasporti adeguata. In estate è possibile percorrere in una giornata da un quarto a un terzo del perimetro dell’intera isola, ma sulle strade minori a volte è necessario aspettare la coincidenza per molti giorni. Praticamente introvabile per anni, ora è possibile ottenere copia del Leidabòk (l’orario degli autobus) presso l’ufficio principale di Reykjavik. Dal 15 settembre, tuttavia, la maggior parte degli autobus cessa il servizio fino all’inizio di giugno. Le strade interne raramente sono aperte prima di luglio, e chiudono nuovamente a partire dalla metà di settembre

Abbonamenti Bus a prezzi scontati

Esistono due abbonamenti per gli autobus:

Tessera per il percorso circolare (Hringmidi o Full Circle Pass): permette di effettuare un intero circuito della “Strada circolare” senza limiti di tempo, ma in un solo senso, sostando dove si vuole e per tutto il tempo che si vuole.

Validità dal 15 maggio a fine settembre Full Circle Pass + Fiordi dell’Ovest: include il ferry nel Breidafjordur e la strada dei fiordi occidentali, ma esclude il percorso Borganies-Bru.

Tessera a tempo (Tìmamidì o Omnibus Pass): abbonamento per tutte le destinazioni: sia su strade statali che provinciali. Ha la validità di 7, 14, 21 e 28 giorni e permette di viaggiare senza restrizioni su tutti i percorsi degli autobus, eccetto che per le piste centrali. Con una tessera da una a due settimane si dovrà viaggiare molto per ammortizzare la spesa, mentre le tessere da tre a quattro settimane sono un buon investimento.

Le tessere degli autobus possono essere prenotate e prepagate a tariffe scontate prima di arrivare in Islanda: riceverete un voucher che vi darà diritto a richiedere la tessera presso il terminal a Reykjavik o quello dei traghetti a Seydisfjordur

GUIDARE IN ISLANDA

i requisiti per noleggiare l’auto:

documento di riconoscimento e patente validi (quella italiana è valida anche in Islanda)

carta di credito internazionale non elettronica. In Islanda si circola su lato destro, come in Italia, ed i segnali internazionali sono chiari su tutte le strade principali.

La Strada nazionale 1, che fa il giro dell’isola, è lunga 1339 km ed è asfaltata, anche tutte le radiali che conducono ai punti di maggior interesse naturalistico, sono in ottimo stato e si può quindi viaggiare senza problemi con auto normali. Chi ama molto l’avventura e desidera attraversare l’interno disabitato del paese, può percorrere le numerose piste di ghiaia con mezzi fuoristrada. E’ richiesta molta esperienza di guida, specie per passare i guadi.  Le condizioni delle strade ghiaiose sono spesso precarie, specialmente nei tratti laterali, perciò si consiglia sempre prudenza al volante e di rallentare se si incontrano altre vetture provenienti in direzione opposta. Le strade interne e montane sono spesso molto strette e non si addicono alla guida veloce. Lo stesso vale per i numerosi ponti, la cui ampiezza non permette nella maggior parte dei casi che il passaggio di una sola vettura per volta. Oltre al fatto di essere prive di asfalto, tali strade  interne sono soggette a forti raffiche di vento e presentano numerose curve; perciò bisogna calcolare tempi di guida maggiori che nelle strade asfaltate principali.

Una speciale segnaletica è predisposta per le situazioni di pericolo, quali il passaggio di greggi di pecore o zone franose, tuttavia non vi sono di solito segnali per invitare a moderare la velocità, per cui si deve sempre adattare la velocità alle circostanze.

Fate particolarmente attenzione agli animali che vedete sulla strada o sul ciglio della strada; in caso di incidenti tra automobili e animali il proprietario dell’animale può chiedere il risarcimento dei danni all’automobilista. Molte strade locali e nazionali islandesi non sono adatte per viaggiare ad alta velocità ed è pertanto consigliabile prendersela con una certa calma.

Il limite generale di velocità:

  • 50 km/h in aree urbane
  • 80 km/h su strade in ghiaia in aree rurali
  • 90 km/h su strade asfaltate.

Sulle strade sterrate si riesce a tenere la velocità di 90 km all’ora, ma la ghiaia rallenta molto l’andatura.

Quando vedete il segnale “Blindhaed”, che indica un dosso, rallentate e tenetevi sulla destra, spesso non c’è modo di sapere che cosa si nasconde dietro al dosso, ma potrebbe esserci una curva stretta che non si può affrontare ad alta velocità (e alcune curve sono costeggiate da pericolose scarpate o pareti di roccia).

Per legge: si devono tenere accesi i fari anteriori anabbaglianti in tutte le ore del giorno e della notte (24 ore su 24), è tassativamente vietato guidare al di fuori delle strade e delle carreggiate tutti i passeggeri, sia nei posti anteriori che in quelli posteriori, devono far uso, per legge, delle cinture di sicurezza. Le leggi islandesi proibiscono in modo tassativo, pena il ritiro della patente e forti multe, la guida in stato di ebbrezza, il limite legale di alcol nel sangue è dello 0,05%

bisogna ridurre sempre la velocità quando si incontra un veicolo nella direzione opposta. 

CLIMA

Il fattore determinante del clima in Islanda è la corrente del golfo. La corrente, proveniente dal Golfo del Messico, si dirama davanti all’isola procedendo in parte verso nord e in parte verso sud e mantenendo le temperature prive di grosse variazioni: d’inverno le medie diurne sono intorno a -2/3°, l’estate è fresca, con una media diurna di 10/11° in luglio e agosto. In Islanda il sole è sotto l’orizzonte da novembre a gennaio (in dicembre ci sono circa 5 ore di luce). A partire da febbraio le giornate si allungano e già in marzo si hanno le stesse condizioni di luce del resto d’Europa. In maggio, giugno e luglio, il sole praticamente non tramonta mai.

ABBIGLIAMENTO

In l’estate è consigliabile un abbigliamento a strati poiché il tempo è variabile: in una giornata si può passare repentinamente dalla pioggia al sole. E’ sempre bene premunirsi di un impermeabile o di una giacca a vento con cappuccio (l’ombrello con il vento è solo di impaccio). Durante l’inverno è raccomandabile premunirsi di abbigliamento caldo e comodo; le calzature esterne da neve devono essere comode (i piedi possono raffreddarsi troppo con calze strette o troppo imbottite). D’inverno servono anche guanti, cappello e sciarpa.

SICUREZZA

L’uso e lo spaccio di sostanze stupefacenti prevedono pene severissime fra cui l’espulsione dal Paese e una multa salatissima! Quando intendete fare un’escursione o visitare regioni periferiche del Paese è bene che informiate i responsabili dell’albergo. Si raccomanda di fare particolare attenzione in occasione di trekking o passeggiate nelle zone coperte da ghiacciai.  Attenti anche alle rapide, ai geyser e alle zone montuose particolarmente scoscese. Rispettare, alla guida, i limiti di velocità.

L’Islanda possiede un patrimonio naturalistico di grande bellezza, tuttavia, a volte, può risultare pericoloso: l’importante è essere sempre responsabili e rispettosi dell’ambiente.

MANCE

Nelle tariffe dei prezzi sono sempre comprese le spese di servizio e l’IVA.

