Madrid & Andalusia

Viaggio su Misura in Aereo, Treno e Bus

13 Giorni/12 Notti

Partenze: Giornaliere  

Durata: è possibile adeguare il programma su misura in base alle vostre esigenze, aumentando o riducendo il numero dei giorni, richiedete informazioni scrivendo a: prenotazioni@barbirottiviaggi.it

Quote a partire da: € 1.750,00 a persona

Riepilogo dei Servizi inclusi

Assicurazione Top Booking Barbirotti: che include: Coperture spese Medico/Bagaglio e Annullamento

  • Visita all’Alhambra e Generalife – guida in italiano (durata 3 ore)

Routing Aereo: è possibile prevedere partenze e arrivi per e da altri aeroporti. 

Data Partenza dahArrivo ahBagaglio
1° GiornoAereoNapoli14.00Madrid16.401Pc
5° GiornoTrenoMadrid Puerta de Atocha14.32Granada17.52 
7° GiornoBusGranada12.00Siviglia Plaza de Armas15.00 
10° GiornoTrenoSiviglia Santa Justa15.43Cordoba16.25 
13° GiornoTrenoCordoba10.03Madrid Puerta de Atocha11.56 
13° GiornoAereoMadrid16.25Napoli19.051Pc

Soggiorno:

            LocalitàHotelArrivoPartenzaNottiBaseNote
MadridPetit Palace Arenal1° Giorno5° Giorno4Ob 
GranadaVincci Albayzin5° Giorno7° Giorno2Bb 
SivigliaHotel Becquer7° Giorno10° Giorno3Ob 
CordobaEurostars Conquistador10° Giorno13° Giorno3Ob 

Legenda: Ob= Solo Pernottamento Bb= Prima Colazione – 1PC = Bagaglio da stiva incluso

Valutazione personale dell’Agenzia Barbirotti relativa a questa proposta di Viaggio. Classificazione: Alta–Media– Bassa.
Servizi in generale: Medio/Alti + Sostenibilità: Alta. (vedi le Faq nel sito www.barbirottiviaggi.it).

Perchè questo Viaggio

  • Visita dell’Alhambra
  • Non hai bisogno dell’auto
  • Città Patrimonio dell’Unesco

VISITANDO

MADRID

TRASPORTI:

Metropolitana – una rete di 11 linee che viaggiano tutti i giorni dalle h 06.00 all’una e mezza di notte, fanno della metropolitana il mezzo più comodo e veloce per spostarsi da una parte all’altra di Madrid. La rete sotterranea arriva praticamente dappertutto ed offre in una decina di stazioni il collegamento con la rete ferroviaria urbana (treno de cercanias) che raggiunge la periferia della capitale. Se si usa frequentemente la metro durante il soggiorno sono convenienti sia il biglietto da 10 corse che il “Metrobus”, abbonamento di 10 tragitti valido su metro e autobus.

Autobus e treni locali – sugli autobus madrileni si acquista il biglietto a bordo e si gira la città dalle h 06.00 fino a mezzanotte. Il servizio – capillare e comprendente sia la città che la periferia – è gestito dalla EMT. Alle fermate un cartello blu reca il numero della linea e le principali fermate lungo il percorso. A Madrid troverete anche il biobus, vetture che utilizzano una miscela di gasolio ed olio di girasole.

I cosiddetti ”treni de cercanias” – gestiti dalla RENFE – coprono a differenza dei convogli normali tratte di percorso corto. In alcuni casi le linee dei treni sono collegate alle stazioni della metropolitana; basta cercare il caratteristico simbolo della “ci” rovesciata per trovare le fermate che dal trasporto sotterraneo accompagnano ai treni della periferia.

Taxi libero: cartello verde sul parabrezza, a fine servizio: un cartello rosso con il nome della destinazione indica che il taxi accetta solo passeggeri diretti in quel quartiere. Tariffe, supplementi: servizio notturno, domenica e festivi, alle uscite delle stazioni, dell’aeroporto, dello stadio o dell’arena.  La mancia non è obbligatoria, ma ben accetta. Se a fine corsa il costo vi sembra eccessivo, richiedete la ricevuta ufficiale (bianca con lo stemma della città e con il numero di licenza in foratura) ed inviatela al servizio del Comune: Area de Circulacion y Transportes Plaza de la Villa, 4 28005 Madrid.

MADRID CARD – è il “lasciapassare” ideale per visitare la città concedendosi un pò di tutto e spendendo un pò di meno, la nuova carta turistica della capitale spagnola. Con una validità che da una sola giornata si può estendere fino a cinque, la Card consente al turista l’accesso gratuito a 50 musei della città e dei dintorni; dal Prado al Reina Sofia, dall’Escorial al Museo Archeologico è possibile visitare i centri espositivi principali della città. La carta turistica permette inoltre di utilizzare gratuitamente sia il trasporto pubblico che il pulmann turistico “Madrid Vision”; “compresa nel prezzo” anche la visita della Madrid degli Asburgo. Sono inoltre previsti facilitazioni e sconti in negozi, ristoranti e locali notturni. La tessera si acquista presso l’Ufficio Municipale del Turismo di Madrid, l’Ufficio Turistico della Comunità di Madrid, nel chiosco “Madrid Vision” vicino al Museo del Prado, sugli autobus. Esistono anche biglietti di corsa semplice senza limite di percorrenza ed un biglietto, il bonometro diez viajes (biglietto bianco e rosa), che consente di effettuare 10 corse ed è valido anche sugli autobus.

I biglietti sono in vendita nelle stazioni della metropolitana, negli estancos e nelle edicole.

COLLEGAMENTI DA E PER L’AEREOPORTO: Madrid possiede un solo aeroporto internazionale, il Madrid-Barajas, 15 Km a nordest della città.

Metro – il modo più veloce per arrivare al centro è la Metro, Linea 8, in funzione dalle h 06.00 alle h 01.30. La stazione della metro si trova all’interno dell’aeroporto, giusto al centro dei terminal, all’altezza del numero 2. Per arrivare al centro ci vogliono circa 40 minuti; il biglietto singolo costa € 2.

Autobus – dall’aeroporto con gli autobus gialli si raggiunge (in circa 30 minuti, traffico permettendo) Plaza de Colon (capolinea ai Jardines del Descrubrimento). Il servizio effettua le fermate di Canillejas, Avenida de America Maria de Molina, e Velazquez. Il primo autobus alle h 04.45, il secondo alle h 05.45, dalle h 05.45/07.00 ogni 15 minuti, dalle 07.00/22.00 ogni 10 minuti e dalle ore 22.00/01.30 ogni 30 minuti.

Taxi – il parcheggio si trova all’uscita dell’aeroporto. Le vetture autorizzate sono bianche con una banda laterale rossa Richiedono un supplemento per il centro e per i bagagli. Tutti devono essere muniti di tassametro; in genere le tariffe sono esposte in modo chiaro e leggibile su uno dei finestrini posteriori.

EVENTI: la “Festa Nazionale Spagnola” è conosciuta anche come “giornata della hispanidad”, ed è un evento carico da decenni di polemiche e controversie. E’ il giorno dedicato alla commemorazione della scoperta dell’America da parte della Spagna, ma la sua denominazione ufficiale è stata centro di scontri sin dall’inizio. La scoperta dell’America fu un evento senza pari per la Spagna: la proiezione linguistica e culturale che ne derivò avvenne in un periodo in cui lo stesso Stato stava subendo un processo di “creazione” in cui le differenti realtà peninsulari si stavano integrando in unico regno. Nel 1987, però la legge venne cambiata, e si stabilì il 12 Ottobre come la ricorrenza della scoperta dell’America e “Festa Nazionale di Spagna”, senza riferimento alcuno alla Hispanidad. Le celebrazioni per “Festa Nazionale Spagnola” culminano con una sfilata militare in “Plaza de Colòn” a Madrid, a cui partecipano la Famiglia Reale e i rappresentanti di tutti i poteri dello Stato e delle Comunità Autonome.

NEGOZI: dalle h 09.30 alle h 14.00 e dalle h 16.30 alle h 20.00, alcuni fanno orario continuato, in estate l’orario è variabile.

Grandi magazzini e Centri commerciali:

El jardin de Serrano – Goya 6/8 – è il centro commerciale che ha vinto il Premio europeo del Design nella sua categoria. Elegante, salottiero ed in ottima posizione. Due piani di negozi di lusso; grande bar; piacevole giardino ombreggiato e fresco.

ABC Serrano – Serrano 61 – costruito nel vecchio edificio del giornale ABC & Blanco y Negro ed inaugurato recentemente.

Quattro piani di negozi di tutti i generi; arredamento vivace e piacevole; affacciato sul paseo de la Castellana.

Multicentro Serrano 88 – Serrano 88 – uno dei primissimi centri commerciali della città; accanto a boutique di moda e negozi con articoli da regalo, si trova anche un simpatico bar.

El corte ingles – Preciados da 1 a 4, Metrò: SOL, succursali: Raimundo Fernandez Villaverde 79; Princesa 42; Goya 76, Serrano 47, Goya 87. La catena offre anche servizi diversificati: bar e ristoranti, saloni di bellezza e parrucchieri, tabaccherie, supermercati.

A Madrid ci sono circa 16 magazzini El Corte Ingles, tutti situati strategicamente e complementari tra loro: ad esempio nel centro di Goya 76 si trovano articoli di moda e pelletteria, bigiotteria e profumi, un reparto di sport; un pò più avanti (Goya 87) si possono acquistare articoli per la casa, libri, accessori per la fotografia, dischi e video. La grandissima varietà di articoli, di marche e di prezzi, l’efficacia e la qualità dei servizi sono stati e continuano ad essere il motivo del loro successo.

Un discorso a parte bisogna farlo per la Esquina del Bernabeu, il quartiere più moderno della città, dove sono rari i negozi tradizionali di artigianato, ma vi si trovano, però, molti centri commerciali, funzionali e vivaci.

Musgo – Paseo de la Habana, 34; Metrò: Santiago Bernabeu. Succursali: Hermosilla 34; Serrano 18. Le vetrine, addobbate con oggetti vari adatti per ogni età e gusto sono particolarmente belle nel periodo natalizio. In questi negozi si possono trovare vestiti, accessori di pelletteria, gioielli ed orologi, centinaia di oggetti decorativi ed articoli utili per la casa, persino dei piccoli mobili.

Massimo Dutti – Paseo de la Habana, 40; Metrò: Santiago Bernabeu. Succursali: Velazquez 46.

Il principio di Massimo Dutti è quello di proporre articoli diversissimi di abbigliamento uomo e donna, ad un unico prezzo.

Coronel Tapioca – Paseo de la Habana 52; Metrò: Santiago Bernabeu. Succursali: Goya 27, Genova 23. Tutta l’attrezzatura per avventurieri ed esploratori urbani: dai gilè con molte tasche agli stivali anfibi, e poi borracce, berretti da montagna, zaini, bussole, casacche di tela o di cuoio, lampade da tasca, maglioni e pullover; ma anche abiti sportivi da portare in città e accessori di sicuro comfort per ogni occasione. Prezzi modici.

Moda shopping – Avenida General Peron 40 – grande centro commerciale con più di 70 negozi di ogni genere.

Todo Real Madrid – Avenida Concha Espina 1 – centro commerciale; all’ultimo piano, negozio dedicato interamente alla squadra dicalcio del Real Madrid.

Antonio Parriego – Avenida Concha Espina 1 – una delle 5 boutique Parriego di Madrid. Scarpe ed accessori di pelle di qualità, prezzi ragionevoli.

SHOPPING: che cosa acquistare? Un costume da torero, un abito da sevillana, le nacchere, una mantiglia, un ventaglio, una collana di perle Majorca o un oggetto decorato con la tipica damaschinatura di Toledo, una borsa ed un paio di scarpe all’ultima moda; abbigliamento in pelle e la maglia del Real Madrid, dell’olio di oliva o del turron. Articoli di lusso nel quartiere di Salamanca; gioielli in calle de Serrano e nella Gran Via; moda creativa in calle Almirante; oggetti tradizionali intorno alla Puerta del Sol. Due gli appuntamenti annuali con i rebajas de temporada (i saldi): a gennaio/febbraio e a giugno/luglio.

RISTORANTI: per il pranzo che si consuma non prima delle 14.00, è consigliabile prenotare. La cena, invece, non è più tardi come un tempo, anche se non ci si siede a tavola fino alle 21.30. Naturalmente nessuno vieta di pranzare o cenare in anticipo rispetto a questi orari; anche i ristoranti si sono abituati a rispettare le esigenze degli avventori stranieri. Le tascas erano, nel XIX sec., rivendite di vino dove la padrona, tra le quali spicca la leggendaria Dona Maria Aroca, cucinava alcuni piatti semplici da accompagnare ad un bicchiere di vino, come il cocido, stufato di cavoli, chorizo piccante e ceci. Col tempo alcuni locali hanno ufficializzato la funzione di ristorante, diventando così tascas ilustradas, questi posti dalla cornice semplicissima e dai variopinti Azulejo sono ancora molto numerosi a Madrid.

DI SERA: appena arriva la bella stagione, sempre in anticipo a Madrid, la gente torna a popolare freneticamente il proprio spazio estivo: la strada. Fra aprile e giugno, le feste per la riapertura dei bar all’aperto danno il via a una vera e propria fioritura di sedie ed ombrelloni sull’asfalto. L’invasione dei marciapiedi madrileni si protrae fino all’autunno è un mondo che rinasce intorno a caffè e bibite. Non mancate di gustare questo delizioso aspetto della vita madrilena. “Vamos de juerga”, dicono i madrileni che si apprestano ad uscire, poco inclini agli incontri privati, quindi si accalcano in uno dei tanti locali, cosi numerosi da potere dire che in  un quartiere di Madrid ve ne sono di più che in tutta la Svizzera. Madrid è composta di una moltitudine di villaggi, nelle piccole strade tortuose dei vecchi quartieri popolari di La Latina, Lavapies, Malasana, la Huerta e Chueca, che si sono preservati dall’agitazione dei grandi boulevard, il tempo sembra essersi fermato. Riprende il suo corso la sera, quando una fauna di nottambuli invade le viuzze.

A nord si trova la Madrid più moderna con i suoi centri d’affari come La Castellana, e gli eleganti quartieri borghesi di Salamanca e Chamberi. Le grandi arterie del Paseo del Prado, della Gran Via e de La Castellana costituiscono il collegamento tra questi universi cosi differenti.

Gran Via – Metrò: Gran Via, Callao, Plaza de Espana.

L’apertura della Gran Via fu una grande operazione di “chirurgia urbana” degli inizi del 1900; simbolo di una città mondana e cosmopolita, essa mostra il meglio dell’architettura degli anni ‘20, in cui era il luogo più raffinato della città, ricca di luci e di sale di divertimento.  La strada è lunga circa 1 km e mezzo, ospita alberghi, cinema, banche. E’ la strada dello shopping e ritrovo dei madrileni.  Il monastero delle Descalzas Reales, che ospitava un tempo le nubili o vedove Absburgo, possiede un bel giardino proprio nel centro congestionato della metropoli.

Parque del Ritiro – Metrò: Retiro, Principe de Vergara, Atocha, Ibiza. Sempre aperto, ingresso gratuito. Giardino dell’omonimo palazzo, sistemato per abbellire la corte di Filippo IV, all’interno il grande stagno dove si possono noleggiare barche è dominato dalla statua equestre di Alfonso XII.

Le mostre si tengono in due edifici: il palacio de Velazques ed il bellissimo palacio de Cristal, in ferro e vetro, ispirato al Crystal Palace di Londra e costruito come un grande giardino d’inverno. I due edifici sono ornati da azulejos di Daniel Zuloaga.

Palacio Real – Metrò: Opera. Apert.: da ottobre/marzo: lun./sab. dalle h 09.3015.00. Aprile/settembre: lun/sab. h 09.0016.00.

E’ uno degli edifici più imponenti della città. All’interno del Palazzo si segnalano, in particolare, la sala del Trono con una magnifica vista sui giardini del Campo del Moro; la sontuosa sala da pranzo (Comedor); la Sala di Porcellana; la sala Gasparini e la Cappellache conserva una straordinaria collezione di strumenti a corde. I giardini del Palazzo o Campo del Moro, si estendono sul lato nord dell’edificio e davanti alla facciata; vi si accede dal più imponente dei due scaloni. Particolarmente belle sono le fontane dei Tritoni e delle Conchiglie.

Plaza de Espana – uno dei punti nevralgici di Madrid, è il vivacissimo punto di partenza della Gran Via, l’arteria stradale madrilena più frequentata; il suo perimetro è pieno di simboli cittadini. Al centro trova spazio la statua di uno spagnolo tra più famosi nella letteratura mondiale: si tratta di Cervantes che precede i protagonisti della sua saga, Don Chisciotte e Sancho Panza. Ai lati si stagliano – entrambi oltre i 100 metri – l’Edificio España e la Torre di Madrid, prodigi architettonici degli anni Cinquanta.

Plaza Mayor e Puerta del Sol – situate a poche centinaia i metri l’una dall’altra, la Plaza Mayor e la Puerta del Sol si contendono idealmente il titolo di piazza più bella di Madrid; in entrambi i casi il turista che le raggiunga ne rimarrà sicuramente affascinato. L’attuale Plaza Mayor, la più vasta piazza del centro storico, oggi è uno dei luoghi più visitati per l’unitarietà della sua architettura, per i negozi ed i ristoranti, è opera dello stesso architetto del Museo del Prado. Al centro s’innalza la statua equestre di Filippo III. Testimone in passato di processi dell’Inquisizione e di canonizzazione di Santi, la splendida piazza accoglie invece al giorno d’oggi madrileni e turisti ai tavolini dei tanti caffè presenti sotto i suoi portici e spesso regala gratuite e festose esibizioni di artisti di strada. Meta irrinunciabile del passeggio in città, la piazza emoziona anche per i singolari affreschi dell’edificio principale, la Casa de la Panadéria (panetteria), la più antica costruzione della piazza, era il luogo privilegiato per assistere alle corride, ai combattimenti a cavallo, agli auto da fé e agli spettacoli teatrali. Ogni domenica qui si svolge il mercato filatelico, oltre alle feste popolari e ai concerti.

