Visitando i Parchi Nazionali del Nord America

I parchi nazionali americani rappresentano uno dei migliori esempi di coscienza ecologica: da oltre 120 anni gli Stati Uniti si sono impegnati a creare una vasta rete di riserve naturali, e alla prima inaugurazione (quella del parco di Yellowstone) ne sono seguite nel frattempo altre 334. Gli Americani vanno fieri di questo primato, anche perché Yellowstone ha aperto la strada a una cultura della “wildlife protetta” che ha avuto successo in tutto il mondo. Nei parchi statunitensi si paga in genere un biglietto d’ingresso (dai 50 cents ai 3$, sconti per chi visita più parchi) e i visitatori devono attenersi a regolamenti rigidi che i ranger fanno scrupolosamente osservare: dal rispetto della flora e della fauna, all’osservanza di norme per il campeggio e il picnic.

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Grand Canyon

Il Parco Nazionale del Grand Canyon non ha certo bisogno di presentazione. Istituito dal Congresso nel 1919 ed inserito nella lista dei luoghi patrimonio dell’umanità dall’Unesco negli anni ’80, è uno dei principali parchi americani, sia per quanto concerne l’estensione, la bellezza degli scenari e il volume dei visitatori.

Il Parco copre soltanto una parte, benché la maggiore, dell’estensione complessiva del Grand Canyon: questo si allunga per circa 450 Km lungo il corso del fiume Colorado, dalla sua uscita dal Lago Powell a monte, fino al suo ingresso nel bacino artificiale del Lago Mead, a valle. La larghezza media di questa enorme “ferita” della crosta terrestre è di circa 16 km e la sua profondità di circa 1500 m.

Il fiume Colorado, nel percorrere il Canyon ed incidendo l’altopiano che da esso prende nome, perde circa 650 metri di quota.

L’aspetto più interessante del Grand Canyon da un punto di vista geologico è la stratificazione successiva delle rocce che ne compongono i versanti con le testimonianze fossili rinvenibili in alcuni di detti strati.

La profondità della gola ha una valenza temporale: il fiume Colorado, nel suo punto più profondo, Granite Gorge, affonda di circa 2 miliardi di anni nel passato della Terra. Gli strati più profondi ed antichi, costituiti da scisti e graniti, testimoniano del tempo in cui la superficie terrestre era interessata e sconvolta da sommovimenti interni: gli strati superiori, più recenti, costituiti da arenarie e calcari, recano i segni di un alternarsi di mari, deserti e pianure alluvionali.

Sono stati definiti e classificati 12 strati successivi di roccia, ciascuno con proprie caratteristiche fisiche quale ad esempio la durezza, che ha caratterizzato le differenze del profilo delle sponde del Canyon, ora parete verticale, ora pendio digradante, e la presenza di particolari sedimenti che conferiscono una colorazione differente da quella sovrastante o sottostante. Va inoltre notato che la conformazione tortuosa e tormentata del complesso del Grand Canyon è la risultante del sistema fluviale che ne ha eroso i versanti: il già citato fiume Colorado, i suoi tributari e i suoi subaffluenti.

Da entrambi i lati del Canyon sono rinvenibili sistemi di canyons laterali, le cui ampiezze e profondità rivelano il tipo di corso d’acqua responsabile: a carattere perenne o torrentizio temporaneo.

VISITATORI: il Grand Canyon National Park si estende nell’Arizona nord occidentale: la città più vicina al parco è Flagstaff. Per accedere alla sponda sud, South Rim, aperta tutto l’anno e più frequentata, gli itinerari consigliati sono i seguenti: percorrendo la I 40 provenienti da ovest, uscita a Williams ed imboccare la US 64 in direzione nord; provenendo da est sulla I 40 uscita a Flagstaff città e proseguire sulla US 180 in direzione nord; le due citate strade si uniscono poco prima di giungere all’ingresso del parco. L’accesso alla sponda nord, North Rim, aperta di regola da maggio a metà ottobre, salvo avverse condizioni climatiche od altre eventualità comunicate dal corpo dei Rangers, si snoda lungo la US 89 proveniente dall’attiguo stato dello Utah toccando Kanab e Fredonia fino a Jacob Lake, dove si procede lungo la US 67 fino al centro accoglienza visitatori. Da qualunque direzione si giunga, i servizi logistici sono in loco.

Antelope Canyon

Nei dintorni di Page, nord Arizona, si trovano alcune meraviglie della natura che non si possono perdere nel contesto di un viaggio negli USA ovest.

Una è Antelope Canyon che si trova a 8 km (4,6 miglia) appena ad ovest di Page percorrendo la US 98 W bisogna svoltare a destra all’indicazione per trovarsi al Visitor’s Center di questa meraviglia. Si tratta di un canyon sotterraneo con diverse aperture nella volta rocciosa e queste aperture permettono l’ingresso dei raggi solari che, colpendo le coloratissime pareti, rendono un gioco di luci e colori degno del miglior scenografo. Si cammina a piedi per oltre un’ora dentro questo canyon rimanendo sempre con lo sguardo all’insù per cercare di captare il prossimo raggio di sole e stupirsi della meraviglia di colori e giochi di luce. Per godere di questa meraviglia il consiglioè di effettuare la visita in piena estate e a mezzogiorno o comunque nelle ore centrali della giornata quando il sole entra quasi perpendicolarmente nelle fessure ma bisogna prenotarsi perché l’afflusso di turisti è notevole.