SHOPPING

I negozi sono aperti generalmente dalle h 09.00/18.00 durante i giorni feriali, mentre il sabato alcuni possono rimanere chiusi il pomeriggio. I negozi islandesi sono di livello internazionale ed offrono un grande assortimento di merce. La produzione tipica locale è costituita per lo più da prodotti lanieri, come maglioni, pullover, golfini, berretti e guanti; poi ceramica, vetreria ed argenteria di stampo manifatturiero. Ma soprattutto sono i prodotti ittici della migliore qualità che spiccano sugli altri per pregiatezza e varietà.

Acquisti esentasse

Tutti i cittadini stranieri che fanno acquisti in Islanda possono ottenere il rimborso dell’IVA, che corrisponde al 15% del prezzo d’acquisto, a condizione che i visitatori lascino il paese non piu tardi di tre mesi dalla data dell’acquisto. Il rimborso si effettua di solito per spese superiori alle 4.000 ISK (IVA inclusa) nello stesso negozio. Tutte le merci, eccetto i prodotti di lana, devono essere mostrate prima del check-in. All’aeroporto di Keflavik però l’obbligo di mostrare gli acquisti vige solamente quando il rimborso è superiore alle 5000 ISK. Tutte le altre somme inferiori si possono riscuotere direttamente alla filiale aeroportuale della Landsbanki Islands, all’interno dell’aeroporto stesso, prima della partenza.

Duty Free

Acquisti esentasse possono essere effettuati unicamente presso il duty-free shop dell’Aeroporto di Keflavik che è aperto in coincidenza delle partenze e degli arrivi dei voli. Ai cittadini stranieri viene concesso il rimborso dell’IVA, pari al 15%, per spese generalmente superiori ai 4.000 ISK, purchè essi stessi lascino il paese non oltre i tre mesi dalla data dell’acquisto, e spediscano il materiale imballato.

GASTRONOMIA

Nei centri abitati, grandi o piccoli che siano, l’approvvigionamento di alimenti non costituisce alcun problema: market, ristoranti, pub e fast food, offrono un’ampia varietà di scelta. Anche nei paesi più piccoli uno spaccio alimentare è comunque assicurato ed alcune volte lo si può trovare anche lungo le vie principali, accorpato a stazioni di rifornimento carburante. Le aree interne invece sono quasi completamente sprovviste di spacci alimentari e perfino i rifugi non offrono, tra i loro servizi, la ristorazione, ma solamente l’uso della cucina. Tra i prodotti tipici islandesi il pesce assume naturalmente un ruolo di rilievo tanto per la qualità e la varietà, che per i modi in cui viene preparato. Agli escursionisti, ma non solo, consigliamo quello secco, conveniente per il minimo peso ed ingombro nonchè per le elevate caratteristiche nutrizionali. Il cibo tradizionale islandese non è così cattivo come si potrebbe pensare, e alcune ricette sono molto gustose. La carne più saporita è la sella di montone affumicata e un piatto tipico di selvaggina è il “rjúpa”, ossia la pernice di monte.  Tra le carni domina l’agnello: quello islandese è tenero e delicato e viene servito affumicato (hangikjöt). La carne bovina locale è di ottima qualità, così come la selvaggina (essenzialmente anatra e renna) che viene servita nei locali più costosi. I tipi di carne sono i più svariati: si mangia carne di foca, di balena, di pulcinella di mare.  L’unica clamorosa eccezione è l’hákarl, si tratta di carne di squalo che subisce un periodo di macerazione nella sabbia lungo dai 3 ai 6 mesi; esala un odore simile all’ammoniaca ed ha un sapore molto particolare e forte (gli stessi islandesi lo mangiano accompagnato dal brenivín, un superalcolico ricavato da un distillato di patate). Sono leggermente migliori l’hrútspungur, testicoli di montone tenuti a bagno nel siero di latte e poi pressati fino a formare una torta, e lo svid, testa di pecora (completa di occhi) bruciacchiata, segata a metà, bollita e mangiata fresca o in salamoia. Si può anche provare lo slátur, un miscuglio di frattaglie di pecora insaccate in un budello e poi bollite.

Molto “pittoresco” è pure il blóðmör, caratteristico insaccato di sangue di pecora che viene avvolto in grasso di rognone. Ci sono anche piatti meno bizzarri: har¯fiskur (eglefino), bleikja (salmerino), lundi (pulcinella di mare) e, se non si è contrari a mangiarle, grasso e bistecche di balena e carne di foca. La specialità islandese è lo skyr, un prodotto simile allo yoghurt a base di latte pastorizzato e batteri, dalle origini molto antiche, che spesso viene mescolato con un pò di panna e zucchero, a volte con i mirtilli. Particolari anche i formaggi ai gamberetti e ai funghi. In Islanda non esiste il pane, sostituito dalle patate lesse. Essendo l’Islanda una terra di accaniti pescatori, i principali piatti islandesi sono a base di pesce, cucinato in vari modi: aringhe e salmoni soprattutto, ma anche merluzzi, aragoste, gamberoni, calamari, sogliole, rombi e trote pescate nei fiumi di montagna.

Saporite le polpette di pesce o l’harðifiskur, fettine di pesce essiccate da consumare col burro. Notevole è poi la pasticceria: un dolce tipico è il “rugbraud”, un pan di spezie nero con un vago sapore di liquirizia. Il prezzo medio di un normale pasto islandese, bevande escluse, è il seguente: pranzo circa 25 euro, cena circa 35 euro. Per il servizio di ristorazione la mancia non rientra nelle abitudini degli islandesi. Nelle tariffe sono comprese le tasse di servizio e l’IVA.

COSA SI BEVE

Il caffè è una istituzione nazionale, mentre birra, vino e alcolici sono costosi, in quanto in Islanda non si distillano alcolici, ma vengono importati. La bevanda tradizionale islandese è il brennivín, una sorta di superalcolico ottenuto dalle patate e aromatizzato con cardi, (il nomignolo significa “vino bruciato”, ma è conosciuto come “morte nera”) e la vodka. Il latte islandese ha la consistenza e il sapore della panna.

DI SERA

La vita notturna non ha paragoni al mondo, vedere per credere. Uscendo il venerdì sera, non meravigliatevi se il divertimento non finirà prima delle 10 di sabato mattina! La scena notturna comprende locali di lusso, musica dal vivo, angolini romantici o pazze discoteche dove succede un po’ di tutto! Ecco una guida rapida su come spendere le ore piccole in città:

Musica

In Islanda vi sono più complessi musicali che famiglie! Se siete in viaggio in paese, vi raccomandiamo di dedicare almeno una serata alla musica dal vivo. Quasi ogni sera vi sono concerti dal vivo, dal rock al reggae, dall’opera al jazz, virtualmente tutti i generi esistenti al mondo. Senza dimenticare i vari festival che ogni tanto affollano la scena cittadina, con numerosi spettacoli serali.

Per ballare

Le notti di venerdì e sabato a Reykjavík è come se tutti di età compresa dai 18 ai 50 anni siano fuori a divertirsi. Se vi piace ballare, potete scegliere tra numerosi locali. Indossate i vostri migliori abiti e buttatevi nella vita del jet-set al Rex o al Thorvaldsen´s.

Divertimenti

Se preferite una tranquilla conversazione, scegliete un pub o un club di cocktail. Gli amanti del buon vino vanno al Vínbarinn (“Il bar dei vini”), e per risparmiare si va al Nelly´s, che offre la birra più economica del centro. Per un assaggio della scena sotterranea di Reykjavík, provate il Sirkus o il Kaffibarinn. Gli Islandesi diventano molto socievoli col passare della sera, e non mancheranno di avviare con voi una piacevole conversazione.