Il luogo migliore per cominciare a conoscere Madrid è la Puerta del Sol, chiamata semplicemente Sol dai madrileni, antico ingresso orientale della città è poco più di un grande incrocio con fermata d’autobus, ma è centralissima.

La Porta del Sol è forse il vero cuore della città, è tra i luoghi più significativi di Madrid; è in questo ovale che passa il “chilometro zero” a partire dal quale si calcolano le distanze in tutto il paese ed è in questa piazza che si trova la statua emblema della città, un orso che addenta una pianta di “madroño” (corbezzolo). La piazza, trafficatissima di per sé, diventa ancora più caotica l’ultimo giorno dell’anno; in cima alla “Casa del Correos” si trova infatti l’orologio più importante della città, quello che i madrileni seguono con i 12 beneauguranti chicchi d’uva per i primi rintocchi dell’anno nuovo.

Tre statue ornano la piazza: quella di Venere, l’Orso con il Madroño e quella di re Carlo III.

Plaza de Cibeles e Plaza de la Independencia – situate entrambe lungo l’animata Calle de Alcalà, rappresentano rispettivamente il punto di partenza del Paseo del Prado e uno degli ingressi del Parque del Buen Retiro.

Plaza de Cibeles – al centro della quale si trova l’omonima fontana sormontata da una Sibilla molto cara ai madrileni – è circondata da edifici che ne delimitano il perimetro in maniera monumentale: il Novecentesco Palacio de Comunicaciones, il rinascimentale Banco de España ed il barocco il Palacio de Linares, che ospita il centro culturale Casa de America.  Al centro della Plaza de la Independencia – da cui si entrava anticamente a Madrid – spicca la Puerta de Alcalà, scolpita in granito per volere di Carlo III; di notte l’arco di trionfo in stile neoclassico è ancora più suggestivo, grazie all’ottima illuminazione. Al lato della piazza si apre anche uno degli ingressi al Parque del Retiro.

Plaza Monumental de toros de las ventas – Metrò: Ventas.

Madrid ospita una delle arene più grandi del mondo, la Plaza de Toros Monumental de las Ventas, tra i luoghi migliori per assistere a una corrida, l’anacronistica costruzione eretta nel 1931, chiude una delle piazze più grandi e più adatte all’arte della corrida di tutta la Spagna. All’esterno sono i monumenti a Josè Cubero Yiyo e Antonio Bienvenida, morti nell’arena, e a Alexander Fleming, scopritore della penicillina. La Feria de San Isidro, festa del Santo Patrono di Madrid, riunisce i più rinomati toreri e novilleros che affrontano i più bei tori o novillos (giovani tori). Le corride da marzo ad ottobre.

Via Santa Ana y Huertas: che va dalla Puerta del Sol fino alla Plaza de Santa Ana passando per la Via Huertas, è una zona molto animata e tipica dove incontrerete specialmente studenti; di solito la serata ha inizio “tapeando” (mangiando stuzzichini) per poi finire in uno dei tanti ristoranti regionali di Via Huerta o in una delle tante birrerie di Santa Ana.

MUSEI

MUSEO DEL PRADO – Paseo del Prado Metrò: Atocha, Banco de Espana – Aperto dal martedì al sabato dalle h 09.00/h 19.00; domenica e festivi dalle h 09.00/14.00.  I ragazzi con meno di 17 anni ingresso gratuito. Per quanto concerne la pittura fino all’Ottocento, il Prado è il museo più ricco del mondo. Le collezioni provengono da tre grandi scuole pittoriche: la spagnola, con numerosi El Greco; la più grande raccolta di Velazques del mondo (più di 60 opere, tra cui il celebre capolavoro Las Meninas), l’opera di Goya. Il Prado conserva anche circa 500 sculture grecoromane, rinascimentali e barocche; disegni e stampe.

Museo Thyssen – Paseo del Prado 8 -la più grande raccolta privata del mondo. Il Museo Thyssen-Bornemisza, a pochi passi dal Prado e dal Reina Sofia, chiude il cosiddetto Paseo del’Arte.

Il Thyssen è un museo che unisce i capolavori classici del Prado con l’arte contemporanea del Reina Sofia e raccoglie la più importante collezione privata di arte del mondo, quella dei baroni Thyssen-Bornemisza, in parte acquistata dal Governo Spagnolo e in parte donata dalla vedova del barone, Carmen Thyssen-Bornemisza.

Le circa ottocento opere che vi sono attualmente conservate spaziano dal rinascimento italiano, alla pittura moderna, da Caravaggio a Van Gogh, passando per Mirò, Matisse e Picasso. Questa collezione d’arte privata è stata aperta al pubblico dal 1993. Il Barone Hans Heinrich Thyssen-Borne assunse il controllo della collezione di dipinti del padre per ampliarla ed incrementarne il valore. Vennero aggiunti dipinti di artisti moderni ai capolavori classici.

Come arrivare: Metro: stazione Banco de España (Linea2) e Atocha (Linea 1), Bus: linee 1,2,5, 9, 10, 14, 15, 20, 27, 34, 37, Orari di visita: dal martedì alla domenica, dalle h 10.00/19.00, la biglietteria chiude alle h 18.30. Costo del biglietto € 6,00.

Real Academia de Belles Artes de San Fernando – Alcalà 13 Metrò: Sevilla, Sol. Aperto dal mar/ven. dalle h 09.00 alle 17.00; lun.sab.dom. dalle h 09.00 alle 14.30. E’ il secondo museo della città dopo il Prado. Le raccolte comprendono 13 opere di Goya, sculture e dipinti del XVII sec., una serie di quadri italiani del XVI sec., tra cui il solo Arcimboldo di Spagna.

Museo Nacional centro de arte Reina Sofia – Santa Isabel, 52 – Metrò: Atocha. Aperto: lun.mer.sab. dalle h 10.00 alle h 21.00; la domenica dalle h 10.00 alle 14.30. Questo antico ospedale nasce come museo d’arte contemporanea. Le sue raccolte vanno dalla fine del XIX al XX sec. Oltre al celebre Guernica di Picasso, comprendono importanti opere surrealiste e delle avanguardie spagnole: numerosi lavori giovanili di Dalì, i quadri degli anni ‘70 di Mirò, ma anche un bell’insieme di sculture cubiste di Julio Gonzales.   

Museo Taurino – Alcalà 237 Metrò: Ventas

Aperto dal mar.ven. dalle h 09.30 alle 14.30; domenica dalle ore 10.00 alle 13.00 (marzo-ottobre). Ingresso gratuito.

Raccolta di costumi e oggetti di tauromachia dal seicento ad oggi, quadri e sculture di tori, teste di animali celebri.

Litografie di Goya, il costume che Manolete indossava il giorno della sua morte sotto le corna di Islero, la bolla di Pio V (1567) che vietava le corride ed i manifesti firmati da Miquel Barcelò ed Eduardo Arroyo.

Museo Cerralbo – Ventura Rodriguez, 17 – Aperto dal mar.sab. dalle h 09.30 alle 14.30; domenica dalle ore 10.00 alle 14.00.

Collezioni dell’aristocratico archeologo erudito Enrique de Aguilera y Gamboa.

Il museo è una residenza nobiliare tardo ottocentesca con arredi di varie epoche, collezioni di vetri, ceramiche e quadri.

Museo Municipal – Fuencarral, 78 – Aperto dal mar.ven. dalle h 09.30 alle 20.00; sab.dom. dalle h 10.00 alle 14.00.

Ha sede nell’edificio di un antico ospizio settecentesco dal portale barocco. Il museo ricostruisce la storia della capitale e ospita tra altre curiosità, un plastico della Madrid del 1830 e gli studi degli scrittori Ramon de Mesonero Romanos, cronachista della città, e di Ramon Gomez de la Serna, il suo poeta più devoto.

MERCATI

EL RASTRO – Ribera de Curtidores et alentour. Metrò: metrò 5 – fermata puerta de Toledo – Domenica e festivi dalle h 09.00.

Il mercato El Rastro, compreso tra la chiesa di S. Isidoro, la puerta de Toledo e la glorieta de Embajadores, è da cinque secoli il popolare mercato delle pulci madrileno e rappresenta il mercato madrileno per antonomasia equivalente a quello di Portobello a Londra, per cui è un appuntamento non solo per molti madrileni, ma ovviamente per il turista interessato. I madrileni dicono che non è più quel paradiso degli acquisti di una volta, ma è ancora ricco di bigiotteria, vestiti e libri di seconda mano, apparecchi di tutti i tipi, piccole antichità e curiosità varie, e contrattando si può trovare l’affare.  Proprio nella zona del mercato, si concentrano vari negozi con articoli più tipici d’antiquariato, dell’artigianato spagnolo come gli articoli dì pelletteria.

El Rastro ha origini con ogni probabilità nel ‘600, quando la zona era occupata dal mercato delle carni, ed il termine rostro indica, infatti, proprio le bestie che opponevano resistenza mentre venivano condotte al macello. All’inizio dell’800 alcuni banchetti si trasformarono in negozi. Gli articoli più frequenti sono abiti usati, talvolta anche d’epoca, stampe, foto dei primi del ‘900 e oggetti etnici di ogni genere. Nelle adiacenze i negozi d’antiquariato più belli della città, che offrono oggetti con buon rapporto qualità- prezzo e numerosi caffè, che meritano una sosta per il loro arredamento, spesso molto originale. El Rastro è senza dubbio una visita obbligatoria per i curiosi e quasi un rito per i madrileni

Mercado de San Miguel – Plaza Oriente, 3 – un luogo storico nel cuore di Madrid,  l’anima, di ferro, è rimasta quella originaria del 1916. Ma il mercato è diventato molto più di un mercato, dopo la ristrutturazione e la riapertura, nel maggio dello scorso anno. L’edificio, che si raggiunge uscendo dalla parte ovest di Plaza Major, è diventato un “centro di cultura culinaria” dove si compra, ma soprattutto si mangia.  Un punto di riferimento per chi ama i sapori decisi della cucina spagnola, visto che il mercato è suddiviso in 75 postazioni, ognuna dedicata a un settore diverso. C’è la charcutería, dove assaggiare salumi di ogni tipo, jamón iberico in testa, magari da accompagnare con un bicchiere di vino, preso dalla bodega vicina, che offre una vasta scelta, dalle bottiglie più pregiate a quelle senza etichetta. Chi preferisce la birra può andare nella cervecería, che serve anche stuzzichini (tapas); chi ama pesce e crostacei trova, nell’angolo dedicato al mare, i classici gambas a la plancha (gamberi alla piastra) o pregiati langostinos de Huelva (gamberoni), mentre un corner a parte è riservato alle ostriche. Tra gli altri spazi, vale la pena di citare quello dei formaggi, con specialità spagnole e francesi; quello riservato a pane e dolci; ce n’è uno anche per i prodotti italiani e perfino una piccola libreria.

Mercato di puerta de Toledo –  metrò 5 – si svolge nella piazza omonima dove una volta sorgeva il mercato del pesce. Recentemente restaurato, si trovano invece articoli di abbigliamento e bigiotteria, nella maggior parte dei casi anche d’epoca, ma anche la moda emergente made in Spain, con gli accessori, i nuovi gioielli e qualche ninnolo d’antiquariato. Può essere definito come una succursale di lusso del vicino mercato di El Rastro.

Mercato di plaza Mayor – metrò 1,2,3 fermata Sol – si svolge nella omonima piazza è la meta preferita dei collezionisti di numismatica e antichità in genere. È caratterizzato da un’ottima qualità della merce e da prezzi non proprio economici. Negli ultimi tempi è facile trovare anche apprezzabili prodotti di artigianato delle minoranze etniche presenti a Madrid. Chi lo desidera può avventurarsi nelle vie limitrofe dove ci sono numerosi negozi di antiquariato, spesso dai prezzi proibitivi.

Mercado de la Paz – Ayala, 28. Metrò: Serrano – Lun. sab. dalle h 09.00/14.00 e dalle h 17.00/20.30. In questo mercato di generi alimentari, notevolmente ben organizzato e con merce di ottima qualità, si può scegliere un appetitoso ricordo della visita alla città tra i migliori prodotti della gastronomia spagnola: prosciutti, salsicciotti, formaggio, olive, verdure, conserve e molte altre delizie ancora.

Cuesta de moyano – Cuesta de Claudio Moyano Metrò: Atocha Lun./sab. mattina e pomeriggio; domenica dalle h 09.30/14.00.

All’ombra dei grandi alberi del Real Jardin Botanico, in quei graziosi chioschi in legno, che coprono la Cuesta de Moyano, si posso no trovare libri rari, d’occasione, ma anche novità a prezzo scontato. E’ qui che comincia anche una delle passeggiate preferite dai madrileni, quella che conduce direttamente al Parque del Retiro.

Mercado de sellos y monedas – Plaza Mayor – Domenica e festivi la mattina. Mercato dei francobolli e delle monete dove avidi collezionisti, curiosi a passeggio e venditori appassionati si riuniscono sotto le arcate della Plaza Mayor.

SHOPPING

Libri e dischi:

Casa del libro – Gran Via, 29 Metrò: Gran Via, Callao – Lun/Sab. dalle h 09.00 alle 21.00 – Succursali: Maestro Victoria, 3- i 5 piani di questo enorme negozio accolgono libri di ogni genere; con un fondo permanente di circa 500.000 volumi, è una delle librerie più grandi d’Europa. Nonostante le dimensioni, l’edificio è accogliente e vi si trascorre piacevolmente un pomeriggio, perdendosi tra i suoi scaffali. Vi è anche un settore di libri in lingue straniere.

Madrid Rock – Gran Via, 25 – grande negozio dedicato alla musica: tutti i generi di musica su ogni tipo di supporto. Rock spagnolo a tutto volume.

Ventagli e ombrelli:

Casa de Diego – Puerta del Sol, 12 – Metrò: Sol -Lun.sab. dalle h 09.45 alle h 13.30 e dalle 16.30 alle 20.00 – Succursali: Mesonero Romanos, 4. “Domani pioverà” è lo slogan di questo antico negozio della Puerta del Sol. La casa produce e vende ombrelli, bastoni da passeggio, parasoli, scialli, mantiglie, pettini e una grande varietà di ventagli (di carta, madreperla e oro).

M. Gil – Carrera de San Jeronimo, 2

Dal 1880: mantiglie, tovaglie di Lagartera, reticelle per capelli alla Goya, scialli tessuti o costumi tradizionali madrileni.

Hernandez – Gran Via, 56 – Metrò: Santo Domingo, Callao Lun.sab. dalle h 10.00 alle 13.30 e dalle 16.00 alle 20.30.

Dall’esterno questo negozietto, simile a moltissimi altri del quartiere, può passare inosservato, ma entrando scoprite moltissimi gingilli femminili: collane di perle, ventagli, gioielli e, soprattutto, piccoli oggetti decorati con intarsi d’oro e argento, lavori tipici della damaschinatura di Toledo.

Calzature:

Manuel Herrero – Preciados 7/16. Abiti in pelle e calzature di qualità a prezzi convenienti.

Farrutx – Serrano, 7 – Metrò: Serrano, Retiro Lun.sab. dalle h 10.00 alle 14.00 e dalle 17.00 alle 20.00

Questa ditta spagnola di calzature, molto prestigiosa, risulta tra le prime case produttrici per ciò che riguarda la qualità e il design. Farrtx infatti ha sempre avuto, nel mondo della calzatura, uno stile assolutamente originale ed elegante.

Elena Benarroch – Josè Ortega y Gasset, 14 – Metrò: Nunez de Balboa Lun.sab. dalle h 10.00 alle 14.00 e dalle h 16.30 alle 20.00

Più di 700 mq voluti dalla stilista affinchè “sia un posto dove ci si ferma e non un semplice luogo di passaggio”. Su eleganti mobili sono disposti oggetti di lusso firmati, allo stesso tempo belli e utili. L’assortimento di articoli va dai mantelli di visone alle coperte di zibellino, le scarpe e le borse di Bottega Veneta.

Accessori:

Piamonte – Piamonte, 16 – Metrò: Colon, Banco de Espana – Lun.sab. dalle h 10.30 alle 14.00 e dalle 17.00 alle 20.30 – Succursali: Marques del Monasterio, 5 – In un interno semplice e attraente si trovano accessori per tutte le occasioni: cinture, portamonete, guanti ed una piccola ma interessante collezione di gioielli a prezzi molto accessibili. Potete ordinare una borsa in qualsiasi materiale che sarà creata per voi: confezione in 10 giorni.

Gioielli e orologi:

Carpincho – Preciados, 3 – Assortimento di ceramiche di Siviglia, molto pregiate, concessionario di perle Majorica e delle porcellane di Lladrò.

Grassy – Gran Via, 1 Metrò: Banco de Espana, Gran Via – Lun.ven. dalle h 09.30 alle 13.30 e dalle 16.30 alle 20.00; sabato dalle 09.30 alle 13.30. Succursali: Josè Ortega y Gasset

Una delle gioiellerie ed orologerie più prestigiose e più antiche di Madrid. Stile ed atmosfera del tempo passato.

Regalos Ar – Gran Via, 46 – Metrò: Callao – Lun.sab. dalle h 10.00 alle h 20.00 – un negozio moderno, le cui vetrine offrono al visitatore una infinità di regali e souvenir decorativi “made in Spain”, tra i quali le perle Majorica.

Joaquin Berao – Conde de Xiquena, 13 – Metrò: Colon, Banco de Espana

Lun.sab. dalle 10.30 alle 14.00 e dalle 17.00 alle 20.30 – Succursali: Conde de Aranda, 7

In questa piccola bottega Berao vende le proprie creazioni. La sua raspa (lisca), una collana flessibile che sembra la lisca di un pesce, è particolarmente nota. Specializzato in gioielli d’ argento. Prezzi abbordabili.

Artigianato:

El caballo cojo – Segovia, 7 – Metrò: Sol, Opera, Latina – Lun.sab. dalle 10.00 alle 13.30 e dalle 17.00 alle 20.00 – Chiuso agosto.

Il negozio, un edificio dall’atmosfera ottocentesca, offre una impressionante collezione di ceramiche che riproducono stili di epoche diverse. Sono particolarmente belli gli oggetti in vetro soffiato di Majorca, di un blu caratteristico, i servizi per scrivania, i calamai, gli splendidi candelabri.