Tornando verso Page e superando il centro abitato ci si trova sulla Glen Dam; la diga che forma il Lake Powell. E’ d’obbligo una sosta proprio sulla diga per ammirare il lago blu tra pareti di roccia rossa sul lato nord e il profondo canyon sul lato sud della diga. A circa 7 km (4,3 miglia) a nord della diga c’è Wahweap il porto in cui è possibile effettuare escursioni in barca sul lake Powell per scoprire le meraviglie che si nascondono nelle mille insenature (archi di pietra, pareti colorate, isolette oppure la semplice navigazione sul Colorado).

Ma le meraviglie non sono ancora finite. infatti a 5 km (3,5 miglia) a sud ovest di Page, percorrendo la US 89 S si trova Horseshoe Bend in italiano “Ferro di cavallo” per la forma che assume in questo punto il fiume Colorado. Dopo aver lasciato l’auto nel piazzale bisogna percorrere un km su una pista sabbiosa e polverosa prima di arrivare al punto di osservazione.

La strada da percorrere a piedi è in leggera discesa in andata ma viene di salita al ritorno e non c’è alcun riparo e in piena estate è davvero pesante in quanto il sole picchia duro. Portarsi acqua a sufficienza e coprirsi per evitare severe scottature. 

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Bryce Canyon National Park

Il Brice Canyon National Park nello Utah risale al 1928, quando il Congresso degli Stati Uniti decise di trasformare in Parco Nazionale il precedente Bryce Canyon National Monument, creato cinque anni prima. Sin dai primi anni del 1900 numerosissimi visitatori e studiosi venivano in questo luogo per vedere le straordinarie, colorate e bellissime conformazioni rocciose di queste montagne.  Attualmente, il Bryce Canyon National Park, vanta una superficie di più di 37.000 acri ed è visitato ogni anno da quasi 2 milioni di visitatori provenienti da tutto il mondo.

A differenza del suo nome, il Bryce Canyon non è la risultante di una gola nella roccia che si ottiene con il passare inesorabile delle acque di un fiume, si trova a oltre 2700 metri di altitudine ed è formato da alcune formazioni che prendono il nome di hoodoos. Storicamente, si sa che l’altopiano del Colorado (il Colorado Plateau) è stato abitato fin da epoche antichissime, tanto che si possono trovare vicino al Bryce tracce di insediamenti di Anasazi e Fremont, due antiche popolazioni americane.  Più recentemente, all’epoca della colonizzazione europea, la zona era abitata dai Paiutes, i quali ritenevano che le conformazioni del Bryce Canyon fossero antiche e leggendarie persone trasformate in pietra dai Coyotes. Le origini del Bryce Canyon sono alquanto singolari, si tratta della derivante della sedimentazione di un grande lago della preistoria che, con il tempo, è passato dai seicento metri di profondità agli attuali oltre duemilasettecento di altezza. Un evento straordinario che, con l’ausilio di componenti atmosferici, hanno dato vita ad uno degli spettacoli della natura più incredibili e straordinari.

Le rocce del Bryce Canyon sembrano volutamente allineate e le forme delle guglie danno l’impressione, all’occhio di chi osserva anche solo distrattamente, di rappresentare diverse figure. Un pò come una sorta di stalagmiti e stalattiti a cielo aperto. Alcune guglie sembrano statue scolpite con cura, altre rappresentano figure animali. Anche il colore, rossiccio della roccia erosa, contribuisce a questo straordinario fascino. Il gioco della luce poi, diventa uno degli spettacoli naturali necessariamente da non perdere.  Il nostro consiglio è quello di trascorrere almeno 24 ore all’interno del parco, in modo da osservare i colori ed il modo in cui essi cambiano a seconda delle ore del giorno e dell’inclinazione dei raggi del sole. Ovviamente, i momenti più spettacolari sono il tramonto e l’alba. Consigliamo anche, se ve la sentite, di entrare almeno in una delle gole in mezzo alle conformazioni rocciose del Canyon (magari in quella cosiddetta “Giardino della Regina”, data la sua spettacolarità). Tenete tuttavia in mente che la discesa pare facile, ma che poi occorre anche risalire e la pendenza non è da poco…

INFORMAZIONI: Bryce Canyon National ParkPO Box 17000, Bryce Canyon, UT 84717-0001

VISITATORI: è visitabile tutto l’anno, anche se i periodi di maggior afflusso sono da giugno a settembre. Il Visitor Center è aperto tutti i giorni dalle 8 alle 20 (con piccole variazioni nella stagione invernale) ed è facilmente raggiungibile entrando nel parco da Nord, attraverso la statale 63. Il pedaggio d’ingresso è settimanale. Per le persone a piedi o in bicicletta l’ingresso costa (per 7 giorni) intorno ai 5$, mentre per entrare con l’automobile (sempre per 7 giorni) si pagano circa 10$.

All’interno del parco è presente il Bryce Canyon Lodge, con 114 stanze per soggiornare immersi nello splendido panorama del parco, con ristorante, ufficio postale e negozietti per souvenirs e per alcuni (minimi) generi alimentari.

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