Musica dal vivo

Ce n’è per tutti i gusti. I concerti in Islanda non sono solamente di gruppi di appoggio o di seconda categoria. Le bande più in voga suonano in piccoli locali e parlano con gli avventori. È come se i Coldplay tenessero una performance al bar del quartiere, basta tenere gli occhi e le orecchie aperte e avrete la possibilità di imbattervi in diversi artisti famosi.

CURIOSITA’

Gli islandesi hanno un vero e proprio culto nei confronti degli elfi e stanno molto attenti a non irritarli. Nessuno sa dove abitino con esattezza, ma se durante i lavori di costruzione di un edificio si verifica una serie inspiegabile di contrattempi, gli Islandesi non hanno alcun dubbio: sicuramente si sta importunando la dimora di qualche elfo e, quindi, si provvede celermente a spostare di qualche metro la zona dei lavori. Gli elfi sono creature misteriose che non hanno contatti con gli umani e abitano luoghi deserti, proprio come i troll norvegesi; a differenza di questi, però, hanno dimensioni ragguardevoli: alcuni sono dei giganti. Secondo un recente sondaggio dell’Università di Reykjavík, l’80% della popolazione non esita a credere nell’esistenza di spiriti che si celano al modo umano e uno degli ultimi censimenti dice che in Islanda c’è un elfo ogni 500 abitanti, tant’è che qui fate ed elfi vivono in casette costruite apposta per loro!

In Islanda i fenomeni ottici, grazie alla straordinaria limpidezza dell’aria, sono comuni: il più noto è quello chiamato “Fata Morgana”: si tratta di un tipo di miraggio frequente nelle zone artiche che si verifica quando l’aria calda, a contatto con l’acqua fredda, causa rifrazione. L’effetto è sorprendente: è possibile vedere proiettate sulla linea dell’orizzonte isole, foreste e navi in punti dove non si trova assolutamente nulla!

In Islanda, a marzo e a ottobre, è anche possibile assistere allo spettacolo dell’aurora boreale, caratterizzata da colonne ondeggianti di luce verde o rosa; il fenomeno avviene per la reazione tra le radiazioni solari e il campo magnetico terrestre delle regioni polari. La spettacolarità di questa luce che ondeggia e rischiara la notte polare ha fatto nascere suggestive leggende: l’aurora boreale sarebbe prodotta dai salti e dalle capriole dei bambini mai nati o dai morti.

Nel 1806 Reykjavík aveva solo 300 abitanti, 27 dei quali in galera per ubriachezza molesta.

IL NORD

Il Nord dell’Islanda, pur ai confini con il Circolo Polare Artico, si caratterizza per un clima a volte più soleggiato e secco di quello delle regioni meridionali.

Akureyri, la sua capitale, gode in estate di un clima mite che sfiora anche i 25° ed ospita infatti un bellissimo giardino botanico. Spostandosi verso est si incontra l’area del Lago Myvatn, di rilevante interesse ornitologico e naturalistico, celebre per i numerosi fenomeni di attività vulcanica e geotermica che danno origine a curiose formazioni laviche, solfatare e pozze di fango ribollente. Più ad est si incontra Dettifoss, la cascata più imponente d’Europa e Asbyrgi con la Gola degli Dei, un imponente canyon scavato da un fiume glaciale. Numerose sono anche le vestigia della vita passata che si può rivivere nella fattoria-museo di Glaumbaer, nell’antica chiesa di Holar e nel centro di documentazione sull’emigrazione degli Islandesi nel continente americano a Hosfos.

AKUREYRI

Questa cittadina del Nord è sicuramente una delle più suggestive dell’intera isola è anche una delle più sorprendenti: non viene così spontaneo pensare che nella parte più settentrionale dell’Islanda sorga una città così ricca di fiori e dal clima tanto mite. Non a caso la capitale del Nord – così qui viene definita – è stata chiamata Akureyri, ossia lingua di prato, in effetti, qui la luce del sole di mezzanotte ama soffermarsi e riscaldare la temperatura. E’ una cittadina piccola, ci si può spostare da un capo all’altro della città a piedi, in alternativa è possibile scaricare l’applicazione ed utilizzare i monopattini elettrici di Hopp. La città, quindi, vi accoglie con una piacevole quantità di giardini. Ovunque potete incontrare angoli fioriti e colori. Sebbene più raccolta e piccola della capitale, la capitale del nord si rivela subito molto vitale sia dal punto di vista della cultura – è una città di artisti – sia del divertimento: numerosi, infatti, sono i locali dove potete trascorrere piacevolmente le vostre giornate. A voi la scoperta di questa graziosa città fiorita!

DA VEDERE

Il giardino botanico: è uno dei più belli dell’Islanda e non ha nulla da invidiare a quello di Rejkiavík: ospita, infatti, una superba raccolta dell’intera flora dell’isola e, soprattutto, varie testimonianze di piante esotiche provenienti dalla Nuova Zelanda, dall’Africa e dall’area mediterranea che qui possono crescere e sopravvivere senza problemi grazie al clima mite. La storia di questo orto botanico viene in un certo modo a incrociarsi con quella della Akureyri Park Society che nel lontano 1910 decise di destinare un’area allo svago e al relax dei cittadini.  Fu così acquistato un terreno che gradualmente si arricchì di alberi e fiori e si ingrandì fino a superare i 3 ettari.  Negli Anni ’50 passò in mano all’amministrazione comunale e divenne il bel “vivaio” di piante esotiche che ancora oggi potete ammirare.

Akureyrakirkja (Chiesa di Akureyri): è stata realizzata nel 1940 dall’architetto Gudjón Samuélsson. E ve ne accorgete al primo sguardo: questa poderosa struttura in cemento armato richiama le rocce basaltiche così significative in quest’isola, proprio come la Hallgrímskirkja della capitale. Questa chiesa, però, riserva le più belle sorprese al suo interno. Alcuni esempi? Potete ammirare un grandioso organo a 3200 canne. O le splendide vetrate miracolosamente illese nonostante provengano dalla britannica cattedrale di Coventry, rasa al suolo durante i bombardamenti del 2° conflitto mondiale. Se poi guardate il soffitto, potete vedere la scultura di una nave che testimonia l’usanza locale di invocare l’aiuto del cielo per le persone care che si accingono ad affrontare un viaggio in mare.

Il Museo del floklore: è interessante per farsi un’idea sulla vita quotidiana della popolazione islandese: presenta, infatti, testimonianze di suppellettili e oggetti d’uso domestico a partire dal lontano passato fino ad arrivare a oggi. Tra le varie curiosità vi segnaliamo la macchina da scrivere con caratteri tipografici in islandese!

Nonnahus: è la dimora di uno dei più amati e conosciuti scrittori dell’isola; Jón Sveinsson (1857-1944), detto Nonni, in ricordo di uno dei suoi personaggi più famosi. Qui potete osservare molte sue opere originali. Da notare la sobrietà dell’arredamento, che costituisce un pò uno spaccato della vita dell’isola nei secc. XIX e XX.

Statua di Helgi Il Magro: la città ha innalzato una statua al suo fondatore, Helgi il Magro. Helgi fu soprannominato così perché da giovane patì per molto la fame. Quando giunse qui, ebbe qualche difficoltà a conciliare le credenze religiose tradizionali e il cristianesimo: egli, infatti, adorava il dio Þór e proprio a questo dio chiese indicazioni su dove fondare il nuovo insediamento: l’antico nume del mare gli suggerì una zona a soli 7 km da Akureyri, ma Helgi la chiamò Kristnes, ossia la penisola di Cristo.