Artespana – Hermosilla, 14 – Metrò: Serrano – Lun.sab. dalle h 10.15/14.00 e dalle h 17.00/20.30.

L’Azienda nazionale d’artigianato offre, nei vari piani di questo bellissimo negozio, una scelta di mobili, accessori, tessuti e oggetti d’arredamento delle migliori fabbriche del Paese. Vasi, tap pezzerie ed una deliziosa collezione di biancheria per la casa.

Pret-à-porter:

Zara – Gran Via, 32 – Metrò: Callao – Lun.sab. dalle 10.00 alle 20.30 – Succursali: Princesa, 63; Bravo Murillo 104.

Negozi in tutta la Spagna e perfino a New York, il suo segreto: offrire una moda attualissima a prezzi imbattibili, abiti uomo, donna, bambino oltre ad accessori, borse e calzature.

Cortefiel – Gran Via 2776 – Metro: Gran Via, Callao

Lun-sab. dalle 10.00 alle 20.30 – Succursali: Aguileras 62, Paseo de la Castellana 146.

Questo negozio offre abiti di qualità in stile sportivo piuttosto classico a prezzi ragionevoli. Un pò più avanti sulla Gran Via 59, il negozio Springfield propone la linea giovane e sportiva di questa catena.

Zarauz – Gran Via, 45 – Metrò: Santo domingo – Lun-sab. dalle 10.00 alle 14.00 e dalle 17.00 alle 20.30 – Succursali: Goya 7/9

Uno dei più classici negozi di Madrid è apprezzato per la grande qualità e per lo stile discreto ed elegante dei suoi completi e degli abiti sportivi. Notevole assortimento di cravatte.

Roberto Verino – Claudio Coello, 27 – Creatore di talento di prét-à-porter femminile.

Adolfo Dominguez – Serrano, 18 Metrò: Serrano, Retiro – Lun.sab. dalle 10.15 alle 20.30 Succursali: Serrano 96

Linee essenziali, morbide e confortevoli, colori delicati, armoniosi e tessuti naturali caratterizzano gli abiti di questo stilista.

DOVE MANGIARE

Cucina spagnola moderna:

Ni – Villalar 4 – Metrò: Banco de Espana, Retiro – Mar.sab. dalle 13.30 alle 16.00 e dalle 21.00 alle 24.00. – Chiuso settimana Santa, agosto. E’ un ristorante confortevole, la cucina semplice e raffinata allo stesso tempo, non è cambiata: animelle di agnello impanate, chipirones (calamari) e ceci in tegame, fegato di anitre alle pere,

trancio di merluzzo ajoarriero (all’aglio).

EL AMPARO – Puigcerdà, 8 – Metrò: Goya -Lun.Sab. dalle 13.00 alle 15.30 e dalle 21.00 alle 23.30; chiuso 11-17 agosto.

E’ uno dei ristoranti più belli ed originali di Madrid. Dall’insalata di gamberetti e funghi porcini, al pilpil di merluzzo e polpo, dalla mousse tartufata di tonno bianco ed astice, al rombo alla griglia con spinaci ed alla zuppa di crostacei allo zafferano.

Dispone di una cantina ottimamente fornita.

CABO MAYOR – Juan Ramon Jimenez, 37 – Metrò: Cuzco

Lun.sab. dalle 13.00 alle 16.00 e dalle 21.00 alle 24.00; chiuso Settimana Santa, agosto, festivi.

Locale sotterraneo, arredato come una fattoria di Santander e decorato con motivi nautici, questo ristorante è unico. Piatti regionali: rombo agli asparagi e chipirones, supreme di piccioncino “goccia di sangue”.

Cucina spagnola classica:

Jockey – Amador de los rios, 6 – Metrò: Colon

Lun.ven. dalle 13.00 alle 16.00 e dalle 21.00 alle 24.00; sabato dalle 21.00/24.00; chiuso agosto, festivi.

Uno dei grandi ristoranti di Madrid; la cucina rigorosamente classica. Sale riservate.

LA PAELLA REAL – Cl. Arrieta, 2 – tel. 91/542.09.42-45

Las Batuecas – Avenida Reina Victoria, 17 – Metrò: Guzman el bueno, Cuatro Caminos

Lun.mer.dalle 13.00 alle 16.00; gio.ven. dalle 13.00 alle 16.00 e dalle 21.00 alle 24.00

Vero piccolo monumento della ristorazione popolare a Madrid: si tratta infatti di una delle casas de comida (casa dei pasti) già affermata. Cucina casalinga a prezzi modici: merlani fritti, calamari al sugo nero o squisite tortillas espanolas (frittate di patate o di asparagi), accompagnate da trippa alla madrilena.

I vini sono decisamente di buona qualità.

Cucina tradizionale:

LA VACA VERONICA – Moratin, 38 – in una casa madrilena con arredi del novecento, nel menù: insalate piatti casalinghi e ottime carni argentine.

Sal Gorda – Beatriz de Bobadilla – il locale somiglia ad una sala da pranzo di buona famiglia; questo è infatti lo stile di conduzione familiare: buona ménestra (giardi niera) di verdure fresche, ottime grigliate di manzo, bacalao ajoariero (merluzzo all’aglio) e delicata crostata di mele. Servizio e prezzi ragionevoli.

La Taurina – vicino Puerta del Sol, tel. 091/531.39.69 – ristorante tipico

Cucina castigliana:

BOTIN – Cuchilleros, 17 Metrò: Sol, Tirso de Molina – dalle 13.00 alle 16.00 e dalle 20.00 alle 24.00

Riconosciuto nel Guiness dei primati come il “ristorante più antico del mondo”, merita questo titolo. I suoi 4 piani, le travi a vista, il forno a legna e l’arredamento castigliano non somigliano per niente ad un museo polveroso. Squisiti agnellini e porcellini arrostiti nel vecchio forno vengo no serviti ai vari piani e ad una clientela mista, ovvero di locali e di turisti. Non molto caro.

La Sana Bresa – Amor De Dios, 12 – ottimo ristorante con prezzi più bassi della media, cucina madrilena, frequentato per lo più da locali, vicino alla fermata Anton Martin. Conviene andare non oltre le h 20.30.

 Cucina andalusa:

Alboran – Ponzano, 39 – Piccola sala per provare buoni piatti di mare andalusi.

Cucina catalana:

Paradis Madrid – Marques de Cubas, 14 – Metrò: Banco de Espana –

Lun.ven. dalle h 13.30/16.00 e dalle h 21.00/24.00; sabato dalle h 21.00/24.00; chiuso Settimana Santa, agosto, festivi.

Di stile autenticamente catalano, si sviluppa attorno ad un bel pavimento a mosaico. Offre: fave saltate ai chipirones, orata cotta sull’ardesia, crema catalana, vini del Penedes e del priorato.

Cucina della Estremadura:

Nicomedes – Moscatelar, 18 Metrò: Arturo Soria

Dom.lun. dalle 13.00 alle 16.00; mar.sab. dalle 13.00 alle 16.00 e dalle 21.00 alle 23.00.

Una villa moderna con vetrate che si affacciano sul giardino fiori to, sottofondo di jazz anni ’40. Si mangia il maiale iberico e la torta del Casar, lo squisito formaggio di fattoria, a pasta molle, di latte di pecora. Cantina ben fornita con tutti i “nuovi” buoni vini spagnoli.

Cucina italiana:

CIAO MADRID – Argensola, 7 Metrò: Alonso Martinez Lun.ven. dalle 13.30 alle 15.45 e dalle 21.30 alle 24.00; sabato dalle 21.30 alle 0.30; chiuso settimana santa, agosto. Succursali: Apocada 20

Non esistono in città trattorie italiane più autentiche e familiari. Poco lusso, un servizio senza tanti complimenti ed una buona cucina che va dai primi (gnocchi al pesto e ravioli di zucca) alle carni (carpaccio ed un nutriente cotechino con lenticchie).

In cantina un pregevole Rosso di Montalcino.

Dolceamaro – C/Toledo, 11 vicino Plaza Mayor – tel.913.669.499, proprietario Giovanni

Masaniello – Cava Baja, 28 – tel. 91/364.54.86 – nei pressi del quartiere La Latina, trattoria tipica napoletana

Da Nicola – Orense, 4

Un immenso locale sotterraneo per una cucina italiana sorprendente a prezzi economici.

Se avete voglia di mangiare indiano: GANGA – di fronte al Prado – chiedere di Idris

PASTICCERIE

El Riojano – Plaza Mayor, 10

Fedele alla sua reputazione fin dal 1855; da visitare sia per 1’arredamento che per i dolci.

Casa Mira – Carrera de San Jeronimo, 30 – Metrò: Sol, Sevilla

Lun.sab. dalle 10.00 alle 14.00 e dalle 16.30/21.00; domenica dalle 10.30/14.30 e dalle 17.30 alle 21.00.

I turrones (torroni) e i mazapanes (marzapane d’orìgine araba) sono in Spagna il “pezzo forte” della gastronomia natalizia. In questo negozio torroni di tutti i tipi, alle nocciole, alla noce di cocco, ai frutti, al cioccolato o il guirlache, altro tipo di croccante.

La Violeta – Plaza de Canalejas, 6

Vendita fin dal 1915 di celebri confetti dal colore, profumo e forma di violetta.

La Pajarita – Villanueva, 14 – l’altra famosa pasticceria tradizionale di Madrid. 16 diversi gusti di caramelle.

Chocolateria de San Gines – Pasadizo de San Ginés, 5 Centro/Sol – inaugurata nel 1894, la cioccolateria San Ginés è una delle più centrali di Madrid. È aperta fino alle h 07.00 ed è quindi molto frequentata dai giovani appena usciti dai vari locali notturni di Madrid e vogliosi di riempire lo stomaco vuoto con qualcosa di caldo e dolce dopo una notte di movida.

È senz’altro un posto grazioso, con le sue sedie verdi vellutate, i suoi tavolini in marmo e i suoi numerosi specchi. Non c’è un vero e proprio menù, poiché la gente viene qui soprattutto per un motivo. Ovviamente puoi ordinare un caffè e una fetta di pane imburrata, ma sarebbe uno spreco. Trattandosi di un posto così popolare, è plausibile che si debba aspettare un pò, anche nel cuore della notte.

I churros, ossia frittelle dalla forma allungata che normalmente s’immergono nella cioccolata calda sono freschi e la cioccolata li accompagna alla perfezione, anche se devo dire che quando ho provato a berla direttamente dalla tazza ho percepito un sapore che non sono riuscita a identificare e che ha lasciato uno strano retrogusto nella mia bocca. La cioccolata è in realtà una salsa densa servita in una grande tazza dove poter intingere i churros. È possibile aggiungere una spolverata di zucchero, ma se ne può fare tranquillamente a meno.

DI SERA

Per conoscere le attività, culturali e non della città, “La guida dell’Ocio”, ogni settimana in edicola.

“Que Hacer en Madrid?”, mensile in spagnolo ed in inglese, gratuito, disponibile all’Oficina Municipal de Turismo, sotto i portici di Plaza Mayor. Chiunque capiti d’estate a Madrid è attratto dal ritmo multicolore e tumultuoso dei bar all’aperto sistemati lungo la Castellana, l’arteria principale della città.

Se avete voglia di girare Madrid in bici, c’è: URBAN MOVIL.COM – Plaza de Oriente – tel. 91/542.77.71

Centro

Bar all’aperto:

Cafe de Oriente – Plaza de Oriente, 2 – In maggio, uno dei locali all’aperto più gradevoli con un servizio molto efficiente. Un classico dei bar madrileni, immerso in una zona pedonale.

El Bulevar è diventato uno dei luoghi più frequentati, e non è difficile, d’estate, incontrarvi star del cinema mondiale. Sempre sulla Castellana, superato El Bulevar, concedetevi una sosta per bere qualcosa ai tavolini dei bar Bolero, Embassy e Castellana 8.

El espejo – Paseo de Recoletos, 31

Questo locale ha conservato lo spirito dei caffè letterari con un’atmosfera Belle Epoque. Bello il padiglione vetrato.

Tapas:

Cerveceria Alemana – Plaza Santa Ana

Un autentico piacere madrileno: fermarsi qui a tapear oppure nei 2 bar vicini, la Cerveceria Santa Ana e Naturbier.

Flamenco e sevillana:

CORRAL DE LA MOREIRA – Moreria, 17 Metrò: Latina, Opera –  Aperto a partire dalle 21.00; spettacolo 22.30- La magia vi cattura ogni notte al Corral de la Moreria, nel quartiere castigliano per eccellenza di Las Vistillas. Qui si nasconde uno dei tablaos di flamenco tra i più irresistibili per la grande esperienza e la purezza dello stile. L’ambiente castigliano è sobrio ed elegante.

Taberna Casa Patas – Calle Canizares, 10 Metro: Tirso de Molina – uno dei locali più famosi di Madrid, molto centrale. Ristorante e sala spettacoli, consigliato dalle migliori guide. Non c’è di che preoccuparsi per la ristorazione e lo spettacolo.

Clan – calle Ribera de Curtidores Acacias, Embajadores – nei pressi del conosciuto mercatino Rastro, locale che presenta un affascinante arredo ed è semplicemente amabile, offre spettacoli di flamenco a prezzi impareggiabili.

LAS TABLAS – Pl. de Espana, 9 Plaza Espana, tel. 915/42.05.20 – diretto da due ballerine provenienti dal mondo dell’arte e del flamenco, Antonia Moya e Marisol Navarro, potrete assistere agli spettacoli di flamenco tutti i giorni alle h 22.30. Lo spettacolo dura meno di un’ora è possibile cenare o anche bere solo qualcosa.

Torres Bermejas – C. Mesonero Romanos, 11 Gran Via – Ristorante e Tablao flamenco, posizionato tra plaza Mayor e angolo Gran Via, dicono che sia da non perdere se si vuole conoscere un autentico flamenco.

Tablao Las Carboneras – Pl. del Conde de Miranda, 1 Metro Sol – locale gestito da tre ballerini, situato tra plaza Mayor e plaza de Villa, si cena e si assiste a spettacoli di flamenco in uno spazio limitato dove sentirai nel profondo l’intensità di questa danza.

Cafe de Chinitas – Torija, 7 Metrò: Santo Domingo – Cena a partire dalle h 21.00  Spettacolo: h 22.30.

Storia ed arte un connubio riuscitissimo in un edificio del XVII secolo restaurato ed arredato con quadri di pregio ed una stupenda collezione di scialli di Manila. Celebrità di flamenco si succedono in questo splendido locale.

Discoteche:

Joy Eslava – Arenal, 11 – Metrò: Sol – Spettacolo: gio.dom. intorno alle 02.00. Questa discoteca emblematica di Madrid è stata ricavata da un vecchio teatro di varietà, ha una struttura a tre piani, affacciati sulla pista. Il pubblico si può forse definire il più cosmopolita fra quelli che girano di notte a Madrid.  Al Joy si mescolano personaggi del cinema, del teatro, della danza, intellettuali, politici.

Copas:

Cock – Reina, 16 – Metrò: Gran Via, Banco de Espana. Il segreto di questo locale sono i suoi mojitos e nei suoi cocktail deliziosi che si possono degustare con un pubblico scelto ed allo stesso tempo informale, discreto e socievole, interessante e divertente.

Honky Tonk – Covarrubias, 24 – Metrò: Bilbao, Alonso Martinez – Apertura dalle 21.00 alle 05.00; chiuso domenica in estate.

Honky Tonk rimane uno dei migliori discobar di Madrid, buone bibite e cocktail, esibizioni dal vivo, mostre di fotografie e di quadri. I programmi soddisfano gli amanti di country, swing, jazz, rock o blues e persino gli appassionati di magia.

Salamanca

Tapas:

Josè Luis – Serrano, 8991 – Metrò: Ruben Dario

Succursali: Paseo de la Habana 4, Paseo San Francisco de Sales 14 e 16, Rafael Salgado II, Teatro Real. Da anni le tapas di Josè Luis sono divenute un appuntamento irrinunciabile all’ora dello spuntino. Quando si ha voglia di un vero e proprio pasto in un ambiente rilassante Josè Luis è il massimo. Ottima qualità dei pinchos ricchi e assortiti, tra i piatti richiesti si segnalano: lombo, nasello, insalata di granchio, frittelle, salmone, tortilla di patate, ma il menù ne ha proprio tanti altri.

La Daniela – General Pardinas, 21 – Una vera taverna che offre spuntini classici: olive farcite, tartine all’aglio o al pomodoro.

Discoteche:

Empire –  Paseo de Recoletos, 16 – Metrò: Colon – Apertura: 23.00-05.00. L’Empire è un connubio fra classico e moderno sia nello stile che nel pubblico. Molta marcha (atmosfera), buona musica e … non si può smettere di ballare.

Nells – Lopez de Hoyos, 25 – Metrò: Avenida de America, Cruz del Rayo – Apertura: mar.sab. 24.00-06.00

Questa piccola discoteca esclusiva, aperta di recente, somiglia molto ai club privati che si trovano in alcune capitali europee: bel mondo sopra i 25 anni, molte giacche senza cravatte, capelli corti un pò spettinati, splendide donne ben vestite ed ottima musica. Il martedi fiesta flamenca, di solito ad invito.

DINTORNI

Segovia: a 90 km a nordovest di Madrid, ci si può arrivare con: treno: Cercanias C-8b in 1ora e 45 minuti, partenza dalla estacion de Atocha o de Chamartin. – Autobus: la Sepulvedana in 1 ora e 30 minuti, partenza dal Patio de la Florida 11. La città, alta su una roccia tra le due valli dell’Eresma e del Clamores, è un’antica fondazione romana del I secolo. Importante centro di tessitura ed allevamento nel medioevo, è oggi presa d’assalto dai turisti soprattutto nella bella stagione. Da non perdere le vie Juderia Vieja, Almuzara e Santa Ana, vicino alla chiesa del Corpus Christi.

San Lorenzo de El Escorial: a 50 km a nordovest di Madrid, ci si può arrivare con: treno: Cercanias C8a in 1 ora, partenza da lla estacion de Atocha o de Chamartin. – Autobus: Herranz, in un’ora, partenza da La Moncloa.