DA FARE

se volete rilassarvi nulla di meglio che la visita alla piscina e non impressionatevi: non è al coperto e malgrado ci sia molto freddo presto vi abituerete e non vi farà più impressione. Il problema è uscire dagli spogliatoi per raggiungere l’acqua calda. Il complesso delle diverse piscine è comunque gradevolissimo e ci sono diverse vasche a diverse temperature, giochi per i bambini e gli adulti, scivoli vari, una piscina attrezzata con corsie riservata solamente a chi vuole fare del nuoto semi agonistico, idromassaggi, un ampio e caldissimo bagno turco. Le piscine, praticamente, costituiscono l’unico passatempo abbordabile nei prezzi: pozze con acqua calda dalle varie temperature, bagni a vapore, idromassaggi… tutto questo ad un prezzo veramente modico. Il centro città è costituito dalla Hafnarstraeti, zona pedonale dove si concentrano i negozi e dove si trova il ristorante Bautinn (raccomandato, a ragione, da numerose guide). L’atmosfera di Akureyri è assai accattivante ed è veramente piacevole addentrarsi tra le sue vie ed osservare le splendide case dall’architettura tipicamente nordica. Nei dintorni di Akureyri, verso sud, c’è il Kjarnaskògur, zona-parco ricca di alberi, sentieri per passeggiate ed attività fisica, aree pic-nic, giochi in legno per bambini: vale la pena di andarci.

Dove Mangiare

Vuoi mangiare veloce e non spendere tanto? Per le insalate Salatsjoppan; per falafel, hummus e pizze middle-east style il posto giusto è Kurdo Kebab; per hamburgers, patatine fritte e birra invece le alternative sono due, la prima è D J Grill in centro vicino all’Hof Cultural Center, la seconda è Greifinn ed offre un menù ben più esteso, lo trovi su Glerargata 20, sulla destra prima di arrivare al Glerártorg Shopping Center, 10 minuti scarsi a piedi a nord del centro sulla strada principale che porta a Dalvík.

Il miglior take-away di Akureyri? Il food truck di maggior successo nella città di Akureyri è italiano, anzi italianissimo, si chiama Lasagna and more ed è gestito dal mitico, e sempre disponibile Lello Marino. Lo trovi tutte le sere in estate nel pieno centro di Akureyri su Hafnarstraeti 103 a pochi passi dall’Akureyri Backpackers, specialità lasagne, sfogliatelle, cannoli e melanzane alla parmigiana. Il rapporto qualità/prezzo è eccezionale e Lello è una persona speciale.

Sempre in centro, nella walking street e di fianco a Lello c’è un altro posto particolare, è il Kaffi Ilmur ospitato in una delle case più vecchie di Akureyri, le specialità sono le zuppe, il pranzo è servito al piano superiore, il piano terra e la terrazza all’aperto sono riservati a snacks, torte e drinks. Prezzi estremamente ragionevoli.

E per una cena seria, 2 gli indirizzi: Rub 23 perfetto per sushi e pesce Japan-style. Il secondo è invece il conosciutissimo Strikid situato al 5° ed ultimo piano di un palazzo su Skipagata 14, tra la chiesa Akureyrarkirkja e l’Hof Cultural and Conference Center, la sua terrazza all’aperto con vista sul fiordo è gettonatissima, il menù è vario ed il il posto va benissimo anche solo per bere un drink.

La strada che porta da Akureyri ad Husavìk è buona, panoramica ed abbastanza rapida (circa un’ora e mezza con soste): da segnalare, sulla strada, una specie di museo di automobili, facilmente rintracciabile dato che sorge in un luogo deserto! Ci sono “pezzi” veramente interessanti, auto americane degli anni sessanta, vecchi mezzi militari, antesignani delle motoslitte, pezzi da modernariato: un luogo curioso e non segnalato che vale la pena di visitare.

Il Tunnel Vaðlaheiðargöng: per arrivare a Husavik c’è un tunnel da attraversare che a differenza di tanti altri tunnels in Islanda è a pagamento, su entrambi i lati non ci sono caselli, il passaggio del tunnel è pagabile solo ed unicamente online sul sito veggjald.is entro tre ore, altrimenti ci sarà un sovrapprezzo di 1000 corone.

Volendo c’è un’alternativa al tunnel, ed è una super alternativa, ossia prendere la vecchia strada utilizzata prima che il tunnel venisse costruito, allunga i tempi di viaggio di non più di 20 minuti, e offre scorci eccezionali del fiordo di Akureyri.

HUSAVIK

Il maggior centro di Whale watching (avvistamento di balene) d’Islanda, è un bel paesino che si affaccia su una baia contornata da montagne ed alte scogliere; il porto è la sede del Whale watching centre nonchè di un museo dedicato interamente alle balene, che vale la pena di visitare nell’attesa dell’imbarco (munirsi di apposito biglietto, 3 ore di escursione a Ikr 3.200). L’escursione è sicuramente affascinante perchè avviene su vecchie baleniere risistemate, con tanto di torretta d’avvistamento da cui è possibile vedere la mitica balenottera azzurra e le “minke whales”, pur sempre rispettabili bestioni di 11 metri e del peso medio di circa 10 tonnellate.

Con ben 2300 abitanti Húsavík si può considerare una cittadina più che un paesino, almeno per gli standard islandesi ed è una cittadina indubbiamente carina, anche se non regge certo il confronto con posti come Siglufjörður o Seyðisfjörður, probabilmente i due villaggi più belli e charmosi d’Islanda.

Balene a parte, la cittadina di Húsavík offre anche altro, ospita alcuni piccoli musei, non è certo un dramma se li mancate, ma se capitate ad Húsavík in una giornata piovosa e volete impegnare un’ora o due senza rimanere bloccati in camera allora potete prenderli in considerazione. Direttamente affacciato sul porticciolo l’Húsavík Whale Museum è incentrato sulla storia dell’industria baleniera in Islanda. Le 8 sale del museo ospitano un’importante collezione di scheletri di balena incluso un raro scheletro di 25 metri di una Blue Whale arenatasi sulla spiaggia di Ásbúðir nel 2010.

Ospitato all’interno dell’Húsavík Cape Hotel l’Exploration Museum è un minuscolo museo dedicato alla storia delle esplorazioni, nella sala principale puoi osservare foto e cimeli degli astronauti delle missioni Apollo che tra il 1965 ed il 1967 fecero base ad Húsavík nelle esercitazioni sui campi di lava del Krafla Volcano e dell’Askja Volcano, posti ritenuti particolarmente adatti dalla NASA per ricreare condizioni simili a quelle che gli astronauti avrebbero trovato sulla Luna. All’interno della Culture House il Maritime Museum racconta con foto e filmati l’evoluzione della pesca in Islanda nel corso degli anni, diverse le barche in mostra, molte delle quali costruite proprio ad Húsavík. Non mancano reti, altro equipaggiamento ed utensili utilizzati a bordo delle imbarcazioni e negli impianti di lavorazione del pesce.

Ma soprattutto è qui ad Húsavík che trovate una delle più belle piscine termali d’Islanda, costruita a picco sull’oceano. GeoSea: una delle più spettacolari piscine termali d’Islanda con una vista da urlo, il panorama che si apre davanti ai vostri occhi mentre nuotate è di quelli che non si dimenticano, in quanto GeoSea è costruita in cima ad una scogliera a picco sull’oceano, dall’altra parte della baia ci sono le cime innevate, e nel mare sotto di te non è così improbabile avvistare una balena. E non è una cosa che succede tutti i giorni…L’ambiente è piuttosto intimo, ricercato senza essere pretenzioso, non è un posto per bambini vocianti, nonostante i bambini siano comunque i benvenuti. Si trova solo 1 Km a nord del paese, vicino al faro, e dal centro di Húsavík è raggiungibile senza difficoltà anche a piedi. Di solito aperta fino alle h 22.00 in inverno ed alle h 23.00 in estate. Per controllare giorni, orari e tariffe d’ingresso il website ufficiale GeoSea e se occorre potete noleggiare costume ed asciugamani.

Dove Mangiare

Se volete fare veloce e spendere poco Fish&chips, porzioni generose, servite nella vaschetta con forchetta di plastica, nella sua semplicità il pesce non è male, così come la birra, lo trovate all’interno del porto.

Il Gamli Baukur è affacciato sul porticciolo, a pochi passi dai gabbiotti delle compagnie che organizzano le escursioni per vedere le balene, di fronte e con vista sulle barche ormeggiate, la costruzione in legno grezzo con le vetrate bianche è la prima cosa che noti quando scendi le scale di accesso al molo. Aperto ogni giorno per pranzo e cena, se le cose non sono cambiate la cucina chiude alle h 21.00.

Molto vario il menù del Restaurant Salka situato nella più vecchia casa del paese, puoi scegliere tra steaks, piatti di pesce, pizza, pasta e burgers, lo trovi sulla via principale sovrastante il porto. A pochi passi e con la stessa gestione la Salka Coffee House è perfetta per un caffè od una torta.

E per una cena molto seria c’è un solo ed unico posto dove andare ad Húsavík per cenare come si deve, è il Naustid, la specialità è il pesce, è ospitato in una casetta tutta gialla nell’interno del paesino ed è gettonatissimo.

LAGO DI MYVATN

Il “lago del moscerino”, nella parte nord-orientale dell’Islanda, è considerata una delle meraviglie naturali del mondo, deve il suo nome alla quantità incredibile di insetti che volano sulle sue acque ed in estate tormentano i visitatori; è proprio grazie a loro che il lago vanta una copiosa fauna ittica e volatile, poichè le larve danno nutrimento sia ai pesci sia alle migliaia di uccelli. Qui vive anche una specie diffusa solo nel Nord America: il Quattrocchi islamico. I 36 kmq di superficie del lago (dimensioni raggiunte circa 3.800 anni fa), occupano il lato occidentale di una faglia tettonica cui una serie di eruzioni ha conferito l’aspetto attuale quasi surreale. Inoltre, grazie alla sua particolare posizione, protetta da un enorme ghiacciaio, la riserva ha un clima tra i migliori dell’Islanda.  I viaggiatori si possono rilassare e trascorrere qui una settimana campeggiando, oppure effettuare delle escursioni al Parco Nazionale dello Jökulsárgljúfur, alle grotte di ghiaccio del Kverkfjöll, alla caldera di Askja o al cratere di Hverfell.

GHIACCIAIO VATNAJOKULL: E’ il più grande ghiacciaio d’Europa, situato nell’islanda sud-orientale in corrispondenza della vetta più alta, l’Hvannadalsnukur (2.119 m), è largo 150 km e profondo fino ad 1 km, si affaccia sulla città di Vik ed i fiordi orientali, è caratterizzato da calotte glaciali lilla, laghi montani di un pallido blu e picchi montani che spuntano tra i ghiacci (nunatak). Lo si raggiunge attraversando un grande campo di lava, ciò che rimane della più tremenda eruzione vulcanica che l’Islanda abbia ospitato su proprio suolo.

HOFN

Höfn í Hornafirdi (spesso abbreviato semplicemente in Höfn) è un villaggio di pescatori nell’Islanda sud-orientale, situato proprio vicino al fiordo Hornafjördur. Fra il 1994 e il 1998, il paesino era noto ufficialmente come Hornafjardarbær, prima di assumere l’attuale nome, che significa “porto”. Oggi, questo villaggio è il secondo insediamento urbano più grande dell’Islanda sud-orientale e vanta incredibili viste sul ghiacciaio Vatnajökull. Il paesaggio circostante è caratterizzato da mutevoli banchi di sabbia e fiumi glaciali e da parecchie isolette a est del paesino, come Mikley e Krókalátur. Höfn offre molti più servizi della maggior parte delle cittadine delle sue dimensioni (la popolazione stimata è di 2.100 abitanti). Infatti, il villaggio comprende un aeroporto nazionale, due banche, quattro scuole, quattro parrucchieri, un supermercato, un fioraio e un negozio di riparazioni di computer, una palestra, un campo da golf, nonché numerosi hotel e ristoranti. Potreste voler dare un’occhiata anche al Gamlabúd (“antico negozio”), l’edificio più vecchio del villaggio ancora in uso oggi. A meno che tu non sia vegetariano o vegano, ti consigliamo di non ripartire da Höfn senza aver prima provato i suoi celebri scampi, la specialità di ciascun ristorante della cittadina; infatti, ogni estate vi si tiene anche una sagra degli scampi.

IL PARCO NAZIONALE SKAFTAFELL

Lo Skaftafell National Park è indubbiamente il parco più particolare per posizionamento; un’area tra la costa del mare sabbiosa ed il lembo meridionale del più grande ghiacciaio europeo, il Vatnajokull. Lo spettacolo naturale è garantito ed è il risultato è quello prodotto dall’insieme degli elementi ghiaccio e fuoco.  Nato il 15 settembre del 1964 è stato ampliato di recente (nel 2004) quando alla vecchia area si è aggiunta anche gran parte della superficie del grande ghiacciaio e quella del Laki allargando sensibilmente l’area protetta (passando dai 500 kmq ai 4.807 kmq) .

Il parco viene solitamente suddiviso in queste tre differenti aree: Skaftafell e Skeiðarársandur effettivamente il Skaftafell National Park, il Lakagígar che è una area vulcanica particolarmente suggestiva e che costituisce il National Monument Laki e la cappa del Vatnajokull e le numerose lingue di ghiaccio che da questo si spingono fino al mare. L’intera area si presta ad escursioni più o meno spettacolari attraversando aree completamente differenti per caratteristiche orografiche e bellezza.  Svartifoss, Magnúsarfoss, Hundafoss e Þjófafoss sono alcune delle tante cascate che segnano il territorio; le sorgenti calde del fiume Morsá e le grotte di ghiaccio del Morsárjökull; i giochi d’acqua lungo l’attacco della enorme lingua di ghiaccio di Skaftafellsjökull.

REYKJAVIK

Capitale più settentrionale d’Europa, Reykjavík non si sente certo isolata dal mondo. La città guarda lontano, come la statua bronzea dei due marinai al porto che scrutano il mare o come la barca vichinga stilizzata di Jon Gunnar Arnason, con la prua diretta verso l’oceano, che si trova sul lungo-mare. Nonostante i lunghi e bui inverni artici, Reykjavík è una città incredibilmente vivace, giovane e modaiola, molto attiva sul piano della cultura, dell’arte, del design e dell’architettura, nonché nell’ambito dei settori tecnologici, dopo che importanti investimenti nell’high-tech l’hanno resa particolarmente all’avanguardia. Affacciata sulle rive del golfo Faxafloi, si trova nella penisola di Reykjanes dove passa la dorsale medio-atlantica che attraversa tutta l’isola, determinando frequenti terremoti a cui gli abitanti sono ormai abituati. L’atmosfera della capitale è determinata inevitabilmente dall’ambiente naturale in cui sorge, tra distese laviche, monti, ghiacciai, geyser e acque fumanti, anche se il clima costiero è reso più mite dalla Corrente del Golfo. Le sorgenti geotermiche e le piscine naturali d’acqua calda allietano gli inverni altrimenti severi. Nel 1944, Reykjavík divenne capitale del nuovo stato indipendente della Repubblica d’Islanda. Posta a metà strada tra l’Europa e l’America, Reykjavík balzò alla ribalta del resto del mondo quando ospitò il vertice tra i capi di Stato Ronald Reagan e Michail Gorbačëv, ma se ne parlò molto anche per la seguente bancarotta finanziaria che ne ha segnato la sua storia.