La città fu creata in funzione del grande complesso monastico.

Le Casas de Oficio ed il Real Coliseo, teatrino di corte del Settecento, nel Paseo de Floridablanca, erano il centro della vita urbana. Nel Parco si trova la Casita del Principe, palazzina neoclassica circondata da bei giardini, opera di Juan de Villanueva, l’architetto del Museo del Prado.

Alcalà de Henares: a 33 km a nordest di Madrid, ci si può arrivare con: treno: Cercanias C2 in 35 minuti, partenza dalla estacion de Atocha o de Chamartin – Autobus: Continental Auto in 40 minuti, partenza dalla avenida de America 34.

Alcalà fu un importante città romana poi, nel Medioevo, divenne un grande centro di commercio islamico, paragonabile a Toledo.

Il tracciato e la cinta muraria del Trecento sono ancora visibili. Le arcate della Calle Mayor ospitavano i mercanti ebrei ed alcune corporazioni. Il nucleo medievale e rinascimentale è monumento nazionale.

Aranjuez: a 47 km a sud di Madrid, ci si può arrivare con: treno: Cercanians C3 in 45 minuti, partenza dalla estacion de Atocha o con  El Tren de la Fresa in un ora circa, partenza sab.dom. alle 10.00, (escluso agosto), dalla estacio de Atocha. Potrete raggiungere Aranjuez su una locomotiva a vapore, lungo una linea inaugurata nel 1851 – Autobus: in un’ora e 15 minuti, partenza dalla estacion Sur, Mendez Alvaro. Un bell’esempio di città-palazzo, dichiarato complesso storico.

I re cattolici, alla fine del Quattrocento, ne fecero la propria sede. Filippo II nel ‘500 decise di costruirvi un nuovo palazzo, il cui progetto fu realizzato da Herrera, l’architetto dell’Escorial. Filippo V fece di Aranjuez la città di corte, all’inizio del ‘700.

SIVIGLIA

Non c’è nulla nell’Europa occidentale di più esotico di Siviglia. L’elegante capitale dell’Andalusia rappresenta bene tutti gli stereotipi della Spagna: i tori, le tapas, il vino, la birra, la gente allegra che ama le feste. Solo che a Siviglia queste non sono invenzioni fatte apposta per attirare turisti ma l’anima stessa di un popolo che ama vivere così. Tra le viuzze strette e i quartieri aristocratici dai cortili silenziosi, Siviglia nasconde un patrimonio monumentale di grande valore, fatto di edifici maestosi, chiese imponenti, palazzi in stile arabo. La vita della città si svolge intorno al Guadalquivir, presenza importante ma quasi nascosta, fiume placido che taglia la città in due e che da sempre ha segnato la vita di Siviglia: grazie al Guadalquivir la città divenne il punto di incontro per i commerci fiorenti nel periodo della Scoperta dell’America.

Non si può introdurre una città come Siviglia senza fare riferimento alla lunga presenza dei musulmani che hanno lasciato nella città delle tracce indelebili della loro cultura; anche se subito dopo la Riconquista cattolica si è fatto di tutto per cancellare i simboli della presenza “infedele”, questi segni restano evidenti. Come nel caso della Giralda, la torre simbolo della città che una volta era il minareto di una moschea e come la Cattedrale, edificata su quella che era la Moschea maggiore della città.

I periodi migliori per visitare la città sono la primavera e l’autunno, quando il caldo si placa e la folla dei turisti scompare. Perchè anche il caldo asfissiante che attanaglia la città, soprattutto a Luglio e Agosto, non è un semplice luogo comune. In questi mesi il termometro può tranquillamente salire fino a 54 gradi.

Ma questo non ferma la voglia di uscire e di vivere dei sivigliani. Se d’inverno si divertono stando chiusi nelle taverne del barrio Santa Cruz, d’estate si spostano verso il fiume, a cercare il fresco e tirar tardi. Perchè al di là dei turisti, Siviglia è una città che vive ogni giorno dell’anno, dove la voglia di stare insieme, più che di far festa, è sempre presente. Incontrarsi, mangiare e bere insieme e poi spostarsi in un’altra parte della città, giusto per guardarsi in giro e farsi guardare, fanno parte dello spirito degli spagnoli, in particolare del sivigliano.

DA E PER L’AEROPORTO

L’aeroporto di Siviglia, San Pablo, si trova a solo 10 km dal centro.

Autobus: ogni mezz’ora da e per l’aeroporto. Potete consultare gli orari all’uscita dello scalo, vicino alle fermate e vi porterà fino a Puerta de Jerez nel centro della città.

Taxi: saranno ad aspettare fuori dal terminal degli arrivi vicino al punto di raccolta dei bagagli, bisogna prendere il taxi in cima alla fila e di solito il conducente vi aiuterà con i bagagli. Il tragitto fino al centro dura circa 15 minuti ed il costo della corsa in taxi dall’aeroporto è stato fissato dalla municipalità della città, € 22,00 euro per la corsa diurna, € 25,00 per quella notturna.

COME MUOVERSI

A piedi: Siviglia è una città che invita a passeggiare, grazie al suo centro storico in gran parte pedonale e formato da stradine strette e caratteristiche. Camminando a piedi avrete la possibilità di scoprire la vera anima di Siviglia, colorata ed affascinante, con i suoi palazzi dorati e il profumo delle terrazze fiorite.

Autobus: rappresenta un mezzo rapido per trasferirsi fino al centro monumentale della città, con orari che vanno dalle h 06.00/24.00; c’è anche un servizio speciale di autobus notturni che parte dalla Plaza Nueva, (o anche da Prado de San Sebastián) e che nei weekend si protrae fino alle h 07.00 del mattino successivo. Quasi tutte le line di autobus convergono verso Plaza de la Encarnación, Plaza Nueva, o di fronte alla Cattedrale in via Avenida de la Constitución. Gli uffici del turismo offrono gratuitamente un libretto con gli orari e i percorsi delle diverse linee. Le linee che coprono le tratte di più forte interesse turistico sono la C1 e la C2. Non ci sono autobus che arrivano direttamente nel centro storico ma tutti fermano lungo le strade che girano in cerchio intorno alla parte più vecchia della città. Esiste un abbonamento chiamato Bonobus che costa circa 3.90€ e vi permette di fare 10 corse. Può essere utilizzato da più persone; lo potete acquistare nei tabacchi e presso l’ufficio del turismo in Plaza Nueva.

Taxi: se invece preferite la comodità allora il taxi è il mezzo migliore per i vostri spostamenti cittadini, specialmente di notte, quando le strade diventano isolate e i pericoli sono maggiori che di giorno. Ovviamente per questi mezzi pubblici il prezzo è maggiore e le tariffe variano a seconda della lunghezza dei tragitti.

Bicicletta: sebbene Siviglia sia una città molto calda soprattutto d’estate, la bicicletta è un mezzo molto consigliato per gli spostamenti cittadini, specialmente in primavera e autunno, che sono le stagioni migliori per girare tutta Siviglia, ed è possibile affittarla in diversi centri. I noleggi delle bici sono disponibili al Cyclotour che si trova sia a Paseo de Colón vicino a Torre del Oro sia in Avenida Hernán Cortez, presso Parque de María Luisa. I centri sono aperti dalle h 10.00/21.00.

Calesse: un’idea romantica per girare a Siviglia è quella di una carrozza trainata da cavalli. Il viaggio sicuramente sarà più rilassante e suggestivo all’interno di una splendida cornice. I calessi partono dal lato est della Cattedrale a Plaza del Triunfo

Battello: per i romantici, non perdete la visita di Siviglia dalla barca che attraversa il leggendario fiume Guadalquivir. La compagnia di navigazione Cruceros Torre del Oro propone un’emozionante gita alla scoperta di questo grande fiume, l’unico navigabile di tutta la Spagna. Tutto l’anno, ogni 30 minuti, dalle h 10.00/23.00, con partenza da Muelle del Marqués del Contadero, alla Torre del Oro. La compagnia vi propone infatti un’indimenticabile ora di navigazione. Tutto il tragitto è commentato in diverse lingue: spagnolo, inglese, italiano, francese, portoghese e tedesco. Il prezzo della crociera panoramica sul fiume Guadalquivir, per il tragitto di 1 ora costa a persona: circa 14,00 €. Per tutti i minori di 14 anni la navigazione è gratis, solo se accompagnati da adulti.

La Sevilla Card: si tratta di una tessera turistica per visitare meglio Siviglia. Questa scheda vi aiuterà a scoprire meglio la città, sfruttando tutti i suoi vantaggi.

•             libero accesso alla maggior parte dei musei e dei monumenti della città e dei suoi dintorni

•             uso illimitato dei mezzi pubblici

•             visita guidata al Real Alcázar, i Palazzi Reali di Siviglia

•             salire e scendere da gli autobus turistici

•             croceria sul fiume Guadalquivir

•             visita al parco di divertimenti dell’Isla Mágica

•             possibilità di sconti in negozi, ristoranti, spettacoli e centri di svago

•             guida con informazioni sui musei e sulla pianta della città.

Si può comprare negli uffici del turismo, nell’aeroporto, nelle stazioni ferroviarie, nelle agenzie di viaggio e nei tour operator nazionali ed internazionali

Sevilla Tour: si tratta di uno dei tour più completi per visitare Siviglia. Il biglietto per questo bus turistico è valido per 24 ore e potrete scegliere tra due differenti autobus: quello a due piani, il double-decker bus con sistema audio multilingue e cuffiette incorporate e il Classic Trolley bus con la tradizionale visita guidata, entrambi usando lo stesso biglietto. Lo staff è elegante, gentile, efficiente e saprà soddisfare ogni vostra richiesta. Il tour alla scoperta della città risulterà molto interessante, un modo insolito e divertente per visitare Siviglia come non avete mai fatto.

DA VEDERE:

I quartieri di Siviglia: dal Barrio di Santa Cruz a l’Arenal

Il fiume Guadalquivir rappresenta un’ottima chiave di lettura dei quartieri di Siviglia, che segna la storia e la vita della città. Alla sua sinistra infatti, si trovano i quartieri più conosciuti del centro storico, come quelli di Santa Cruz, San Bartolomè, San Vicente, San Lorenzo e l’Arenal.

Nella sponda destra si situa invece lo storico Sobborgo di Triana. Ma ci sono anche altre zone della città meno conosciute ed altrettanto ricche di storia, come l’area del Porto Vecchio in cui attraccavano le navi ricche di oro e argento o la zona del parco di Maria Luisa che fu teatro dell’Esposizione ispano-americana del 1929; un altro ‘Expo, quello del 1992, ha avuto luogo sull’isola della Cartuja ed è stato il motivo di una nuova urbanizzazione a ovest della capitale.

Barrio Santa Cruz: il quartiere di Santa Cruz rappresenta l’antico quartiere di Siviglia che conta alcuni tra i più spettacolari monumenti della città, tanto che l’UNESCO l’ha definito Patrimonio dell’Umanità: la splendida Cattedrale, che insieme con la Giralda è il simbolo della città e le altre due celeberrime opere dell’Archivio delle Indie e dell’Alcazàr o Reales Alcazares, tappe obbligate per le vostre visite alla scoperta di Siviglia.

Il Barrio Santa Cruz, anche chiamato Juderia o quartiere ebraico perché sviluppato sull’area che un tempo era abitata dagli Ebrei, si caratterizza per la suggestiva eleganza delle sue stradine, la calma delle sue piazzette raffinate e fiorite di palme. Questi meravigliosi monumenti costituiscono un vero e proprio incontro tra storia e leggenda, cultura ed emozioni andaluse. Le strette viuzze sapranno condurvi in un’incantevole atmosfera di Siviglia che si rinnova anche di notte quando le luci della città accendono il centro storico, illuminando le vicine mura della fortezza (Alcazar) e le terrazze di caffè e ristoranti all’aperto. Passeggiando per il viale della Costituzione la prima cosa che vi sorprenderà è l’imponente facciata della Parrocchia del Sacrario, edificata nel XVII secolo, con un interno ricco di elementi barocchi.

Hospital de los Venerables Sacerdotes e Plaza de santa Cruz: il cuore del Barrio di Santa Cruz è la Plaza de los Venerables, sorta su un vecchio ghetto e abbellita dall’Hospital de los Venerables Sacerdotes, incantevole palazzo del ‘600 dalla bianca facciata, tipico esempio del barocco sivigliano. Da questa meravigliosa piazza potrete proseguire la vostra passeggiata nella fittissima rete di stradine attorcigliate in mezzo alle case modeste e monumentali. Invece la piazza più grande del quartiere è l’omonima Plaza de Santa Cruz in cui, in mezzo a fiori variopinti, spicca una croce in ferro battuto del 1692, la cruz de la Cerrajeria.

Barrio de San Bartolomè – Chiesa di Santa Maria la Blanca: un magnifico esempio del barocco sivigliano all’interno di questo quartiere è rappresentato dalla Chiesa di Santa Maria la Blanca, antica sinagoga diventata poi chiesa nel XVI secolo. Internamente l’edificio è ricco di splendidi stucchi barocchi che rivestono le volte sostenute da colonne in marmo rosso. Di grande valore la pala della Pietà (1564) di Luis de Vargas e l’Ultima Cena (1650) del Murillo, custoditi al suo interno.

La Plaza de San Francisco: questa piazza un tempo era il cuore di Siviglia in cui si tenevano le feste, le manifestazioni, le corride e durante l’Inquisizione, i processi pubblici contro gli eretici. L’imponente struttura che spicca al suo interno è il palazzo dell’Ayuntamiento, il Municipio, con la sua facciata rinascimentale progettata da Diego de Riano tra il 1527 e il 1564, che rappresenta uno dei tipici esempi del plateresco spagnolo. Ancora oggi l’edificio è sede del Municipio ed è decorato da fregi e figure allegoriche, oltre che da intarsi floreali.

Casa de Pilatos: l’edificio rappresenta un vero e proprio capolavoro dell’arte rinascimentale del XV secolo, costruito da Don Fadrique, primo marchese di Tarifa e probabilmente ispirato alla casa di Ponzio Pilato a Gerusalemme. La sua storia resta sempre un interessante capitolo: infatti il marchese Fadrique, essendosi accorto che la distanza tra la sua abitazione e la chiesa era uguale a quella tra la residenza di Ponzio Pilato e il luogo in cui Gesù venne crocifisso, stabilì lungo il percorso le 14 stazioni della via Crucis di cui la prima corrispondente al processo di Gesù, corrispondente allla sua casa. Questo è stato il motivo per cui si è creduto che il suo palazzo fosse la copia della residenza di Pilato, come anche ricorda il nome. Caratteristico elemento della Casa de Pilatos è il suo patio a 24 arcate con i maestosi busti dei Cesari e le statue romane o le pareti decorate in stile mudejar che esaltano la struttura mista di stili rinascimentale, gotico fiammeggiante e mudejar.

L’edificio venne terminato intorno al 1533 grazie all’intervento dell’italiano Antonio Maria d’Aprile, mentre gli interni sono fatti da grandi saloni con i soffitti decorati, come nel salon dorado e da uno scalone coperto da una cupola in legno mudejar che porta al primo piano. Notevoli sono gli affreschi della galleria e della sala dei vetri del 1539 in cui sono raffigurati sempre i temi della natura e dell’antichità. Anche i suoi giardini meritano un’attenta visita.

Chiesa de Santa Magdalena: si tratta di una chiesa parrocchiale barocca sorta sul preesistente convento di San Pablo. Fu progettata da Leonardo de Figueroa nel 1724 che mantenne il suo originario perimetro gotico. La struttura comprende tre navate e cinque cappelle a cui Figueroa aggiunse una cupola ottagonale. Il suo interno colpisce senza dubbio per la ricchezza delle sue decorazioni: stucchi, legno dorato intarsiato, opere barocche e pittoriche eseguite da Valdès come l’Ingresso di Ferdinando il cattolico a Siviglia. Da non dimenticare che altri due esempi straordinari dell’arte e dell’architettura del Barrio de San Bartolomè sono la Chiesa di San Bartolomè e la Chiesa di San Nicolàs.

Barrio de l’Arenal – Hospital de la Caridad: intorno alla Cattedrale sorge anche un altro interessante esempio dell’arte di Siviglia: l’Hospital de la Caridad, fondato nel 1695 da Miguel de Manara che legò la sua esistenza proprio alla storia dell’Ospedale. Infatti dopo una vita spesa nei vizi e nei bagordi, fu miracolosamente sottratto alla morte, tanto che con il suo patrimonio fece costruire la chiesa sui temi della morte e della carità, fondando poi nel 1664 anche l’ospedale che ancora oggi si occupa della cura dei malati. Annessa all’ospedale potrete ammirare la facciata barocca della chiesa decorata con suggestive immagini bianche e blu rappresentanti le figure di San Giorgio e San Giacomo, alle cui spalle si intravedono quelle allegoriche di Fede, Speranza e Carità: simboleggianti il caritatevole programma che si occupava di seppellire tutti gli sventurati che annegavano nelle acque del fiume Gualdaquivir. Per la realizzazione della chiesa Miguel de Manara chiamò i migliori artisti sivigliani, come Valdès Leal e Murillo, che ha dipinto le due grandi tele: il Miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci e Mosè che fa sgorgare l’acqua da una roccia. Il retablo dell’altare maggiore invece, è un’opera di Pedro Roldan che rappresenta la Deposizione.

Torre dell’Oro: tra i simboli più rappresentativi di Siviglia c’è senza dubbio questa torre, risalente al XIII secolo che si affaccia sul fiume Gualdaquivir. Eretta nel 1220 dagli arabi Almohadi, la Torre del Oro è così chiamata per l’effetto creato dal rivestimento in azulejos (le caratteristiche piastrelle monocromatiche) che un tempo la ricopriva facendola splendere e che oggi è purtroppo scomparso. Qui veniva fissata una catena che raggiungeva la torre in modo da difendere il porto dagli attacchi nemici. Nella sua pianta dodecagonale ha sede il piccolo Museo Marittimo, che ripercorre la storia dell’impero d’oltreoceano.