DA VEDERE

Hallgrímskirkja: dall’inconfondibile campanile in cemento armato, alto 73 metri, questa chiesa luterana è l’edificio più alto d’Islanda e sovrasta il centro città da una collina nei pressi del centro pedonale. Costruita tra il 1940 e il 1974, la chiesa ha gli interni molto luminosi che riprendono le forme gotiche. Progettata negli anni Trenta dall’architetto Guðjon Samuélsson, che si ispirò alle forme basaltiche presenti nei paesaggi islandesi, le venne dato il nome del poeta Hallgrimur Pétursson. Un ascensore porta fino in cima alla torre che offre una vista panoramica sulla baia.

Perlan: un edificio spettacolare e dal design curioso, situato nel quartiere Öskjuhlið. Un’enorme cupola di vetro sovrastante sei serbatoi d’alluminio, contenenti ciascuno quattro milioni di litri d’acqua a 85°C, per il riscaldamento delle case e per la fornitura di acqua calda. Anche se il primo esperimento per sfruttare l’energia geotermica risale al 1755, è solo da pochi decenni che la tecnologia consente di farlo. L’idea di questo sito venne all’artista Johannes Kjarval nel 1930 ma bisognerà aspettare il 1991 per l’inaugurazione della struttura. All’interno, sotto la cupola vetrata, si trovano un piccolo museo, dei balconi panoramici, alcuni negozi e un ristorante girevole panoramico che compie una rotazione completa in due ore.

Porto Vecchio: data l’importanza della pesca nella storia dell’Islanda, il Porto Vecchio è sempre stata una delle zone più importanti e frequentate della capitale islandese. Oggigiorno, rappresenta senza dubbio uno dei luoghi più pittoreschi di tutta Reykjavík. Situato nella parte nord del centro storico di Reykjavík, il Porto Vecchio rappresenta una delle zone più affascinanti della capitale islandese. Oltre ad essere una delle migliori zone per mangiare a Reykjavík, il Porto Vecchio vanta diverse attrazioni turistiche e, soprattutto, un’atmosfera tradizionale marinara che permette di assaporare appieno la vera essenza dell’Islanda.

Harpa: si tratta dell’edificio più emblematico di Reykjavík insieme alla Hallgrímskirkja, seppur con uno stile alquanto diverso. Questa celebre sala concerti fu inaugurata nel 2011, dopo diversi anni di ritardi dovuti alla forte crisi economica che colpì l’Islanda fra il 2008 e il 2009. Se non avete l’occasione di assistere ad un evento musicale all’interno di quest’emblematico edificio, è comunque interessante visitare l’Harpa dall’interno per contemplare la bellissima architettura in vetro caratterizzata da un susseguirsi di motivi esagonali.

Nordic House (Norraena Husid): è stata progettata nel 1961 dal famoso architetto finlandese Alvar Aalto (1898-1976) e rappresenta uno dei suoi ultimi lavori meno conosciuti, un piccolo gioiello architettonico tra altri più grandi che ha firmato nel mondo. La struttura si fa notare già dall’esterno con l’estremità del tetto in ceramica blu mare profondo, l’esteso uso del bianco e la costante presenza del legno in tutto l’edificio. Come in molti suoi lavori, Aalto ha progettato anche l’arredamento interno, le lampade e le varie installazioni. Si possono fare anche tour guidati per approfondire la storia della Casa Nordica parallelamente a quella del famoso architetto. Nordic House è sede di mostre e di eventi importanti come la Nordic Fashion Biennale e Reykjavík International Film and Literary Festivals, inoltre ci sono una libreria e un negozio dedicato al design nordico e ai prodotti gastronomici.

Dómkirkjan: la cattedrale luterana risale al 1796, voluta da re Cristiano VII nel periodo di dominazione danese. Tutte le sessioni annuali del parlamento islandese iniziano nella cattedrale con una messa dedicata. Disegnata dall’architetto A. Winstrup, fu ampliata nel 1848, con un mix elegante di stili neoclassico e barocco. Da non perdere una passeggiata nella città vecchia, il quartiere tra il lago Tjornin ed il porto, una zona semi-pedonale molto animata con negozietti, case in legno, pietra o lamiera ondulata. Qui c’è Adhalstraati la più antica via della città, mentre al n.10 di Piazza Austurvollur trovate la casa più vecchia della città con la cattedrale Domkirkjan e l’Atltihn, il parlamento.

Laugavegur: con i suoi 2 chilometri di lunghezza, è una delle strade più lunghe e antiche di Reykjavík. Fu costruita nel 1885 per permettere alle donne di raggiungere le acque termali di Laugardalur per lavare i panni: non a caso, il nome “Laugavegur” significa proprio “percorso dell’acqua”. Tuttavia, a partire dal 1930, il percorso evolse insieme alla capitale islandese, perdendo così la sua funzione originale e divenendo una delle strade più belle della città grazie ai pittoreschi e imponenti edifici di stile islandese. Questa meravigliosa via pedonale, infatti, rappresenta il fulcro del centro storico della città nonché una delle zone migliori in cui alloggiare, seppur cara, soprattutto in alta stagione.

Per quanto riguarda l’offerta di intrattenimento, Laugavegur è probabilmente la strada più animata di Reykjavík, senza però essere eccessivamente frenetica. Percorrendola, infatti, potrete ammirare le facciate di boutique di moda, negozi di souvenir, ristoranti islandesi o internazionali e persino pub e discoteche: Laugavegur, infatti, rappresenta anche la mecca della vita notturna di Reykjavík. Inoltre, durante il vostro soggiorno a Reykjavík, viste le ridotte dimensioni del centro, Laugavegur diverrà il vostro punto di riferimento in città, in quanto situata nelle immediate vicinanze di luoghi come la Hallgrímskirkja, il Porto Vecchio e persino il Museo fallologico islandese.

Il Museo Nazionale: è una tappa d’obbligo, in quanto conserva oggetti sacri e oggetti risalenti al periodo della colonizzazione. L’oggetto più famoso è il portale di una chiesa scolpito intorno al 1200, che raffigura una scena di battaglia norvegese, mentre nel pianterreno si trovano attrezzi agricoli e nautici, modelli delle prime barche da pesca e ingegnosi strumenti per il lavoro nelle fattorie. Immediatamente dietro il museo si trova l’Istituto Árni Magnússon, una tappa obbligata per gli amanti dei manoscritti. L’edificio contiene una famosa collezione di volumi, tra cui il Landnámabók e il Njáls Saga, che furono restituiti dalla Danimarca all’Islanda dopo l’indipendenza. Se capitate qua di sabato o domenica poi potrete godervi il mercatino delle pulci di Kolaportid dove troverete libri, capi d’abbigliamento e specialità islandesi oltre ad una degustazione gratuita di carne di squalo per i più coraggiosi.