Teatro de la Maestranza: anche detta Plaza de Toros de la Maestranza è l’arena più grande della Spagna che può contenere circa 13 mila spettatori. Venne costruita a metà del XVIII secolo e completata nel 1800. Attraverso il Portal Del Principe entrano i toreri durante la stagione delle corride, che va da dopo Pasqua alla fine della primavera

I quartieri di Siviglia: da San Vicente a Triana

Museo de Bellas Artes: questo museo rappresenta una delle pinacoteche più fornite di tutta la Spagna, ed ha sede nell’ex Convento de la Merced. Al suo interno sono rappresentati i migliori esempi della pittura spagnola del Secolo d’Oro, tra cui opere interessanti dell’arte sivigliana. Le sale che potrete visitare sono 14: nella I° sala sarete immersi nella sezione dedicata all’arte medioevale spagnola tra cui spicca la scultura di legno della Madonna con Bambino di Lorenzo Mercadante di Bretana.

Nella II° sala si evoca l’arte del Rinascimento del ‘500 in cui si notano esemplari di profonda ricchezza artistica come la splendida scultura in terracotta di S. Girolamo penitente eseguita da Pietro Torrigiani. Nella celebre chiesa conventuale sono raccolte le opere migliori di tutto il museo, provenienti dala scuola di Siviglia: Francisco Herrera il Vecchio, Diego Velazquez, Bartolomè Murillo, Juan Valdes Leal, fino ad arrivare alla V sala in cui la vostra attenzione sarà sicuramente catturata dal vero gioiello del museo: la tela di Zurbarazàn rappresentante il Trionfo di San Tommaso d’Aquino. Nell’ultima (XIV) invece sono presenti i ritratti del basco Zuloaga e l’eccezionale opera rappresentata dal ritratto di Don Cristobal Suarez de Ribera di Diego Velazquez.

Parque de Maria Luisa: questo parco apparteneva al palazzo di San Telmo, uno degli edifici barocchi più belli di Siviglia in cui si trova la statua del padre domenicano Pedro Telmo a cui è dedicato appunto il palazzo. Il Parque de Marìa Luisa venne disegnato dall’architetto paesaggista francese Le Forestier e dedicato a Maria Luisa Fernanda de Orlèans che aveva donato alla città proprio la zona in cui poi furono edificati i giardini. La sua straordinarietà si manifesta ampiamente nei grandi giardini stabiliti secondo un ordine razionale, tipicamente francese e abbellito di alberi e piante di cedri, platani, aranci e magnolie, tra cui spiccano meravigliosi stagni e fontane ed alcuni edifici fatti costruire per l’Esposizione ispano-americana del 1929.

Plaza de Espana: all’interno del Parque de Maria Luisa si trova la suggestiva Plaza de Espana disegnata dall’artista sivigliano Gonzalez: un vasto semicerchio di aree decorate in marmo e colorate e 58 panchine di azulejos, tante quante sono le province della Spagna. Anche il Palacio Espanol, di forma sempre semicircolare, rappresenta un’opera di grande prestigio perché rappresenta la potenza mondiale spagnola. Esso si affaccia su un canale attraversato da ponti in stile tipicamente veneziano e in ceramica dipinta. Sempre in occasione dell’Esposizione del 1929 venne anche costruito un laghetto in cui avrete la possibilità di fare un giro tramite un’apposita barchetta. Ricca di valore è anche la Plaza de America, monumentale esempio in cui spiccano i palazzi del Pabellòn Real, Pabellòn Mudejar e il Padellon Plateresco.

Barrio de la Macarena: questo è il quartiere di Siviglia più popolare, ricco tra l’altro di architetture monumentali. Tra queste spicca la Basilica de la Macarena in stile neo-barocco, nellla quale è custodita la Virgen de la Macarena statua del ‘600 che si porta in processione durante la Settimana Santa. A lato di questa chiesetta si trova la Porta de a Macarena accanto alla quale esiste ancora l’unico tratto di mura rimasto appartenente all’epoca augustea. La strada principale di questo quartiere è la Calle de San Luis in cui è situata la chiesa di San Luis, una degli esempi più belli del barocco sivigliano con la sua cupola dipinta da Valdès.

Triana: sulla sponda opposta del fiume Guadalquivir si estende il suggestivo sobborgo di Triana. La sua parte più conosciuta è rappresentata dal lungofiume che si estende tra il puente de San Telmo e il puente de Isabel II, chiamato calle Betis: si tratta di una serie di bar alla moda e ristoranti raffinati che si concentrano uno dietro l’altro. Se però avete intenzione di scoprire la vera essenza del barrio de Triana, allora dovete recarvi al suo interno, dove si trovano i principali tallers, ovvero i laboratori di ceramica. Ma molto caratteristico è anche il popolare mercato coperto, situato nel luogo dell’antica sede dell’Inquisizione ed in cui potrete ammirare ancora i resti dell’epoca romana e araba.

Reales Alcazares: tutti i monumenti più importanti di Siviglia si trovano intorno a a Plaza del Triunfo, dove si ergono i Palazzi Reali (Alcazares Reales), gli edifici più ricchi di storia di tutta la Spagna, frutto della trasformazione della fortezza costruita dagli Arabi. La loro caratteristica principale riguarda la molteplicità degli stili e delle decorazioni e l’insieme affascinante dei colori che si perdono negli enormi saloni, nei patii e nei giardini del palazzo. Durante il XII secolo l’Alcazàr, venne trasformato in una residenza di rappresentanza quando Siviglia diventò la capitale del regno di Taifa da parte degli Almohadi. Dell’originale fortezza almohade del XII secolo si conservano solo il Patio del Yeso e gli archi separanti il Patio de la Monterìa (cortile della caccia) dal il Patio del Leon, alla cui destra si apre il cuarto del Almirante che dal 1503, fu Casa de la Contrataciòn per stabilire gli affari con l’America.

Al Patio del Yeso si accede dalla Puerta del Leon, una porta araba il cui nome si ispira alla raffigurazione di un leone incoronato che conduce appunto a questo patio: un lungo giardino fatto di aiuole ed edifici in mattoni talvolta ornati da archi e porticati. Poi dopo la Reconquista, l’Alcazar divenne residenza cristiana modificata profondamente da Ferdinando III, anche se il nucleo centrale della struttura resta ancora quello fatto erigere da Pietro I il crudele e per questo conosciuto anche con il nome di Palacio de Pedro el cruel. Per la sua realizzazione Pietro si fece portare i resti di costruzioni islamiche fino al completamento della splendida opera finale nata dalla fusione di elementi islamici con quelli della tradizione ispano-cristiana. L’Alcazar rappresenta un capolavoro dell’arte e dell’architettura mudejar. Un passaggio obbligato della fortezza è quello che conduce al Patio de las Doncellas (Cortile delle Donzelle) con le sue decorazioni in gesso tipiche dell’arte arabo-andalusa e a quello de las Muñecas (Cortile delle Bambole) così chiamato per via delle piccole teste di donne che ornano i capitelli. Ma ci sono anche il Salòn del techo di Carlo V con il suo soffitto a cassettoni o il meraviglioso Salòn del techo de Felipe II, dal soffitto rinascimentale in cedro, quest’ultimo comunicante con il Salone de los Embajadores, la Sala degli Ambasciatori in stile mudejar, stanza più lussuosa dell’Alcazar e sovrastata da una grande cupola dorata ornata di arabeschi del 1427.

LA CATTEDRALE DI SIVIGLIA: L’imponente Cattedrale de Santa Maria a Siviglia, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, fu costruita nel posto in cui prima c’era la Moschea Mayor a 17 navate, abbattuta nel XV secolo, perché, secondo molti, iniziava a mostrare segni di decadenza. Ma in realtà si dice che il motivo reale per cui si costruì questa cattedrale sia stato perché Siviglia voleva superare in bellezza il duomo di Toledo, simbolo della Chiesa Spagnola. Così la maestosità della Cattedrale l’ha confermata il monumento religioso più grande del mondo cristiano dopo San Pietro, nonché una delle ultime cattedrali gotiche mescolate allo stile rinascimentale. Della precedente costruzione moresca demolita, rimasero solo la Giralda e alcuni resti nel Patio de los Narajos, mentre la nuova struttura venne eseguita probabilmente da Alonso Martinez. L’interno di questa straordinaria chiesa è concepita come quello di una basilica il cui perimetro si rifà alle moschee arabe. È composta da cinque navate in stile gotico e da due cappelle, la Maggiore e la Reale, dove furono seppelliti Fernando III, sua moglie Beatrice di Svevia e il figlio Alfonso X il Saggio. La Cappella Mayor o Presbiterio raccoglie un immenso retablo ispano-fiammingo scolpito e dipinto con le scene che raffigurano la vita di Cristo e della Vergine.

LA GIRALDA: a fianco dell’abside della grande cattedrale si erge la Giralda (anche detta Banderuola), il monumento più caratteristico di Siviglia. La torre alta ben 96 metri rappresenta un antico minareto del XII secolo, il cui nome deriva dalla statua bronzea della Fede che venne aggiunta nel 1568 nella sua parte superiore. La statua della Fede che sovrasta la torre gira su se stessa a seconda del vento, come dice stesso il suo nome, ed raffigura appunto la Fede con stendardo e palma tra le mani. Il suo nome, Giraldillo poiché “girevole”, ha ispirato anche quello della torre stessa, la Giralda. La Giralda ha ricoperto la zona che un tempo era quella della Grande Moschea demolita nel XV secolo e di cui venne salvato solo questo minareto, poi tramutato in campanile dell’attuale cattedrale. La sua decorazione è frutto dello stile caratteristico degli Almohadi, dinastia molto religiosa, nemica del lusso e fautrice della semplicità. Dalla rampa di scale posta all’interno della cattedrale potrete salire fino ad una piattaforma alta 70 metri da cui ammirare uno dei panorami più belli di Siviglia. Le pareti sono decorate con rombi che si intrecciano sulle finestre gemelle e su altre cieche. Un tempo qui si trovava una torretta la cui cupola recava 4 palle dorate, ma il terremoto del 1355 la distrusse, così Hernan Ruìz II ideò la nuova costruzione a 5 piani, che rappresenta il simbolo trionfante del cristianesimo.

FESTE

Le due più note sono la Semana Santa e la Feria de Abril, che occupa tutta la settimana dopo Pasqua, è una fiera campionaria tradizionale, si tiene nel Prado De San Sebastian, e dà luogo ad un’infinità di manifestazioni, corride e gare di danza andaluse e di chitarra.  Per il Corpus Domini: si svolgono manifestazioni folkloristiche, tipica la danza de Los Seises in Cattedrale.

MUSEI

Museo archeologico provinciale: dalla cultura indigena all’incontro tra mori e cristiani, la storia più antica di Siviglia

Museo delle belle arti: collezione non grande, ma di eccellente qualità, di pittura spagnola, che ha i suoi punti di massimo interesse nelle opere di Murillo.

SHOPPING

Siviglia può contare su un’offerta completa che va dagli oggetti dell’artigianato locale fino ai sofisticati capi d’abbigliamento delle marche internazionali.  Camminando nei vicoli troverete piccole botteghe in cui acquistare i prodotti artigianali tipici come ceramica, pizzi, ricami, scialli con le frange, capo d’abbigliamento molto in uso a Siviglia soprattutto per gli avvenimenti speciali e le mantiglie usate dalle donne, soprattutto durante la Settimana Santa e in occasione delle nozze, al posto del velo tradizionale. Anche i ventagli costituiscono un altro prodotto tipico dell’artigianato locale, di ogni colore e grandezza, di cui molti dipinti a mano; ci sono poi le immancabili ballerine di Siviglia, le piccole bamboline di pezza colorate, simbolo della capitale andalusa. Per gli amanti degli abiti tradizionali è possibile acquistare vestiti da flamenco, insieme a collane, bracciali, spille, scarpe, fiori e pettinini per l’acconciatura.

Ceramiche, ferro battuto, vimini e pizzo

L’artigianato di Siviglia è famoso soprattutto per la ceramica e la terracotta, prodotti nel popolare quartiere di Triana. Nelle strade Alfarería, Antillanos Campos e San Jorge potrete acquistare piatti decorati, bicchieri, anfore, specchi, orologi e pezzi esclusivi modellati e lavorati a mano. Tra le varietà di tecniche e di stili diversi emergere senza dubbio l’azulejería, ceramica artistica tradizionale di Siviglia. Per la lavorazione del ferro gli artigiani sivigliani erano soliti utilizzare delle tecniche che modellavano il metallo fino a realizzare meravigliosi lavori, mentre l’artigianato del vimini ha dato vita ad oggetti ottenuti da fibre vegetali e poi lavorati per ottenere un risultato finale sorprendente. Infine, l’artigianato tessile è stato per anni una delle attività artigianali ed industriali più importanti della città, intrecciandosi attivamente con le sue feste popolari: le donne in queste occasioni infatti, indossavano il cosiddetto pizzo in filo e le mantiglie, articoli tipici della tradizione sivigliana. L’artigianato tessile ha dato luogo anche al ricamo religioso fatto con fili di oro e argento che decoravano stoffe come il velluto, il damasco e la seta, una tecnica ripresa e resa celebre dal mondo della moda.

Le vie dello shopping

Il meraviglioso centro storico di Siviglia rappresenta la grande zona commerciale della città, che offre insieme alla sua straripante animazione quotidiana, anche una buona varietà di negozi. Lo shopping si concentra nelle strade pedonali di Serpiès e Tetuán con le loro vetrine di moda ed i negozietti più piccoli che vendono oggetti tipici dell’artigianato, ma anche pelletteria, strumenti musicali, abiti di flamenco, ventagli e ricami. Invece la strada Ferìa del mitico quartiere della Macarena è caratterizzata principalmente da attività che svolgono un commercio più tradizionale e delimitata da grandi stabilimenti che si dedicano alla vendita di mobili. Inoltre se volete acquistare un ricordo tipico della capitale, regalare un oggetto caratteristico o un souvenir, la strada Mateos Gago e la Plaza de los Venerablos saranno per voi un ottimo punto di riferimento.

I mercati popolari

Parallelamente a i negozi tradizionali ci sono i popolari “mercadillos” all’aperto che solo in determinati giorni della settimana, offrono una grande varietà di oggetti usati e d’antiquariato, francobolli, animali ed artigianato in generale. Buoni prezzi nei mercadillos Il mercatino di Siviglia più tradizionale ed animato è detto El Jueves che vuol dire giovedì, proprio come il giorno della settimana in cui viene celebrato nella città. Così se vi recate di mattina nella strada Feria, troverete bancarelle zeppe di libri, vestiti usati, ma anche mobili, quadri ed oggetti d’antiquariato. Una curosità per gli amanti di questo tipo di shopping riguarda l’appuntamento con la fiera delle monete e dei francobolli, tutte le domeniche mattine fino alle 15.00 ore nella plaza del Cabildo. E lo stesso giorno, la Plaza de la Alfalfa espone una singolare mostra di animali domestici, specialmente uccelli, per tutti gli appassionati della natura, il cosiddetto Mercadillo del Parque Alcosa. Il sabato invece si celebra il Mercadillo del Charco de la Pava nell’Isola della Certosa.

Orari delle attività commerciali: alcuni negozi, specialmente quelli che espongono le grandi firme ed i centri commerciali aprono normalmente dalle 10.00 alle 21.00. Invece i negozi locali hanno un orario che va dalle 10.00 alle 13.30 e dalle 17.00 alle 20.30 ore. Sconti e saldi

I saldi: se vi trovate a Siviglia nella seconda settimana di Gennaio fino alla fine di Febbraio, avrete la fortuna di trovare nei negozi i saldi della stagione invernale; mentre dal 1 di Luglio fino alla fine di Agosto ci sono quelli della stagione estiva, in cui sarà possibile trovare delle vere e proprie occasioni da acquistare

COSA E DOVE MANGIARE: due piatti tipici della cucina sivigliana sono il gazpacho (zuppa fredda e verdure fresche) ed il cocido (zuppa di ceci, verdure e carni varie); eccellente il pesce (pescado), generalmente fritto, meritevole di assaggio anche la trippa, la coda di toro e l’intingolo di agnello.

Da non dimenticare il rito dell’aperitivo accompagnato dalle tapas, veri e propri stuzzichini che si possono consumare nelle bodegas, bar specializzati, le tapas costituiscono un’alternativa ottima ed economica al pasto in ristorante.

La Dehesa – Luis de Morales 2 – ambiente e piatti andalusi, carne alla brace fra le specialità.

La Albahaca – Plaza de Santa Cruz – nel cuore del più celebre barrio sivigliano, la albahaca è il basilico coltivato sui balconi. Spazio all’aperto nella buona stagione

San Marco – Cuna, 6 – specialità la coda di toro

LOS ALCAZARES  – Miguel de Manara, 10 – tavola andalusa con escursioni nelle altre cucine regionali spagnole.

LA CAMPANA – Calle de las Sierpes – pasticceria e gelateria d’ottimo tono con ogni specialità andalusa e tavoli all’aperto in estate.

DI NOTTE

Per conoscere come divertirsi a Siviglia, la prima cosa da fare è procurarsi una copia di El Giraldillo, un mensile gratuito distribuito nei locali pubblici in cui troverete tutti gli avvenimenti che si svolgono in città. Le stesse informazioni potete trovarle comprando i quotidiani locali, come il Correo de Andalucía o ABC Sevilla: dal jazz alla musica classica, dai concerti rock alle serate dedicate al flamenco, troverete tutte le informazioni per organizzare le vostre giornate nella capitale andalusa.

La notte sivigliana

Nei periodi autunnali e invernali i sivigliani e i turisti si concentrano soprattuto nel Barrio Santa Cruz con le sue tipiche cantine, il posto principale del divertimento sivigliano: qui l’animazione si estende dalla strada Betis e la Alfalfa, con un’ampia offerta di bar e discoteche, fino alle strade Marqués de Paradas, Julio César e Adriano, ideali per proseguire il divertimento fino all’alba. La zona di Triana concentra invece molti bar in cui si suona musica dal vivo o la caratteristica e suggestiva “flamenquita”, mentre se siete appassonati del buon vino, allora dovete recarvi nella zona de Los Remedios. Nervión è un’altro dei posti per cui vale la pena visitare Siviglia di notte, grazie al movimento e alla concentrazione di pub e discoteche. Infine la zona di Reina Mercedes è quella delle Università, in cui troverete soprattutto universitari.

In primavera ed estate la notte di Siviglia continua nelle stesse zone frequentate solitamente nei mesi più freddi, anche se quando il caldo si fa insopportabile, nella città la gente inizia a muoversi verso il fiume, dove si trovano numerosi bar, chioschi, discoteche e terrazze all’aperto, queste ultime installate appositamente ai bordi del fiume come rilassante refrigerio al caldo torrido della stagione. Tra le zone più in voga potrete scegliere fra quelle dal Parco di Maria Luisa fino al Ponte della Barqueta.

Il flamenco

Quando cala la sera, nel Barrio di Santa Cruz comincia a diffondersi il suono delle nacchere e delle chitarre andaluse. E’ il segno che iniziano gli spettacoli dedicati al flamenco, sia per strada, sia nei locali. Ecco alcuni locali dove potete assistere a spettacoli dedicati al Flamenco.

La Carbonería: si trova in Calle Levíes 18, nel Barrio de la Judería (tel. 95-421-44-60). In questo locale si tengono una serie di spettacoli dedicati alla musica e alle danze andaluse. Lo spettacolo dedicato al flamenco inizia alle h 22.00, l’ingresso è libero e una birra o un bicchiere di vino costano circa 3 euro. Ci si arriva con il Bus A3 o C3.

Casa della Memoria: se non vi piacciono gli spettacoli per turisti ma amate il flamenco, vi consigliamo una visita alla Casa della Memoria, in Calle Ximenez de Enciso 28 (tel. 95-456-06-70), nel Barrio de Santa Cruz. Qui scoprirete l’aspetto più culturale del flamenco e i suoi legami profondi con Siviglia e con l’Andalusia. Il prezzo di ingresso è di 11Euro. Gli spettacoli si svolgono in un pittoresco patio, in una stradina bellissima.

Il divertimento per i più piccoli: l’Isola Magica

Siviglia offre svariate possibilità anche per il divertimento dei più piccoli. La principale offerta di svago della capitale andalusa è senza dubbio la celebre Isola Magica, situata sull’isola de la Cartuja, che si raggiunge attraversando il ponte de la Barqueta.

Si tratta di un parco a tema che propone un avventuroso viaggio nel tempo, trasportandovi nell’epoca della Scoperta dell’America, attraverso spettacoli multimediali svolti nel lago e numerose attrazioni, tra cui “Anaconda” (montagne russe con percorso acquatico), “Le rapide dell’Orinoco” per gli amanti del rafting e “Il Giaguaro”.

Inoltre per la gioia di tutti i bambini durante il mese di Maggio, si svolge il Festival di Burattini e Marionette al Teatro Municipale Alameda, oltre ai numerosi cinema che offrono spettacoli di mattina per andare incontro alle esigenze di tutti.

Un’altra valida alternativa per il mondo dei più piccoli è rappresentata dall’Aquópolis Sevilla Guadalpark da visitare nei mesi cadi dell’estate. È un fantastico parco acquatico con incredibili scivoli, diverse piscine ed altre attrazioni, come la pista di karts o esposizioni di animali. A tal proposito, uscendo dalla capitale, nella località di Guillena, si trova Mondo-Park, un luogo con diverse attrazioni che include sia un parco botanico, sia uno zoologico.

LOCALI  E SPETTACOLI

Plaza de Toros De La Real Maestranza  – spettacoli taurini da marzo ad ottobre.

Prado De San Sebastian – musica pop.

Los Gallos – Plaza de Santa Cruz, 11 – spettacolo di flamenco

El Arenal – Rodò, 7 – il miglior flamenco della città

El Palacio Andaluz – A.da Maria auxiliadora 18, tel. 954534720 – flamenco

El Coto – Luis Montoto 118 – discoteca

Holiday- Jesus del Gran Poder 71 – discoteca

DINTORNI DI SIVIGLIA

Santiponce:  a 7 Km, piccolo villaggio con il grande monastero di San Isidoro.

Carmona: situata in collina nella pianura del Guadalquivir, è circondata da mura fortificate, che si chiudono sul possente alcazar arabo trasformato in parador nacional(albergo), è annunciata dai campanili colorati dagli azulejos bianco-azzurri delle chiese di San Pedro, di Santa Maria la Major e della Concepcion.

Osuna: vista da lontano sembra una macchia di neve sciolta dal caldo e trattenuta dagli olivi.

La Calle Sevilla che sale all’animata piazzetta del Cabildo e alla Colegial, è tempestata dalle colonne a torciglioni che impreziosiscono bianchi palazzetti patrizi.

Il Coto Donana

La Spagna, l’Andalusia, e infine il Parco nazionale del Coto Doñana sono i passaggi obbligati per l’individuazione di una delle aree ornitologicamente più ricche dell’intero continente europeo.

L’Andalusia, terra di contrasti, è la regione europea più vicina all’Africa, è sull’oceano ma già senti il Mediterraneo, il Marocco è appena a 13 chilometri, è il punto di unione tra due continenti, terra di passaggio obbligato per migliaia di uccelli che attraverso il vicino stretto di Gibilterra rappresenta, assieme al Bosforo, una delle due grandi rotte migratorie del paleartico occidentale. È in questa terra dai connotati nord-africani che, tra la foce del Guadalquivir e la costa atlantica, 140 chilometri a ovest del promontorio di Gibilterra, sorge il Doñana, un insieme di ecosistemi dichiarato dall’Unesco “Riserva della biosfera” per la sua eccezionale importanza ecologica.

Tra la provincia di Huelva e Cadice si estende un ampio arco di 175 chilometri di costa dai profili bassi.Banchi sabbiosi, dune, marismas (paludi), flechas (distese sabbiose litorali), albuferas (paludi formatesi per lo sbarramento creato dalla sabbia) costituiscono il golfo di Cadice, il secondo complesso di zone umide per importanza dell’Europa occidentale dopo il Waddensee (tratto di costa che va dall’Olanda al territorio danese). Per secoli è stata zona di caccia riservata ai sovrani e ai nobili andalusi.

Come arrivare: da Siviglia si percorre l’autostrada A 49 fino a Bollullos del Condado, poi la Statale 445 per Almonte ed El Rocìo.

Visitatori: ammessi individualmente o in piccoli gruppi, con prenotazioni da effettuarsi presso l’Icona di Sevilla, soltanto lungo prestabiliti itinerari guidati. Senza guida si può solo camminare lungo i 35 km di spiaggia, l’interno del Donana si visita con escursioni guidate in fuoristrada, organizzate dal parco stesso, da El Acebuche, per esempio, ne partono 2 al giorno, verso le h 08.30 e verso le ore 16.00 (tel. 959/430432).

Visita: già all’interno del Parco è situato il villaggio di El Roco suggestivo insieme di piccoli eremi e case di confraternite con strade sterrate alieno dalla vita frenetica e tecnologica, famoso per il suo pellegrinaggio.

Coto infatti significa riserva di caccia, mentre Doñana è l’abbreviazione di doña Ana, dal nome di una duchessa che nel Cinquecento si ritirò in esilio volontario in un palazzo appositamente costruito per lei nelle solitarie marismas (l’attuale Palacio de Doñana).

Il Coto Doñana possiede una storia recente: “solo” qualche migliaio di anni fa il Guadalquivir sfociava in un grande golfo che ricopriva le attuali zone del parco; l’azione delle correnti marine mediante l’accumulo di materiali arenosi hanno reso possibile la formazione dell’odierno profilo costiero permettendo così la separazione dall’oceano di quel lago salmastro che i successivi depositi fluviali avrebbero trasformato in maremma. Un paesaggio che è in continua evoluzione e che è caratterizzato da tre grandi ecosistemi:

cotos, marismas e spiagge con dune.

I cotos non sono altro che la parte stabile del parco, un vastissimo terreno incolto inframezzato da sugherete, boschetti di pino domestico, corbezzolo, frassino (Fraxinus angustifolia). È in questo ambiente che i rapaci la fanno da padroni: aquila imperiale e minore, poiana, nibbio reale e bruno, biancone e gheppio.  Accanto a usignoli, averle capirosse e maggiori, vi si possono incontrare rarità come il cuculo dal ciuffo, il succiacapre collorosso, la gazza azzurra, che è una specie che si rinviene in Europa solo in Spagna (nelle regioni di Estremadura e Andalusia) e nel Portogallo meridionale (altrove, vive solamente nell’Asia orientale, a una distanza di ben 8.000 chilometri!).

Le marismas sono le zone umide formate dal Guadalquivir e dagli altri fiumi che nel corso del secoli hanno creato un ambiente paludoso costituito da vecchi bracci del fiume, lagune, pianure ricoperte da salicornia, canali e giuncheti. D’inverno è l’areale di svernamento preferito dalle oche selvatiche e praticamente da tutte le specie di anatidi europee (le più comuni sono alzavola e fischione). Svernanti sono il tarabuso, l’airone guardabuoi, la cicogna bianca; tra gli uccelli di ripa, la beccaccia di mare, pivieri e pivieresse, chiurli, pittime e pavoncelle e un numero notevole di passeriformi. Tutto questo “cibo” attira un gran numero di rapaci svernanti che sono in maggior parte rappresentati da falchi pellegrini. Le marismas assumono un nome diverso a secondo del livello e delle acque e delle condizioni di inondazione a cui sono assoggettate.

Le vetas, sono la parte di terreno più elevata e solo nei periodi di grandi inondazioni sono allagate (è il luogo di nidificazione dei limicoli). È possibile osservare cavalieri d’Italia e avocette contendersi lo spazio utile alla costruzione del nido. I lucios sono i terreni più bassi, che rimangono completamente allagati per tutto il periodo dell’anno: sono l’ambiente preferito dalla fauna alata delle marismas e in particolare dai fenicotteri.

Le quebradas sono una via di mezzo tra lucios e vetas: acque superficiali basse, costantemente inondate e quindi luogo di pastura ideale per i limicoli.

Infine, i caños: sono i canali naturali che tengono in vita la marisma, luogo prediletto dalle innumerevoli folaghe, dalla rarissima folaga crestata (nel parco è nidificante e svernante) e dal pollo sultano. Il Parco istituito formalmente nel 1969, ma effettivamente nel 1978, è costituito da due distinte aree: il parco nazionale e l’adiacente e omonimo parco naturale (chiamato Entorno de Doñana) Sono quindi due i Doñana che possono essere visitati distintamente.

Il primo Doñana  – il cuore del parco, è visitabile solamente in modo tradizionale, cioè per mezzo di visite guidate effettuate a bordo di pullmini speciali a quattro ruote motrici. La visita, della durata di circa 4 ore, permette di toccare tutti gli ambienti caratteristici del Doñana, dalle sugherete secolari, al famosissimo complesso di dune mobili di sabbia bianca che con il loro lento movimento inghiottono i boschetti limitrofi di pini marittimi, alle marismas.Le motivazioni di tale scelta sono prettamente di carattere protezionistico nei confronti di un ambiente unico che va preservato dalla folla di turisti che annualmente prendono d’assalto il parco nazionale.C’è quindi il rischio di trovarsi al centro di una comitiva di turisti schiamazzanti e per niente attirati dallo scandagliare frenetico del fenicottero nella marismas, o dallo straordinario volteggiare nel cielo dell’imponente aquila imperiale, ma è comunque l’unico mezzo per poter osservare un ambiente selvaggio e particolarissimo unico in Europa.

L’altro Doñana – è tutto quello che sta negli immediati dintorni del parco. Esistono numerosi luoghi dove è possibile effettuare osservazioni molto soddisfacenti in quanto, a esclusione delle dune mobili, gli ambienti sono gli stessi visitabili con la gita guidata dall’ente gestore del parco; in particolare sono maggiormente possibili gli avvistamenti e la fotografia dei

piccoli uccelli, che mediante una visita guidata con i pullmini non è possibile effettuare, in quanto vengono a mancare le soste a richiesta o a soggetto.

Come arrivare: arrivando da Siviglia, giunti ad Almonte, si prosegue in direzione El Rocìo, particolarissimo paesino “messicaneggiante” al confine settentrionale del Parco – merita una visita in quanto la sua caratteristica principale, oltre a possedere una stupenda cattedrale (letteralmente tempestata di nidi di balestruccio), è l’aria western che vi si respira: le bianche case assolate, le strade di sabbia battuta e le classiche staccionate a corredo di ogni costruzione dove poter legare le briglie dei cavalli.

Il simpaticissimo villaggio è affacciato su di una laguna frequentata da cavalli e bestiame allo stato brado che nelle basse acque della marismas (chiamata “La Madre”) sono accompagnati da cavalieri d’Italia, aironi guardabuoi, spatole e fenicotteri.

Da El Rocìo, subito dopo il ponte, sulla destra, un centro informazioni – con un ampio parcheggio – dà il via a un percorso naturalistico in una zona boschiva di pini domestici e felci rigogliose che accompagna a quattro diversi capanni di osservazione su di una zona umida (La Rocìna).

Da El Rocìo in direzione della Playa de Matalascanas, si trova sulla destra il principale centro visite: Acebuche. Qui è possibile prenotare le gite organizzate per il Doñana e acquistare souvenir “naturalistici” di tutti i tipi. A Matalascanas (si potrà osservare quanto sia orrendo un simile obbrobrio turistico costituito da villette e alberghi a pochi metri dal mare), giunti sulla spiaggia, a ridosso delle dune che sono parte integrante del Parco, si può percorrere il bagnasciuga dove è possibile osservare nibbi e sterne in caccia, occhioni e corrieri, piccoli passeriformi come averle, magnanine e occhiocotti. Merita sicuramente una visita in Centro Cerrado Garrido; dal paesino di El Rocìo si prende in direzione Villamanrique de la Condesa e da qui, seguendo i cartelli per il Centro, tramite diverse stradine (asfaltate alla meglio, bisogna fare molta attenzione alle buche) che attraversano risaie, coltivazioni e piantagioni di eucalipti, si arriva a costeggiare diverse lagune che in primavera si tingono di bianco per la folta fioritura di ranuncolo d’acqua, dove è possibile osservare decine di fenicotteri, spatole e cicogne bianche (queste ultime preferiscono i campi semi asciutti limitrofi) intenti a cibarsi nelle basse acque delle marismas. Nei pressi del Centro, la strada diventa bianca ed è possibile osservare a pochi metri di distanza le stupende pernici di mare, che dal finestrino si lasciano tranquillamente fotografare.

Giunti al Centro, una costruzione in legno con enormi vetrate che danno sulla laguna antistante che permettono l’osservazione in tutta tranquillità (sia per il birdwatcher che può “sbinocolare” bevendosi un succo di frutta o mangiandosi  un’ottimo trancio di torta disponibili al bar interno, sia per gli animali che, per nulla infastiditi dalla costruzione, arrivano a tiro di schioppo) di fistioni turchi, moriglioni, e, con un po’ di fortuna, la rara anatra marmorizzata o la rarissima folaga crestata.

CORDOBA

Cordoba è stata per lungo tempo la capitale dell’Impero Musulmano in Spagna. I Mori ne fecero il centro culturale del loro dominio. In quei secoli Cordoba arrivò ad avere 900.000 abitanti ed essere la città più popolosa d’Europa. Nonostante la distruzione di molte delle testimonianze artistiche del tempo, Cordoba resta la città andalusa in cui è più visibile il passato musulmano.

Tra l’8 e l’11 secolo, Cordoba era importante per i musulmani quanto lo è La Mecca oggi. Il pellegrinaggio alla Mezquita era una tappa obbligata per ogni fedele di Maometto. La città di Cordoba era la vera capitale della Spagna, un luogo dove vivevano filosofi, scienziati e studenti che frequentavano la prima Università creata in Europa. Ma Cordoba non era solo un luogo di cultura: era famosa anche per i suoi palazzi dedicati al piacere, con Bagni Arabi e Harem.

Oggi Cordoba non ha più quell’antico splendore. E’ una città moderna, con centri congressi, palazzi in cemento, strade larghe e nuove.  Ma basta entrare nel centro storico, visitare la Mezquita o girare per le strade acciottolate della Juderia per ritrovare tutta l’atmosfera della Cordoba musulmana e lo spirito più vero dell’Andalusia di un tempo.

COME MUOVERSI  

A piedi o in carrozza: il centro storico di Cordoba si gira a piedi non solo perchè è molto piccolo ma anche perchè è un vero piacere farlo. Inoltre, buona parte delle strade intorno alla Mezquita e al quartiere della Judería sono riservate ai pedoni.

A piedi di notte: l’Ufficio locale del turismo organizza passeggiate notturne per le strade di Córdoba. È una visita guidata che dura circa 2 ore e attraversa stradine, piazze e luoghi di interesse del centro storico accompagnati da una guida autorizzata dal comune. Sono previsti lungo il percorso anche personaggi in costume e una sosta in una taberna tipica per bere vino e mangiare tapas. Le escursioni partono dal Punto di Informazione Turistica di Plaza de las Tendillas, ogni giorno dal lunedì al venerdì alle h 21.30; il sabato e i festivi c’è anche un’escursione che parte alle h 21.45.

Bus: le zone intorno al centro storico sono coperte da un efficiente servizio di autobus. Se il vostro hotel si trova in periferia o arrivate da un’altra città, vi potete avvicinare al centro prendendo i bus numero 1, 3, e 4. Quelli del servizio urbano che hanno fermate nelle vicinanze dei monumenti più importanti sono il 4, 5, 11, e 12. Per raggiungere Madinat Al-Zahra, la misteriosa cittadina ai piedi della Sierra Nevada, c’è un autobus che parte ogni giorno dalle h 10.00, 11.00 e 16.30 in inverno e alle h 10.00, 11.00 e 18.00 d’estate.

Taxi: la società da chiamare per avere un taxi è Radio Taxi (tel. 95-776-44-44) che ha vetture ferme nei posti più affollati e comunque in prossimità dei monumenti più famosi: 450 tassisti pronti a portarvi da un posto all’altro della città. Per quanto riguarda i costi sono molto accessibili: il percorso classico, quello che porta i turisti dalla Mezquita alla stazione costa dai 3€ ai 5€.