Einar Jónsson Museum: questo museo è dedicato al più celebre scultore islandese. Tutti gli appassionati dell’arte del XX secolo, in particolare degli esiti del misticismo in scultura, dovrebbero fare un salto in questa esposizione permanente, ubicata a sud della città vecchia. L’edificio, della forma di un cubo, fu progettato dallo scultore negli anni ’20, per riprodurre i motivi presenti nella sua produzione artistica.

Fjölskyldugarourinn e Húsdýragarourinn: chi non è islandese ha un primo indizio per capire che questo luogo è una combinazione di zoo e parco giochi: il suo nome bizzarro, quasi uno scioglilingua. Situato nel sobborgo di Reykjavik chiamato Laugardalur, a est della città vecchia, Fjölskyldugarourinn e Húsdýragarourinn è una località di svago molto amata dalle famiglie islandesi, in particolare da quelle che hanno bambini piccoli. Le aree dello zoo hanno recinti popolati di molti animali da cortile, uccelli, foche e renne, mentre il parco dei divertimenti recupera la tradizione dei popoli del nord in un curioso insieme di corse, plastici e campi da gioco.

Hafnarhúsio: gli amanti della cultura dovrebbero fare un salto a Hafnarhúsio, una serie di vecchi magazzini vicino al porto, che ospitano esposizioni permanenti di arte moderna islandese e mostre temporanee di artisti che vivono e operano oltre Atlantico.

Heiomörk: la più vasta distesa verde di Reykjavik sono i 2800 ettari di Heiomörk, una zona molto bella che si estende a est della città, piena di aree da picnic, sentieri per passeggiate e piste ciclabili. Tenete presente che nel parco non ci sono trasporti pubblici.

Kjarvalsstaoir: per vedere il lavoro di quello che è forse il più celebre artista islandese, visitate Kjarvalsstaoir, dove i paesaggi surreali di Jóhannes Kjarval instaurano un dialogo artistico con i muri interni della galleria.

Reoasafn: se cercate qualcosa di diverso, provate a Reoasafn, il Museo Fallologico di Islanda raccoglie i peni di tutti i mammiferi, raccolti e messi insieme così da poter essere contati (si, un esemplare umano è in mostra per gentile concessione di un vecchio patriota).

Tjörn: letteralmente “Lo stagno”, è un piccolo e placido specchio d’acqua, che segna il confine meridionale della città vecchia, con le sponde ornate da giardini pieni di colori, una fontana e l’Hljomskalinn, un gazebo costruito 80 anni fa affinché l’orchestra di ottoni della città avesse un luogo in cui provare. Lo specchio d’acqua è circondato da piste in cui si può correre e andare in bicicletta, e l’area è popolata da molte specie di uccelli, alcune delle quali stanziali (anatre e oche) e altre che arrivano qui nei loro viaggi migratori (la sterna artica). Qui molti abitanti della città si radunano non appena fa bello, siedono sull’erba a chiacchierare o si distendono in compagnia di un buon libro.

Il Giardino Botanico: non è molto grande ma è un autentico tripudio di fiori e alberi. Questo giardino, infatti, ospita circa il 65% della flora islandese, molto più ricca di quanto si creda comunemente. Qui, infatti, potete passeggiare respirando l’aria salutare delle betulle o il profumo del timo. Potete lasciarvi sedurre dalla morbida carezza del muschio che ricopre il suolo lavico.

Elliðaár: l’Islanda è conosciuta anche per i suoi salmoni e a Reykiavik troverete Elliðaár, il fiume dei salmoni, dove potrete vedere dei magnifici esemplari di salmone risalire la corrente per deporre le uova e godervi in pieno relax una bella pausa a contatto con la natura.

Hofoi: gli abitanti della capitale vanno molto fieri di questa villa in legno bianco in cui nel 1986 si sono incontrati Reagan e Gorbaciov per prendere accordi sul disarmo nucleare. Ha una vista davvero bella sulla baia.  Ed è davvero significativo che due esponenti politici così importanti abbiano scelto Reykjavik e soprattutto un edificio ufficiale ma non certo blindato, che giustamente, è diventato un simbolo di pace a livello internazionale.

Volcano Show: questo teatro offre l’eccezionale possibilità di vedere l’incubo vulcanico sotto (o sopra) il quale vivono gli islandesi. Qui si possono vedere le drammatiche immagini di alcune delle più importanti eruzioni del paese, tra cui il premiato film sulla nascita dell’isola di Surtsey, emersa dal mare durante un’eruzione nel 1963.

Lago Tjörnin: situato in pieno centro a Reykjavík, il lago Tjörnin è uno dei luoghi prediletti sia dagli islandesi sia dai turisti per fare una passeggiata e pattinare sul ghiaccio durante la stagione invernale, è un piccolo stagno urbano abitato da oltre 40 uccelli diversi, fra cui anatre, cigni e oche. Infatti, una delle attività predilette dagli abitanti di Reykjavík è fare una passeggiata sulle rive del lago per dare da mangiare agli animali e osservare uno degli scorci più belli della capitale. Durante l’inverno, gli islandesi e i turisti vivono il lago in una maniera completamente diversa, in quanto si congela trasformandosi in una perfetta pista da pattinaggio sul ghiaccio. Tuttavia, le autorità islandesi, preoccupate per le specie animali che abitano il Tjörnin, hanno attuato un sistema che utilizza le acque geotermali per scongelare una parte del lago e permettere così agli uccelli acquatici della zona di proseguire la loro vita indisturbati. Oltre a godere di una panoramica perfetta sul lago e assistere ad uno dei migliori tramonti di Reykjavík, sulle sponde del lago Tjörnin sono situate diverse attrazioni turistiche della capitale. Sulla sponda nord del lago sorgono due degli edifici più importanti della città, ovvero l’Althing e il Municipio di Reykjavík, all’interno del quale è custodita una curiosa mappa dell’Islanda in 3D. Sulla sponda est, invece, spicca la facciata verde e bianca della Chiesa libera di Reykjavík, nei pressi della quale si trova la Galleria nazionale d’Islanda, una delle istituzioni museali più famose della città. Infine, sulla parte sud-ovest del lago troviamo un idilliaco parco ricco di sculture create da artisti islandesi. A soli pochi metri da qui nasce il Museo nazionale d’Islanda, uno dei must di Reykjavík.

Sólfar: la scultura più famosa di Reykjavík fu progettata negli anni ’80 per commemorare il bicentenario della fondazione della città. Il suo autore, Jón Gunnar Árnason, ideò un’elegante scultura di acciaio che ricorda un’imbarcazione vichinga, rendendo così omaggio alla storia islandese e alla sua tradizione marinara. Lo scultore desiderava infatti che chiunque arrivasse a Reykjavík, vedendo quest’imponente nave di metallo, immaginasse di viaggiarvi a bordo. Attualmente il Sólfar si trova a nord di Reykjavík, sulle sponde dell’Oceano Atlantico, seppur l’ubicazione originariamente concepita dall’artista islandese fosse un’altra, più precisamente ad ovest della città, in un colle nei pressi del lago Tjörnin. Tuttavia, dal momento che la posizione inizialmente scelta dall’artista era lontana dal centro di Reykjavík, le autorità chiesero a Jón Gunnar di collocare la scultura nel luogo attuale, affacciata sul mare e con le montagne sullo sfondo. L’artista accettò la richiesta senza indugio e, grazie a questa modifica, il Sólfar si colloca oggi fra uno dei luoghi più immortalati di Reykjavík, sia per la struttura in sé sia per il paesaggio che la circonda. Pensate un pò: nei giorni sereni è possibile intravedere persino la Penisola di Snæfellsnes.