Cavalli e carrozze: come nella migliore tradizione Andalusa si può fare un romanticissimo giro su una carrozza trainata da cavalli. Le carrozze si possono noleggiare nei pressi della Mezquita e dell’Alcázar. Prima di dare al cocchiere i 50 euro che vi chiede, contrattate un pò e scenderete almeno fino a 25-30 euro per ora.

Visita alla città                                                                        

Mezquita: la Mezquita di Cordoba è l’espressione più alta dell’architettura islamica in occidente. La straordinarietà di questa moschea-cattedrale deriva dal fatto che alla bellissima costruzione musulmana si sono aggiunti stili rinascimentali, gotici e barocchi.

L’edificio attuale è il prodotto di una moschea iniziale costruita dal califfo Abderramán I sulla basilica visigota di San Vicente, che è stata ampliata poi da Abderramán II, Alhaken II ed Almanzor.

L’originaria moschea di Abderraman I (785) era formata da 11 navate ornate con capitelli romani e visigoti che si aprivano sul Cortile degli Aranci. Una caratteristica particolare di questa prima costruzione era l’uso degli archi ogivali, modello di arco proveniente dall’arte visigota e che l’Islam poi adotterà come simbolo della propria architettura. Ad Abderraman I succedette suo figlio Hixen I che farà innalzare il primo minareto della Mezquita con una pianta quadrangolare.

Fu Abderraman II a realizzare la prima modifica della Moschea che riguardò l’ampliazione della sala dell’orazione fino a Mohamed I che diede la forma definitiva alla Puerta de San Esteban a metà tra l’arte visigota ed lo stile cordobano. A questo successero Al-Mundir ed Abd-Allah: il primo edificò la Sala del Tesoro, mentre il secondo costruì un corridoio segreto che unirebbe l’Alcázar con con l’ultimo tratto del facciata ovest della Mezquita.

Abderraman III proclamatosi califfo, costruì un nuovo minareto ed ampliò la Mezquita arricchendo il suo interno e rinforzando gli archi. Alhaken II aggiunse alla moschea 12 elementi, avvicinandola ancora di più al fiume Guadalquivir. Vennero anche utilizzati nuovi materiali in marmo rosa ed azzurro ed impiegate una serie di volte che permettevano una maggiore luminosità dell’interno.

Il minareto dell’antica Mezquita si conserva all’interno dell’attuale torre. Fu alzato da Abderramán III in sostituzione di quello di Hixem I. Dopo un temporale che la deteriorò, il progetto venne affidato ad Hernán Ruiz II che demolì in parte l’antico minareto. Le sue opere di completamento continuano nel XVII secolo quando Juan Sequero di Matilla costruì il corpo dell’orologio. Il campanile è opera di Gaspar de la Peña, mentre la scultura di San Rafael sulla torre di Bernabé Gómez del Rìo e Pedro de la Paz.

Patio de los Naranjos: attraversando la Puerta del Perdòn si entra nel Patio degli Aranci: un enorme spazio ricco di arcate e alberi, in mezzo ai quali si alternano fontane. Questo era il posto in cui i fedeli si recavano per pregare in solitudine ed anticamente era anche il luogo perfetto per insegnare, come faceva Averroè che qui teneva le sue lezioni di filosofia, o come erano soliti fare i medici della città che qui davano consigli.

Il Patio degli Aranci era anche utilizzato come punto di incontro per alcune attività pubbliche, amministrative e religiose. In realtà in passato il patio era ornato di ulivi, cipressi e piante di alloro, mentre gli aranci che danno il nome al cortile vennero piantati dai cristiani solo nel XV secolo al posto delle palme. Dell’antico splendore dei tempi passati, oggi sono rimasti solo i resti del tetto di legno della moschea.

La Cattedrale: nel cuore della Moschea si erge questa Cattedrale, realizzata nel XVI secolo su decisione del Vescovo del Duomo che desiderava un santuario più sontuoso all’interno della Mezquita. Come accadde per altri edifici, anche la costruzione di questa sala ha significato una dimostrazione artistica del trionfo del Cristianesimo sull’Islam. Hernán Ruiz il Vecchio progettò la sua pianta a croce latina e le opere di modifiche furono proseguite dopo la sua morte dal figlio Hernán Ruiz il Giovane. I lavori dei due maestri, sebbene di grande pregio, non vennero apprezzati affatto da Carlo V, che al suo ritorno esclamò adirato che era stato distrutto un capolavoro dell’arte per costruire qualcosa di molto comune. Le volte comprendono tutti gli stili, da quello fiammingo, al rinascimentale, fino al barocco, mentre meravigliosa risulta la Sillería del Coro del XVIII secolo, di stile barocco in legno di mogano opera di Pedro Duque Cornejo.

Il Tesoro della Cattedrale si trova nella Capilla del Cardenal ed è formato da opere risalenti ai secoli XV fino al XX, tra cui spicca la spettacolare opera riguardante la custodia del Corpus Christi di Enrique de Arfe. E’ in oro ed argento, pesante circa 200 chili; viene trasportato per le vie della città il giorno del Corpus Domini.

Medina Azahara: a circa 8 Km da Cordoba e ai piedi di un monte, si trova la Medina Azahara, uno dei più importanti esempi di architettura ispano-musulmana, risalente al X secolo. Si tratta dei resti di una città fatta costruire da Abderraman III;  anche se si tratta di rovine, si percepisce comunque la grandezza delle residenze degli antichi principi musulmani. Si dice che il nome di questo sito probabilmente derivi da quello dato dal califfo in onore della sua sposa az-Zahara che significa “il fiore”, anche se su questa ipotesi non ci sono fonti certe. La struttura della Medina negli anni venne abbellita con materiali ed oggetti provenienti dalle altre parti del mondo ed ampliata anche dopo dal figlio Hakam II. Per la sua costruzione si impiegarono più di 4.300 colonne; la struttura era composta da terrazze, saloni, una serie di stanze e bagni annessi, ma anche giardini, cisterne ed un padiglione. Purtroppo però questo splendore durò fino a che i Berberi non la distrussero nel 1013 nella guerra che segnò la fine del califfato di Cordoba. Si nota come gli scavi abbiano mostrato la disposizione dela struttura su tre livelli: a quello superiore c’è il palazzo del califfo e dei nobili, il cosiddetto Alcazar, in quello intermedio i giardini, il salone per i ricevimenti e gli uffici di rappresentanza e l’ultimo terrazzamento è occupato dalla moschea. Di grande interesse artistico è la rete di canali per irrigare fatta di ingegnosi acquedotti e gallerie sotterranee volute da Abderraman III. Il salone dei ricevimenti ha pareti e archi ricoperti di pietre scolpite con motivi floreali.

Il ponte romano sul Guadalquivir: sul fiume Guadalquivir si trova l’unico ponte di Cordoba lasciato dai Romani alla città a testimonianza della vivida presenza di questo straordinario popolo. Il ponte, lungo ben 240 metri, poggia su 16 arcate e venne costruito dall’imperatore Augusto come parte della Via Augusta. Ancora oggi rappresenta, dopo le sue restaurazioni, una delle principali vie di transito e unica strada di accesso alla città. Il ponte è stato più volte danneggiato in una serie di violente battaglie e per questo è riuscito a conservare ben poco della sua forma originaria. Al centro si trova la statua dell’Arcangelo Raffaele patrono di Cordoba.

Juderia: la Juderia è uno dei più importanti quartieri ebraici d’Europa. Qui si rifugiarono gli ebrei dopo le persecuzioni del XII secolo; questo quartiere in poco tempo divenne un grande centro culturale e spirituale. Ancora oggi resta immutato lo splendore della Juderia fatta di stradine strette e attorcigliate che improvvisamente si aprono in piccole piazze pittoresche, mura bianche abbellite da fiori colorati. Ciò che resta oggi del quartiere è frutto della ristrutturazione del ‘700 che conservò la forma originaria ma modificò i suoi edifici.

La Sinagoga: questo edificio rappresenta una delle più belle sinagoghe della Spagna, oltre ad essere l’unica di tutta l’Andalusia. Venne costruita nelle vicinanze della Puerta de Almodóvar, l’ingresso al quartiere arabo e risale al XIV secolo. La sua pianta è quadrata e sulle pareti potrete notare dei magnifici decori in stile mudejar, stucchi floreali e diverse scritte in ebraico. Una peculiarità riguarda una sala un tempo riservata alle sole donne che non potevano partecipare al servizio religioso nella Sinagoga e per questo venivano relegate in questa zona, ora rimasta caratteristica dell’intero edificio. È una delle tre sinagoghe che ancora si conservano in tutto il territorio spagnolo.

Palacio De Viana: l’origine dell’edificio risale al XIV secolo, anche se il suo aspetto attuale è frutto di una serie di ristrutturazioni che hanno lasciato immutato il suo antico ed originario fascino. La sua peculiarità sono i 12 patii fioriti tipici di Cordoba, oltre ad un meraviglioso giardino. Al suo interno sarete senza dubbio colpiti dalla bellezza degli arredi arricchiti da collezioni di oggetti d’arte come porcellane, pitture, armi, mosaici o arazzi raffiguranti la guerra di Troia e racconti spagnoli, mentre potrete accedere al piano superiore tramite una scala di cedro sormontata da un bellissimo soffitto mudejar. Inoltre di singolare importanza è una biblioteca dei secoli XVI, XVII e XVIII. Il palazzo fu dichiarato monumento storico-artistico nazionale nel 1981 anche grazie alla eccellente conservazione che ne seppe fare il suo ultimo proprietario, la marchesa di Viana, Sofía di Lancaster.

La natura dei dintorni: i parchi naturali di Cordoba

Nella provincia di Cordoba ci sono tre Parchi Naturali: Montoro-Cardeña, Hornachuelos e la Sierras Subbéticas. A queste bisogna aggiungere le zone umide nelle campagne intorno a Cordoba, importante luogo per il rifugio di molte specie di uccelli.

Il parco di Montoro-Cardeña: questo parco si trova nella parte est della provincia. I paesaggi presentano sopratutto boschi mediterranei, Su paisaje es el de bosque mediterráneo, con prevalenza di lecci. Intorno al corso del fiume Yeguas si possono ammirare splendi paesaggi di rocca grantica. La fauna che abita questo parco è composta soprattutto da linci, lupi selvatici, nutrie e molti rapaci, come aquile reali e imperiali.  Quasi la metà dell’allevamento di ovini e bovini della provincia si concetra in questa zona. Se volete visitare questo parco ci arrivate dal paesino di Montoro, uscendo da Córdoba con la strada statale N-IV.

Parco Naturale della Sierra di Hornachuelos: il Parco Naturale della Sierra de Hornachuelos si trova nella sierra Morena di Cordoba e ci si può arrivare da Posadas o da Palma del Río. Ha una superficie molto estesa ricoperta di boschi mediterranei ed è attraversato dal fiume Bembézar. Dimorano in questo parco molte specie animali, tra cui l’avvoltoio nero, l’aquila imperiale, la cicogna nera, la lince e il meloncillo, unica specie di mangusta che vive in Spagna. Si arriva al parco da Córdoba con la strada C-431.

Parco Naturale della Sierra Subbéticas: questo parco si trova a 70 km da Cordoba e nel suo territorio si trovano importanti paesi come Luque, Zuheros, Priego o Rute. Questo parco è famoso soprattuto per la Cueva de los Murciélagos, che si trova a poca distanza del piccolo paese di Zuheros. Questa grotta, di grande interesse speleologico e archeologico, si può visitare in gruppo accompagnati da una guida. Ci si arriva da Cordoba prendendo la strada N-432.

Banos Arabes

In pieno Medioevo il Cristianesimo conosceva in Spagna il periodo più cupo, quello dell’Inquisizione. Circa nello stesso periodo, con il regno mussulmano Al-Andalus si diffondeva il culto dell’hammam e dell’igiene. La cura per il corpo secondo l’Islam è un atto di fede. Secondo la tradizione, il rituale dell’hammam è un momento di purificazione e socializzazione, oltre che un’esperienza rilassante. Durante gli oltre otto secoli in cui una parte della Spagna fu araba, sorsero numerosi i bagni pubblici, molti dei quali sfruttavano le preesistenti strutture termali dei romani. Solo a Cordoba erano oltre seicento i bagni, più o meno grandi, più o meno lussuosi. Non è difficile immaginare i locali dalle tipiche piastrelle con decori geometrici, i profumi di menta e gelsomino, la luce soffusa delle candele. L’Andalusia oggi offre questa eredità in maniera raffinata e seducente. Sono numerose le strutture dove è possibile immergersi in questa inconsueta dimensione di vapori e bisbigli. Ben conservati anche gli antichi bagni arabi (Baños Califares) de X secolo, recentemente restaurati. Cordova nell’antichità era famosa per i bagni che, nella tradizione araba, avevano un ruolo importante nella vita della interacollettività, non solo per una valenza di carattere igienico ma sociale. Pensate che all’epoca dei Califfato la città contava circa seicento bagni arabi pubblici, frequentati sia dagli uomini che dalle donne. Per mantenere viva questa usanza, ancora praticata dai musulmani, nel cuore della città, proprio in prossimità della Mezquita e dell’Alcazar, è stato fedelmente ricostruito un originale Hammam (C\ Corregidor Luis de la Cerda, 51), dove, in una suggestiva atmosfera, potete rivivere le piacevoli sensazioni di un autentico bagno arabo (accompagnato, se lo desiderate, da un rigenerante messaggio e da aromaterapia), che vi riporteranno indietro nel tempo, agli antichi splendori dell’epoca dei califfi. Se l’idea vi attrae tenete presente che è indispensabile la prenotazione che potete effettuare anche on line (con carta di credito) a questo indirizzo:

http://www.hammamspain.com/cordoba/index.html. … e non dimenticate di portare con voi il costume da bagno.

GRANADA

C’è un detto spagnolo che dice: “chi non ha visto Granada, non ha visto nulla”. La bellezza di questa città è stata decantata fino a farne un mito. Granada è bella per la vivacità e per il fatto che non si limita a conservare il suo “museo a cielo aperto” ma lo vive, intensamente.

Quando si parla di questa città è banale, ma obbligatorio, parlare della sua posizione geografica che l’ha resa luogo di incontro e di convivenza pacifica della cultura iberica, romana, islamica.

Di questo splendore restano testimonianze conosciute anche da chi non ha mai messo piede in Andalusia, autentici gioielli dell’architettura. Chi non ha sentito parlare dell’Alhambra, la residenza dei sovrani musulmani e monumento più rappresentativo della città? Meno famoso, ma da non perdere è l’Albacìn, l’antico quartiere in cui si stabilirono i Mori dopo la Reconquista. Non a caso la città di Granada ha ricevuto il titolo di Patrimonio mondiale dell’Umanità dall’UNESCO.

Ma non ci sono solo monumenti: Granada ha una straordinaria posizione geografica, con la Sierra Nevada alle spalle e il mare della Costa Tropical a dividerla dall’Africa.

Granada è la vera capitale culturale dell’Andalusia. Ha un’invidiabile serie di attività culturali e di svago: festival di cinema, musica e teatro si alternano ad esposizioni d’arte e manifestazioni culturali e della tradizione, o anche a grandi eventi che si svolgono negli antichi palazzi o nelle moderne infrastrutture. La presenza dell’università è un elemento che non solo crea cultura e dà prestigio alla città ma anche che la vivacizza e la rende aperta e multiculturale.

Gli universitari sono una presenza importante che anima di giorno le aule e di notte le strade e i locali. Se passate per l’Andalusia, non dimenticate di passare almeno un giorno a Granada. Garcia Lorca, che qui è nato, ha scritto: “Le emozioni della mia infanzia sono tutte dentro di me.

Io non sono mai uscito da essa”. Visitate Granada, vi resterà dentro.

COME MUOVERSI

A piedi: seguite un consiglio: mettetevi un paio di scarpe comode e andate in giro a piedi. Alzate gli occhi, guardatevi intorno, stupitevi. Non è questo lo scopo di un viaggio? Granada è il luogo ideale.

Autobus: nella città di Granada esiste un’efficiente linea di autobus pubblici e turistici che funziona dalle 6.30 fino alle 23.00 e che potranno facilitare i vostri spostamenti nei diversi posti di interesse. Riconoscerete questi mezzi dal loro caratteristico colore rosso.

Un biglietto semplice di autobus costa 1 €, mentre se volete fare più di un viaggio potrete utilizzare l’abbonamento che costa 5,45 €. Se invece desiderate fare una visita da Granada antica fino all’Alhambra dovete prendere il bus numero 32. Un’altra corsa che potrete scegliere è la cosiddetta “Destination Alhambra”, autobus numero 30 da Plaza Nueva fino all’Alhambra, mentre il numero 31 porta al quartiere dell’Albaicín. Inoltre, se avete intenzione di fare acquisti c’è l’autobus numero 3 che vi porta nei principali viali dello shopping di Granada, dalla stazione di Avenida de la Constitución, con fermate a Gran Vía, e Plaza Isabel la Católica.

Bus Turistico: esistono due tipi di autobus turistici a Granada: il Granada Monumental e il Romántica. Incluso nel biglietto avrete anche delle cuffiette auricolari per ascoltare i commenti della guida, multilingue e individuali. Questo bus può essere il modo migliore per conoscere Granada.

Taxi: il taxi è un mezzo veloce e comodo per muoversi a Granada. Per chiamare un taxi usate Radio taxi (telefono: 958 151461) Tele Taxi (958 280654) o Servi Taxi (958 400199). Dalla luce verde sopra i taxi potrete capire che è libero.

Visita alla città                                                                        

L’ALHAMBRA: come molte città dell’Andalusia, Granada raggiunse il periodo di massimo splendore durante il regno musulmano che la trasformò nella fiorente capitale del regno nazarita di Granada. Di questo splendido momento culturale si conservano e sono tangibili ancora oggi numerosi monumenti, come l’Alhambra, il simbolo indiscusso della città, il Generalife e il quartiere dell’Albaicín, tre spazi dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

Importanti testimonianze sono state lasciate anche dai Re cattolici che nel XV secolo riconquistarono la città, sopra tutti la celebre Cattedrale, opera rinascimentale con una facciata in stile neoclassicista, costruita inizialmente come luogo di sepoltura degli stessi Re che l’avevano voluta.

Unita alla cattedrale e nella stessa piazza si trova la meravigliosa Cappella Reale, che fu concepita come una cappella funeraria per ospitare i sepolcri di Isabella di Castiglia e Fernando di Aragona, opera di Domenico Fancelli. Vicino a questa, considerata la prima chiesa rinascimentale della Spagna, si situa il Palazzo Episcopale, e la Chiesa del Sacrario, opera di Francisco Hurtado Izquierdo. Il Palazzo de la Madraza o Scuola Musulmana, situata di fronte alla Cappella Reale, fu fondata da Yusuf I nel XIV secolo, per poi diventare, con la conquista della città da parte dei Re Cattolici, Casa del Cabildo (Consiglio comunale) fino al XIX secolo.

Come arrivare all’Alhambra

In auto: si prende la circumvallazione in direzione sud; superata la città si incontra la direzione Alhambra (Ronda Sur) fino al parcheggio del monumento.

Mezzi pubblici: ci si arriva con il Taxi o il Microbús Urbano, entrambi con fermata in Plaza Nueva. Le linee 30 e 32 del bus urbano hanno fermate intorno ai monumenti principali dell’Alhambra.

A piedi: ci sono diverse strade che portano a piedi fino all’Alhambra. In tutti i casi c’è un circa 1 Km da fare.

Informazioni per la visita dell’Alhambra: è obbligatorio prenotare l’ingresso e il biglietto è valido solo per il giorno indicato. La visita diurna (h 08.30-14.00) consente l’ingresso all’Alcazaba, ai Palacios Nazaríes, al Generalife, al Baño de la Mezquita e ai Giardini.  La visita pomeridiana va dalle h 14.00/18.00. La visita notturna consente l’accesso solo ad alcune zone dei Palazzi Nazaríes.

Prezzo del biglietto: il costo del biglietto è di circa 10 Euro, 5 per la visita ai giardini. Vi consigliamo fortemente di prenotare il biglietto, altrimenti per voi la visita all’Alhambra resterà solo un desiderio.

L’Alhambra, la storia: quando i mori decisero di costruire una roccaforte che vigilasse sopra Granada, scelsero di farlo sulle rovine di un’antica roccaforte chiamata Alcazaba, chiamando la loro nuova cittadella Al-Qal aal- Hmbra, che in lingua araba significa ” fortezza rossa”. Molto probabilmente il nome è legato al colore dei mattoni cotti al sole che furono impiegati per erigere le mura esterne. Il nome Alhambra è l’adattamento alla lingua spagnola.

Nata come cittadella militare dove vivevano i soldati e con all’interno abitazioni, negozi, moschee e anche un ospedale e una zecca reale, durante il regno di Yusuf I fu trasformata in un palazzo con all’interno splendidi cortili, giardini, fontane, giochi di luce e ombre. E’ una vera sorpresa entrare e scoprire quale contrasto ci sia tra l’aspetto militare della fortezza vista dall’esterno e la delicatezza degli spazi interni.

All’interno del complesso sono visibili quelle che erano le due zone principali: la zona militare o Alcazaba, quartiere della guardia reale, e la medina dove ci sono i celebri Palazzi Nazaríes e i resti della case dei nobili che abitavano nell’Alhambra.

GENERALIFE: di fronte all’Alhambra c’è un palazzo indipendente, anch’esso contornato da splendide colline e giardini, che fu solaz dei re di Granada: il Generalife. Il nome di questo monumento deriva dall’arabo Yanat – al – Arif e significa “giardino dell’architetto”, inteso in senso simbolico come Giardino di Dio, del Creatore.  Si tratta di un palazzo residenza eretto nel XIII secolo su un colle soleggiato, il Cerro del Sol, all’interno di un complesso di giardini e fontane.

Infatti di straordinaria bellezza sono proprio i suoi giardini fioriti che risalgono al ‘300 e conservano ancora i tratti loro conferiti dagli Arabi. L’edificio ha due corpi nelle estremità con al centro una caratteristica cisterna.

I giardini del Generalife meritano una visita specialmente in primavera, quando i suoi fiori si tingono di variopinti colori offrendo anche suggestive e panoramiche viste.  D’estate è bello arrivare fino alla  Scala dell’Acqua e rinfrescarsi dal caldo immergendo le mani nell’acqua fresca che corre sui passamani.

Informazioni per la visita: si visita al mattino o al pomeriggio; non c’è la visita notturna.

Il posto è così bello che richiede il massimo rispetto: evitate di strappare i fiori per piantarli nel giardino di casa. Il giardino si visita in circa 1 ora.

Cattedrale: fu Carlo V a far costruire questa straordinaria cattedrale rinascimentale, annessa alla Cappella funeraria, quando ritenne che la Cappella Reale fosse inadatta alla grandezza dei reali. In origine venne iniziata, su progetto dell’architetto Enrique Egas, in stile gotico e successivamente fu modificata da Diego de Siloè, che accoppiò una cupola rinascimentale ad una pianta gotica. La Capilla Mayor (la cappella maggiore) progettata da Diego de Siloè, riassume così la grandezza di questo edificio rappresentando uno spazio circolare a sé stante, previsto da Carlo V come il punto in cui inserire i sepolcri dei re cattolici. Per questo motivo Siloè sovrastò questa cappella da una meravigliosa cupola decorata con vetrate, sculture e pitture di Alonso Cano, uno degli artisti più poliedrici del “Siglo de Oro” che progettò anche la facciata nel 1667. Quest’ultima infatti, è studiata come un arco trionfale romano con una forma architettonica antica che si presenta chiaramente come il simbolo della vittoria cristiana sui musulmani.

Uno degli elementi più caratteristici della facciata sono i medaglioni che Cano mise sopra i pilastri al posto dei capitelli, ripresi poi da molti artisti che ne imitarono la singolarità. La cattedrale inoltre ha tre porte di grande bellezza: quella dell’Ecce Homo, quella di San Jerónimo e quella del Puerdòn, quest’ultima rappresentante una delle maggiori opere di Siloè, con le due figure allegoriche della Fede e della Giustizia. L’interno è formato da 5 navate in cui potrete ammirare il Sagrario e la Fonte battesimale; è proprio nell’interno della cattedrale che la pianta gotica e l’edificazione rinascimentale si uniscono e si fondono magistralmente. Infatti, la sua pianta mostra ancora la forma gotica originaria di Egas a cui Siloè dovette adattarsi.

Cappella Reale: nel cuore di Granada si erge questo meraviglioso monumento in stile gotico, simbolo della città. È situata all’interno della Cattedrale e venne costruito nel 1506 da Enrique de Egás, per custodire i sepolcri dei Re Cattolici Isabella di Castiglia e Fernando di Aragona. Furono proprio i re a voler essere sepolti in un posto degno di gloria stabilendo che la cappella dovesse sorgere accanto alla cattedrale. Al centro dell’unica navata del tempio funerario si trova il mausoleo con i sepolcri reali e sull’altare ecco spuntare il rinascimentale retablo del 1520 opera di Felipe Vigarny. In questa cappella hanno lavorato maestri come Gil di Hontañón, Juan di Badajoz il Vecchio e Lorenzo Vázquez.  Da un corridoio si può accedere anche al Museo che raccoglie una serie di dipinti e una collezione di bandiere della conquista di Granada, oltre alla corona e lo scettro di Isabella e la spada di Ferdinando d’Aragona. Notevole è anche la collezione di opere dei maestri fiamminghi, spagnoli e italiani.

Barrio dell’Albacin: di fronte all’Alhambra si trova l’Albaicìn, uno dei quartieri arabi più belli di Granada e dell’Andalusia. La sua caratteristica principale sono le sue casette bianche che si mischiano ai vicoli stretti di origine moresca e alle ville con i loro giardini fioriti. Si dice che forse furono proprio i Mori a dare il nome a questo quartiere, essendosi rifugiati qui per salvarsi dalle persecuzioni dei cristiani che avevano conquistato la città. Oggi l’Albaicìn rappresenta una zona residenziale con ampie vedute sull’Alhambra e sul Generalife, ma anche sulle cime imbiancate della Sierra Nevada, panorami che potrete scorgere specialmente dalla terrazza della Chiesa di San Nicolas. Percorrendolo troverete le pittoresche chiese di San Cristobal e San Bartolomè.

Banuelo o Bagni Arabi: si tratta di uno dei pochi Bagni Arabi che si sono conservati ancora intatti. L’edificio risale al XI secolo e possiede una cupola con fessure che permettono il passaggio della luce. Nel Bañuelo, uno dei bagni arabi più antichi e meglio conservati, si conservano anche 8 colonne con i capitelli in stile romanico e visigoto che formano una serie di bellissimi archi.

FESTE

A Granada, oltre la Semana Santa (settimana Santa) ed il Corpus Domini, una festa tipica è la Cruces de Mayo che unisce in modo spettacolare il mondo religioso e quello profano.

SHOPPING

Se amate spulciare sulle bancarelle dei mercatini alla ricerca di occasioni imperdibile, tutte le domeniche mattina potrete recarvi al Mercadillo di Almanjayar dalle h 09.00/15.00. Qui troverete scarpe, borse e vestiti di seconda mano a ottimi prezzi, ma anche fiori, frutta. Altri mercati rilevanti a Granada sono quelli dei quartieri di La Chana il mercoledì e dello Zaidín il sabato.

Alta Moda e prodotti tipici nel centro di Granada

Ma se siete amanti della moda e non sapete rinunciare ad un capo griffato, allora dovete recarvi nella zona centrale della città, quella delle strade Locande, Puentezuelas o Raccolte. Qui infatti vi accoglierà una straordinaria offerta commerciale di ogni tipo: dalle prestigiose firme di moda, alle gallerie d’arte, fino ai negozi di antiquariato e alle botteghe che vendono prodotti alimentari caratteristici del luogo da acquistare in ricordo dell’antica tradizione culinaria di Granada.

Orari di negozi e centri commerciali

Alcuni negozi, specialmente quelli delle grandi firme, aprono normalmente con orario continuato dalle h 10.00/20.30, mentre i centri commerciali sono aperti dalle h 10.00/22.00. Invece i negozi tradizionali e quelli più piccoli hanno un orario diverso, che abitualmente va dalle h 10.00/13.30 e dalle h 17.00/20.30.

COSA  E DOVE MANGIARE: sapori terragni tra la piana del Guadalquivir e la Sierra Nevada che si gustano nelle casas de comida (i ristoranti) a partire dalle due del pomeriggio e dalle nove di sera in avanti.

In apertura del pasto aceitunas (olive) con pimientos (peperoni), cebollas (cipolle) e berenjenas (melenzane) alla griglia, sottaceto e sottolio. Il serrano (prosciutto cotto o crudo) di Guadix e di Jabugo è il più pregiato.

Tra i primi piatti il più conosciuto è il gazpacho di cui esistono numerose varianti sino ad arrivare alla sopa de ajo (zuppa di aglio).  Chivo e choto (capretto e capretto di latte) fra i secondi.

Tra i piatti tipici di Granada vi è la frittata del Sacromonte ed i pionos, dolcetti tipici.

Cunini – Pescaderia, 9 –  ottimo pesce

Sevilla – Oficios, 14 – piccolo locale pittoresco accanto alla Cattedrale. Gustose tapas al bar all’ingresso.

Carmen De San Miguel – Alhambra – bel panorama sulla città.

Mirador De Moraima – Albacin

DIVERTIRSI

Non solo mare: Granada è piena di bar, locali, tapas.

Soprattutto d’estate ma anche d’inverno, gli abitanti e i turisti rispettano la tradizione tutta spagnola di passare le serate saltando da un tapas bar ad un altro. Le vie dove questo rito raggiunge forme esasperate sono Calle Navas e Campo del Principe. Per il divertimento del mattino e del pomeriggio, le splendide acque della Costa del Sol sono vicine e bagnano il mare della provincia di Granada. Per chi cerca altre forme di divertimento, anche sfrenato, ci sono altre possibilità come lo sci in Sierra Nevada o le passeggiate nel verde.

Sport ad alta quota: il sistema montagnoso della Sierra Nevada si trova sopra la città di Granada a solo 80 Km dalla Costa del Sol. Qui si trovano i picchi più elevati della penisola iberica (il Mulhacén, con 3.482 metri e il Veleta con 3.392), oltre alle 15 cime che superano i 3.000 metri di altitudine. Qui potrete incontrare anche un meraviglioso parco nazionale dichiarato Riserva della Biosfera. La Sierra Nevada vi permette di praticare di sport sciistici durante stagione invernale nel centro residenziale di Pradollano: più di 65 km di piste sciabili si mischiano ad un’ampia offerta di svaghi e divertimenti di ogni tipo che includono piscine climatizzate e piste di pattinaggio, ma anche ottimi alberghi e ristoranti. Potrete provare anche sport di avventura, come cicloturismo, equitazione, ma anche sport aerei o parapendio, sia nel Parco Nazionale di Sierra Nevada sia nel Parco Naturale di Sierra di Huétor.

Lo sci in Sierra Nevada: le alte cime della Sierra Nevada (fino ai 3.481 metri), offrono la migliore stazione sciistica di tutta la Spagna. L’abbondanza di neve specialmente nei mesi invernali, le moderne istallazioni ed attrezzature sportive, e soprattutto, la stragrande moltitudine di persone che ogni anno vi si recano, hanno reso questo posto tra le località turistiche invernali più in voga nella penisola e in Europa. Una delle caratteristiche principali di questo luogo è la sua privilegiata posizione geografica (tra le stazioni più meridionali d’Europa) che le ha garantito oltre alla neve, un elevato numero di giorni di sole anche in pieno inverno, cosa che ha permesso di aumentare il numero dei visitatori all’anno, fatto non solo di sciatori ma anche di amanti della tintarella d’alta quota.

La Sierra Nevada dispone di 65 chilometri di piste e 45 piste con diversi livelli di difficoltà per praticare sci o snowboard. Se siete appassionati dell’avventura, non perdete una delle curiosità più attraenti della Sierra Nevada: la possibilità di sciare di notte in una pista illuminata. Una notte indimenticabile! D’estate la Sierra Nevada offre meravigliosi scenari ed incantevoli luoghi in cui passeggiare a piedi, in bicicletta o a cavallo. Nei torrenti della montagna potrete praticare il rafting o anche attività più rilassanti come la pesca sportiva della trota. Gli amanti del golf possono divertirsi a Las Gabias, con le 18 buche del Granada Club de Golf.

La natura dei dintorni: la Sierra Nevada e Sierra Huertor

Quando si scrive degli itinerari naturali da scoprire nella provincia di Granada, il primo pensiero va alla Sierra Nevada, alle sue cime innevate anche d’estate.

Parco Nazionale della Sierra Nevada: questo parco unisce la bellezza geografica ed ecologica, alle più alte vette della penisola iberica, il Mulhacén e la Veleta. Si tratta di uno straordinario insieme di paesaggi diversi che alterna zone molto ripide con altre più pianeggianti, combinando fra loro ghiacciai, boschi e molte aree di vegetazione naturale, permettendo una particolare abbondanza di specie endemiche locali. Il modo migliore per visitare il Parco è sicuramente a piedi attraversando gli itinerari più interessanti delle vette Mulhacén e Veleta, che sapranno offrirvi uno dei panorami più indimenticabili, che dai monti si estende fino al mare Mediterraneo. Caratteristica tipica del suo paesaggio è anche una particolare ricchezza idrologica che ha dato vita a molte fonti di acque minerali dalle proprietà curative, mentre una delle specie più caratteristiche del parco è la capra montana. Nel 1986 il Parco Nazionale della Sierra Nevada è stato dichiarato Riserva della Biosfera dall’UNESCO.

Per le visite: il Parco Nazionale di Sierra Nevada si può visitare liberamente rispettando le norme della sua conservazione e salvaguardia. Esistono due Centri di Visitatori, in Güéjar Sierra (Granada) ed in Laujar di Andarax (Almeria) e diversi punti di informazione nei vari municipi.

Come arrivare in Sierra Nevada: per arrivare da Granada alla Sierra Nevada si deve prendere l’autovía N- 323 in direzione Motril, uscita per la Ronda sur , A-395 in direzione Pradollano -Veleta. Ci si può arrivare anche passando per l’Alpujarra: si deve prendere l’autovía N-323 sempre in direzione Motril fino all’incrocio di Lanjarón, dove si prende la strada dell’ Alpujarra C-332, che attraversa tutto il versante sud della Sierra.

Parco Naturale di Sierra Huértor: la Sierra Huértor è un’altra delle grandi e rilevanti catene montuose delle provincia di Granada. Al suo inteno si trova un Parco Naturale situato vicino alle zone di Huértor di Santillán, Cogollos Vega, Diezma, Beas de Granada, Nívar e Viznar. Questo spazio naturale emerge in particolare per l’alta concentrazione al suo interno di flora e fauna caratteristica del Mediterraneo, tra le cui specie protette potrete trovare l’aquila reale ed il gatto di montagna. La stessa fauna include anche numerosi rettili, allocchi, merli, pettirossi, insetti e pernici, mentre le piante della Sierra di Huértor possiedono un incredibile valore naturalistico, poiché oltre alla presenza di aceri, rovereti e querceti, troverete anche numerosi organismi endemici locali e nord-africani. Inoltre l’ambiente della Sierra di Huértor vi offre numerose opportunità anche dal punto di vista culturale: le zone vicine a questo parco sono quelle del Puerto della Mora o dei Bagni arabi di Cogollos Vega, così come la Cueva del Agua o la Fuente Grande a Aldácar, che rendono ancora più attraente la visita a questo Parco Naturale granadino.

Come arrivare: ci si arriva facilmente da Granada con la A92. Ci sono due uscite: una per il centro visitatori di Porto Lobo l’altra attraverso la cittadina di Alfacar

DINTORNI

Viznar: (a 12 Km),  vi sorge un grande palazzo, costruito alla fine del 1700 da un arive scovo di Granada, comprende una galleria affrescata con episodi del Don Chisciotte. Nel cimitero, la tomba del poeta granadino Federico Garcia Lorea.

Loja: a 45 km da Granada, risalta la Cittadella, il Mausoleo neoclassico di Narvaez, l’eremo di Gesù Nazzareno, la chiesa gotico-mudejar de la Encarnacion, del XVI sec., la Casa Concistoriale, nonchè la Chiesa di San Gabriel, opera di Diego de Siloè.

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