LAGUNA BLU: Situata a soli 50 chilometri da Reykjavík, la Laguna Blu rappresenta una delle principali attrazioni turistiche dell’Islanda.

Le sue acque termali turchesi e il paesaggio vulcanico che la circondano la rendono una vera e propria calamita per tutti i turisti che si apprestano a visitare il paese. E’ un enorme complesso termale dalla temperatura media di 38°C, caratterizzato da un sgargiante color celeste dovuto all’abbondante presenza di silice in acqua, sostanza particolarmente benefica per la pelle. La silice della laguna, infatti, viene utilizzata in uno dei trattamenti scrub per il viso offerti all’interno del complesso termale, oltre ad altre maschere a base di alghe o persino lava. Questa rilassante esperienza nelle salate acque termali della laguna è arricchita da tutta una serie di servizi, fra cui lettini sdraio, cascate idromassaggio, una grotta di vapore, fontane, bagni di vapore… E persino un bar a bordo piscina! Se lo desiderate, infatti, potrete ordinare una birra o una bibita senza uscire dalle calde acque della Laguna Blu. Considerata la grande affluenza di turisti interessati a visitare la Laguna Blu, vi consigliamo caldamente di prenotare il vostro biglietto per la Blue Lagoon con largo anticipo, sul sito: https://www.bluelagoon.com/, le fasce orarie meno popolari sono quelle della mattina e quelle alla fine della giornata. Potrebbero esserci meno persone alle h 07.00 o alle h 08.00 della mattina e quindi potresti riuscire a prenotare con scarso anticipo. Anche se l’ultima fascia oraria della giornata non è molto popolare, la laguna sarà comunque piena a quell’ora perché non c’è limite al tempo che vi si può trascorrere dopo l’ingresso e la maggior parte delle persone vogliono trattenersi per 2 o 3 ore. Tuttavia, anche quando la laguna è “piena”, avrete lo stesso a disposizione un sacco di spazio perché c’è un limite giornaliero al numero degli ingressi.

Come arrivare: dal parcheggio si snoda per qualche centinaio di metri attraverso la lava un sentiero pedonale che conduce all’entrata della Laguna Blu. Se non vuoi portarti dietro borse ingombranti durante la tua visita alla laguna, troverai un deposito bagagli in cui lasciarle all’inizio del percorso, vicino al parcheggio.  Il sentiero è accessibile a persone in sedia a rotelle, ma assicurati di indossare indumenti pesanti se vieni d’inverno. Questo percorso è magnificamente illuminato di sera e costituisce una splendida porta di accesso a questo luogo soprannaturale. Dopo essere entrato nell’edificio della reception, potresti dover fare un pò di fila prima di parlare con un membro dello staff che ti consegnerà un braccialetto digitale e, se hai ordinato un pacchetto Comfort, Premium o Luxury, anche un asciugamano, un accappatoio e un paio di ciabatte.  Quando avrai superato la reception, dovrai toglierti le scarpe e accedere allo spogliatoio per gli uomini o a quello per le donne. Potrai lasciare i tuoi vestiti in un armadietto e chiuderlo col tuo braccialetto digitale. Poi dovrai farti la doccia completamente nudo, prima di metterti il costume e poter entrare nella laguna. Alcuni potrebbero non essere abituati a farsi la doccia nudi, ma è obbligatorio in tutte le piscine pubbliche in Islanda. L’acqua della laguna non contiene cloro e quindi è fondamentale che le persone si immergano completamente pulite. Ci sono box doccia con tendina se non ti trovi a tuo agio a usare le docce comuni, ma possiamo assicurarti che nessuno si mette a fissare! Lascia l’asciugamano all’interno vicino alle docce invece di portarlo fuori nella laguna con te (potrebbe piovere o nevicare e quindi l’asciugamano si bagnerebbe). Quando ti sarai immerso, fai un salto al bar nella laguna, dove è possibile acquistare da bere usando il braccialetto digitale. C’è anche un mud bar, dove potrai farti una maschera per il viso al fango di silice, inclusa nel prezzo del biglietto. Se prenoti il pacchetto Premium è inclusa anche una maschera alle alghe, ma puoi anche acquistarla a parte con il braccialetto digitale. Esplora la laguna, lascia che l’acqua ti scenda sulle spalle sotto la piccola cascata vicino alle saune e purifica la pelle nelle 3 diverse saune e bagni turchi. Se hai prenotato un massaggio in acqua, potrai godertelo in un luogo apposito vicino alle saune.

Se fuori è buio, prova a guardare verso il cielo in cerca delle aurore boreali!

Cosa e dove mangiare

Negli ultimi decenni i giovani chef sono riusciti a creare un’interessante immagine gastronomica del cibo islandese e oggi, in città, ci sono numerosi buoni ristoranti e piccoli caffè dove si possono mangiare ottimi piatti veloci. I prezzi sono in genere alti ma la freschezza e la qualità sono assicurate: il pesce proviene dalle acque incontaminate che circondano l’isola, la carne proviene da allevamenti che pascolano liberi nelle brughiere e la verdura è coltivata sull’isola, all’aperto o in serra. Tra gli indirizzi da non perdere, è il Perlan (Öskjuhlíð) dove i tavoli del ristorante sono posti su una piattaforma girevole, coperta da una cupola di vetro, da cui si ammira il paesaggio e, in stagione, consente di cenare con il Sole di Mezzanotte. La cucina propone piatti di pesce (come la trota affumicata, il merluzzo, il tempura di aragosta e capesante o il carpaccio di balena), di carne (come il filetto d’agnello grigliato) e dessert con vari frutti di bosco. Diversa è l’atmosfera raccolta, accogliente ed elegante di Við Tjörnina (Tjarnargata 11), dove si servono i migliori piatti di pesce della città, preparati con un giusto equilibrio tra tradizione ed eccentricità. Si possono sperimentare piatti con carne di squalo, il sushi di trota, le uova di merluzzo e come dessert, il delizioso gelato al rabarbaro. Altrimenti si può stare su piatti più tradizionali a base di merluzzo, cozze blu o carne d’agnello.

Da Sjávarkjallarinn Seafood Cellar (Aðalstræti 2, tel. 0034.5111212) usano solo prodotti freschi di stagione che la natura islandese può offrire, con solo qualche eccezione scandinava. Il pesce è senza dubbio il cavallo di battaglia della giovane e super-promettente chef che conduce la cucina, con qualche scelta di carne.

Al ristorante di Siggi Hall, una celebrità del piccolo schermo, è all’interno dell’Hotel Óðinsvé (Ódinstorg), e si serve una cucina islandese ispirata a quella francese e spagnola, con grande uso degli ingredienti locali stagionali. Nel menu non mancano i piatti a base di pesce e crostacei, ma anche baccalà e agnello. Icelandic Fish & Chips (Geirsgata) è un bistro dove si trova il pesce del giorno, accompagnato da insalate al mango o salse al coriandolo e zenzero mentra da þrír Frakkar (Baldursgata 14) l’ambiente è marinaro, e anche qui sono molti i piatti di pesce nel menu, oltre alla scelta tra alcuni uccelli di mare, da provare l’halibut un pesce piatto tipico dei mari freddi. 

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